SOUL OF STEEL – Anime d’ Acciaio

Pubblicato il 05/03/2011 da

Approdati alla nostrana Underground Symphony sul finire del 2010, e coadiuvati dal’esperto Olaf Thorsten dietro al mixer, i Soul Of Steel chiudono l’anno dando alla luce il loro album di debutto a titolo “Destiny”. Album caratterizzato da un certa somiglianza per suoni e melodie ai gruppi della scena power italiana, Labyrinth su tutti, ma anche contraddistinto da una discreta originalità e da un’indubbia perizia strumentale, “Destiny” ci viene presentato in questa intervista dalle parole della band stessa. Tra discorsi che hanno toccato anche l’importanza delle band storiche per il metal e l’ingombrante discorso dei social network, sentiamo cosa ci raccontano questi sei entusiasti ragazzi…

 

 

ECCOCI QUI A FARVI QUALCHE DOMANDA IN OCCASIONE DEL VOSTRO DEBUTTO “DESTINY”. VORRESTE COMINCIARE PRESENTANDOCI LA LINE-UP E PARLANDOCI DELLE ORIGINI DEL GRUPPO?
“Certo, ragazzi! La band è nata circa tre anni fa da un’idea del batterista Lorenzo e di Donato Raguso, primo chitarrista della band. La formazione originale era composta da quattro elementi: chitarra, basso, batteria e voce. Questa formazione durò circa un anno dopo l’autoproduzione del demo ‘Reborn’. Dopo di che avvenne un totale cambio di line up che vide l’abbandono di tutti i membri originali fatta eccezione per Lorenzo. Alla fine del 2008 si arriva così alla nuova lineup e all’inserimento di una seconda chitarra e di Daniele Simeone alle tastiere. La line up completa risulta così di sei elementi. A questo proposito vorremmo soffermarci un attimo: com’è possibile vedere dalle foto promozionali o nei nostri ultimi concerti, Daniele purtroppo non è presente. Questo per via di motivi di salute che lo hanno costretto a fermarsi per un attimo. Gli auguriamo anche da qui una pronta guarigione, lo aspettiamo più che mai!”.

IN GENERALE OGNUNO DI VOI PROVIENE DA ALTRE ESPERIENZE? AVETE MILITATO IN ALTRE BAND PRIMA DEI SOUL OF STEEL?
“Un po’ tutti viviamo da sempre attorno al rock e al metal, e per questo abbiamo consolidato le nostre basi musicali in gruppi cover o tributi ai vari Iron Maiden, Litfiba, metallica, Dickinson, ecc. Il cantante è l’ultimo in via cronologica ad essere approdato alla corte dell’heavy metal, dopo diverse esperienze trascorse nel pop e nel gospel, senza mai però dimenticare l’anima rock che da sempre lo accompagna”.

PARLANDO DEL DEBUTTO VERO E PROPRIO, CI RACCONTATE QUALCOSA SU “DESTINY”? COME E’ NATO, IN QUANTO TEMPO E’ STATO REGISTRATO, SE LE IDEE PER L’ALBUM ERANO GIA’ DEFINITE PRIMA DELL’INGRESSO IN STUDIO….
“Si potrebbe dire che ‘Destiny’ sia un album nato ancora prima di pensarlo! Alcune idee erano già dentro di noi prima ancora di incontrarci e di metterle per iscritto, ed è proprio dal fatto di avere idee simili ma con sfaccettature diverse che ‘Destiny’ è diventato quello che è ora. Sono bastati solo quindici giorni per le registrazioni, nonostante gli innumerevoli problemi che le band al primo album incontrano sempre, e questo anche grazie alla disponibilità di Donato Raguso, ex chitarrista della band, che è nostro grande amico oltre che un grande musicista. Comunque è proprio in studio che si inizia a vivere l’album, e che si arriva ad avere chiaro in mente quello che si vuole esprimere. E’ dunque normale che molte cose vengano riviste e definite in quella sede”.

 
A PROPOSITO DI STUDIO, LE NOTE IN NOSTRO POSSESSO DICONO CHE PER LA FASE DI PRODUZIONE E MISSAGGIO DEL DISCO AVETE POTUTO CONTARE SULL’ESPERIENZA DI UN ESPERTO QUALE OLAF THORSEN. COME AVETE AVUTO QUESTA OPPORTUNITA’? COME LO AVETE CONOSCIUTO?
“Innanzitutto Olaf lo conoscevamo già da qualche tempo, sia come musicista ovviamente, ma anche di persona. Prima di entrare in studio, Lorenzo (batterista, ndR) si è informato su di lui, sulla sua disponibilità e se c’erano i presupposti per poterlo avere con noi in studio. Evidentemente quello che proponevamo deve essere stato di suo gradimento, e possiamo dire che tutto è andato per il verso giusto. E’ stato presente sempre anche per tutto il percorso di produzione e missaggio e anche la sua presenza ha fatto sì che le cose venissero come sono venute”.

