SIX FEET UNDER – Barnes, The Brutal!

Pubblicato il 31/12/2008 da
 
Da anni lontani dall’Olimpo, tuttavia sempre puntuali nel pubblicare nuovi album, i Six Feet Under restano, nonostante tutto, uno dei nomi più famosi della scena death metal. Merito soprattutto della presenza in formazione di Chris Barnes, storico primo frontman dei Cannibal Corpse e vera e propria icona dell’intero panorama in virtù di un carisma e di un growling che continua ancora oggi a fare scuola. “Death Rituals”, il nuovo lavoro dei suoi Six Feet Under, è da poco arrivato nei negozi e il buon Chris si è intrattenuto per qualche minuto al telefono con noi per fare il punto della situazione…
 

ONESTAMENTE, PENSO CHE “COMMANDMENT” SIA IL PEGGIOR ALBUM DELLA VOSTRA DISCOGRAFIA. AL CONTRARIO, HO TROVATO “DEATH RITUALS” PIUTTOSTO RIUSCITO. COSA NE PENSI?
“Non saprei… personalmente amo molto ‘Commandment’. È un album interamente composto in studio, nell’arco di circa tre settimane. Lo trovo assai spontaneo e mi piace l’atmosfera che lega tutti i brani. D’altro canto, non posso fare a meno di sottolineare come ‘Death Rituals’ sia un lavoro tutto sommato più completo e curato. Del resto, abbiamo impiegato qualche mese per scriverlo… ce la siamo presa comoda questa volta e credo che i risultati si sentano. Anche in fase di produzione abbiamo dato il meglio, affidandoci a dei veri esperti del settore”.
 
INFATTI LA PRODUZIONE È TORNATA SU BUONI LIVELLI…
“Sì, questa volta abbiamo praticamente lavorato con un diverso produttore per ogni strumento, utilizzando un paio di studi differenti. Il suono è organico, ma allo stesso tempo corposo e potente. Abbiamo impiegato qualche tempo per trovare i suoni giusti, ma ne è valsa la pena. Sicuramente, almeno a livello di resa sonora, ‘Death Rituals’ rappresenta un grosso passo in avanti per noi”.
 
HO NOTATO CHE ALCUNI DEI NUOVI BRANI SONO PIUTTOSTO LUNGHI PER I VOSTRI STANDARD. L’INTERO DISCO È PROBABILMENTE IL PIÙ LUNGO DELLA VOSTRA CARRIERA…
“Sì, credo sia il più lungo. Tutto deriva dal fatto che, come ti accennavo, questa volta abbiamo avuto più tempo per comporre. Più riff e più idee generano pezzi più lunghi… credo sia una cosa normale. Sono contento però che il tutto continui sempre e comunque a suonare 100% Six Feet Under. Ci siamo evoluti senza snaturarci”.
 
A QUALE VOSTRO VECCHIO ALBUM ACCOSTERESTI “DEATH RITUALS”?
“Sento che a molti sta ricordando ‘Maximum Violence’ e, nel complesso, il paragone mi trova d’accordo. Ci sono tracce maggiormente strutturate e un feeling old school presente in quasi tutto il disco… proprio com su ‘Maximum…'”.
 
CHE MI DICI DELLA COVER DI “BASTARD” DEI MOTLEY CRUE?
“Una classica cover dei Six Feet Under… non badiamo troppo a cosa rappresenti il gruppo chiamato in causa. Non ci interessa coverizzare gruppi death o thrash metal, è troppo noioso. In passato abbiamo omaggiato AC/DC e Jimi Hendrix, questa volta abbiamo scelto i Motley Crue… ‘Bastard’ è un gran pezzo”.
 
A LIVELLO LIRICO DOVE TI SEI SPINTO QUESTA VOLTA?
“Come sempre, ho lasciato che fosse la musica preparata dagli altri ragazzi a guidarmi. Non scrivo mai nulla prima di ricevere i demo dei pezzi. Questa volta si tratta principalmente di storie horror legate ad antichi rituali e credenze popolari sulla morte. Sono classici testi nel mio stile, ma con un tocco più dark e macabro”.
 
