SHAMRAIN – Shades of emptiness

Pubblicato il 17/07/2004 da

“Empty World Excursion” è il debut, promettente, di questa new sensation made in Finland. Attivi dal 2000 con il promo “Pieces”, ora forti di una line-up stabile che contempla come vocalist Mika Tauriainen degli Entwine, gli ShamRain offrono al pubblico intensità e dolore, ricordi dai contorni confusi che emergono e scompaiono dopo un attimo… Poche note e moltissima emozione, senza  scadere nel facile piagnisteo auto-lesionista. Frammenti in ascesa leggera, colti nel momento di massima suggestione, prima di deformarsi irrimediabilmente. Metalitalia.com si è intrattenuto con il drummer e membro fondatore Janne Jukarainen, che, con disponibilità ed umorismo, ci ha fatto penetrare tra le ombre della musica degli ShamRain, svelandone le scarnificazioni e il vuoto… 

   

ORMAI IL RACCONTO DELLA VOSTRA FORMAZIONE HA ASSUNTO CONNOTATI POETICO-ALCOLICI MOLTO FINLANDESI… DIREI DI COMINCIARE PROPRIO DA QUI, PER PRESENTARE AI LETTORI DI METALITALIA.COM IL MONDO DEGLI SHAMRAIN…
“Eh sì, effettivamente la formazione degli ShamRain ha per noi un forte significato sentimentale… tendiamo a raccontarla con l’alone magico di una svolta del destino, è stato l’evento che più ci ha segnato come uomini e come musicisti. Tutto cominciò negli ultimi mesi del 2000, quando io e Matti eravamo insieme in studio a registrare il debut dei Grayscale, la band di cui facevamo parte allora. Esausti, ci sedevamo sul pavimento dello studio di registrazione, bevendo birra e ascoltando ‘Forever Autumn’ dei Lake Of Tears. L’atmosfera che si era creata ci spingeva a fantasticare continuamente su quanto sarebbe stato bello poter suonare una musica lenta e malinconica. Non ne avevamo mai parlato con nessuno, sebbene entrambi cullassimo questo desiderio da tempo. Stava diventando troppo importante per non  provarci, così decidemmo di incidere un promo di cinque brani, ‘Pieces’. Alcuni amici ci hanno aiutato suonando come session-musician perché non riuscivamo a trovare la gente giusta per dare vita ad una line-up stabile. Dovevamo trovare ragazzi che la pensassero come noi, che volessero suonare musica oscura, malinconica, atmosferica; che si proponessero di arrivare al cuore e ai sentimenti più profondi dell’ascoltatore. Ma prima di tutto, per onestà verso noi stessi come artisti, dovevamo dimenticare gli imperativi ‘facciamo questo, alla gente piacerà di sicuro’ e seguire quello che sentivamo veramente dentro di noi. Questa è l’unica strada per far sì che le emozioni personali si uniscano alla musica nel modo giusto, spontaneamente, senza risultare frutto di un artificio falsato. Mi auguro sempre di esserci riuscito almeno un po’!”.

TI VA DI SPIEGARCI COME E’ NATA LA COLLABORAZIONE MOLTO RIUSCITA CON MIKA, IL CANTANTE DEGLI ENTWINE?
“Ma certo, è giusto parlare della prestazione di Mika! Dopotutto penso che la sua vocalità abbia contribuito moltissimo a creare al meglio l’universo malinconico pensato per ‘Empty World Excursion’. Come ti dicevo prima, ultimai il demo con Matti, ma eravamo senza un cantante e cominciammo a cercarne uno. Purtroppo nessuno dei candidati si adattava bene alla musica che avevamo composto, abbiamo provato persino a far cantare una ragazza! Dato che non volevamo rischiare di rovinare l’aspetto puramente musicale con un cantato inadatto, accantonammo per un po’ il demo. All’epoca io lavoravo in un negozio di dischi, poco dopo sono venuto a sapere che Mika degli Entwine stava facendo il servizio civile nella stessa città. Ovviamente un musicista non può stare lontano dai negozi di musica, così io e Mika ci siamo presentati mentre lui faceva acquisti, trovandoci subito in sintonia. Siamo finiti al bar a parlare dei nostri progetti come due vecchi amici, poi l’ho invitato nella nostra sala prove e abbiamo cominciato ad improvvisare dei brani con Matti. Mika suona bene la batteria, se non erro mi ha detto che l’ha studiata per sette anni prima di dedicarsi quasi esclusivamente al canto. Dopo un po’ di giorni (e dopo molte birre scolate insieme…), ho deciso di fargli sentire il nostro demo per avere una sua opinione sincera sul nostro lavoro… be’, lo ha colpito così tanto che, un paio di giorni dopo, stava già registrando le parti vocali! E’ stato un vero colpo di fulmine tra Mika e la musica degli ShamRain! Non potevamo sperare di meglio”.

