SILVER LAKE – La cura nei dettagli

Pubblicato il 27/01/2011 da

“Silver Lake” è l’omonimo debutto di questa interessante band proveniente dalla provincia di Rimini. Pur essendo il loro primo passo discografico, i Silver Lake ci colpiscono con le loro sonorità a cavallo tra il power melodico italiano e alcune interessanti soluzioni più progressive. Con queste prime otto canzoni i cinque musicisti riminesi si presentano come una band compatta, sicura di sé e dotata di una buona maturità. Sentiamo dalle loro parole giunteci via mail come essi stiano vivendo questa nuova esperienza in sala d’incisione e come abbiano potuto collaborare con alcuni nomi illustri della scena power/prog italiana quali Simone Mularoni (DGM, Empyrios) e Michele Luppi (Vision Divine, Killing Touch)…

 

INNANZITUTTO: CHI SONO I SILVER LAKE? VORRESTE PRESENTARCI LA FORMAZIONE ATTUALE, CHE SO ESSERE CAMBIATA DAI TEMPI DEL VOSTRO DEBUTTO COME COVER BAND DAL NOME EXODIA? CHI SONO I FONDATORI DELLA BAND?
Riccardo: "I Silver Lake sono una realtà nuova nel panorama italiano e internazionale del power-prog melodico, anche se non sentiamo il bisogno di essere etichettati sotto un particolare genere o stile. Quello che ci ha portato ad oggi, è sicuramente la convinzione che sia possibile fare qualcosa di emozionante per noi e per chi ci ascolta se dietro a tutto c’è una reale passione per la musica. La formazione attuale è composta da me e Giovanni in qualità di membri fondatori e unici ‘sopravvissuti’ dai tempi degli esordi con gli Exodia. Soprattutto da noi due nasce la voglia di sviluppare il discorso musicale intrapreso attualmente dalla nostra band. Alla voce c’è Davide Bertozzi che ha già anni di esperienza come frontman con altri gruppi della scena hard rock locale e la sua attitudine dal vivo è la locomotiva del gruppo. Al basso Luigi ‘Gigi’ Rignanese che dà alla band un tocco e un’originalità unica vista la sua formazione che va dall’heavy classico al punk, passando per il funky e l’AOR. Alla batteria il posto di Matteo Tosi (che ha lasciato la band appena ultimate le registrazioni) è stato occupato da Andrea Urbinati che suona dall’età di nove anni e garantisce una solidità alla parte ritmica di cui non possiamo fare a meno, oltre ad essere un reale tuttofare a dispetto dei soli ventun anni!".

DOPO ANNI DI GAVETTA COME COVER BAND, COME E’ NATA L’IDEA DI FARE MUSICA VOSTRA? C’E’ UN COMPOSITORE PRINCIPALE TRA DI VOI CHE E’ SERVITO DA ‘MOLLA’ O CONTRIBUITE TUTTI AL PROCESSO COMPOSITIVO?
Giovanni: "Dopo anni come cover-band sentivamo l’esigenza di creare qualcosa di nostro e il passaggio tra queste due fasi in realtà è avvenuto in maniera molto naturale e spontanea. Per quanto riguarda la fase compositiva di ‘Silver Lake’ l’abbiamo curata principalmente io e Riccardo, anche perché suonando chitarra e tastiera, in un genere come il nostro, siamo sicuramente agevolati in questo compito, mentre nella stesura dei testi e delle linee vocali ha lavorato moltissimo con noi due anche Davide. Dobbiamo dire che ormai abbiamo acquisito una sorta di nostro metodo per il songwriting che abbiamo sviluppato suonando insieme negli anni, con il quale ci troviamo bene!".

