SOLEFALD – Intervista a Lazare

Pubblicato il 05/10/2001 da

Mi ero preparato un foglio con una quindicina di tracce da cui ricavare domande per uno dei miei gruppi preferiti. Ovviamente mi sono lasciato prendere dall’intervista e ho tagliato barbaramente tutte le domande riguardanti lo squallido business lasciandomi andare in una chiacchierata di più di tre quarti d’ora con il disponibilissimo e squisitamente acuto Lazare. Ciò che vedete trascritto qui sotto è copia fedele di buona parte di ciò che era inciso sulla cassetta al termine dell’intervista. Si parla di filosofia e di costume, poco di musica, lo ammetto, ma provate a smettere di leggere una volta giunti a metà. Una volta di più si percepisce nelle parole di Lazare la genuina genialità dei Solefald.
ALLORA LAZARE, PARLIAMO DELL’AFFASCINANTE STORIA RACCHIUSA NEI I PEZZI DI “PILLS AGAINST THE AGELESS ILLS”.
“Come avrai capito è un concept album; è la storia di due fratelli, uno è un regista di film porno chiamato Pornographer Cain e l’altro, Philosopher Fuck, è, per l’appunto, un filosofo. Rappresentano i due volti dell’umanità, il pornografo è simbolo del lato istintivo e animale che c’è in noi, mentre il pornografo di quello rivolto al pensiero ed alla trascendenza. E’ una fiaba moderna che contiene, tra gli altri, personaggi come Kate Moss o Kurt Cobain. L’idea di base è quella di sfidare l’ascoltatore a riconoscersi in entrambi i protagonisti, perchè ogni essere umano contiene qualcosa di un pornografo e qualcosa di un filosofo. Ovviamente è bene che ogni ascoltatore si tuffi separatemente nei singoli testi per capirne il significato anche al di fuori dal concept. Speriamo di poter “attivare” le persone, spingerle a pensare con il nostro concept.”

NEL VOSTRO PRECEDENTE LAVORO CITAVATE SPESSO DELLE ICONE DELLA CULTURA POP, COME AD ESEMPIO CALVIN KLEIN; LO FATE ANCHE IN QUESTO NUOVO ALBUM? PERCHÈ?
“Usiamo spesso nomi di persone conosciute. E’ importante che ti spieghi la ragione per cui lo facciamo, ed essa è che chiunque può relazionarsi a questi personaggi, che chiunque li conosce e perciò li usiamo come icone. Vedi, molti gruppi metal sono affascinati da cose come libri di magia o dai libri di Tolkien e trovano in questi testi una montagna di nomi assurdi da mettere nei testi. In effetti non è una cosa che ti lascia molto, perchè non puoi riconoscerti in personaggi del genere. Parliamo di persone come Kate Moss o Calvin Klein, personaggi con cui è facile confrontarsi, personaggi che fanno parte della tua e della mia cultura molto più di un branco di nani (ride ndZiru). Vogliamo che i nostri testi siano interessanti, vogliamo dire qualcosa alla gente.”

QUANTA IRONIA METTETE IN QUESTO MODO DI SCRIVERE I TESTI?
“Usiamo molto l’ironia, così come la satira. Spesso anche la nostra musica a volte è ironica e in alcune occasioni è strana solo per il gusto di esserla. Pensiamo che spesso l’ironia crei comicità, e noi vogliamo che la gente possa sorridere, anche ridere a volte, quando sente i nostri alti. Gli album black metal di solito sono assolutamente deprimenti, perchè tutto è solo “death’n destruction”, noi vogliamo creare un contrasto. Ovvio che abbiamo anche tutta la storia di morte e distruzione, ma vogliamo che faccia contrasto con qualcosa che ti possa far sorridere. Lo stesso discorso vale per la musica; se tu usi lo screaming per tutto l’album, quello che è uno stile di cantare molto aggressivo diventerà solamente piatto perchè ti ci abitui. Se metti diversi parti insieme, dopo un primo sbigottimento l’ascoltatore riuscirà a sentire tutte le sensazioni in modo più profondo.”

