SKYFORGER – Guerra agli invasori!

Pubblicato il 03/10/2003 da

I Paesi Baltici per certi aspetti, anche musicali, sono territori non del tutto esplorati, ma che riservano delle sorprese davvero interessanti per chi vuole essere un pioniere in quelle gelide terre. I lettoni Skyforger sono una delle migliori espressioni musicali di quei paesi, fieri paladini delle tradizioni baltiche, che ripercorrono il sentiero solcato dai Bathory e dalla scena pagan metal in generale. Il cantante e chitarrista Peter ci parla del loro ultimo album “Thunderforge” e della sua terra, la Lettonia, dimostrando di essere una persona molto profonda e rispettosa degli altri.

CIAO PETER, PER PRIMA COSA LASCIATI FARE I COMPLIMENTI, SIETE DAVVERO UN GRUPPO AFFASCINANTE. LA PRODUZIONE DEL VOSTRO “THUNDERFORGE” E’ OTTIMA, CE NE VUOI PARLARE?
“Abbiamo impiegato davvero tanto, troppo tempo per realizzare quest’album, quasi un anno! Abbiamo incontrato problemi di vario tipo, ma li abbiamo superati, concludendo le registrazioni e trovando una nuova casa discografica, la tedesca Folter Records che si è interessata al nostro lavoro. ‘Thunderforge’ è stato registrato a Riga ai Phoenix Studio come i nostri album precedenti, all’interno troverai nove canzoni i cui testi sono connessi all’antica mitologia lettone. In poche parole: canzoni sulle divinità dei nostri padri e sulle tradizioni pagane”.

“THUNDERFORGE” SI PRESENTA MOLTO PIU’ EPICO RISPETTO AL PRECEDENTE “LATVIAN RIFLEMAN” E IN EFFETTI ANCHE I TESTI SONO DIVERSI…
“Sì, in effetti ‘Thunderforge’ è differente dall’album precedente sia musicalmente che per quanto riguarda i testi, le canzoni ora sono diventate più lente e c’è più materiale folk all’interno. Abbiamo fatto questa scelta perché volevamo legare ancor di più la musica ai nostri testi in modo che l’album risultasse con un’unica atmosfera. Se guardiamo al passato degli Skyforger, si può vedere come ogni album differisca dall’altro, e questo succede perché ogni volta maturiamo come musicisti e cerchiamo sempre nuove idee per esprimerci; non vogliamo ristagnare sempre nella medesima posizione, andiamo alla ricerca di qualcosa di nuovo, ma credo che abbiamo sempre trovato e avuto un nostro marchio ben definito che ha reso le nostre produzioni non completamente differenti le une dalle altre. Come ho detto prima, la cosa più importante per noi è l’atmosfera, non soltanto fare una o due buone canzoni. Troviamo questo di difficile attuazione perché significa che il prossimo album dovrà essere diverso da ‘Thunderforge’, ma con la solita anima degli Skyforger”.

VI CONSIDERATE UNA PAGAN METAL BAND?
“Credo di sì. Ci muoviamo sempre all’interno di questi confini e credo che cercheremo di farlo anche in futuro. Definiamo il nostro genere precisamente folk/pagan metal”.

SIETE ORGOGLIOSI DI UN ASPETTO IN PARTICOLARE DELLA VOSTRA CULTURA LETTONE?
“Sì, e ne andiamo fieri, ma questo non significa che i Lettoni (o la loro cultura) siano migliori di qualcun altro; personalmente mi interesso della storia e delle tradizioni degli altri paesi”.

COSA VI SPINGE A RICORDARE IL PASSATO DELLA VOSTRA STORIA ORA NEL 2000?
“Difficile a dirsi, ma è cosa che fa parte della nostra individualità. Io personalmente sono particolarmente legato alla storia, è il mio hobby preferito e per questo motivo lo esprimo nei testi delle canzoni. Gli altri hanno i loro hobby e se trovano la storia noiosa per me non esiste alcun problema, ognuno è libero di avere i suoi gusti. Non sono qui per insegnare o predicare qualcosa, parlo soltanto delle cose che mi piacciono”.

IL POPOLO LETTONE HA SEMPRE LOTTATO PER L’INDIPENDENZA, HA SEMPRE SOSTENUTO SOLTANTO GUERRE DIFENSIVE; QUAL E’ DUNQUE PER VOI IL CONCETTO DI GUERRA?
“La guerra è qualcosa di orribile, devi credermi, noi non glorifichiamo la guerra e i massacri, noi solo glorifichiamo quelle persone, quegli eroi che, trovandosi in mezzo a questi orrori, dimostrarono il loro coraggio stando dalla parte della giustizia. Nella storia della Lettonia tutte le guerre la hanno coinvolta, e abbiamo sempre dovuto combattere per difendere la nostra nazione e la nostra libertà dagli aggressori. Nelle nostre canzoni glorifichiamo quegli eroi che sacrificarono la loro vita e grazie ai quali ora possiamo vivere liberi e in pace”.

