SPELL – Disseppellire la tristezza

Pubblicato il 13/08/2026 da

Travolti dalla magia ombrosa di “Tragic Magic” – ci scuserete il frivolo gioco di parole – aspettavamo al varco gli Spell, non con spirito severo ma con vivo interesse, per assaporare cosa sarebbero stati in grado di inventarsi per il loro quinto disco.
Saliti un poco più in alto nei piani dell’underground, forti delle prime sortite in territorio europeo, i ragazzi canadesi sono usciti con una pubblicazione che non esprime chissà quali novità rispetto agli ottimi risultati raggiunti in precedenza, rafforzando però la loro unicità e il loro spirito libero nell’ambito dell’heavy metal. Forti di una rinnovata line-up, di un uso dei sintetizzatori più massiccio e una spinta all’orecchiabilità quasi di stampo-Ghost, gli eclettici musicisti nordamericani hanno messo assieme un’altra raccolta di canzoni affascinante, dove post-punk, gothic rock, hard rock molto datato contribuiscono a una miscela accattivante e mai uguale a se stessa da una tracci all’altra.
“Wretched Heart” mostra idee solide e songwriting brillante, al pari degli immediati predecessori e le canzoni proposte fanno fatica a togliersi dalla testa, in virtù di melodie che mediano tra grazia e potenza metallica, decadenza e suggestioni orrorifiche; un album che ciclicamente rimettiamo in ascolto e non ci stanca mai.
Abbiamo parlato di questo nuovo capitolo e di ciò che gli gira attorno con il disponibilissimo Cam Mesmer, cantante/bassista e una delle due colonne portanti degli Spell (assieme al fratello, il batterista Al Lester).


PENSO CHE PER “WRETCHED HEART” CI FOSSE UN MINIMO DI PRESSIONE SU DI VOI, PERCHÉ ARRIVAVATE DA UN GRANDE ALBUM COME “TRAGIC MAGIC” E A QUEL PUNTO NON ERAVATE PIÙ FUORI DAI RADAR, DIVERSI METAL FAN INIZIAVANO AD AVERE ALTE ASPETTATIVE RISPETTO AL VOSTRO LAVORO. COME AVETE GESTITO QUESTA SITUAZIONE?
– Eh, questa è una buona domanda. Penso che, subito dopo l’uscita di un album, io sia come rapito dalla sua magia e non so come potremmo mai essere in grado di fare meglio. Poi il tempo passa, ed inizio ad essere eccitato per nuove idee musicali, a quel punto cambio idea e penso che quelle siano le migliori idee che abbia mai avuto.
Sono abbastanza sicuro del fatto che “Wretched Heart” sia migliore di “Tragic Magic” e sono certo che il prossimo disco riuscirà a superarli entrambi! Non cerco mai di scrivere un album per piacere a tutti, o per cercare di replicare un certo tipo di suono: cerco soltanto di scrivere la miglior musica possibile, un album che possa amare con tutto me stesso. Quindi, l’unica persona che posso deludere è proprio me stesso. Non avrei pubblicato un altro album finché non avessi avuto canzoni sulle quali fossi convinto al cento per cento e non pensassi fossero le nostre migliori di sempre.

“WRETCHED HEART” MOSTRA CONTINUITÀ CON I DUE DISCHI APPENA PRECEDENTI, MA PORTA CON SÉ ANCHE QUALCHE NOVITÀ, TIPO L’USO DEI SINTETIZZATORI, ORA PIÙ IMPORTANTI E CENTRALI CHE IN PASSATO. COME AVETE LAVORATO PER INTEGRARE AL MEGLIO I SYNTH NEL VOSTRO STILE SONORO? ERAVATE PREOCCUPATI CHE POTESSERO DIVENTARE TROPPO INVADENTI RISPETTO A TUTTO IL RESTO?
– Non sono mai preoccupato di avere ‘troppo’ di qualcosa. Cerchiamo semplicemente di creare canzoni fantastiche, emozionanti e sincere. Per quest’album avevamo Gabriel (Tenebrae, ndr) come membro effettivo, quindi abbiamo avuto più tempo per lavorare sui synth. Adoro quello che siamo riusciti a fare!
I sintetizzatori sono un fattore importante per noi fin da “For None And All” (secondo disco a firma Spell, uscito nel 2016, ndr), non sono qualcosa di nuovo. Per “Wretched Heart” io ho scritto alcune parti di sintetizzatore, Gabriel le altre. Hanno un suono molto live. Amo le band che suonano in modo differente ad ogni disco (Beatles, Fletwood Mac, Ulver, Tribulation, per nominarne alcune), chi può sapere come suoneremo sul prossimo album?

