SOUND STORM – Metal…ai vostri occhi!

Pubblicato il 26/12/2012 da

Vi rassicuriamo tutti: il titolo che leggete non è frutto di una svista. Nel caso dei torinesi Sound Storm si può proprio parlare di musica per gli occhi oltre che per le orecchie, vista l’importanza che la band dà anche all’aspetto evocativo della propria musica. Show che aspirano a rendere visive le emozioni suscitate mediante la musica, liriche già di per loro adatte ad essere visualizzate, anche solo nella mente… Il connubio tra l’immaginario cinematografico e il metal come lo conosciamo noi sta diventando una strada sempre più calcata anche da giovani band, senza dover per forza nominare il film dei Nightwish o il graphic novel digitale dei Within Temptation. Ma in questa chiacchierata con Valerio Sbriglione, chitarrista dei Sound Storm, non ci fermiamo solo su questo aspetto, andando a toccare anche altri argomenti quali la musica sinfonica, la maggiore vicinanza della band al black metal piuttosto che al girone power cui vengono sovente infilati; ma anche la difficoltà di riproporre musica così complessa sui palchi dei piccoli locali…

 


SIETE FUORI CON LA VOSTRA SECONDA USCITA DISCOGRAFICA, “IMMORTALIA”… CI DITE COME È L’UMORE ALL’INTERNO DELLA BAND? CHE ASPETTATIVE NUTRITE PER QUESTO ALBUM?
“L’umore è decisamente positivo, dato il feedback incredibile che abbiamo ricevuto fino ad ora. Sinceramente non ci aspettavamo un’accoglienza così unanime, non perché non credessimo nelle nostre potenzialità ma perché il genere che proponiamo viene spesso frainteso e banalizzato. Per fortuna questa volta non è stato così!”.

PRIMA DI CONCENTRARCI SULLA BAND, VOLEVO PARLARE DI SCARLET, LABEL CHE SEMBRA INVESTIRE MOLTO SU DI VOI, ATTUALMENTE. COME VI STATE TROVANDO?
“Si vede così tanto (ride, ndR)? Guarda, noi della band siamo veramente soddisfatti del lavoro svolto dall’etichetta, finalmente qualcuno che crede davvero in noi e che è riuscito a dare il giusto risalto al colossale lavoro che abbiamo svolto in tutti questi anni…”.

AFFRONTIAMO “IMMORTALIA” DA UN PUNTO DI VISTA LIRICO… DA DOVE TRAETE ISPIRAZIONE PER I VOSTRI TESTI?
“’Immortalia’ è un concept album, ma un po’ anomalo, se vogliamo. Ogni brano è di fatto indipendente dagli altri, però sono tutti collegati da una tematica comune, ovvero la ricerca dell’immortalità dell’anima. Questo tema è da noi sviscerato sotto numerosi punti di vista diversi, tra cui racconti, leggende, poesie o altri testi letterari. Per questo è possibile trovare nei nostri testi personaggi più o meno famosi come la contessa Bathory o Dorian Gray, ma anche vere e proprie nostre creazioni letterarie, personaggi di fantasia”.

MUSICALMENTE PARLANDO, RISPETTO A “TWILIGHT OPERA”, SU “IMMORTALIA” SI È REGISTRATO UN GRANDE MIGLIORAMENTO SOPRATTUTTO, A MIO AVVISO, SULLA CURA DEL DETTAGLIO E DI QUEI PARTICOLARI CHE CONTORNANO LA MUSICA METAL EPICA ED ORCHESTRALE: CORI, ARRANGIAMENTI, EFFETTI SONORI… MI CONFERMATE UN VOSTRO MAGGIORE SFORZO IN QUESTA DIREZIONE?
“Non è una questione di sforzo, ma piuttosto di crescita. Siamo maturati, non solo come persone, ma anche come musicisti. In ‘Twilight Opera’ molti pezzi erano un po’ come i primi esperimenti giovanili di una giovane band ed era quindi naturale che risultassero un po’ più acerbi di quelli attuali. Con ‘Immortalia’ abbiamo raggiunto, almeno credo, la massima espressione di quello che per noi è il cosiddetto symphonic metal. Si può sempre fare di meglio, questo è innegabile, ed è per questo motivo che, tra un impegno e l’altro, siamo già al lavoro sul prossimo album”.