IN PASSATO HAI AVUTO MODO DI SCAGLIARTI CONTRO LA CLASSE POLITICA DEL TUO PAESE IN UN TESTO MOLTO SENTITO COME QUELLO DI “AMERIKA THE BRUTAL”. VISTO CHE ERAVAMO IN PERIODO DI ELEZIONI, PENSAVO CHE AVRESTI SCRITTO QUALCOSA A RIGUARDO…
“In molti me lo hanno fatto notare, ma, come ti dicevo, sono solito lasciarmi trasportare dalla musica e questa volta niente mi ha portato a scrivere qualcosa di simile al testo di ‘Amerika The Brutal'”.
 
IMMAGINO PERÒ CHE TU ABBIA SEGUITO LE ELEZIONI AMERICANE. COSA NE PENSI DELLA VITTORIA DI OBAMA?
“È stato acclamato come un Messia, ma personalmente non credo che riuscirà davvero a cambiare questo paese. Ci sono troppi altri fattori di cui tener conto. Di certo però non potrà fare peggio di chi lo ha preceduto. È già qualcosa…”.
 
COSA HANNO IN PROGRAMMA I SIX FEET UNDER PER IL 2009?
“Ci piacerebbe suonare più spesso dal vivo l’anno prossimo. Stiamo valutando la possibilità di andare in tour negli USA in primavera, per poi passare in Europa in estate e in autunno. Ci sentiamo carichi e non ci dispiacerebbe passare più tempo on the road questa volta”.
 
CHE COSA FA CHRIS BARNES NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI? DI COSA TI OCCUPI SE NON STAI REGISTRANDO O SE NON SEI IN TOUR?
“Sono abbastanza fortunato da essere un musicista full time… cosa decisamente rara, se si considera che ho sempre suonato death metal. Di conseguenza, non ho un lavoro fisso nè troppi impegni. Vivo in Florida, posso godere quasi sempre di un gran bel clima, e passo le mie giornate a leggere, scrivere e guardare film. Ogni tanto aiuto degli amici in uno studio di registrazione, ma non è certo un impegno troppo stressante”.
 
DOPO TUTTI QUESTI ANNI NELLA SCENA, AVRAI DECINE DI ANEDDOTI E DI STORIE DA RACCONTARE. SEI PIUTTOSTO POPOLARE ANCHE AL DI FUORI DELL’AMBIENTE METAL. TI È MAI VENUTO IN MENTE DI SCRIVERE UN LIBRO O DI METTERE TUTTO SU UN DVD/DOCUMENTARIO?
“No, non ho mai pensato a nulla di tutto ciò. Potrebbe essere un’idea, ma potrei metterla in pratica solo una volta ritiratomi dalla scena”.
 
I TUOI EX COMPAGNI CANNIBAL CORPSE STANNO ANCH’ESSI PER PUBBLICARE UN NUOVO ALBUM. HAI SEGUITO LA LORO CARRIERA DEGLI ULTIMI ANNI?
“No, devo dire che non ho ascoltato nulla con grande attenzione. So che vanno ancora forte e sono ovviamente contento per loro”.
 
PARECCHI FAN CHIEDONO DA ANNI UNA REUNION E SICURAMENTE AVRAI RISPOSTO A DECINE DI DOMANDE SU QUESTO ARGOMENTO IN TUTTI QUESTI ANNI. QUAL È LA TUA POSIZIONE A RIGUARDO OGGI?
“Ho sempre detto che una vera e propria reunion è assolutamente da escludere. Io ho i miei impegni e loro hanno una lineup molto solida. Non mi dispiacerebbe però poter far sentire ai fan più giovani quei vecchi brani suonati e cantati alla vecchia maniera. Magari un giorno ciò accadrà su qualche palco…”.
 
COSA PENSI CHE POSSANO ANCORA OTTENERE I SIX FEET UNDER IN UN IMMEDIATO FUTURO? SIETE IN GIRO DA TANTO TEMPO E VI SIETE ORMAI TOLTI DIVERSE SODDISFAZIONI…
“C’è sempre modo e spazio per migliorarsi. Spero che riusciremo a dare alle stampe una manciata di altri album di qualità e di tenere parecchi concerti. Poi si vedrà… i miei gruppi preferiti – AC/DC, Motorhead e Judas Priest – continuano a suonare a distanza di decenni dalla loro fondazione… noi proponiamo musica del tutto diversa, ma non sarebbe male raggiungere un tale traguardo anche con i Six Feet Under!”.
 
 
 
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