DI CHI È QUESTO ‘CUORE INFELICE’? È UN TITOLO SCELTO PER IL SUO SIGNIFICATO GENERALE, OPPURE C’È QUALCOSA DI MOLTO PERSONALE LEGATO A UN TITOLO COME QUESTO?
– Le liriche del disco sono estremamente personali. Stavo passando un periodo difficile della mia vita, quando le ho scritte. Un profondo dolore, la difficoltà di comprendere e dare un senso alla mia vita erano ciò che provavo in quei momenti. Ho scritto moltissimo sul mio diario personale, tante riflessioni e una cronaca di quello che stavo passando, prima di distillare tutto quanto nei testi di “Wretched Heart”. E sono davvero orgoglioso di quanto ho scritto.
Ho la sensazione che spesso le metal band scrivano testi senza senso e superficiali, cose legate al bere birra e guidare motociclette, o cose simili. Secondo me alcuni sono spaventati dal fatto che esprimere quello che sentano veramente li renda vulnerabili. Credo fermamente nell’esteriorizzare il proprio dolore e il proprio trauma. I nostri corpi non sono tombe in cui seppellire la tristezza. Per guarire, dobbiamo davvero portare questa tristezza fuori da noi, trasformarla in qualcosa che esiste al di fuori di noi stessi. Arte, musica, scrittura o qualsiasi altra cosa possono dare effetti positivi in tal senso!
Scrivere questo album è stato come un processo di guarigione molto importante per me, e spero che possa offrire un po’ di catarsi a chiunque stia attraversando queste esperienze profondamente umane di cui ho scritto.

ALCUNE CANZONI SONO MOLTO ORECCHIABILI E COSTRUITE QUASI COME DEI ‘SINGOLI’, PUR SENZA PERDERE IL VOSTRO STILE. “TAKE MY LIFE” E “LILAC” SETTANO NUOVI STANDARD PER VOI IN TERMINI DI MELODIE ACCATTIVANTI E RITORNELLI FACILMENTE MEMORIZZABILI. QUALI SONO I TUOI PENSIERI E LE TUE SENSAZIONI PER QUESTI DUE BRANI? LI AVEVI IMMAGINATI COSì FIN DALL’INIZIO, OPPURE SONO NATI IN UN MODO E, PROGRESSIVAMENTE, SI SONO TRASFORMATI IN TUTT’ALTRO?
– Non penso mai ad alcune canzoni come se dovessero diventare dei singoli, che debbano avere determinate caratteristiche. Cerco solo di scrivere le migliori canzoni possibili. Ogni qual volta sto lavorando a un brano, quasi sempre immagino debba diventare il brano-simbolo del nuovo album! Bisogna innamorarsi del pezzo su cui si sta lavorando, mentre lo si crea.
Mi piace molto anche l’auto-correzione. Adoro quando la musica si protrae più del dovuto, o si trattiene più del necessario, perde insomma i suoi limiti. Ciò ha significati molto diversi a seconda del conteso. Mi piace l’ambient, così come il progressive rock dei Rush o dei Genesis, o degli Yes, e le loro canzoni a volte scorrono a lungo, mentre creano la loro inconfondibile atmosfera.
Mentre per musica come quella degli Spell sono molto critico e rimuovo tutto ciò che non è strettamente necessario per la canzone. Non tengo nulla, fuorché ciò che è strettamente necessario. Deve essere tutto essenziale, incisivo, toccante e proprio per questo più potente. Niente parti noiose e prolisse, niente riff sconclusionati.

SU UN VERSANTE PIÙ DURO E METALLICO, MI È PIACIUTA MOLTO “OUBLIETTE”, QUI PERCEPIAMO ATMOSFERE PIÙ CUPE E LINEE VOCALI PIÙ PROFONDE DEL SOLITO. COME SIETE ARRIVATI A QUESTA CANZONE? COME NE AVETE IMMAGINATO SUONO ED ATMOSFERA?
– Per questa canzone ho collaborato con Al. Ho scritto la musica, lui ha scritto il testo e le melodie vocali e ha cantato. Il modo in cui ha visualizzato la canzone è leggermente differente da come l’avevo immaginata io, ma mi piace il risultato finale. La nostra relazione artistica è forte e mi fido moltissimo di quello che è in grado di fare. Molte volte, quando sono bloccato su una canzone, è Al che mi aiuta a risolvere la situazione. Il cuore degli Spell rimaniamo io e lui e sarà sempre così anche in futuro.

