SHAMRAIN – The sweet suffering

Pubblicato il 13/08/2005 da
 
Eccoci nuovamente al cospetto dei dark rocker finlandesi Shamrain, che, passati dalla nostrana Watch Me Fall Records alla più potente Firebox, hanno da poco dato alle stampe il loro secondo full length album, l’ottimo “Someplace Else”. Ci racconta tutto il gentilissimo chitarrista Kalle Pyyhtinen…
 
 

“EMPTY WORLD EXCURSION”, IL VOSTRO DEBUT ALBUM, E’ STATO ACCOLTO SPLENDIDAMENTE DALLA STAMPA. SIETE SODDISFATTI DEI RISULTATI OTTENUTI?
“Assolutamente sì, il nostro primo disco è piaciuto molto e abbiamo avuto modo di leggere tonnellate di recensioni positive, soprattutto italiane. Il merito è soprattutto della Watch Me Fall Records, che dalle vostre parti ha davvero fatto un lavoro eccellente”.

ORA PERO’ SIETE SOTTO CONTRATTO CON LA FIREBOX…
“Esatto, si tratta di una label che ha un ottimo roster e che sta crescendo molto, era necessario per noi compiere un simile passo. Essendo inoltre finlandese, la Firebox ci ha permesso di avere una promozione più vasta nel nostro paese… non a caso qui siamo stati recensiti ed intervistati anche da magazine mainstream”.

COME DESCRIVERESTI IL PROCESSO DI SONGWRITING CHE HA PORTATO ALLA REALIZZAZIONE DEL NUOVO “SOMEPLACE ELSE”? AVETE CAMBIATO METODO DI SCRITTURA RISPETTO AL DEBUT? 
“No, non direi. Proprio come quello per il debut, il processo è stato molto lungo: abbiamo impiegato diverso tempo per scrivere i brani, fare dei demo e infine iniziare le registrazioni vere e proprie. Non si è però trattato di un qualcosa di particolarmente stressante. Abbiamo lavorato con la solita calma e le idee sono venute fuori in maniera assai naturale. Ho sempre letto e sentito che è difficile e stressante per una band comporre il suo secondo album se il primo è stato accolto bene. Per noi invece non lo è stato affatto”.

RIMANENDO IN TEMA DI SONGWRITING: CI SONO STATI DEI DETERMINATI ELEMENTI DELLA VOSTRA MUSICA CHE AVETE VOLUTO FERMAMENTE ENFATIZZARE IN QUESTO NUOVO ALBUM? COSA INVECE È NATO IN MODO PIÙ SPONTANEO?
“Prima di tutto vorrei soffermarmi sulla produzione del disco: questa volta volevamo assolutamente godere di suoni migliori. Il budget messoci a disposizione dalla Firebox ci ha posto nella condizione di poter scegliere uno studio rinomato e di trovare finalmente il sound che stavamo cercando. Per quanto riguarda lo stile delle canzoni, invece, abbiamo composto tutto assai spontaneamente… non abbiamo quasi mai pensato a che cosa dovevamo scrivere. In ‘Someplace Else’ puoi sentire canzoni tristi e oscure e questo è esattamente ciò che è possibile trovare in fondo al nostro cuore. Posso giusto dirti che in questa occasione abbiamo cercato di dare un po’ più di spazio alle chitarre, sia a quelle acustiche che a quelle elettriche. Inoltre le tastiere hanno un suono molto più caldo e legato al passato. Facciamo largo uso di mellotron in questo album…”

DOVE CREDI CHE STIA ANDANDO LA VOSTRA MUSICA? SI STA EVOLVENDO? SE SÌ, IN QUALE MODO?
“Di certo si sta evolvendo, ma per me è impossibile spiegarti come! Probabilmente in futuro le chitarre acquisteranno un peso maggiore nell’economia del nostro sound… quindi forse ci ritroveremo ad evolverci come i The Cure tra ‘Disintegration’ e ‘Wish’! Non so davvero come farmi capire (ride, nda)! Comunque è certo che la nostra musica rimarrà malinconica, sarebbe innaturale per me scrivere dei brani allegri.”

RITIENI CHE IL VOSTRO STILE CONTENGA DEGLI ELEMENTI CHE POSSANO IN QUALCHE MODO ESSERE DESCRITTI COME PRETTAMENTE FINLANDESI O SCANDINAVI?
“Sì, la tristezza e la malinconia di fondo. Si tratta di una cosa comune a praticamente tutte le band provenienti dal nostro paese, anche a quelle che rientrano nella scena metal… fa parte del nostro dna. Ci tengo però a precisare che noi suoniamo dark rock, non metal. Te lo dico perchè spesso veniamo accostati a quella scena ma noi abbiamo poco o nulla a che fare con il metal… idem con il gothic. Credo che in Finlandia gli Shamrain siano gli unici a suonare questo determinato tipo di musica… ethereal dark rock.”

VI INFASTIDISCE L’ESSERE SPESSO PARAGONATI AD UNA BAND COME GLI ANATHEMA?
“Assolutamente no, sono un gruppo che ha fatto la storia del genere ed è evidente che ci abbia influenzato. Noi però forse siamo ancora più soft rispetto a loro: nel nostro nuovo album non puoi sentire tante chitarre elettriche quante ce ne sono nella loro opera più recente. Possiamo dire di essere influenzati molto da brani soffusi come ‘Are You There?’… quel pezzo è meraviglioso”.

VI INFASTIDISCE INVECE IL FATTO CHE VENIATE SEMPRE INSERITI NEL FILONE METAL QUANDO INVECE LA VOSTRA MUSICA E’ PRATICAMENTE TUTT’ALTRA COSA?
“Sì, devo ammetterlo. Credo proprio che la nostra musica potrebbe piacere a tantissimi pop-rock fan ma purtroppo questi ultimi non la conosceranno mai finchè essa verrà venduta quasi esclusivamente in negozi metal o verrà trasmessa solo nel corso di programmi radio dedicati al metal. Per fare il grande salto ci vorrebbe l’aiuto di una label veramente grossa: potremmo realizzare un video o un vero e proprio singolo e venire pubblicizzati su diversi tipi di media”.

CHE COSA FATE NELLA VITA OLTRE A SUONARE NEGLI SHAMRAIN?
“Il gruppo non ci dà da mangiare, dunque nella vita siamo pressochè costretti a fare anche altro. Tre di noi hanno un impiego, uno è disoccupato e io sto ancora studiando. Finchè le cose restano così credo che vivere di musica per noi sarà sempre un sogno, però mai dire mai…”.

OK, TI RINGRAZIO, KALLE…
“Grazie a te per l’intervista. Speriamo di poter visitare l’Italia un giorno, ci piacerebbe tenere qualche concerto. Buona estate a tutti!

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