GLI SHAMRAIN SONO UNA BAND RELATIVAMENTE GIOVANE; A QUALI INFLUENZE PRINCIPALI VI RITENETE ASCRIVIBILI? QUALI SONO I GRUPPI CHE VI HANNO ISPIRATO MAGGIORMENTE (A PARTE I LAKE OF TEARS)?   
“Come sai, Matti scrive la maggior parte dei testi. Le sue influenze principali sono i Cure e l’immaginario dei film di David Lynch. Gli piace tantissimo l’industrial e, in generale, è molto affascinato dai rumori strani ed inusuali. E’ un ragazzo abbastanza particolare… anzi, è proprio il pazzo della band! Kalle si sente ispirato soprattutto dopo una sbornia, sai, con il cosiddetto ‘day after’, o meglio con la ‘night after’. Possono diventare momenti veramente spaventosi (Ride n.d.a.)! L’effetto artistico della sbronza coinvolge anche me, ma non posso dire che sia la mia unica fonte di ispirazione… si può essere stimolati artisticamente da qualunque cosa capiti. Personalmente, mi piacerebbe moltissimo fare musica per un programma sulla natura, magari sui fondali marini e sui coralli. Adoro questo tipo di documentari! Per quanto riguarda Mika, ti posso dire che lui venera Layne Staley degli Alice In Chains e Tom Yorke dei Radiohead, di altre influenze non mi ha mai parlato finora”.

BENE, DIREI CHE E’ ORA DI DEDICARE LO SPAZIO CHE MERITA A “EMPTY WORLD EXCURSION”: PARLIAMO UN PO’ DEL MAKING OF…
“Volentieri! Per arrivare a finire il lavoro in modo soddisfacente sono occorsi sei mesi di impegno. Abbiamo usufruito di quattro studi diversi e per me la fase di registrazione è stata particolarmente difficile. Ho inciso le tracce di batteria quando le song non avevano ancora una composizione completa e definita; inoltre, ho fatto tutto in solitudine e per questo, alle volte, incappavo in dei veri casini organizzativi. Suonavo i brani a memoria seguendo il tempo a click, puoi immaginare la difficoltà di pensare a come avrebbe dovuto risultare la batteria nelle diverse parti di una canzone lunga otto minuti… non si riesce facilmente ad entrare nel feeling giusto, ci vogliono concentrazione e molta fantasia. Dopo questo scoglio, tutto è andato liscio, abbiamo strutturato i pezzi e gli abbiamo dato la forma che hai avuto modo di sentire sul disco. Purtroppo non siamo riusciti ad evitare alcuni problemi con i dannati macchinari che si usano per registrare da professionisti… ora, dopo imprecazioni e tentate aggressioni fisiche, siamo decisamente più esperti! Quasi tutte le chitarre, il basso e i synth sono stati realizzati nel piccolo studio a casa di Matti; poi ci siamo spostati ai Forest Field Studios per occuparci delle vocals di Mika e per registrare del materiale aggiuntivo. Lì abbiamo deciso di fare anche il mixaggio, lasciando il lavoro nelle mani del producer Jani Heimala, che ha fatto decisamente molto bene! Certe canzoni avevano addirittura 70 tracce diverse da mixare, l’abbiamo fatto invecchiare di qualche annetto per la fatica! Anzi, il povero Jani ha fatto decisamente più di quanto gli competesse, ospitando me e Matti per ben due settimane a casa sua… dev’essere stata dura trovarsi sempre intorno due hippie puzzolenti che si cibavano esclusivamente di birra e di pizze surgelate! (Ride. Dai Janne, non è così grave, pensa a chi ospita a casa propria che so, i Tankard che attentano ai beveraggi! n.d.a.)”.