“WRETCHED HEART” PRESENTA DIVERSI OSPITI E LA LORO PRESENZA È PARTICOLARMENTE IMPORTANTE IN “IRON TEETH”, DOVE ABBIAMO OSPITI ALLA VOCE SIA TRA I CORI CHE ALLA VOCE PRINCIPALE. PERCHÉ CI SONO TUTTI QUESTI CONTRIBUTI ESTERNI IN QUEL BRANO, TRA L’ALTRO UNO DEI MIEI PREFERITI DELLA TRACKLIST?
– Nella maggior parte dei casi, i musicisti ospiti sono scelti quasi per caso: capita che qualcuno passi in studio quel giorno, e se pensiamo di poterlo coinvolgere in qualche modo, lo facciamo! Durante “Iron Teeth”, le urla che si sentono nel secondo e nel terzo ritornello sono della mia amica Nicole. Stavo cercando di riprodurre quelle urla per conto mio, quando ho sentito lei cantare ho capito che avrebbe potuto farle molto meglio del sottoscritto. È semplicemente arrivata in studio un giorno dopo il lavoro e ha registrato le sue parti.
I cori sono dei nostri amici Steph e Kalen dei Poltergeist (formazione tra il metal e il post-punk/dark rock canadese, i cui dischi escono per la stessa label degli Spell, la Bad Omen, ndr): stavano visitando Calgary quel giorno e sono venuti in studio da noi. Quella parte pensavo inizialmente di suonarla con la chitarra, ma poi ho pensato che avere qualcuno che cantava quella melodia sarebbe stato nettamente meglio.
Ritengo sia importante non essere troppo attaccato ai demo che hai già in mano, a voler per forza riprodurre una canzone nella maniera che già avevi pensato in precedenza. Dovresti rimanere spontaneo e avvantaggiarti di una situazione che capita in quel momento, cambiando qualcosa se pensi che possa andare bene. A volte le nostre canzoni cambiano molto proprio all’ultimo secondo, persino durante il mixaggio e l’editing!
Credo che questa sia arte: dedicare anni di meticolosa preparazione, ma poi trattare la propria creazione con delicatezza e un pizzico di umorismo quando finalmente prende vita. Non prendete le vostre creazioni troppo sul serio e non stringetele troppo forte, altrimenti rischiate di rovinarle.

QUAL È L’ASPETTO DEL NUOVO ALBUM CHE PREFERISCI? DALLA PROSPETTIVA DI UN FAN METAL, QUAL È SECONDO TE LA CARATTERISTICA CHE SPICCA SU TUTTE LE ALTRE?
– La cosa più importante a cui penso sempre, l’unica cosa che mi interessa davvero quando scrivo canzoni, è creare musica emozionante ed energica che catturi le mie emozioni. L’unica cosa che conta veramente è che la nostra musica non deve annoiare.
Amiamo sinceramente quasi ogni tipologia di metal, oltre a tantissimi altri generi, per cui gli Spell non si rivolgono solo a una certa tipologia di ascoltatori, a un pubblico ristretto. La nostra è musica adatta a chiunque voglia sentire eccitazione e scorrere adrenalina, ascoltare canzoni che provengano direttamente dal nostro cuore. Le canzoni stanno al primo posto, sopra a qualsiasi considerazione circa uno specifico stile o categoria. Questa è la nostra caratteristica principale.

POSSEDETE UN SUONO MOLTO ECLETTICO, HEAVY METAL MA NON PURAMENTE HEAVY METAL. IL VOSTRO AMORE PER GRUPPI QUALI COCTEAU TWINS, KRAFTWERK E ULTRAVOX SI RIVERBERA NELLE ATMOSFERE DEI VOSTRI DISCHI. QUESTA CIRCOSTANZA A QUALI SFIDE VI PONE DAVANTI, QUAND COMPONETE NUOVA MUSICA?
– Non la vedo in termini di sfide, quanto di opportunità. Posso capire il punto di vista di chi ascolta solo e soltanto metal, come può accadere per un teenager. Ero così anch’io, quando ero molto giovane. Adesso di anni ne ho trenta, ho realizzato una decina di dischi mettendo assieme i diversi gruppi con cui ho lavorato, sarebbe molto limitante ascoltare solo e soltanto metal.
Ascoltare altri generi musicali non mi rende meno metallaro. Nel profondo del mio cuore rimarrò sempre tale, ma c’è così tanta arte e musica fantastica da esplorare che non farlo sarebbe un delitto! Specialmente nel mio ruolo di songwriter, ho intenzione di ascoltare e imparare da quanti più generi musicali diversi possibili. Penso sia un peccato quando le band diventano così miopi da voler scrivere solo musica che suona come un certo periodo dei Judas Priest, o un certo periodo dei Motörhead, o chissà cos’altro. Le idee finiscono molto in fretta in questi casi. Ecco perché ci sono un sacco di band di questo tipo che si sciolgono dopo due album, non hanno più nulla da dire. Si sono messi in un vicolo cieco con delle limitazioni imposte proprio da loro stessi e quello è il risultato finale.
Io invece non sento alcuna limitazione per Spell, scriverò qualsiasi tipo di musica che risulti essere la più significativa e interessante per me. Dato che sono un metallaro, probabilmente il risultato sarà un suono in prevalenza metal. Ma questo dipende da chi sono, non da ciò che cerco di far suonare.
Credo che molti generi musicali diversi, come molte delle band che amo, tra cui quelle che hai citato nella domanda, abbiano caratteristiche dalle quali i musicisti metal possono imparare e utilizzare per la loro musica.
Tutte queste band catturano un po’ del mistero, della paura e della malinconia che credo siano davvero centrali per gli Spell, e quindi ho preso in prestito da loro alcuni trucchi che altri ‘puristi’ del metal potrebbero aver trascurato. Non credo che rimarrò mai a corto di ispirazione, c’è sempre qualcosa di nuovo da esplorare se si è disposti ad avere una mente aperta.