A LIVELLO SONORO E’ IN EFFETTI AVVERTIBILE IL MARCHIO LABYRINTH, SPECIALMENTE NEI SUONI LIQUIDI DELLE CHITARRE NEGLI ASSOLI O PER LA PRODUZIONE DELLA BATTERIA… QUANTO PENSATE ABBIA INFLUITO SU QUESTI ASPETTI LA SUA PRESENZA DIETRO LA CONSOLLE?
“Be’, a dire il vero sia gli assoli che le parti di batteria sono state fatte tutte da noi. Per quello che riguarda i suoni è chiaro che noi, essendo alla prima esperienza in studio, ci siamo messi nelle sue mani. E’ stata una nostra scelta quella di affidarci ad uno come lui. Il fatto di essere influenzati a livello di suoni è dunque più che ovvio, altrimenti non lo avremmo mai chiamato. Per quanto riguarda la produzione è chiaro che se qualcosa non suonava bene è stata cambiata, ma per il resto siamo molto felici di come suona il disco. In studio c’è stato sempre modo di affrontare le cose, qualche dritta lui ce l’ha certamente data, ma nessun suono è stato imposto, anzi! Possiamo dire di avere sempre scelto tutto assieme, dal semplice effetto della chitarra all’atmosfera generale della tastiera”.

 
E DELL’APPARIZIONE DI ROBERTO TIRANTI ALLA VOCE SU “ENDLESS NIGHT” COSA CI DITE? CHE SENSAZIONE FA SENTIRE UNA PROPRIA COMPOSIZIONE ESEGUITA DA UN CANTANTE DEL SUO CALIBRO?
“Roberto Tiranti è uno dei più completi e professionali artisti italiani, tranquillamente paragonabile ai grandi del panorama metal internazionale. L’abbiamo voluto sul nostro album per questo motivo, e anche per l’immensa ammirazione che abbiamo peri Labyrinth. Sicuramente, al primo ascolto di ‘Endless Night’ cantata da lui abbiamo pensato: ‘Ecco, ci ha smerdato il cantante!’. Scherzi a parte, la canzone era già stata pensata per adattarsi alle sue corde, ma comunque è stato proprio Roberto a farla sua e a renderla il gran pezzo che è, grazie alle emozioni che riesce ad imprimere con la propria voce”.

 
AVENDO PARLATO COSI’ TANTO DEI LABYRINTH, E’ FACILE PER TUTTE LE RIVISTE/WEBZINE DEL SETTORE CITARLI COME VOSTRA FONTE PRINCIPALE. MA NEL VOSTRO SUONO E’ POSSIBILE RICONOSCERE ANCHE ALTRE IMPORTANTI INFLUENZE. DA QUALI BAND VI SENTITE ISPIRATI PRINCIPALMENTE? COSA RENDE PERSONALE LA VOSTRA PROPOSTA?
“Innegabilmente l’influenza dei Labyrinth su di noi è importante, ma ascoltando ‘Destiny’ l’ascoltatore attento capisce da subito l’influenza sul nostro sound della ‘vecchia scuola’ con nomi quali Iron Maiden, Judas Priest, Helloween, Stratovarius, ecc. Alcuni giudicano l’essere ancorati ad influenze definite come una cosa scontata, ma pensiamo che si un grande errore: la storia deve essere il fondamento di ciò che sarà il futuro della musica, altrimenti si finirebbe per suonare quella musica che alcuni definiscono come ‘alternativa’, quando in realtà non si sa nemmeno cosa si stia facendo. Con questo non vogliamo certo invitare le band ad essere la fotocopia di qualcuno, ma vogliamo dire che occorre trovare il giusto equilibrio tra storia e originalità per far nascere un’alchimia che renda distintivo un gruppo. Questo aspetto è ancora un fase di assestamento per i Soul Of Steel ma è una cosa che vediamo maturare in noi sempre di più”.

 
UNA PARTE IMPORTANTE DEL VOSTRO SOUND E’ SICURAMENTE LEGATA A MELODIE COINVOLGENTI E DI FACILE MEMORIZZAZIONE. NEL PROCESSO COMPOSITIVO GENERALMENTE PARTITE DA UN’IDEA DI MELODIA O PIUTTOSTO DAL RIFF PORTANTE, SUL QUALE POI EVOLVETE LE DIVERSE LINEE MELODICHE?
“Giustamente le linee melodiche strumentali e vocale sono quelle che ci proiettano all’interno di un certo sound, secondo il quale bisogna ricercare il fraseggio giusto al momento giusto, senza cadere nella banalità o nella ripetitività. Ma è la ricerca di qualcosa di diverso in una scena musicale dove è già stato detto tanto che dà i suoi frutti all’interno di un lavoro attento ma disinvolto. Comunque, nella creazione dei brani, quasi sempre siamo partiti da riff portanti e melodie strumentali, mai da una linea vocale, che anzi modifichiamo di continuo sino alla registrazione per fonderla con i brani stessi”.