QUELLO CHE MI HA COLPITA POSITIVAMENTE DELLA VOSTRA PROPOSTA E’ L’EQUILIBRIO TRA SEMPLICITA’ SUGGESTIVA, MALINCONIA E FORSE QUELLO CHE SI DIREBBE SENSIBILITA’ FINLANDESE. COME TI PIACE DESCRIVERE LA MUSICA DEGLI SHAMRAIN?
“Hmm, questa cosa è proprio buffa! Tutti i recensori esteri di ‘Empty World Excursion’ hanno sottolineato questa presunta forte componente di sensibilità finlandese della nostra musica. Invece in Finlandia hanno scritto che il nostro disco suona davvero inusuale per la scena di queste latitudini. Tu sottolinei il minimalismo della musica degli ShamRain, dunque presumo che con ‘sensibilità finlandese’ tu ti riferisca più alla malinconia che evochiamo piuttosto che alla somiglianza con le band gothic che proliferano nella nostra terra…”.

ESATTAMENTE. SIETE UNA REALTA’ DECISAMENTE DIFFERENTE DAL GOTHIC FINLANDESE COSIDDETTO, NONOSTANTE PORTIATE BEN IMPRESSA LA CIFRA STILISTICA DEL VOSTRO PAESE DI PROVENIENZA.
“Già! Dunque, come descriverti l’album… penso che la definizione ‘melancholic rock’ si avvicini di molto all’essenza degli ShamRain. Non mi piace che ci etichettino come una gothic metal band, anche se ciò è stato fatto in molti casi. L’unico elemento metal che riconosco alla musica di ‘Empty World Excursion’ è il feeling oscuro e disperato che si respira nelle composizioni. Una disperazione più scarna e meno elegiaca di quella del gothic. Molti poi esagerano e ci definiscono metal solo perché abbiamo progetti estremi con altre band, gli stessi che definirebbero metal qualsiasi cosa abbia al suo interno una chitarra distorta! Bisogna rassegnarsi”.

PARLIAMO UN PO’ DI COME E’ ORGANIZZATO IL SONGWRITING NEGLI SHAMRAIN…
“Matti è il maggior responsabile e coordinatore della musica degli ShamRain, quando ha qualche buona idea per una canzone, una melodia o un riff, la registra su computer e poi pensa a come si potrebbe costruire il pezzo combinando i diversi elementi del suono degli ShamRain. Altrimenti, quando si tratta di idee mie o di Kalle, le proponiamo a Matti che provvede ad inserirle nel brano più adatto che sta preparando. E’ un continuo lavoro di incastri; spesso è sorprendente vedere quanto le nostre canzoni mutino dopo aver fissato e registrato le strutture di base. In particolare le tastiere arrivano ad una definizione ultima solo dopo molte prove e sperimentazioni sull’abbozzo della canzone. Pensa che, se ‘Empty World Excursion’ non fosse un album ormai completo, sono certo che metteremmo nuovamente mano ai brani per modificarli. Come tutti i musicisti, anche noi non siamo mai contenti fino in fondo! L’unica cosa che probabilmente ci distacca dalla maggior parte delle band è il fatto che dedichiamo veramente pochissimo tempo alle prove, registriamo subito quello che ci viene in mente e poi scegliamo le parti che ci sembrano funzionare e le uniamo creando le canzoni. Non ci piacciono le pre-produzioni interminabili, preferiamo assecondare le idee suggeriteci dall’emotività del momento. Naturalmente, quando avremo occasione di esibirci dal vivo, ci prepareremo accuratamente provando e riprovando come un gruppo coscienzioso!”.

A PROPOSITO DEI TESTI, SCARNI ED ESSENZIALI COME LA MUSICA, MA IN UGUAL MODO INTENSI, COSA CI DICI?
“I testi sono importanti e funzionali al messaggio musicale degli ShamRain, devono sottolineare il feeling suggerito dalle note e descrivere una sorta di scenografia per le canzoni. Nella nostra proposta, fatta di atmosfere molto intense e proprio per questo molto fragili, è indispensabile trovare le parole giuste, che vadano di pari passo con la musica e che non la rovinino, togliendole il mood che invece deve restare sotteso a tutto l’album”.