COSI’ ARRIVIAMO AL VOSTRO DEBUTTO “SILVER LAKE”, ALBUM A MIO AVVISO BEN FATTO, DA SUBITO IN GRADO DI DIRE LA SUA NEL PANORAMA TRICOLORE. CE NE VORRESTE PARLARE? COME LO DESCRIVERESTE VOI CHE NE SIETE I CREATORI?
Riccardo: "Da appassionati ascoltatori di tutta la musica abbiamo voluto creare qualcosa che non fosse propriamente omologato ad un determinato genere, pur suonando ciò che ci diverte e ci riesce meglio. Il fatto è che ci sono tantissimi gruppi eccezionali sul versante della tecnica e dell’originalità, anche in Italia. Tuttavia quello che si è perso, secondo me, è la ricerca della “canzone”. Il risultato che abbiamo cercato di ottenere è un qualcosa di impatto che unisca melodia e strutture armoniche interessanti, senza ricorrere a schemi triti e ritriti. Abbiamo lasciato che il flusso compositivo seguisse il suo corso senza preoccuparci troppo di che direzione prendesse, insomma non è certo un lavoro costruito a tavolino. L’ascoltatore deve poter ricordarsi le melodie dei ritornelli godendosi l’arrangiamento di ogni strumento presente, senza rendere faticosi i quarantacinque minuti del disco pur lasciando qualcosa dopo ogni ascolto. Speriamo che l’obiettivo sia stato raggiunto!".

IN QUANTO TEMPO E’ NATO “SILVER LAKE”? E’ STATO UN PROCESSO NATURALE E SPONTANEO O AVETE IMPIEGATO MOLTO TEMPO PER CURARE I DETTAGLI?
Giovanni: "Quando abbiamo deciso di intraprendere la strada dei pezzi inediti c’è stata anche una rivoluzione di line-up, quindi questo sicuramente ha rallentato i tempi: diciamo che dal momento in cui abbiamo deciso di scrivere il primo pezzo a quando abbiamo avuto il master ‘in mano’ è passato un periodo di circa due anni. La cura dei dettagli per chi fa il nostro genere è fondamentale, noi siamo dell’idea che la ricerca e lo sperimentare per arrivare a prodotti sempre migliori sia il carburante che ci incentiva a scrivere musica con passione".

COME DESCRIVERESTE DUNQUE L’ESPERIENZA IN SALA DI REGISTRAZIONE, DOPO ANNI DI ATTIVITA’ LIVE? IL PALCO VI E’ MANCATO MENTRE REGISTRAVATE O ERA TROPPA L’ECCITAZIONE NEL FARE QUALCOSA DI NUOVO?
Riccardo: "L’esperienza in studio è una cosa che sicuramente consiglio a chiunque suoni uno strumento: poter partecipare alla costruzione, mattone su mattone, di un lavoro di questo tipo è davvero entusiasmante. Ora sono convinto che il palco e lo studio sono due mondi complementari che servono in egual misura alla maturazione di una band. Purtroppo, tra studio e lavoro, lo spazio da dedicare alla musica non è quello che vorremmo, per cui era obbligatorio darci delle priorità. Abbiamo deciso di sospendere momentaneamente l’attività dal vivo per dedicarci a tempo pieno alla produzione fino a che il lavoro non fosse stato completato nel miglior modo possibile. Per fortuna, l’eccitazione nel vedere il proprio full length crescere di settimana in settimana ha mantenuto saldo l’attaccamento alla band da parte di tutti compensando la fisiologica nostalgia dei live!".

PARLANDO DI PERSONE CHE HANNO LAVORATO SU “SILVER LAKE”… AVETE POTUTO CONTARE SU ALCUNE COLLABORAZIONI ECCELLENTI DEL PANORAMA METAL TRICOLORE. CI DIRESTE COME SIETE ENTRATI IN CONTATTO CON GABRIELE RAVAGLIA ED I SUOI FEAR STUDIOS?
Giovanni: "Be’, noi ci sentiamo davvero fortunati ad avere tra gli ospiti del nostro disco di debutto nomi così importanti e ti posso assicurare che lavorare con loro è stata un’esperienza di vita sia umana che professionale! I Fear Studios per chi suona rock/metal sono un punto di riferimento nell’ambito discografico italiano e non solo, ed ho avuto la fortuna di conoscere Gabriele qualche anno prima di entrare in studio con i Silver Lake, in un viaggio fatto insieme al NAMM SHOW di Los Angeles".