 
SEMPRE RIMANENDO SUL VOSTRO PROCESSO COMPOSITIVO, IN CHE MODO SCRIVETE I TESTI? HANNO UNA FONTE D’ISPIRAZIONE UNICA O SI BASANO SU DIVERSI SPUNTI?
“A livello di songwriting diciamo che ci sono diversi spunti, ma tutti più o meno si riferiscono a tutto ciò che si osserva nel mondo: dalle guerre tra gli uomini, alle ingiustizie, alle lotte trai popoli; tutto questo viene interpretato nei brani come metafora. Non mancano però riferimenti anche alla figura umana, e cioè ai problemi che un uomo incontra per arrivare ai propri sogni, ai desideri, a quel ‘destino’ (dal titolo dell’album, ndR), appunto, che riserva sempre delle sorprese per ognuno di noi. Questo è in breve ciò che vuole esprimere il disco”.

 
A MIO PARERE, COME SPECIFICATO NELLA RECENSIONE USCITA SUL NOSTRO PORTALE, GLI ASSOLI, SPECIALMENTE QUELLI PIU’ LENTI ED EMOZIONALI, SONO MOLTO BELLI. CHE TIPO DI ESTRAZIONE HANNO I VOSTRI CHITARRISTI? CHI ESEGUE GENERALMENTE GLI ASSOLI?
“Gli assoli sono eseguiti da entrambi i chitarristi. Il nostro obiettivo era di incastrare le melodie delle due chitarre al momento giusto, senza abusare per forza di virtuosismi disperati, che rimangono comunque importanti là dove è appropriato eseguirli. Essendo il nostro album di debutto, ‘Destiny’ deve in un certo senso lasciare un segno nella mente dell’ascoltatore, e la scelta di note incisive e melodiche è fondamentale per raggiungere questo fine”.

 
IL DISCO E’ STATO PUBBLICATO A SEGUITO DI UN CONTRATTO STIPULATO CON LA NOTA LABEL UNDERGROUND SYMPHONY. COME SIETE ARRIVATI A QUESTO ACCORDO?
“Della Underground Symphony avevamo già sentito parlare, anche grazie ai dischi da loro distribuiti. Come tante altre band, abbiamo innanzitutto prodotto e mixato il disco, in seguito abbiamo mandato il materiale a varie label, e alla fine la loro proposta è stata la migliore per noi”.

 
CERCANDO IL VOSTRO NOME SUL WEB CI SI IMBATTE SPESSO NELLA VOSTRA PAGINA FACEBOOK. E’ AGGIORNATA DI FREQUENTE, CON PARECCHI LINK E NOVITA’. RITENETE CHE I SOCIAL NETWORK SIANO UTILI PER UNA BAND CHE DEVE FARSI CONOSCERE? LO RITENETE PIU’ UN MEZZO DI PROMOZIONE O UNA SEMPLICE PAGINA PERSONALE?
“Oramai ogni bambino, ogni adulto, ogni frase pronunciata, ogni momento della nostra vita è ‘vittima’ dei social network. Detto questo, va di pari passo che per una band emergente, così come per una cameriera in cerca di lavoro, è indispensabile almeno l’essere reperibili e fornire indicazioni generali all’interno di questo meccanismo. E’ questo il motivo principale per cui curiamo i nostri spazi con serietà, la stessa serietà che sappiamo ci sarà sicuramente ricambiata al momento giusto”.

 
ORA CHE IL DEBUTTO E’ USCITO, COSA PREVEDE IL VOSTRO FUTURO? PROMUOVERETE “DESTINY” CON DIVERSE DATE DAL VIVO? DALLA PAGINA FACEBOOK SI DEDUCE CHE CI SONO UN PO’ DI CONCERTI IN ARRIVO…
“Sì, certo!! In questo 2011 avremo modo di portare in giro il disco tramite diverse date in Italia. Cercheremo di andare ovunque, anche perché teniamo a fare una buona promozione. Nel frattempo vi riveliamo che siamo già al lavoro sul prossimo disco, a cui dedicheremo però maggior impegno una volta terminata la promozione. Restate sintonizzati sui nostri canali, prossimamente ci saranno novità importanti.”

 
E’ GIUNTA L’ORA DI SALUTARSI. AVETE QAULCOSA DA DIRE AI NOSTRI LETTORI PRIMA DI CHIUDERE?
“Viene spontaneo un ringraziamento a tutti coloro che ci sostengono ora e nel futuro, e anche a tutti coloro che supportano le band emergenti nostrane e che mantengono viva e credibile questa realtà. E’ una battaglia, che però non sarà mai persa fino a che ci sarà gente con un motivo per interessarsi a tutto questo. Un ringraziamento in particolare a voi di Metalitalia.com, allo staff e a tutti coloro che lavorano con voi. Per concludere, salutiamo e aspettiamo con trepidazione il ritorno del nostro tastierista Daniele. Un saluto fraterno a tutti voi!”.

 

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