HO PARLATO DI MINIMALISMO PREGNANTE IN RELAZIONE A “EMPTY WORLD EXCURSION”, COSA NE PENSI? E’ QUESTA LA FORZA DELL’ALBUM?
“Credo di sì, molto spesso è più saggio procedere per sottrazione se si vogliono suscitare emozioni intense. Personalmente, sapevo fin dall’inizio che in questo progetto avrei dovuto suonare in modo veramente scarno, e ti confesso che mi è piaciuto davvero. In tutti i miei precedenti gruppi metal, la batteria aveva un ruolo preponderante, suoni molto potenti. Negli ShamRain è stato diverso, mi sono scoperto suonare ogni singolo tocco come se avesse un significato molto profondo, che doveva poi perdersi a servizio dell’interezza di ‘Empty World Excursion’. Giustamente non c’era spazio per solleticare il mio ego di batterista con soluzioni ultra-tecniche da clinic! La stessa cosa è stata per gli altri strumenti, che fanno apparizioni eteree ma vive, non soperchiandosi a vicenda. Abbiamo anche noi una buona varietà di soluzioni, basta fare attenzione alle chitarre, alle tastiere, alle linee vocali, solo che preferiamo non usarle sconsideratamente. Soprattutto facciamo in modo che emergano, in maniera non invasiva, da ascolti man mano più attenti”.

AVETE GIA’ LE IDEE CHIARE, UN CONSIDEREVOLE TALENTO, UNA PERSONALITA’ ARTISTICA CHE VUOLE AFFERMARSI… COSA PENSATE DI POTER DARE IN PIU’ ALLA SCENA METAL?
“Be’, innanzitutto ti premetto che non ci proponiamo di rivolgere la nostra musica solo al pubblico metal, ma piuttosto ad un pubblico rock che ami le atmosfere cupe. E’ però innegabile che anche nel metal i gusti siano mutati; oggi c’è meno gente fanatica di growl, drumming selvaggio e chitarre lanciate in riffing violentissimi. Penso che gli ShamRain potranno conquistare chi cerca un po’ di ‘pacifica’ emozione, senza doversi rivolgere al mainstream da MTV… Ho un’opinione abbastanza personale su cosa sia heavy: si può esserlo anche senza fare i ‘distorsori folli’, ma semplicemente raccontando senza sconti le sensazioni dell’esistenza; questo è molto più pesante di tanta musica power metal ad esempio. Mi riesce impossibile pensare all’heavy quando sento un tipo urlare che combatte contro dei draghi o che vola come un’aquila… sarà un mio problema, ma come si fa a considerare pesante una musica così felice ed ilare come il power metal?! (Già, come si fa? n.d.a.)”. 

PROGETTI FUTURI DEGLI SHAMRAIN?
“Al momento stiamo lavorando su due cover. La prima è ‘Charlotte Sometimes’ dei Cure, che probabilmente comparirà su una compilation-tributo a questa band geniale. La seconda è ‘Angels Playground’ dei This Empty Flow, che prepariamo più per noi stessi che in vista di qualche release ufficiale. Poi abbiamo finito di arrangiare alcuni brani che non avevano trovato spazio su ‘Empty World Excursion’ e abbiamo ri-registrato una delle canzoni contenute in ‘Pieces’, il nostro promo d’esordio. Riguardo all’utilizzo di quest’ultimo, abbiamo un piano molto legato all’underground, ma non posso svelarti di più per ora. Con calma, ci stiamo preparando ai possibili live-show, che speriamo di poter fare quest’anno. Infine, Matti sta già scrivendo il materiale per il nostro secondo studio-album, coadiuvato dal resto della band. Come vedi cerchiamo di tenerci occupati!”.
 
TI RINGRAZIO PER LA BELLA INTERVISTA, CONCLUDI TU JANNE…
“Grazie a te Valentina! E grazie a Metalitalia.com! Speriamo di venire presto da voi in Italia, ci dicono tutti che è bellissimo suonare davanti ad un pubblico italiano, speriamo bene!”.

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