SKELETOON – Quando si scherza bisogna esser seri

Pubblicato il 13/04/2019 da

Gli Skeletoon, in pochi anni, sono passati dallo status di cover band a quello di act di tutto rispetto nella scena power metal tricolore pubblicando tre album di buon livello mostrando sempre una maggiore maturità e consapevolezza nei propri mezzi. Caratterizzati da una vena irriverente e legati al mondo ‘geek’, i Nostri hanno sempre mostrato non solo la bontà delle loro composizioni ma soprattutto la passione che hanno per il genere e le tematiche che affrontano. Passione che trasuda sempre in sede live, oltre che dai brani su disco. Con la pubblicazione di “They Never Say Die” abbiam colto l’occasione per fare qualche domanda sulla loro ultima fatica, e non solo, al frontman Tomi Fooler.

Artista: Skeletoon | Fotografo: Moira Carola | Data: 4 agosto 2018 | Evento: Metal For Emergency | Città: Filago (BG)

 

 

CIAO RAGAZZI E BENTORNATI SULLE PAGINE DI METALITALIA.COM! COMINCIAMO COL CHIEDERVI DA DOVE NASCE QUEST’ESIGENZA DI STACCARSI DALLE SOLITE TEMATICHE DEL POWER, DAI TONI EPICI E CAVALLERESCHI, PER DAR VOCE ALL’IRRIVERENZA ED ALLA GENUINITÀ? CONCETTO CHE PERALTRO SI CONTRAPPONE ANCHE ALLA SCENA METAL, SEMPRE PIÙ OSTENTORIAMENTE SERIOSA.
– Ciao a voi e grazie per lo spazio su Metalitalia.com! Con il nostro progetto volevamo fare semplicemente musica power metal allegra e coinvolgente che avesse richiami al mood anni ’80, strizzando l’occhio a quei filoni quasi punk-rock che hanno fatto capolino nella nostra formazione musicale. Volevamo che la nostra musica ci rendesse ‘fighi’ visto che nella vita quotidiana siamo proprio all’opposto! Ma il power metal aveva tanti stereotipi e, per quanto ci piacessero, non riuscivamo a farli rientrare nei nostri parametri compositivi così abbiamo pensato di parlare solo di noi, delle nostre passioni e dei nostri desideri: questo ha inevitabilmente portato le tematiche ‘nerd’ o ‘geek’, che dir si voglia, ed è stato amore a prima vista.

IN POCHI ANNI AVETE GIÀ FATTO USCIRE TRE DISCHI DI VALORE, COME FUNZIONA LA VOSTRA FASE COMPOSITIVA? E LA RICERCA DEI CONCEPT?
– Se ci ripenso mi viene male! Ogni disco è stato fortemente voluto ed il tempo dedicatogli continuava ad aumentare ogni volta. Ci divertiamo molto a comporre! È come plasmare un tuo pensiero ed è davvero appagante! Solitamente sono io a dedicarmi alla maggior parte dei brani, mandando agli altri membri del gruppo le mie idee già strutturate (tranne nel caso delle canzoni di chiusura, di quelle se ne occupa sempre Henry). Non penso troppo a come possa rendere il brano. Lascio che esca ‘da solo’ e poi lo sistemo dove è necessario. Vitale è l’apporto di Guido Benedetti dei Trick Or Treat, grande amico e collega, con il quale mi interfaccio sempre per un consiglio e per le fasi di arrangiamento. Riguardo al concept tutto è decisamente più facile: mi piace una cosa? La tributo a mio modo senza pensare se possa essere valida o meno. Se mi piace mi entra in testa. Farne un tributo musicale diventa il mio unico scopo!

PARLANDO DELLA SAGA FINO A CHE ETÀ SEGUIREMO LE AVVENTURE DEL PROTAGONISTA? SIAM PARTITI DA UN BAMBINO DI OTTO ANNI, ORA TEENAGER. QUANTO SCAVERETE NELLE DINAMICHE DEL PENSIERO ADOLESCENZIALE?
– Arriveremo sino alla soglia dei 22/25 anni con il quinto ed ultimo album della nostra ‘Saga’. La fase che ci aspetta ora con il quarto sarà quella più dura e più ribelle per allinearci alle tempeste emotive che riguardano quegli anni (13/17 anni)! Vorrei inserire qualcosa di molto duro, quasi thrash forse anche street, come se guardassimo nell’anima del giovane John Connor in Terminator 2! Ma tutto, ovviamente, senza tralasciare le sonorità power che ci contraddistinguono. Sarà un bell’esperimento, visto quello che sarà il concept, del quale ad ora non posso dire nulla.