PENSO CHE IL NUOVO LAVORO SIA UN PO’ PIÙ AGGRESSIVO DI “NEONISM”, AVETE ELIMINATO TUTTE QUELLE PARTI PSICHEDELICHE CHE SUONAVATE PRIMA, COME MAI?
“Penso che volessimo un album più concreto, più mirato; “Neonism” era un esperimento, e, credimi, lo adoro, perchè ha spaventato molta gente che quando ha schiacciato “play” sullo stereo ha esclamato “What the fuck is this? Gimme some Manowar!” (sarebbe stato un reato tradurre questa frase ndZiru). Per “Pills…” abbiamo preso il meglio di “The Linear Scaffold” e il meglio di “Neonism” e combinandoli abbiamo fatto qualcosa di nuovo. Vogliamo evolverci ad ogni album, se facessimo un album uguale al precedente, allora sarebbe ora di smettere. Volevamo un album più diretto di “Neonism”, più “straight in your face”.”

CHI O COSA SONO LE “AGELESS ILLS” (LETTERALMENTE MALATTIE SENZA TEMPO) E PERCHÈ DOVREI PRENDERE DELLE PILLOLE CONTRO DI LORO?
“La malattia senza tempo è la domanda che affligge ogni uomo, la domanda a cui non c’è risposta. “Perchè sono qui?”, “Qual’è il senso di tutto questo?”, è una domanda senza questa ed è una malattia perchè la gente si suicida per questo e uccide altra gente per questa. La gente che pensa di avervi trovato una risposta uccide chi non è d’accordo con lui, lo vedi ora con cosa sta succedendo in questa guerra tra mondo occidentale e mondo islamico. L’islam contro il capitalismo. Le pillole sono le canzoni sull’album; ovviamente è tutto ironico, ma ciò che vogliamo sottolineare è che forse è meglio non pensarci troppo, che è meglio se pensi a trovarti un posto nel tuo mondo per renderlo migliore. Non pensare a cosa succederà dopo, perchè in qualsiasi modo tu lo faccia, non c’è niente che tu possa controllare in nessun modo. Concentrati su ciò che puoi fare qui e ora.”

SULL’ALBUM C’È UN PEZZO INTITOLATO “THE USA DON’T EXIST” E MI PARE CHE SIA UNA QUESTIONE PIUTTOSTO ATTUALE, COSA NE PENSI?
“Per prima cosa voglio dirti che non è assolutamente una canzone politica, e che quando l’abbiamo scritta non sapevamo dell’attentato di New York ovviamente. Ciò che attacchiamo è l’imperialismo culturale americano, ciò che vedi nei film di Hollywood e nelle pubblicità della Coca Cola. Mi da la nausea il fatto che l’America stia imponendo questa aridità culturale al resto del mondo, e ciò che è peggio è che il resto del mondo accetta tutto ciò. Se guardi all’Europa, noi abbiamo migliaia di posti dove si fa veramente cultura, migliaia di teatri, migliaia di ottimi compositori, migliaia di splendide sale da concerto, l’Italia ha dei registi incredibili, ma non se ne parla. Nei cinema ci sono solo film Hollywoodiani e la gente non si rende conto del mare di cultura in cui è immersa, bisognerebbe cominciare a guardarsi intorno. Pensa al tuo paese. Se da un lato qualsiasi metallaro ha visto almeno un film splatter italiano, dall’altro voi lì avete Benigni e avevate Fellini e altri grandi registi. E io che vivo in Norvegia mi guardo intorno e mi interesso della mia cultura, perchè è parte del mio retaggio, così come delle culture straniere che mi appassionano molto, ma la cultura Americana è talmente “semplificata” che rimane pochissimo contenuto. Se guardi un film di Hollywood saprai dopo due minuti come andrà a finire, ma se guardi un film italiano o francese sarai sorpreso dai colpi di scena, dalla profondità del lignuaggio e dalla grandiosa recitazione. Gli europei vedono le storie da molti lati diversi, mentre i film di Hollywood sono monotematici e assolutamente anti-creativi. Alla gente manca la varietà, e l’industria dell’arte americana lavora contro la varietà, è una cosa che odio.”

LA MAGGIOR PARTE DEI VOSTRI TESTI RUOTA ATTORNO A TEMI METAFISICI, FILOSOFICI PER COSÌ DIRE, NON PENSI CHE IL TIPICO ASCOLTATORE DI METAL CHE È ABITUATO A SENTIRE GRUPPI CHE PARLANO DI VICHINGHI CHE AMMAZZANO ALTRI VICHINIGHI POSSA ESSERE UN PO’ SPIAZZATO?
“Sappiamo benissimo di spiazzare la gente. Siamo sempre stati bistrattati per le cose di cui parlavamo e per il nostro eclettismo. Ma ora le cose stanno cambiando e penso che l’audience metal sia più aperta a sentir parlare di cose vicine alla realtà ed al quotidiano. Penso che l’era di Tolkien nel black metal stia per finire. E’ palloso sentire gente che canta sempre del diavolo che sputa fuoco o che si mangia i preti…”