SUCCESSIVAMENTE A “TRAGIC MAGIC” SIETE DIVENTATI NUOVAMENTE UNA BAND A TUTTI GLI EFFETTI, CON UNA LINE-UP COMPLETA DI QUATTRO ELEMENTI. COS’HANNO PORTATO I NUOVI ARRIVATI NELLA BAND?
– È fantastico avere una band completa! Sono felice di poter suonare tutti assieme le nostre canzoni, invece che dover immaginare come suonerebbero suonate da una vera band, mentre mettiamo assieme i veri pezzi in studio di registrazione. Jeff (Black, chitarrista solista, ndr) e Gabriel sono fantastici, inoltre abbiamo suonato anche con Alison Black, un’ottima cantante, chitarrista e tastierista, che si inserisce bene dal vivo nella line-up.
Gabriel ha contribuito moltissimo con le sue parti di synth, soundscape e vari strati sonori in “Wretched Heart”, Jeff ha aggiunto degli splendidi assoli. Spero che in futuro entrambi siano ancora più coinvolti nel songwriting!

NEL 2024 AVETE TENUTO ALCUNI LIVE SHOW IN EUROPA, COME È ANDATA QUESTA TORNATA DI FESTIVAL? QUALI SONO I POSTI E LE SITUAZIONI CHE VI SONO PIACIUTE MAGGIORMENTE?
– Poche cose ci piacciono di più che il suonare ai festival europei! Abbiamo già programmato tour europei per marzo e luglio del 2027 e stiamo lavorando anche su altre cose nel frattempo. Amiamo suonare dal vivo, essere in tour, vorremmo andare a suonare in quanti più luoghi possibili, spero che altre città e festival si facciano avanti per averci a suonare da loro!

PENSANDO ALLA VASTITÀ DEI VOSTRI ASCOLTI, MI PIACEREBBE SAPERE QUALI SONO LE USCITE NON METAL CHE VI SONO PIACIUTE DI PIÙ, TRA QUELLE DEGLI ULTIMI ANNI.
– Oh, vediamo, ce ne sono parecchie. La prima che mi viene in mente è una specie di ambient-jazz album uscito lo scorso anno, “The Eternal Now” di Chip Wickham. Sono anche ossessionato da una cantante molto brava, SRSQ, ha appena fatto uscire alcune nuove canzoni. Anche il nuovo album di Madeline Goldstein merita tantissimo. Ho trovato stupendo l’ultimo disco dei Poison Ruin e sto aspettando pazientemente per il nuovo album degli Isafjord. Patrol And Steroid recentemente hanno pubblicato un grand disco punk rock, inoltre mi piace moltissimo il nuovo EP dei Sunrise Patriot Motion. Insomma, questi sono alcuni dei dischi al momento al top della mia lista di ascolti.

QUALI SONO I VOSTRI PROGRAMMI PER LA SECONDA METÀ DEL 2026? DOVE SUONERETE?
– Avremo un release party di “Wretched Heart” il 30 maggio a Vancouver (l’intervista si è svolta a metà maggio, ndr), poi andremo al Fast’n Loud Festival di Monterrey, Mes13sico. Quest’anno suoneremo a Victoria, Seattle e in altri posti sulla West Coast degli Stati Uniti, quindi spero andremo anche in Ontario e Quebec qui in Canada. Nel frattempo proviamo tra di noi e ci prepariamo per i concerti che verranno.

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