ALTRI DUE NOMI NOTI SONO QUELLI DI SIMONE MULARONI (EMPYRIOS,DGM) E MICHELE LUPPI (KILLING TOUCH, EX VISION DIVINE), CHE HANNO DATO IL PROPRIO CONTRIBUTO SUONANDO O CANTANDO SUL VOSTRO DISCO. A PARTE LA CANZONE “LIFE” SU CUI SI RICONOSCE INDUBBIAMENTE LA VOCE DI LUPPI, VORRESTE DIRCI IN CHE ALTRO MODO HANNO COLLABORATO CON VOI? HANNO CONTRIBUITO ALLA CREAZIONE DI ALCUNI BRANI O HANNO SOLO SUONATO SU DI ESSI?
Davide: "Michele ha cantato sia in ‘Life’ che in ‘Slave To The Grind’, in quest’ultima ha fatto solo i cori nel ritornello, mentre in ‘Life’ ha anche messo mano allo spartito. Quando gli abbiamo proposto di cantare in quel pezzo lui ha subito accettato, e ci ha chiesto se poteva cambiare qualche soluzione; ovviamente lui ha molta esperienza in materia e i suoi cambiamenti hanno dato una marcia in più al pezzo. Inoltre il suo lavoro corale è davvero pazzesco. Nella stessa canzone Simone ha poi suonato un assolo da brividi, impreziosendo maggiormente il tutto. Negli altri brani non hanno suonato, ma durante le registrazioni ci hanno spesso consigliato come migliorare certe soluzioni o renderle più incisive; in sostanza ci hanno aiutato a curare quei dettagli e piccolezze che spesso fanno la differenza".

COME E’ STATO IN DEFINITIVA ESSERE AFFIANCATI DA SIMILI PROFESSIONISTI? QUANTO DELLA LORO ESPERIENZA E PROFESSIONALITA’ PENSATE SI SIA TRASMESSA IN “SILVER LAKE”?
Davide: "Lavorare accanto a professionisti come Luppi e Mularoni è una vera e propria esperienza di vita. Penso che quello che ci abbiano trasmesso maggiormente sia la forza ed il coraggio di osare sempre ad andare oltre i nostri limiti. Sono musicisti che studiano tanto e non si accontentano mai dei risultati raggiunti, cercano di migliorare sempre sia a livello compositivo che tecnico. Questa è la loro forza maggiore, che hanno poi cercato di trasmettere nel nostro lavoro. Proprio una volta finito il disco ci siamo resi conto di essere cresciuti tantissimo, non tanto a livello tecnico quanto fisico e psicologico. Ci hanno insegnato non tanto a lavorare, ma a trovare un giusto metodo per continuare questo mestiere".

DAL PUNTO DI VISTA UMANO INVECE COSA MI DITE? AVETE RICEVUTO SIMPATIA O VI SIETE SENTITI IN QUALCHE MODO IN SOGGEZIONE?
Davide: "Sono veramente fantastici. Michele lo conoscevamo già da diversi anni, e sapevamo che fosse la persona divertente e disponibile che tutti conoscono. Simone lo abbiamo conosciuto in studio e il feeling è stato automatico. Se ci pensi loro potrebbero fare il proprio lavoro standosene anche zitti e muti, poi una volta finite le registrazioni tutti a casa… invece anche dopo tante ore in studio si andava sempre tutti insieme a mangiare una pizza o bere una birra. Sono persone normalissime, con le quali si diventa prima amici che colleghi. Sono persone estremamente disponibili. Durante le registrazioni della voce Michele mi ha anche ospitato a dormire a casa sua, mostrandomi la sua collezione di CD, i suoi strumenti e tanto altro, come se fossimo amici da sempre. E poi anche una volta finito il disco siamo rimasti in contatto con entrambi, ogni tanto ci si incontra in qualche locale e ci si beve una birra insieme. Sono musicisti che spezzano lo stereotipo della star che se la tira".

