SLÆGT – Il cerchio infinito

Pubblicato il 27/12/2018 da

Con il loro secondo album, “The Wheel”, i danesi Slaegt hanno compiuto un ulteriore passo avanti nella loro maturazione artistica. La loro proposta non è innovativa, non vuole rivoluzionare un genere, ma gioca soprattutto sulla mescolanza tra musica estrema, epic metal e N.W.O.B.H.M. Ciò che riesce a fare la differenza, però, è la qualità delle loro composizioni, che ha attirato la nostra attenzione grazie ad un invidiabile equilibrio tra le diverse anime del gruppo. Con piacere, quindi, abbiamo raggiunto il cantante e chitarrista Oskar J. Frederiksen, che ci presenta la band e la sua storia, andando ad esplorare il percorso che li ha portati a trovare la loro dimensione ideale, nell’affollato sottobosco dell’underground di qualità.

CIAO OSKAR, BENVENUTO SU METALITALIA.COM. CHE NE DICI DI INIZIARE CON UNA PICCOLA PRESENTAZIONE DELLA BAND?
– Ciao, siamo gli Slægt da Copenhagen, Danimarca. Questo progetto è nato nel 2011 ed è rimasto tale fino al 2014, anno in cui siamo diventati una “vera” band. La formazione è composta da me, Anders M. Jørgensen (chitarra), Olle Bergholz (basso) e Adam CC Nielsen (batteria).

ORA FACCIAMO UN PICCOLO PASSO INDIETRO, AL VOSTRO PRECEDENTE ALBUM, “DOMUS MYSTERIUM”: QUESTO LAVORO E’ STATO MOLTO IMPORTANTE NELLA DEFINIZIONE DEL VOSTRO SOUND. COSA E’ SUCCESSO DOPO LA PUBBLICAZIONE? COME E’ STATO ACCOLTO DAL PUBBLICO?
– Dunque, dopo la pubblicazione di “Domus Mysterium” abbiamo suonato diversi show, ad esempio al Copenhell Festival, e ci siamo concentrati sulla scrittura del nuovo album. Le reazioni sono state molto positive, ma sapevo che avremmo potuto fare anche meglio, per cui abbiamo continuato a lavorare sodo. A febbraio abbiamo dato il via al nostro primo tour assieme ai tedeschi Venenum. E’ stata una grande asperienza e abbiamo imparato molto. Appena rientrati dal tour ci siamo chiusi in studio per registrare “The Wheel”.

COME VI SIETE APPROCCIATI ALLA COMPOSIZIONE DELLE NUOVE CANZONI PER FARE UN ULTERIORE PASSO AVANTI?
– Il nostro obiettivo questa volta è stato prendere lo stile che avevamo sviluppato su “Domus Mysterium” e renderlo più compatto e focalizzato. Principalmente volevamo capire se avevamo questa capacità di uscire dalla nostra ‘comfort zone’, diventando più diretti e concisi.

COME DESCRIVERESTI GLI SLÆGT AD UN NUOVO ASCOLTATORE?
– Principalmente direi che si tratta di una forma audace di heavy metal con una vena oscura. Molti ci descrivono come N.W.O.B.H.M. che incontra il black metal, e la cosa ha senso. Tuttavia traiamo la nostra ispirazione da molte, molte fonti (musica, letteratura, arti visive, film, vita vissuta…) e questo aggiunge una nota strana, particolare, a ciò che facciamo. Credo che tutto questo contribuisca alla personalità e al fascino della nostra musica.

ECCO, TI VA DI APPROFONDIRE MAGGIORMENTE QUESTO PUNTO DI UNIONE TRA HEAVY METAL TRADIZIONALE E BLACK METAL?
– Semplicemente suoniamo ciò che ci viene naturale e, per qualche motivo, questo miscuglio è il risultato di ciò che realizziamo quando suoniamo assieme. Non ci riflettiamo molto, cerchiamo piuttosto di seguire il nostro cuore e il nostro istinto.

CREDI CHE SIA POSSIBILE OFFRIRE AL PUBBLICO QUALCOSA DI NUOVO E FRESCO, SUONANDO UNO STILE CHE SI ISPIRA AD UNA CORRENTE DI QUARANT’ANNI FA?
– Sì, può non essere fresco da un punto di vista stilistico, eppure, se hai dentro di te il BISOGNO di dire qualcosa, questo verrà fuori, in un modo o nell’altro. E se sarà qualcosa di genuino, le persone se ne accorgeranno, perché sarà uno specchio della loro vita e dei sogni, desideri ed esperienze in essa contenuti.

OLTRE CHE DAGLI ASPETTI SONORI, SEI INTERESSATO ANCHE DALLA FILOSOFIA E DALL’ATTITUDINE BLACK METAL?
– Per certi versi, sì. Cerco di non seguire pedissequamente ideologie o regole stabilite da altri, tuttavia ammiro le persone che sono convinte e serie in quello che fanno, seguendo la loro fiamma interiore verso l’ignoto. Per questo sono molto affascinato dalla mentalità black metal, soprattutto perché si occupa di tutto ciò che è oscuro e che rimane nell’ombra. Andare oltre ciò che sta in superficie mi affascina e i veri artisti in questo campo fanno esattamente questo, senza alcun dubbio.

COSA TRATTI NEI TESTI DELL’ALBUM?
– Ci sono diverse tematiche: la rabbia e la confusione che comportano l’essere vivi, l’unione di musica e magia, gli Slægt visti come una fratellanza, i cambiamenti drammatici della vita, gli ingredienti della magia, ferire gli altri e, sopratutto, essere feriti a nostra volta e infine di come la vita sia una sorta di prigione.

LA COPERTINA DI “THE WHEEL” RIPORTA ANCORA IL MEDESIMO SIMBOLO PRESENTE SULLO SCORSO LAVORO. COSA SIGNIFICA?
– E’ il nostro simbolo e lo chiamiamo “l’occhio del Diavolo”. Per noi rappresenta un nucleo di energia, così potente da dover esplodere in un modo o nell’altro.

DATE MOLTA IMPORTANZA ALL’ATTIVITÀ DAL VIVO? CI SONO PIANI IN QUESTO SENSO?
– Certamente, è il modo migliore per affinare le nostre capacità, vedere posti nuovi ed incontrare coloro che apprezzano ciò che facciamo. Come ti dicevo abbiamo da poco terminato un tour di diciotto date con i Maggot Heart (prima) e i Venenum (dopo), che ha attraversato Germania, Austria, Polonia, i paesi Baltici e la Scandinavia. Per quanto riguarda i piani per il futuro, ci stiamo lavorando e ci saranno presto novità, vedrete…

QUAL E’ LA TUA OPINIONE SUI SERVIZI DI STREAMING COME SPOTIFY ED APPLE MUSIC?
– Per me sono una buona cosa. Se permettono alle persone di ascoltare la nostra musica e di scoprirci, ben vengano. Certo, personalmente avrei una visione più romantica e nel mio mondo ideale queste piattaforme non esisterebbero e tutti torneremmo al vinile. Però le accetto e cerco di sfruttarle a nostro vantaggio. Non si può fermare il progresso.

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