CREDO CHE IL VOSTRO ALBUM SIA PIU’ EPICO E MENO VICINO AL BLACK METAL NEI CONFRONTI DEL VOSRO DEBUT. PERCHE’ TANTI GRUPPI INIZIANO CON IL BLACK METAL PER POI DISCOSTARSENE?
“Non lo so, per quanto riguarda il nostro caso posso dirti che vedevamo che troppe band suonavano black metal e scoprimmo che lo stile black metal è troppo incanalato per dar libera espressione alle nostre idee. Dopo tanto tempo migliorammo come musicisti e questo ci ha poi permesso di tentare qualcosa di nuovo da inserire nella nostra musica; oggi non siamo più i ragazzi che iniziarono a suonare tanto tempo fa…”.

PERSONALMENTE, REPUTO L’USO DEI CORI SOLENNI CHE FATE UN VERO E PROPRIO PUNTO DI FORZA DELLA VOSTRA MUSICA CHE CREA UN’ATMOSFERA ANTICA. COM’E’ NATA L’IDEA DI INSERIRLI NEI BRANI?
“Questa idea è nata perché oltre a suonare metal ci siamo cimentati nel progetto di un gruppo folk dove cantiamo e suoniamo esclusivamente canzoni lettoni. Ora abbiamo pronto un nuovo album, registrato in agosto, dal titolo ‘Zobena Dziesma’ che significa ‘La Canzone Della Spada’. Quindi credo che inserire alcuni cori all’interno delle canzoni metal sia stato il frutto di un processo spontaneo. Posso aggiungere che nessuno di noi, a parte Zirgs, ha mai studiato canto da un professore, siamo autodidatti”.

CI VUOI PARLARE PIU’ ESTESAMENTE DEGLI STRUMENTI ACUSTICI TRADIZIONALI CHE USATE?
“Sicuro, anche se devi capire che parecchi di questi strumenti non sono tipici soltanto del nostro paese, ma sono diffusi in molte regioni del nord Europa. Questi strumenti da noi usati sono: il kokle, qualcosa di simile alla cetra con 9 o 11 corde che ad esempio i Finlandesi chiamano ‘Kantele’; la giga, una sorta di progenitore del violoncello, una cassa con una, due o tre corde che viene suonata con un archetto. Poi facciamo uso di una vasta gamma di cornamuse, corni, arpe ed infine percussioni in legno”.

CREDI CHE L’ELEMENTO PECULIARE DEL ‘PAGAN METAL’ SIA PROPRIO L’USO DI QUESTI STRUMENTI PARTICOLARI?
“Perché no? Se sentiamo che questi strumenti possono aiutare la nostra musica ad avere un’atmosfera tutta particolare allora credo sia un bene usarli. Forse oggigiorno il loro uso non è più così tanto originale, ma se viene fatto nel modo giusto allora può essere sempre una cosa interessante”.

CI RACCONTI QUALCOSA SUI GRUPPI DEI PAESI BALTICI?
“Purtroppo non c’è molto da dire, la Lettonia è un paese piccolo e piccola è la scena metal, come puoi immaginare, ci sono soltanto alcuni gruppi che suonano metal, ma nessuno è veramente valido perché cercano troppo ostinatamente di imitare i gruppi famosi degli altri paesi invece di cercare di creare una musica personale. Ad ogni modo Neglected Fields, Urskumug e Sanctimony non sono poi così male!”.

CANTERETE IN INGLESE IN FUTURO, OPPURE IL VOSTRO MODO DI ESPRIMERSI RESTERA’ IN LINGUA LETTONE?
“No, continueremo a cantare nella nostra lingua natìa e in questo non vedo niente di male, e poi all’interno dei nostri cd ci sono sempre le traduzioni in inglese, oppure si possono trovare sul nostro sito internet”.

COSA VI HA SPINTO A FIRMARE PER LA TEDESCA FOLTER RECORDS?
“Dopo che abbiamo lasciato la Mascot Records abbiamo perso troppo tempo per trovare un’altra casa discografica, c’erano tante proposte ma nulla di concreto e questa situazione ci ha fatto perdere un sacco di tempo. Abbiamo incontrato Jorg della Folter Records in Germania durante il nostro Christ Crushing Tour assieme a Grief Of Emerald, Obtest e Bestial Mockery e parlando con lui abbiamo capito che era veramente interessato ad offrirci un contratto. Dopo tanto tempo devo dire che siamo soddisfatti del suo operato; ok, qualcuno può dire che la Folter Records è una piccola casa discografica, non è la Nuclear Blast o la Century Media tanto per intenderci, ma non ci interessa fare soldi, a noi interessa fare buona musica!”.

SIAMO GIUNTI AI SALUTI FINALI,GRAZIE PER LA TUA DISPONIBILITA’, PETER! VI VEDREMO MAI A SUONARE DAL VIVO DA QUESTE PARTI?
“Grazie a te per la tua pazienza e per l’intervista! Posso solo dirti che c’è la possibilità di andare in tour questo inverno in Germania assieme ai Trimonium e ai Menhir, forse anche in Austria e da qualche altra parte, ma ora come ora ne so davvero poco! Come ti ho detto prima, oltre a ‘Thunderforge’ abbiamo pronto un altro album dal titolo ‘Zobena Dziesma’ che è puramente folk e non presenta parti metal. Per chi fosse interessato può contattarci via email o può guardare il nostro sito internet per ulteriori informazioni, perché la distribuzione di questo album purtroppo non ci è ancora molto chiara e non sappiamo quanto sia facile reperirlo. L’indirizzo del nostro sito è www.skyforger.lv Questo è tutto: grazie ancora, Paolo, per l’intervista!”.

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