SONNE ADAM – Adoratori del Nero

Pubblicato il 28/04/2011 da

Da Israele, la band che non ti aspetti. Sono già un piccolo caso, i Sonne Adam. Spuntati fuori dal nulla e senza alcuna pretesa, con “Transformation” questi death-doom metallers hanno dato alle stampe uno dei migliori debut album degli ultimi tempi. Influenzati da sonorità tipiche dei primi anni ’90, così come da un approccio alla produzione che rimanda persino al decennio precedente, i nostri stanno riportando alle orecchie di molti uno stile e un modo di intendere la musica estrema che ultimamente si era un po’ dimenticato. Non hanno intenzione di rivitalizzare un intero genere, nè di diventare la prossima “big thing”… anzi, tutt’altro! I Sonne Adam, semplicemente, suonano la musica che più piace loro, ma con la padronanza e il carisma delle grandi band. Non stupisce, insomma, che persino la Century Media, da anni distante dal vero underground, abbia deciso di puntare su di loro. Al cantante/bassista Dahan, come leggerete, ciò non fa alcuna differenza, ma permetteteci di dire che, per i grandi amanti del suono death vecchio stampo, questa è una gran bella soddisfazione…

 

CHI SONO I SONNE ADAM? LE INFORMAZIONI SUL VOSTRO CONTO SONO PIUTTOSTO SCARSE…
“Il gruppo è stato fondato da Davidov e da me verso la fine del 2007, senza alcun scopo preciso se non quello di suonare qualche riff insieme. Di lì a poco abbiamo registrato un primo EP, che ancora oggi deve vedere la luce, intitolato ‘The Sun Is Dead’. L’anno seguente abbiamo realizzato un secondo EP intitolato ‘Armed With Hammers’, che ha riscosso un buon successo underground e ha destato l’interesse della Imperium Productions. Quindi abbiamo iniziato a pensare al nostro debut album ‘Transformation’, che è appena uscito. Ultimamente abbiamo aggiunto due nuovi membri alla band – Steel e Mayer – in modo da poter suonare live”.

CHE COSA SIGNIFICA IL NOME SONNE ADAM?
“Si tratta di una espressione ebraica, il cui significato originario è ormai scomparso. Generalmente, comunque, Sonne significa odio e Adam sta per umanità. Per quanto ci riguarda, il nome calza perfettamente con il feeling della nostra musica”.

NONOSTANTE POSSA ESSERE DEFINITO UN ALBUM DI OLD SCHOOL DEATH METAL, “TRANSFORMATION” PRESENTA ANCHE DIVERSE INFLUENZE DOOM. SOPRATTUTTO IL PARAGONE CON I PRIMISSIMI PARADISE LOST MI PARE CALZANTE, NON TROVI?
“Sì, siamo molto influenzati dal doom vecchio stampo. Diciamo che prendiamo ispirazione da vari generi, cercando di mescolare gli aspetti migliori di ognuno di essi. Lo stile dei Sonne Adam è senza dubbio la somma dei nostri gusti musicali… alcuni lo trovano strano o particolare, e per noi questo è solo un complimento. Tornando alla tua domanda, sì, sono d’accordo… i Paradise Lost dei primi due album sono un’influenza fondamentale”.

CHE MI DICI INVECE DEI MORBID ANGEL? LI METTEREI SULLO STESSO PIANO DEI PARADISE LOST, A LIVELLO DI INFLUENZE PRIMARIE. SEI CURIOSO DI ASCOLTARE IL LORO NUOVO ALBUM?
“Certo, i Morbid Angel sono un altro dei nostri gruppi preferiti. Alcune persone, a dire la verità, non hanno affatto colto questa influenza, ma forse tutto dipende dal background che ognuno ha e dalla propria cultura musicale. Alcuni ci definiscono black metal, ad esempio. Non so come mai e, in tutta onestà, ciò non mi importa per niente… l’importante è che venga riconosciuta ai Sonne Adam una loro identità propria. Tornando ai Morbid Angel, ascolterà senz’altro il loro nuovo album, ma, dopo aver visto la copertina e aver letto alcune anticipazioni, devo confessare che non mi sto aspettando granchè…”.

COME È NATA E SI È SVILUPPATA LA PASSIONE PER QUESTO TIPO DI DEATH METAL?
“Non ci consideriamo una old school death metal band pura. Amiamo quello stile e per ora lo troviamo la piattaforma perfetta per sviluppare le nostre idee, ma non credo che rimarremo sempre ancorati ad esso. Vediamo i Sonne Adam come la continuazione di quel sound che si fece largo nei primi anni ’90, ma che poi scomparve quasi del tutto verso la fine dello stesso decennio. Era uno stile in continua evoluzione ed è nostra intenzione contribuire ad evolverlo. Insomma, non vogliamo copiare cose già fatte da altri… vogliamo partire da lì, ma portarle su un altro livello, aggiungendo nuovi capitoli alla storia. Cambiamenti sono imminenti…”.