“IMMORTALIA” PRESENTA UN SOUND E UN APPROCCIO CHE TENTANO VISIBILMENTE L’ALLONTANAMENTO DAL POWER MELODICO, AGGIUNGENDO DIVERSE INFLUENZE TRA CUI, INASPETTATA, RISULTA ESSERCI QUELLA ‘ESTREMA’ PROVENIENTE DAL BLACK SINFONICO. SEI D’ACCORDO? CI SPIEGHI COME SI È INTRODOTTO QUESTO INFLUSSO DOTATO DI UNA MAGGIORE DRAMMATICITÀ?
“In realtà, ascoltando attentamente anche ‘Twilight Opera’ noterai che la componente black metal non è così inaspettata come dici… Brani come ‘Love At Sundown’ o anche ‘Torquemada’ presentavano già allora chiari accenni in tal senso. Con ‘Immortalia’ abbiamo solo sviluppato e portato all’estremo tutto ciò che ci piaceva e ci piace suonare. Non quindi solo power melodico, etichetta che tra l’altro personalmente non mi piace in quanto limitativa e non rappresentativa dei Sound Storm (considero power melodico gli Helloween e gli Stratovarius, per intenderci), ma stavolta abbiamo esplorato lidi ben più estremi, tra cui, appunto, il black metal ma anche, contemporaneamente, pure la componente operistica o lirica”.

SPESSO, PARLANDO DI VOI, SI FINISCE PER CITARE TURILLI O I RHAPSODY OF FIRE. ALCUNE SIMILITUDINI CI SONO, SOPRATTUTTO NELL’APPROCCIO ‘CINEMATOGRAFICO’ DI ENTRAMBI. MI DITE DA CHI AVETE PRESO PIÙ ISPIRAZIONE? DAL CINEMA, DAL FANTASY O DA BAND TIPO RHAPSODY O I NIGHTWISH DI “IMAGINAREUM”? O LE VOSTRI FONTI DI ISPIRAZIONE SONO ALTRE ANCORA?
“Chi fa musica al giorno d’oggi deve sempre scontare la pena di essere paragonato per forza di cose ai cosiddetti gruppi storici. Nel nostro caso sono i Rhapsody e anche altri, pure gruppi che non abbiamo mai sentito, a dire la verità. Il problema, se me lo concedi, è che ci si fa trarre troppo spesso in inganno dalla sola componente vocale. Se, ad esempio, al posto di Philippe avessimo introdotto un cantato solamente growl, ora staremmo qui a parlare di un disco black/death metal e non dei Rhapsody. Sicuramente sono rintracciabili anche influenze dei gruppi da te citati, soprattutto sotto il fattore ‘cinematografico’. Ma chi, componendo musica complessa come la nostra, non aspira a rendere anche visive le sensazioni che la musica evoca? Sarebbe un controsenso se non fosse così, no? Ti immagini se una band come, per esempio, gli Ensiferum, non riuscisse ad evocare quello che suona? Non avrebbe alcun senso suonare con le pitture in faccia e le chitarre folk, se il loro intento non fosse quello di rievocare gesta eroiche ed atmosfere nordiche. Lo stesso vale per tutti gli altri gruppi che normalmente ascolto. Per cui credo che talvolta il fattore cinematografico venga usato con troppa leggerezza e, forse, con molta ingenuità”.

CONTINUIAMO SU QUESTO ARGOMENTO, ALLORA… COSA PENSI DELLA COMMISTIONE TRA CINEMA E METAL? COME VEDI IL SEMPRE MAGGIORE COINVOLGIMENTO DI ACT METAL NEL CAMPO DEL GRANDE SCHERMO? GLI ESEMPI ATTUALI SONO TANTI: NIGHTWISH, WITHIN TEMPTATION…
“Credo che, limitatamente ad alcuni generi, il cinema possa risultare come un naturale fattore complementare per il metal. Ho sempre amato le colonne sonore dei grandi autori come Morricone, Hans Zimmer, Basil Poledouris e Danny Elfman, e ritengo che anche i Sound Storm potranno accostarsi più da vicino al cinema, un giorno… Oltretutto sarebbe un modo per realizzare un nostro sogno non da poco!”.

ABBIAMO NOMINATO PRIMA DUE BAND SYMPHONIC METAL CON CANTATO FEMMINILE… CI PARE CHE VOI ANDIATE D’ACCORDO CON QUESTO TIPO DI PROPOSTA MUSICALE: PRIMA UNA DATA ITALIANA A SUPPORTO DEGLI EPICA DI SIMONE SIMONS E ADESSO UN TOUR CON I TRISTANIA… VEDETE UNA CERTA AFFINITÀ TRA I VOSTRI STILI O QUESTI CONCERTI SONO FRUTTO DI ALTRE MOTIVAZIONI?
“No, non c’entra la componente femminile, piuttosto cerchiamo sempre di accostare band con un genere non troppo distante dal nostro, anche se ammetto che nel caso dei Tristania questo accostamento non era poi così lampante. Facciamo questo perché il pubblico degli uni deve poter apprezzare anche lo spettacolo degli altri, altrimenti lo show potrebbe rivelarsi in qualche modo ‘fuori luogo’, e questo non sarebbe certo una bella cosa… mi vengono in mente subito le bottiglie lanciate sul palco dei Cradle of Filth prima degli Iron Maiden all’Heineken Jammin’ Festival di qualche anno fa (ride, ndR)”.