VI VA DI PARLARCI UN PO DELLE NUMEROSE COLLABORAZIONI CHE AVETE PORTATO IN “THEY NEVER SAY DIE”? OGNI OSPITE CANTA BRANI CHE PAIONO COMPOSTI APPOSITAMENTE PER LORO. COME SONO RICADUTE LE SCELTE?
– Guarda, a dire il vero, all’inizio volevo solo tre ospiti e dovevano essere i cantanti del Triumvirate Tour 2017, con i quali abbiamo condiviso un periodo davvero molto bello on the road. Sto parlando di Alessandro Conti, Mark Basile e Michele Luppi. Poi abbiamo visto che il progetto iniziava a far parlare di sé e la campagna di crowdfunding andava molto bene, così abbiamo optato per inserirne sempre di più sino ad arrivare a ben undici musicisti che hanno partecipato alle registrazioni! E’ stato splendido, anche perché sono tutti amici e grandissimi artisti, i quali hanno saputo dare al prodotto un valore decisamente aggiunto! In merito alla scelta dei ruoli il lavoro è stato suddiviso in due grandi aree: gli ospiti per i quali il brano è stato scritto sin dall’inizio, sulla base delle caratteristiche stesse del personaggio del film originale (Alle, Mark, Michele, e pure Morby), e quelli che invece si sono prodigati per rendere più simile alle loro esigenze il loro ‘doppleganger’ di pellicola (David Gomez, Ivan Castelli, Melissa Bonny ed il superlativo Giacomo Voli). In entrambi i casi siamo stati molto soddisfatti della resa ma devo svelarti un aneddoto: non mi aspettavo che ‘Chunk’ sarebbe stato così ambito! Se lo sono battagliati Alle e Mark all’ultimo sangue, facendo poi ricadere la scelta sul primo, visto che il ruolo di Willy L’Orbo (affidato poi al cantante dei DGM) avrebbe dovuto avere tratti più enigmatici, scuri e cattivi.

CERTO IL DISCO È APPENA USCITO MA, DATA LA QUALITÀ CHE AVETE SEMPRE DIMOSTRATO, COSA CI SI POTRÀ ASPETTARE A LIVELLO STILISTICO E DI CONTENUTI NEL PROSEGUO DELLA SAGA?
– Una virata su suoni più duri e cadenzati per il quarto. Invece per il quinto, ed ultimo, album della saga puntiamo al tripudio dell’epicità! Per il quale comincio a pensare che servirà un doppio disco per rendere davvero omaggio al colossal previsto.

GIRANDO SUI VOSTRI CONTATTI ON-LINE ABBIAMO NOTATO CHE L’ASPETTO DELL’IMMAGINE È MOLTO CURATO, COME NEL VIDEO DI “THEY NEVER SAY DIE” DECISAMENTE IN LINEA COL FILM. RITENETE CHE OGGI SIA FONDAMENTALE INVESTIRE IN QUESTO SENSO PER UNA BAND?
– Molto, come diciamo spesso il livello delle band underground è sempre più alto e competitivo. Questo è di sicuro un bene. Quindi produrre un buon video, che aiuti a ricalcare con le immagini la propria musica, lo ritengo uno step necessario. Anche se, detto da uno che usa i film per far vedere la propria idea musicale, forse è un po’ scontato!

LA VOSTRA FANBASE, GUARDANDO ALLA CAMPAGNA DI CROWDFUNDING, S’È DIMOSTRATA FEDELE E PARTICIPATIVA, I VOSTRI LIVE SONO SEMPRE COINVOLGENTI PER CHI È SOTTO AL PALCO. SEMBRATE MOLTO ATTENTI AL VOSTRO PUBBLICO. RITENETE IMPORTANTE, NELL’ERA DIGITALE, AVERE UN RAPPORTO IL PIÙ POSSIBILE STRETTO E DIRETTO CON LORO?
– Tantissimo! Non siamo certo gli Iron Maiden ma sappiamo che se riusciamo a fare sempre un passo più avanti del giorno prima è dovuto alla quantità di persone che credono nel nostro progetto e che, magari, ci si rispecchiano. Questo è inestimabile e vogliamo far capire come per noi valga lo stesso: non ho mai amato le band di musoni che credono di essere dove sono per diritto divino, anzi! Apprezzo molto chi si prende in giro e tende a divertirsi facendo divertire, pensando il meno possibile a ciò che si deve o non si deve fare. Finché avremo fiato per farlo faremo casino, ci butteremo nel pubblico e cercheremo il più possibile di rendere il nostri spettacoli ogni volta più interattivi e questo sarà sempre il nostro trademark.