VI È UN BRANO ALL’INTERNO DEL DISCO AL QUALE SIETE PARTICOLARMENTE AFFEZIONATI O CHE RITENETE IL PIÙ RAPPRESENTATIVO PER LA BAND?
“No, affatto. Solitamente componiamo in fretta e furia perchè le nostre vite private non ci permettono di dedicare chissà quanto tempo alla musica. Abbiamo sempre parecchia pressione addosso, quindi è difficile fermarsi a riflettere su cose come questa. Componiamo e registriamo in breve tempo… il processo è divertente, ma non certo memorabile”.

UNA COSA CHE APPREZZO MOLTO DEL VOSTRO SOUND È LA SUA CRUDEZZA. LA MUSICA È MOLTO FLUIDA ED EMOZIONALE, MA SIETE RIUSCITI A MANTENERE UN IMPATTO RUVIDO, LONTANO ANNI LUCE DALLE MODERNE PRODUZIONI. PENSI CHE QUESTO SIA IL MODO IDEALE DI PRODURRE UN ALBUM METAL?
“Vediamo la produzione come un valore aggiunto alla musica, ma è quest’ultima che deve dettare le regole. Non vi è un tono di chitarra migliore di un altro a priori, ad esempio. Tutta dipende da che tipo di sensazioni i brani evocano. ‘Armed With Hammers’ ha dei suoni ancora più crudi di quelli di ‘Transformation’, ma ciò non significa che oggi ci piacerebbe rivederli. Quella fu una scelta attentamente studiata, non è stato frutto di un budget scarso o di chissà quali altre ragioni. Lo stesso discorso vale per il nuovo album, il quale suona più aperto dell’EP, eppure decisamente impastato per tanti ascoltatori. Per noi si tratta della produzione ideale per un disco simile, ma magari la prossima sarà completamente diversa… tutto dipende da che genere di musica scriveremo”.

PENSI CHE L’ESSERE NATI IN ISRAELE ABBIA INFLUENZATO IN QUALCHE MODO LA MUSICA CHE COMPONETE?
“No, non direttamente. Penso che ci sia un qualcosa di israeliano nella nostra musica, ma è impossibile spiegarlo a parole”.

È VOSTRA INTENZIONE PROMUOVERE LA BAND ATTIVAMENTE, CON TOUR E DATE LIVE?
“Sì, proveremo a suonare qualche concerto, ma non è una cosa che prenderà il sopravvento sulle nostre vite. Abbiamo un modus operandi molto diverso da quello di tante band dei giorni nostri. Non abbiamo nemmeno mai contattato una label, ad esempio… sono state loro a venirci a cercare. Penso che se credi veramente nella tua musica e componi materiale di qualità, le soddisfazioni arriveranno senza che sia tu a compiere grandi sforzi”.

CONOSCI QUALCHE BAND ITALIANA? HAI UN’IDEA DI COME SIA LA SCENA METAL DEL NOSTRO PAESE?

“Mi piacciono molto gli Imposer e i primi Necrodeath, ma purtroppo non conosco altro”.

“TRASFORMATION” VIENE PUBBLICATO DALLA CENTURY MEDIA RECORDS, UNA ETICHETTA MOLTO IMPORTANTE, CHE DA ANNI È LONTANA DA BAND DAL TAGLIO COSÌ UNDERGROUND COME LA VOSTRA. PUOI SPIEGARCI COME È NATA QUESTA COLLABORAZIONE?
“Devo specificare che solo la versione in CD dell’album è fuori su Century Media. Noi siamo sotto contratto con la Imperium Productions, che pubblicherà l’edizione in vinile. Siamo a tutti gli effetti i ‘brutti anatroccoli’ del loro roster al momento, e la cosa ci sta bene. Philipp della Imperium Productions lavora per la Century Media: una volta completato l’album, ha fatto ascoltare in amicizia alcuni brani a uno dei grandi capi della label e a quest’ultimo siamo piaciuti talmente tanto che ha deciso di acquistare alcuni diritti dalla Imperium. Ecco perchè ora il disco è uscito anche su Century Media. Per noi non è cambiato nulla, a dire il vero, ma forse così il disco verrà ascoltato da qualche persona in più”.

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