SPOCK’S BEARD – Il dopo Neal Morse

Pubblicato il 21/08/2003 da

La capacità di restare a galla dopo un colpo, l’abbandono del factotum Neal Morse, in grado di mettere K.O. la band più smaliziata. La risposta dei superstiti, il pregevole “Feel Euphoria”, sembra voler gridare a tutti gli scettici che l’amore per la musica può far superare brillantemente i momenti più cupi nella carriera di una band. Ne abbiamo parlato con il chitarrista Neal Morse.
FACCIAMO UN PASSO INDIETRO, E ANDIAMO ALL’ABBANDONO DEL GRUPPO DA PARTE DI TUO FRATELLO, SUBITO DOPO LA REALIZZAZIONE DI “SNOW”. SONO CIRCOLATE DIVERSE VOCI A RIGUARDO. TI VA DI FARE UN PÒ DI CHIAREZZA SULL’ACCADUTO?
“Cosa posso dirti riguardo un episodio simile? Si tratta di qualcosa (Neal è oggi un predicatore a tempo pieno, nda) che nemmeno io oggi riesco pienamente a comprendere. Ha fatto ciò che riteneva più giusto, è stato ‘chiamato’, per dirla in termini religiosi, e mi auguro sia felice della sua decisione”.

POSSO IMMAGINARE LA VOSTRA REAZIONE ALLA NOTIZIA DEL SUO ABBANDONO, ESSENDO STATO NEAL IL PRINCIPALE COMPOSITORE DEGLI SPOCK’S BEARD PER DIVERSI ANNI. AVETE MAI PRESO IN CONSIDERAZIONE L’IDEA DI SCIOGLIERE IL GRUPPO?
“No, mai pensato una cosa simile. La mia unica preoccupazione ha riguardato il modo in cui tenere insieme la band. E d’altronde non riesco ad immaginarmi nel ruolo di compositore ed esecutore dal vivo senza questi ragazzi. Dovevamo andare avanti!”.

IL VOSTRO BATTERISTA NICK D’VIRGILIO È IL VOSTRO NUOVO VOCALIST. NON AVETE MAI ACCAREZZATO L’IDEA DI INGAGGIARE UN NUOVO CANTANTE PER SOSTITUIRE NEAL?
“Ci abbiamo pensato, ma puntare su Nick alla fine si è rivelata la soluzione migliore. Si trova negli Spock’s Beard da sempre, conosce tutti i brani, ha una grande voce e la sua prestazione su “Feel Euphoria” la ritengo magistrale”.

IN EFFETTI LA COSA HA LASCIATO SORPRESI UN PÒ TUTTI I FAN. UN LAVORO EGREGIO, UNA SORTA DI NOVELLO PHIL COLLINS. COME VI REGOLERETE DAL VIVO CON NICK IMPEGNATO NEL DUPLICE RUOLO DI BATTERISTA E VOCALIST?
“Non posso che condividere il tuo entusiasmo. Dal vivo ingaggeremo un altro batterista, mentre Nick sarà impegnato come vocalist e chitarrista, nonostante per alcuni brani sia prevista la sua presenza dietro il drum kit”.

CHI SI È PRESO CURA DEL SONGWRITING?
“Si è trattato di un lavoro d’équipe. Ognuno stavolta ha contribuito al processo creativo, firmando o contribuendo almeno per un brano, e credo sia una cosa fantastica. Ma ci siamo avvalsi anche di collaboratori esterni, quali John Boegehold e Stan Ausmus, vecchi amici della band e compositori da noi molto stimati”

E COSA PUOI DIRMI SUI TESTI DI “FEEL EUPHORIA”? DA QUANTO HO LETTO NON DOVREBBE TRATTARSI DI UN CONCEPT ALBUM.
“In effetti non si tratta di un concept, non c’è un tema ricorrente fra i brani. L’unico elemento che può accomunare le canzoni ha a che fare con un velo dark molto più accentuato rispetto alle produzioni passate. C’è un brano chiamato “A Guy Named Sid” diviso in più sezioni, ma si tratta semplicemente di un brano molto lungo, le cui liriche sono slegate fra loro”.

A MIO AVVISO “FEEL EUPHORIA” RAPPRESENTA IL VOSTRO LAVORO MUSICALMENTE PIÙ VARIO. SEI D’ACCORDO?
“In effetti si tratta di un lavoro dai mille volti. Rivela uno stile molto heavy, sulla scia dei Deep Purple, ma contiene anche momenti incredibilmente soft. Lo stesso discorso riguarda la strumentazione usata e i continui rimandi alle nostre vecchie composizioni. Strumentazione d’annata affiancata a sequencer e loop vari, e a condire il tutto delle chitarre molto taglienti, alcune delle quali suonate da Nick stesso”.

QUANDO SARÀ POSSIBILE AMMIRARVI DAL VIVO, NEL NOSTRO PAESE?
“Al momento la cosa sembra poco probabile. Spero possa concretizzarsi il prossimo anno, poiché amo davvero l’Italia”.

QUALI SONO AL MOMENTO I TUOI ARTISTI PREFERITI?
“Mi piacciono molto gli Audioslave e i Green Day, cose come queste, ma anche gruppi o artisti datati quali Mahavishnu Orchestra o Little Richard. Ascolto tantissime cose differenti, ma l’importante è che ci sia una bella chitarra in primo piano”.

OK ALAN, GRAZIE E CONCLUDI COME PREFERISCI.
“Grazie a te per l’intervista, mi auguro che il disco vi piaccia e spero di vedervi ai nostri concerti”.

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