SPANKING HOUR – Divine intervention

Pubblicato il 02/11/2013 da

Dopo il convincente “Revo(so)lution” del 2011, i parmigiani Spanking Hour tornano a bucare le casse con “Divination”, album notevolmente più ambizioso nel fondere diversi generi – thrash, metalcore, southern e tanto, tanto groove – in un monolite di rara potenza, sulla scia dei Machine Head di “The Blackening”. A raccontarci la genesi dell’album, il loquace singer Franco, unico milanese del gruppo ma già perfettamente integrato in quella che possiamo definire come una delle realtà più interessanti nella scena metallica del Belpaese…

Spanking Hour - 2013


CIAO RAGAZZI, BENTORNATI SU METALITALIA.COM! PER PRIMA COSA, CHE NE DITE DI RACCONTARCI COSA E’ SUCCESSO NEGLI ULTIMI 18 MESI, OVVERO IL TEMPO TRASCORSO DALL’USCITA DI “REVO(SOL)UTION” A “DIVINATION”?

“Ciao a tutti! Cosa è successo? Oltre ad aver fatto concerti ed esserci dedicati chi a metter su casa e famiglia e poi ad allargarla, chi a lavorare in altri progetti (nel mio caso, essere in giro con gli Alto Voltaggio), ci siamo dedicati alla realizzazione di ‘Divination’. Fare un album nuovo richiede sempre tanto tempo e non solo per quanto riguarda la composizione e registrazione, ma va pianificato tutto il necessario per la sua realizzazione, dalla ricerca dello studio a chi si deve occupare del mixaggio e dell’artwork e, visto che il disco lo abbiamo prodotto noi, anche del reperimento del budget occorrente; e questi sono tempi duri, ma alla fine il risultato, a nostro parere, è molto soddisfacente”.

I NUOVI PEZZI HANNO TUTTI UNA DURATA PIUTTOSTO ELEVATA, TRA I SEI E I DIECI MINUTI, CHE CI SI ASPETTEREBBE PIU’ SIMILE AD UN DISCO PROG CHE THRASH: E’ STATA UNA ‘SFIDA’ CHE VI SIETE POSTI AL MOMENTO DI INIZIARE IL PROCESSO DI COMPOSIZIONE, OPPURE SONO SEMPLICEMENTE USCITI COSI’?
“Non parlerei di sfida perché il processo di scrittura è stato molto naturale: Gio, Quinta e John si sono chiusi in sala prove in quel di Parma ed hanno cominciato a mettere giù un numero considerevole di riff, dando poi corpo e senso al tutto; infine sono andati in studio a registrare. Dopodiché, a casa mia a Milano, ho cominciato a lavorare su ogni singolo brano e, tenendoci aggiornati attraverso delle demo che inviavo loro regolarmente, sono entrato in studio a registrare le parti vocali”.

IN OGNI BRANO CI SONO DIVERSI CAMBI DI ATMOSFERA, QUASI COME PIU’ CANZONI NELLA CANZONE: CIASCUN PEZZO E’ FRUTTO DI UNA SOLA PENNA, OPPURE L’INSIEME E’ VENUTO FUORI CON ELABORAZIONI SUCCESSIVE DA PARTE DI TUTTA LA BAND?
“Ci conosciamo ormai da quattro anni ed abbiamo imparato a cogliere da ognuno di noi quelle che poi consideriamo idee valide per realizzare un brano; quindi il nostro è un lavoro collettivo ma equamente diviso nei ruoli: la musica è composta in sala prove, tenendo conto anche dei miei suggerimenti, e poi la scrittura dei testi e l’elaborazione delle linee di canto sono mie previa approvazione degli altri. Diciamo che tra noi l’alchimia è talmente buona che creare quelle mutazioni di tempo, di dinamica e di atmosfera ci viene naturale…sappiamo annusarci l’uno con l’altro!”.

