SOL SISTERE – Viaggio verso il sole

Pubblicato il 20/10/2016 da

Dal lontano Cile ecco arrivare una nuova interessante realtà melodic black metal, abile nel rivisitare e ridare lustro alla vecchia tradizione svedese, così come a strizzare l’occhio a correnti più recenti e “alla moda”. Con il loro debut album “Unfading Incorporeal Vacuum” i Sol Sistere hanno dato prova di capacità compositive più che interessanti, riuscendo al contempo a curare al meglio anche forma e presentazione. Ci è dunque venuto spontaneo metterci in contatto con questa nuova intraprendente band, incuriositi anche dalla loro inconsueta provenienza. Il chitarrista Ricardo Araya fa gli onori di casa nell’intervista che segue!

sol-sistere-band-2016-big

PARTIAMO DAL PRINCIPIO: COME SI SONO FORMATI I SOL SISTERE?
“L’idea è nata a metà 2013: ho composto un paio di canzoni cercando di mescolare la mia passione per il black metal svedese con alcune nuove influenze dal taglio più atmosferico. Ho mostrato il materiale a Pablo e quest’ultimo ha pensato che ci fosse del potenziale per proporre qualcosa di diverso all’interno della scena cilena. Pablo è sempre stato un bassista, ma in questo nuovo progetto ha subito desiderato esprimersi alla batteria. Da duo ci siamo poi trasformati in una vera band, sviluppando insieme la musica e il concept alla base di essa. Sol Sistere significa ‘still sun’: l’espressione in latino si ricollega al concetto di solstizio. Il sole è un elemento molto importante in numerose culture: noi affrontiamo l’argomento da un punto di vista strettamente umanistico. Per noi il sole è il simbolo dello spirito umano e il solstizio è il punto più alto che esso può raggiungere. A ben vedere, da qualsiasi angolazione lo si prenda, il sole resta un argomento molto interessante, capace di rappresentare fasi della Terra, immortalità, luce. È un buon concept per un gruppo come il nostro”.

È FACILE AVVIARE UN PROGETTO MUSICALE DI QUESTO TIPO IN CILE?
“Formare una band da queste parti non è un’impresa difficile: il metal è un genere musicale molto popolare. Vi è forse carenza di batteristi preparati, ma, come dicevo poco fa, noi da questo punto di vista siamo stati coperti sin dall’inizio. Il vero problema è riuscire a farsi notare all’estero: la nostra scena non ha ancora partorito un nome davvero importante, quindi bisogna arrangiarsi per aprire certe porte. Noi abbiamo subito cercato il supporto di un’etichetta straniera, in modo da poter avere una promozione più ampia al di fuori dei nostri confini. Inizialmente abbiamo collaborato con la cinese Pest Productions, mentre per questo primo full-length ci siamo accordati con l’olandese Hammerheart Records, la quale sinora ha fatto un ottimo lavoro. Noi stessi ascoltiamo soprattutto band che provengono dall’Europa o dal Nord America, quindi è facile rendersi conto che provenire da posti come l’Indonesia, il Sudafrica o, nel nostro caso, il Cile non sia il massimo. È difficile prendere parte ai festival, siamo lontani dal ‘centro’ e tessere i rapporti con la scena mondiale può essere complicato. Tuttavia, non stiamo comunque parlando di ostacoli insormontabili: continueremo a lavorare duro per farci notare!”.

PENSI CHE IL CILE, COME LUOGO E NAZIONE, ABBIA UN’INFLUENZA SULLA VOSTRA MUSICA?
“Per qualche ragione la musica che proviene dal Cile tende ad essere molto più malinconica di quella che normalmente arriva dal resto dell’America Latina. Forse è il clima, forse è la nostra storia… non so come spiegarlo. In ogni caso, qui è più facile riuscire ad apprezzare il fascino della tristezza e della malinconia. Detto ciò, è anche vero che la nostra scena è piena di band dal suono decisamente brutale! Per quanto ci riguarda, lasciamo che le nostre melodie abbiano sempre un carattere mesto. Siamo particolarmente influenzati dai nostri paesaggi: dal deserto alle montagne, passando per le foreste pluviali e la costa. Ci riteniamo fortunati a poter contare su una fonte di ispirazione come questa natura”.