INFORMANDOSI È INEVITABILE NOTARE CHE IL VOSTRO PERCORSO ARTISTICO (DA COVER BAND AGLI INEDITI DAI TONI IRRIVERENTI) SIA MOLTO SIMILE A QUELLO DEI TRICK OR TREAT. È MAI CAPITATO CHE QUESTO PARALLELISMO V’INFASTIDISSE? OPPURE, AL CONTRARIO, È STATO UTILE AVER AVUTO DEGLI APRIPISTA?
– Mai! Siamo fieri di essere paragonati a loro perché li ritengo la band per eccellenza. Siamo amici da tantissimi anni e li stimo sia come musicisti che come persone. Sono anche molto più conosciuti di noi pertanto il parallelismo non può che farci piacere. Non è un segreto che io sia un loro grande fan così come non lo è che, ogni volta che posso, sottolineerò la grande influenza che hanno avuto su di noi. In fondo tutti abbiamo i nostri idoli, no?

COSA AVETE ORGANIZZATO PER SUPPORTARE L’USCITA DEL DISCO? TOUR IN ITALIA?
– Si, abbiamo iniziato a suonare il nuovo album lo scorso 14 marzo e proseguiremo senza sosta per tutto il 2019. Saranno molti i palchi importanti che abbiamo sempre sognato e che finalmente calcheremo, uno fra tutti quello del Live Club di Trezzo, il prossimo 18 maggio insieme ai Nanowar Of Steel e Atroci per l’adunata di Feudalesimo e Libertà! L’aspetto live per gli Skeletoon è una priorità quindi aspettativi un intensa attività sotto questo punto di vista.

OLTRE AI CONFINI MUSICALI, COME VIVETE LA CULTURA GEEK E COSA NE PENSATE DELLA SUA NETTA ESPANSIONE?
– Beh, è un aspetto che fa parte del nostro essere da ben prima di iniziare a suonare. Ritengo che questa espansione sia un bene, non solo per la nostra musica, perché apre gli occhi del grande pubblico a ciò che un tempo era ritenuto diverso quasi taboo. Gli ‘sfigati’ di un tempo hanno finalmente modo di ritenersi parte di qualcosa di più grande anche se in effetti hanno sempre fatto fronte comune. Anche quando non era ‘cool’ essere ‘uncool’ come accade oggigiorno. Penso sia una cosa molto bella, anche se a dire il vero, un po’ mi infastidisce vedere che alcuni cercano di apparire in questo modo apposta.

SEMBRANO BEN CHIARE, MA QUALI SONO LE VOSTRE ISPIRAZIONI STILISTICHE? QUALE BAND ‘DI LIVELLO’ SEGUITE VOLENTIERI OGGI? ED AVETE TROVATO DELLE REALTÀ UNDERGROUND DEGNE DI NOTA IN QUESTI ANNI?
– Facciamo della nostra ammirazione per gli Edguy un’alabarda ben poco nascosta. Il progetto di Tobias Sammet è decisamente quello che più ha influito sia in ambito compositivo che in quello live. Non c’è concerto che non seguirei trovando, personalmente, nel gruppo di Fulda sempre qualcosa che mi farebbe dire ‘cavolo, guarda che figata questa cosa!’. In merito all’underground, come detto prima, sono tantissime le band che sono molto valide tecnicamente. Tra queste citerei i Tesla Shamans, nostri compagni di viaggio degli ultimi live. Progetto street rock piemontese nel quale rivedo la mia stessa voglia di far casino e fregarsene di tutto quello che può non piacere agli altri.

COME VEDETE, AD OGGI, LA SCENA POWER METAL MONDIALE RISPETTO AL PASSATO?
– Direi in rinascita: sempre più band si lanciano nel genere ed i nomi storici si riuniscono sotto le sue melodie. Sì, penso che questo sia un periodo di rilancio per il power metal, e cercheremo anche noi di dare il nostro contributo, nel nostro piccolo, a questa causa.

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