ANCHE IN QUEST’OCCASIONE I TEMI PORTANTI DEL DISCO SONO LA RABBIA, LA FRUSTRAZIONE, LA VIOLENZA, SIANO ESSE ESPLICITE O IMPLICITE: DAL VOSTRO PUNTO DI VISTA, LA MUSICA IN GENERALE, E I TESTI IN PARTICOLARE, HANNO PIU’ UNA FUNZIONE ‘CATARTICA’ O ‘EDUCATIVA’, MAGARI PER RISVEGLIARE LE COSCIENZE?
“Credo che prima di tutto si scriva per se stessi e sicuramente la funzione ‘catartica’ è la prima di queste necessità; ognuno di noi esprime naturalmente nel quotidiano le sensazioni, i propri stati d’animo, la personale visione del mondo che lo circonda, il proprio bisogno di esprimersi, di ‘essere’; invece, per quanto riguarda l’aspetto ‘educativo’, non mi sento di ricoprire un ruolo del genere; potrei incorrere in un peccato di presunzione, quindi preferisco pensare al fatto che ho la fortuna di poter raccontare le mie esperienze, la mia vita ed anche i miei credo, e di poterli condividere con chi ci ascolta lasciando loro la libertà di essere d’accordo o meno con quello che scrivo e canto”.

PER QUANTO POSSA SEMBRARE DIFFICILE, VISTO L’OTTIMO LIVELLO TECNICO ESPRESSO DAL VOSTRO DEBUT, IL NUOVO ALBUM MOSTRA UN’ULTERIORE MATURAZIONE COMPOSITIVA: CREDI SIA FRUTTO DELL’ESPERIENZA ON THE ROAD DI QUESTI DUE ANNI, CHE VI HA PERMESSO DI MIGLIORARE L’ALCHIMIA COME BAND? E NON TEMI CHE, DOPO UN DISCO DEL GENERE, SIA DIFFICILE RIPETERSI ALLA PROSSIMA OCCASIONE?
“Suonare insieme è fondamentale per chiunque, quindi lo è anche per noi; tra prove in sala e concerti, abbiamo macinato ore ed ore di vita insieme nonostante il sottoscritto non viva a Parma; ma quello che fa soprattutto da collante, è il rispetto reciproco che abbiamo tra di noi, la stima come persone prima ancora di quella professionale, e la condivisione degli eventi e delle cose: insomma, ci vogliamo bene, tutto qui. Riguardo al futuro, l’unica cosa che posso dire è che faremo in modo di migliorarci seguendo sempre il nostro istinto e facendo tesoro delle esperienze fatte in questi anni insieme”.

“SYMPTOMS” SI APRE CON UNA SCENA DI “SHINING”, QUELLA IN CUI JACK NICHOLSON ORDINA DA BERE…UN OMAGGIO A KUBRICK, OPPURE SEMPLICEMENTE SI SPOSAVA BENE RISPETTO ALL’ATMOSFERA DEL PEZZO, EFFETTIVAMENTE MOLTO PARANOICO?
“Una combinazione di tutti questi elementi: la passione per il cinema di John e per il cinema horror di Gio, il tocco di Andrea Fusini, che ha mixato il disco, hanno fatto il resto. Effettivamente ‘Symptoms’, nel concept di ‘Divination’, rappresenta l’apice della vicenda narrata, cioè alla presa del potere da parte del protagonista, dopo l’ebbrezza che lo stesso dà, segue il disvelamento del prezzo che egli ha dovuto pagare per raggiungerlo: dal tradimento dei propri valori, degli affetti personali, al riconoscimento del dolore arrecato…sono accadimenti così forti da trascinarlo in un vortice di follia sempre più profondo e consapevole”.

SIETE ORMAI UNO DEI GRUPPI DI PUNTA DELLA BUIL2KILL: PER UNA BAND COME LA VOSTRA, QUANTO E’ IMPORTANTE, OLTRE CHE DAL PUNTO DI VISTA PROFESSIONALE, SAPERE DI POTER GODERE DEL SUPPORTO DI UN MUSICISTA NAVIGATO COME TREVOR DEI SADIST?
“Poter contare prima di tutto sulla stima professionale di Trevor per noi è motivo di orgoglio; questo ci ha permesso poi di accedere a quel bagaglio di esperienze che un artista come lui profonde ogni giorno nella Buil2kill e nei progetti che la riguardano. Ne siamo onorati”.