SEMPRE A PROPOSITO DI QUESTO TOUR… COME MAI NON È PASSATO DALL’ITALIA? E DIRE CHE SIA TUTTI VOI CHE MARIANGELA DEMURTAS, LA CANTANTE DEI TRISTANIA, PROVENITE DAL BELPAESE…
“Purtroppo la produzione ha ritenuto che non vi fossero i presupposti sufficienti per proporre degli show anche in Italia in questo tour. Penso che questo fatto sia ricollegabile ai dati di vendita del gruppo headliner nel nostro Paese, credo che se fosse stato un ‘nostro’ tour avremmo sicuramente fatto più di una data in Italia… spero di non essere smentito in futuro ma, checché se ne dica, finora abbiamo sempre trovato un pubblico meraviglioso in Italia. Peccato!”.

PARTE LA PROVOCAZIONE: COME VEDRESTE UN IPOTETICO LIVE A SUPPORTO DEI CRADLE OF FILTH O DI UN ALTRO ACT BLACK SINFONICO? SAREBBE UN’ESPERIENZA INTERESSANTE O VI SEMBRA UN’IDEA NON APPLICABILE?
“In realtà sarebbe davvero molto interessante…anzi, in questo senso ti posso dire che stiamo lavorando a qualcosa di veramente molto interessante… (ride, ndR). A breve dovrebbero essere svelati alcuni dettagli e la cosa potrebbe sorprendere un po’ tutti!”.

PRIMA ABBIAMO PARLATO DI CORI, ARRANGIAMENTI ED EFFETTI… ELEMENTI CHE RENDONO DIFFICILE UNA BUONA RESA DAL VIVO, QUANDO NON SI HA A DISPOSIZIONE LA TECNOLOGIA GIUSTA. NON TEMETE DI PERDERE QUALCOSA DEL VOSTRO RICCHISSIMO SOUND DURANTE I CONCERTI? COME FATE PER GESTIRE I CORI CON DIECI E PIÙ VOCI? FATE UN MASSICCIO USO DI BASI REGISTRATE O RENDETE PIÙ SCARNO IL SOUND?
“Ti sembrerà strano ma finora abbiamo sempre e solo suonato tutto dal vivo, senza ausilio di basi registrate, proprio perché teniamo molto che l’aspetto live si riveli davvero tale. Ho assistito a diversi concerti in cui le basi pre-registrate erano la maggior parte di ciò che il pubblico ascoltava, e sinceramente ho trovato queste soluzioni di pessimo gusto. Se devo ascoltare un disco registrato, tanto vale ascoltarlo sul mio impianto a casa, magari davanti a una tazza di caffè! È però successo che in diverse occasioni abbiamo avuto alcuni problemi tecnici che non ci hanno permesso di utilizzare tutti gli strumenti o le voci che normalmente teniamo ad usare dal vivo. Finora abbiamo sempre cantato in sei durante gli show, il che vuol dire sei canali mixer dedicati solo per le voci,  poi devi sommarci gli effetti e tutto il resto… Stiamo pertanto facendo degli esperimenti che possano in parte risolvere questi problemi, creando al contempo un maggior spessore in alcuni punti del nostro liveset. Quello che è certo, in ogni caso, è che la componente live per i Sound Storm rimarrà sempre preponderante, non ascolterete mai un CD registrato ad un nostro concerto!”.

AVETE ANCHE QUALCHE IDEA SU QUALCHE EFFETTO VISIVO PER ACCOMPAGNARE IL CONTENUTO ALTAMENTE IMMAGINIFICO DELLE VOSTRE LIRICHE?
“Sì, stiamo pensando anche a quello, sebbene non ti negherò che i costi lieviterebbero molto, senza contare le difficoltà di trasporto per un’attrezzatura del genere… Vedremo in futuro di quali mezzi disporremo, sarebbe una bellissima esperienza per noi e per il pubblico”.

AVETE UN SALUTO DA LASCIARE AI NOSTRI LETTORI?
“Un grazie a tutti coloro che sono arrivati a leggere sino a qui, vorrei invitare tutti i lettori di Metalitalia.com a dare una chance al nostro ‘Immortalia’. Ascoltatelo senza pregiudizi…potrebbe sorprendervi! Un ringraziamento particolare a tutti i fan che già ci seguono, sperando di potervi vedere sempre più numerosi ai nostri futuri show!”.

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