CHI È IL VOSTRO FAN TIPICO?
“Siamo in stretto contatto con i fans e devo dire che sono molto diversi fra loro; l’unica cosa che hanno in comune è quella di essere gente di mente aperta. Ho incontrato gente di quarant’anni che veniva ai nostri concerti e mi diceva “tutti i gruppi che hanno suonato stasera prima di voi mi fanno schifo, ma sono un grande fan dei Solefald!”; ci sono i tipici heavy metal headbangers con i capelli lunghi, la birra in mano e la moto sotto il culo. E’ bello avere fans diversi, è bello avere anche tanta gente che odia la tua musica. Siamo un gruppo che si ama o si odia, nessuno mi ha mai detto “Penso che la tua musica sia…carina…”, mentre ho conosciuto gente che mi ha detto “La vostra musica è la più meravigliosa che sia mai stata composta” ed altri che mi hanno detto “Come cazzo puoi chiamare musica quella merda?”. In fondo mi piace questa cosa, preferisco che mi dicano che la mia musica è orrenda piuttosto che è ‘carina’.”

COSA MI DICI DELL’ARTWORK? PERSONALMENTE PENSO CHE SIA MENO SIGNIFICATIVO DI QUELLO DI “NEONISM”, TU CHE NE DICI?
“Questa volta la cosa è diversa. Su “Neonism” la copertina era assolutamente diretta, priva di filtri, mentre la musica era complicata ed ermetica; su “Pills…” è il contrario, la musica è molto diretta e la copertina è piuttosto difficile da capire. Quando vedrai l’intero booklet capirai che abbiamo usato i due colori rosso e blu per indicare le due facce dei personaggi: il rosso per il pornografo ed il blu per il filosofo. La copertina rappresenta una flebo ed è segno di malattia, mentre dietro vedi l’obbiettivo di una macchina fotografica che rappresenta la società di oggi, quella che chiamo “The Paparazzi Society”. Posso capire che tu trovi la copertina meno “immediata”, ma ha propositi e significati del tutto diversi da quelli di ‘Neonism’.”

PERCHÈ IL FILOSOFO SI CHIAMA FUCK ED IL PORNOGRAFO CAIN?
“Ha a che fare con il fatto che niente è puro, non puoi dire che qualcosa è universalmente giusto o sbagliato, perchè non esistono standard universali per questo genere di cose. Quando pensi ad un filosofo, pensi ad una persona in grado di astrarre e di disegnare catene di pensieri fino ad arrivare ad una conclusione, la parola “Fuck” è assolutamente il contrario. E’ quanto di più animale si possa immaginare. Ecco perchè l’abbiamo chiamato così, per sottolineare che non esiste nulla di puramente mentale e nulla di puramente fisico.”

VI RICONOSCETE ANCORA NELLA DEFINIZIONE “RADICAL DESIGNER ROCK’N ROLL”?
“Certo, direi che è la definizione che ci rappresenta meglio, insieme con “Red Music With Black Edges”. Quest’ultima si riferisce al fatto che tutti ci consideravano black metal, ma noi ci abbiamo aggiunto la passione ed una forza orgasmatica che aggiungono il rosso al nero. Per quanto riguarda “Radical Designer Rock’n Roll”, l’avevamo usata per “Neonism”, perchè era un album assolutamente radicale ed era progettato (“designed” in inglese ndZiru) per fare ciò che ha fatto, cioè sorprendere la gente. Comunque devo essere onesto; se la gente mi chiede che musica faccio, io rispondo sempre “Heavy Metal”, perchè è questo che suoniamo.”

PENSO CHE I SOLEFALD RAPPRESENTINO UN’ ESPERIENZA DI TIPO LETTERARIO OLTRE CHE MUSICALE, QUALI SONO LE VOSTRE INFLUENZE IN QUESTO SENSO?
“Cornelius ha scritto il concept e lui in realtà è anche uno scrittore, pubblica saggi per una delle case editrici più importanti qui in Norvegia, quindi è piuttosto famigliare con la letteratura. Io sono affascinato dal periodo beat, da scrittori come Bukowsky o Borroughs. Sono appassionato anche da Emily Dickinson e da Lord Byron. In generale cerco di leggere molto e cose molte diverse fra loro.”

COSA C’È NEL VOSTRO FUTURO?
“Abbiamo già finito il nuovo album e penso che sarà fuori l’anno prossimo, non posso dirti altro, voglio fare il misterioso. (ride ndZiru).”

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