PER UNO STRANO SCHERZO DEL DESTINO, NELLO STESSO MOMENTO PHIL ANSELMO, OZZY E LARS ULRICH VI CHIEDONO DI ACCOMPAGNARLI NEI LORO RISPETTIVI TOUR EUROPEI, CHE PERO’ SONO IN CONTEMPORANEA: A CHI DEI TRE NON POTETE DIRE DI NO?
“Non ci date una quarta alternativa, così non scontentiamo nessuno? Scherzi a parte, sarebbe praticamente impossibile scegliere e poi, nel caso succedesse una cosa del genere, penso che mi chiuderei in bagno per giorni, oppure passerei il tempo ad urlare o a telefonare agli amici… Diciamo che mi accontenterei di fare anche una sola data con ognuno di loro, così non sono obbligato a scegliere e realizzo i miei sogni di ragazzo”.

RESTANDO A PROGETTI PIU’ IMMEDIATI, CHE RICORDI AVETE DEL TOUR DI “REVO(SO)LUTION” E CHE PROGRAMMI PER PROMUOVERE “DIVINATION”?
“Abbiamo solo bei ricordi, però per stringere, ecco…diciamo che siamo orgogliosi di aver aperto per i Sadist e delle due date con gli Extrema: band che non hanno bisogno di presentazioni, grandi musicisti, seri professionisti come pochi in Italia ed ottime persone. Infine, la nostra partecipazione al Metal Valley del 2011, per noi era come essere nel paese dei Balocchi. Per quanto riguarda la promozione, oltre ai consueti canali, ci stiamo attivando anche per delle date live che poi alla fine è quello che più ci preme dopo la vendita di migliaia di copie del nostro album…magari!”.

QUANDO E’ NATA LA BAND, A PARTE LE INFLUENZE MUSICALI CONDIVISE, C’ERA UN’IDEOLOGIA COMUNE CHE VI HA SPINTO A METTERVI INSIEME?
“Come ho detto prima, ci legano il profondo rispetto e stima che ognuno di noi ha verso l’altro; il credere profondamente in questa avventura ed anche la consapevolezza di farci quotidianamente il ‘mazzo’ nei nostri rispettivi lavori per mantenere le nostre famiglie e la famiglia Spanking Hour; certo, poi c’è lo rispecchiarsi nei contenuti dei nostri testi che, pur scrivendoli io, sono la rappresentazione di un pensiero comune schierato verso una critica severa del sistema dal punto di vista sociale, politico e culturale”.

DALLO STREAMING LEGALE DI SPOTIFY E DEEZER AL CLASSICO VINILE, PASSANDO PER I CLASSICI CD E LE REDIVIVE MUSICASSETTE: IL MERCATO DISCOGRAFICO NON E’ MAI STATO COSI’ VARIEGATO. QUAL E’ LA VOSTRA OPINIONE, SIA COME MUSICISTI CHE COME ASCOLTATORI?
“Io sono un acceso sostenitore della musica che si ascolta attraverso i supporti classici come il vinile ed il cd e a casa ho ancora centinaia di musicassette. Mi piace acquistare dischi nei negozi, come faccio ancora oggi andando da Mariposa a Milano. Di un album voglio sfogliare l’artwork, leggere i testi, i crediti, guardare le foto, insomma voglio possedere l’opera completa. Sarà per la mia non più verde età, ma ho il massimo rispetto per il lavoro di un artista, per cui i dischi me li compro anche se costano un capitale. I tempi sono cambiati ed indubbiamente oggi l’accesso al mercato può essere più facile, così come la visibilità attraverso internet rende tutto più semplice; ma alla base ci deve essere sempre la qualità, che è più difficile da scovare perché oggi si produce moltissima musica e l’offerta non è più filtrata da quelli che erano i consueti canali di una volta…non mi sembra di vedere in giro uomini delle major aggirarsi per concerti anche nei locali più sperduti alla ricerca di qualcosa di buono; oggi si fanno i talent show, costano poco in termini di investimento, e se un concorrente ‘buca’ il video, allora si fa il disco, non importa come ma almeno il guadagno è sicuro…e in tutto questo l’arte, il talento…quanto contano? Ma soprattutto quanto c’entrano con questo?”.

OK RAGAZZI, E’ TUTTO PER OGGI…A  VOI LE ULTIME BATTUTE!
“A nome anche di Gio, Quinta e John, ringraziamo Metalitalia.com per averci dato la possibilità di farci conoscere un po’ di più e soprattutto grazie a chi ha apprezzato il nostro lavoro ascoltando e comprando i nostri dischi e a tutti quelli che si avvicineranno per la prima volta agli Spanking Hour. Seguiteci anche attraverso la nostra pagina Facebook per tutti gli aggiornamenti sui live. A presto!”.

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