SIA I NOMI CON CUI AVETE COLLABORATO CHE I GRUPPI CHE COVERIZZAVATE AI TEMPI DEGLI EXODIA (ANGRA, DREAM THEATER, PAIN OF SALVATION) APPARTENGONO ALLA SCENA POWER/PROGRESSIVE. QUANTI ELEMENTI DI QUESTO GENERE SI POSSONO RITROVARE NELLA VOSTRA MUSICA?
Giovanni: "Sicuramente il nostro passato a suonare un certo tipo di cover ha influenzato il sound della band, anche se secondo me in molte parti del disco si può notare che il songwriting, l’arrangiamento o la produzione vanno al fuori di quelli che sono gli stereotipi del power metal o del progressive". Riccardo: "Personalmente sono un vero appassionato del progressive, dai King Crimson e Genesis a tutte le forme più moderne e vicine al metal. Senza dubbio subiamo, anche solo a livello inconscio, delle influenze da quelli che possono essere i nostri ascolti preferiti, ma abbiamo sempre e comunque cercato di evitare richiami ovvi e banali a quelli che sono i nostri punti di riferimento (che di certo ognuno inevitabilmente ha)".

ASCOLTANDO IL VOSTRO DEBUTTO SI POSSONO SECONDO ME INDIVIDUARE DUE INFLUENZE PRINCIPALI: LA PRIMA E’ IL POWER/PROG DI BAND QUALI APPUNTO VISION DIVINE E LABYRINTH, CHE SI NOTA IN PEZZI QUALI “LIFE” E “HELP ME FIGHT THE RAIN”. LA SECONDA INFLUENZA E’ QUELLA MAGGIROMENTE PROGRESSIVE CHE SI PUO’ APPREZZARE NELLE COMPLESSE APERTURE DI “BEFORE THE STORM” O DI “HOLY AFFINITY”. A QUALE DI QUESTE DUE CORRENTI VI SENTITE PIU’ VICINI?
Riccardo: "Direi che dalla scena italiana siamo stati influenzati a livello di fraseggio e suoni, mentre il versante più progressive lo si può ritrovare nelle strofe di ‘Holy affinity’ (come giustamente suggerisci) e ‘Silver Lake’ (il brano di chiusura) oltre che in qualche assolo e scelta ritmica. All’interno del nostro gruppo ci sono influenze che provengono dai generi più disparati: dall’AOR americano al thrash metal degli anni ’80, dal death metal svedese fino a cose che non c’entrano nulla con il mondo del rock-metal, quindi ti lascio immaginare quanto sia stato complicato trovare, a livello di sonorità, una linea guida per ‘Silver Lake’, sempre che debba esistere".

PERSONALMENTE, HO TROVATO PIU’ DI UN ELEMENTO CHE RICONDUCE ALCUNI MOMENTI DELLA VOSTRA MUSICA ALLA SCENA PROGRESSIVE TEDESCA, IN PARTICOLARE AI VANDEN PLAS O AI POVERTY’S NO CRIME. SIETE D’ACCORDO O DISSENTITE? VI PIACCIONO QUESTE BAND? POTETE CONSIDERARLE COME PARTE DELLE VOSTRE FONTI DI ISPIRAZIONE?
Davide: "I Vanden Plas ci piacciono tanto. I Poverty’s invece li conosciamo poco, ma ci hai visto giusto. Il nostro lavoro in diverse occasioni si avvicina ai loro sound. Ma rispetto ai Vanden, noi siamo molto meno tecnici e prog. Come fonte di ispirazione ci avviciniamo più ai Dream Theater, ai vecchi Angra e ai Pain Of Salvation, ma solo perché siamo cresciuti ascoltando questi gruppi. Poi abbiamo anche l’influenza hard rock, che spiega il motivo della cover degli Skid Row, e altre che si avvicinano a vecchi Helloween e Stratovarius. Per fortuna non abbiamo i paraocchi e ascoltiamo un po’ di tutto, da Zappa agli Iron Maiden, passando per gli AC/DC".

E’ GIUNTA L’ORA DI SALUTARSI… VI RINNOVO I COMPLIMENTI PER IL BUON DEBUTTO E VI CHEDEREI SE VOLETE DIRE QUALCOSA AI LETTORI DI METALITALIA.COM… A VOI LA PAROLA!
Davide:"Grazie per questa bell’intervista e soprattutto per i complimenti! Salutiamo tutti i lettori di Metalitalia.com (quindi ci autosalutiamo…) e li invitiamo sul nostro MySpace! Portali come questo sono la vera voce dell’hard & heavy e la migliore informazione per tutti gli appassionati. Grazie di cuore a tutti voi dai Silver Lake".

 

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