PARLIAMO ALLORA DELLA VOSTRA SCENA LOCALE: COME È VISSUTO IL METAL IN CILE?
“La scena metal in Cile è davvero florida: abbiamo tantissime band e la qualità media continua ad alzarsi. Geograficamente parlando, il nostro paese è lungo e stretto, quindi tendiamo a parlare di nord, centro e sud, piuttosto che di est od ovest. Su questa base, se ti muovi da nord a sud, noterai paesaggi differenti e, di conseguenza, diversi generi musicali dominanti. A nord regna il brutal death metal, al centro c’è un po’ di tutto, mentre a sud spopola il black metal, soprattutto nella declinazione vicina al black-thrash. Un aspetto negativo di vivere in Cile è la carenza di buoni posti per suonare: abbiamo tanti musicisti, ma, paradossalmente, pochi locali tendono ad ospitare concerti metal. A Santiago, la capitale, riesco a contare solo due o tre venue decenti e queste sono sempre pienissime, quindi è vitale prenotare in largo anticipo. A livello di pubblico, riscontriamo un supporto notevole per le band locali: abbiamo venduto tutte le copie dell’album e la prima stampa di t-shirt assai velocemente. In generale, più vai a sud e più il supporto è intenso: il movimento underground è davvero vasto e vivo e le vendite di CD e tape vanno ancora benissimo. Forse è questo coinvolgimento a far sì che i gruppi meridionali siano spesso particolarmente crudi e old school”.

QUANTO SONO IMPORTANTI I SOCIAL MEDIA PER UNA BAND COME LA VOSTRA?
“Internet in generale è un ottimo mezzo per promuoversi, ma non credo che basti affidarsi ad esso per riuscire ad ottenere qualcosa di significativo. Oggigiorno puoi caricare la tua musica su Bandcamp e YouTube, spargere la voce con Facebook e Twitter, ma alla fine solo poche persone andranno ad ascoltare davvero la tua proposta. Penso che sia ancora importante avere il supporto di un’etichetta o di un’agenzia di PR: nel nostro caso, la Hammerheart è stata essenziale nel procurarci un buon numero di recensioni. Noi stessi abbiamo fatto la nostra parte, contattando vari media, e la somma di questi sforzi ha dato buoni frutti. Il mio consiglio per altre band agli inizi è di trovare una label che provi davvero a promuovere un disco: non basta che essa stampi delle copie… l’aspetto più importante è la promozione. Inoltre, non aspettatevi che un’etichetta faccia tutto per voi: muovetevi in prima persona e fate il possibile per dare una mano”.

TORNIAMO ALLA VOSTRA MUSICA: SU “UNFADING…” POSSIAMO SENTIRE CHIARE INFLUENZE DI BLACK-DEATH METAL SVEDESE, MISTE A SPUNTI PIU’ ARIOSI E MALINCONICI TIPICI DELLE CORRENTI BLACK METAL PIU’ RECENTI. COME AVETE LAVORATO PER TROVARE QUESTO SOUND?
“Mi trovi d’accordo sulla descrizione: sin dal principio ho provato a mescolare influenze anni Novanta con soluzioni più attuali mutuate dall’ascolto di black metal band vicine al mondo post rock, cercando però di prendere le distanze da quello che oggi viene chiamato ‘blackgaze’. Siamo soliti comporre registrando demo da soli, per poi ritrovarci e scambiare opinioni e suggerire modifiche. I pezzi vengono sempre rifiniti in sala prove, quindi C. si occupa di preparare i testi e le linee vocali”.

VI TENETE LONTANI DA TEMATICHE SATANICHE PER I VOSTRI TESTI?
“Sì, C. è il solo responsabile dei testi: il suo stile è piuttosto vago, non scrive mai frasi facilmente interpretabili e troviamo che ciò sia perfetto per la nostra musica. I temi sono generalmente cupi e vanno dalla pura introspezione all’occultismo e all’umanismo. Non siamo una band satanica, per noi il black metal è soltanto un genere musicale; lo interpretiamo in maniera espressiva e oscura, ma a livello di liriche non abbiamo interesse ad affrontare argomenti come il satanismo. Non è obbligatorio essere un predicatore per suonare black metal, così come non è necessario essere un attivista politico per suonare punk”.

STATE COMPONENDO NUOVA MUSICA? AVETE GIA’ UN NUOVO ALBUM IN PROGRAMMA?
“Sì, abbiamo iniziato a comporre non appena i lavori sul primo album sono stati terminati. So che è molto presto, ma abbiamo già circa quarantacinque minuti di musica pronti. Non c’è fretta e continueremo a scrivere fino a quando avremo modo di scegliere tra una vasta selezione di pezzi. Abbiamo intenzione di registrare le tracce migliori tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo. Ci piacerebbe pubblicare un nuovo lavoro attorno alla metà del 2017. A livello sonoro, i nuovi brani mantengono lo spirito di ‘Unfading Incorporeal Vacuum’, ma stiamo cercando di aggiungere nuovi elementi, in modo da donare al disco una sua identità. Non vogliamo dare alle stampe un semplice sequel, ma un nuovo album sotto ogni punto di vista, se capisci quello che intendo”.

RIUSCIREMO A VEDERVI SUONARE IN EUROPA?
“Per il momento ci stiamo concentrando su dei concerti dalle nostre parti e sulla stesura delle nuove canzoni, ma dei tour all’estero sono nelle nostre intenzioni. Ci piacerebbe venire in Europa nel corso del 2017”.

0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.