SPOCK’S BEARD – Semplicemente Prog

Pubblicato il 18/10/2015 da

Gli Spock’s Beard hanno di recente pubblicato “The Oblivion Particle”, disco atteso con una serie di aspettative, anche per testare se l’attuale line-up fosse in grado di tenere testa ai fasti del passato. Abbiamo sentito il bassista Dave Meros, con il quale abbiamo ripercorso l’ultimo periodo della band e ci ha raccontato qualche aneddoto relativo alla realizzazione dell’album, nonchè qualche sua opinione riguardo l’attuale scena prog rock.

Spock's beard 2015

SONO TRASCORSI DUE ANNI DAL VOSTRO PRECEDENTE ALBUM “BRIEF NOCTURNES AND DREAMLESS SLEEP”: COME AVETE TRASCORSO QUESTO PERIODO? SIETE SODDISFATTI DEI RISCONTRI CHE IL DISCO HA AVUTO TRA I VOSTRI FAN E DALLA CRITICA E COME È STATO ACCOLTO DAL VIVO?
 Sì, “Brief Nocturnes” ha avuto riscontri molto calorosi. Ottime recensioni sia da parte dei fan che dalla critica. Ci auguriamo che anche questo nuovo disco ottenga riscontri simili! Negli ultimi due anni abbiamo suonato al PN14, la crociera prog (cioè la Progressive Nation at Sea Sruise 2014, ndR), partecipato ad un paio di festival prog, fatto un tour europeo e suonato in qualche club. Abbiamo anche pubblicato una edizione limitata in DVD della crociera PN14 e naturalmente trascorso del tempo a scrivere materiale per il nuovo album”.

COME HAI APPENA ANTICIPATO, IL 2015 SEGNA IL VOSTRO RITORNO CON UN NUOVO ALBUM, “THE OBLIVION PARTICLE”, MA PENSO CHE QUESTA VOLTA ABBIATE IL VANTAGGIO DI AVERE LA STESSA LINE-UP: SEI D’ACCORDO?
“Sì, la stessa line-up. È davvero una buona band e penso sia stata accolta dalla gente molto bene”.

COME MAI AVETE SCELTO QUESTO TITOLO PER L’ALBUM?

“John Boegehold (che è co-autore e co-produttore del disco, ndR) ha pensato ad un nome, che a sua volta era stato ricavato da un altro nome che non andava bene. La scelta del titolo per ogni album è a volte quasi la cosa più difficile, e dopo centinaia di idee avevamo finalmente deciso per “Kings of Oblivion”. Ma…facendo una ricerca su Google, abbiamo trovato che c’era un album molto popolare negli anni ’70 di un gruppo inglese underground chiamato Pink Fairies, perciò non volevamo copiare quel nome. Ci piaceva la parola ‘oblivion’, così abbiamo provato molti titoli differenti usando quella parola e John ha pensato a “Oblivion Particle”, che è piaciuto a tutti”.

COME SI È SVOLTO IL PROCESSO COMPOSITIVO? DI FATTO È CAMBIATO QUALCOSA NEI VOSTRI EQUILIBRI DALL’INGRESSO NELLA BAND DI TED?
“Ted ha scritto due canzoni su “Brief Nocturnes” e ha scritto due canzoni pure su “The Oblivion Particle”, per cui sotto quest’aspetto nulla è cambiato. Ciò che è cambiato invece è che il nostro partner compositivo John Boegehold ha scritto cinque delle nove canzoni dell’album. È diventato perciò il principale compositore della band”.

COSA PUOI DIRCI RIGUARDO LE SESSIONI DI REGISTRAZIONE?
“Abbiamo registrato la batteria in un grosso studio, suonando su delle registrazioni demo, poi ciascuno di noi ha portato le tracce di batteria a casa e abbiamo registrato la maggior parte delle nostre parti nei nostri studi a casa, poi abbiamo rimandato le parti indietro allo studio principale dove sono state infine mixate e masterizzate. Sono state fatte poche sovra-incisioni nello studio principale, ma abbiamo fatto molto a casa questa volta e i risultati sono grandiosi. Io vivo abbastanza distante dallo studio e non l’ho mai visitato neanche una volta durante l’intero processo, tutta la mia comunicazione relativa all’album è stata fatta tramite internet”.

RITIENI CHE CON QUEST’ALBUM VI SIATE MANTENUTI DENTRO IL VOSTRO STILE TRADIZIONALE O PIUTTOSTO AVETE CERCATO DI ESPLORARE NUOVI TERRITORI?
Penso che la prima canzone, “Tides Of Time” rimandi al sound e agli arrangiamenti classici degli Spock’s Beard. Il resto è pure senza dubbio Spock’s Beard, ma forse un po’ più moody/artistico?”.

 ALAN SUONA NEL DISCO MOLTI STRUMENTI INSOLITI COME L’AUTOHARP, IL BANJOLELE, IL MANDOLINO ED IL SITAR ELETTRICO: POSSIAMO CONSIDERARLO UN ULTERIORE TENTATIVO DI SPERIMENTARE?
“Sì, Alan ama trovare nuove cose da suonare e poi inserisce quelle cose nelle canzoni”.

JIMMY CANTA LE LEAD VOCALS NELLA CANZONE “BENNETT BUILDS A TIME MACHINE”: DOPO LE LEAD VOCALS DI NICK, STATE FORSE CERCANDO DI INSTAURARE UNA TRADIZIONE DI BATTERISTI CHE DIVENTANO CANTANTI? OVVIAMENTE SCHERZO, PERÒ IN UN CERTO SENSO SUL SERIO ESISTE UNA SIMILE TRADIZIONE NEL PROG, PER ESEMPIO PENSO A PHIL COLLINS O IN ITALIA A FRANZ DI CIOCCIO DELLA PFM: PENSI CHE JIMMY POSSA RIPETERE L’ESPERIENZA IN FUTURO?
“Non pianifichiamo mai queste cose…Penso che sia questa la chiave della nostra sopravvivenza in tutti questi anni….nessun piano (ride). Detto questo, può darsi che Jimmy canterà ancora in futuro, perché no? Era tentato dal cantare questa canzone perchè l’amavamo ma Ted non era ispirato dalla melodia vocale, così Jimmy ci si è lanciato dentro e ha fatto un gran lavoro”.

COME PROMUOVERETE L’ALBUM?
“Faremo molte interviste ed un tour. Abbiamo un tour europeo dal 15 settembre al 3 ottobre (l’intervista è di agosto, ndR), controllate le date del tour e i dettagli su www.spocksbeard.com”.

 C’È AL MOMENTO QUALCHE BAND PROG CHE TI PIACE PARTICOLARMENTE? E, IN GENERALE, COSA ASCOLTI IN QUESTO PERIODO?
“Al momento non ascolto molta musica, forse sto diventando vecchio…e quando ascolto musica di solito non si tratta di prog rock…ma, c’è una band che ha veramente catturato la mia attenzione di recente. Sono dei giovani ragazzi dello Utah (USA) che sono veramente bravi. Molto melodici, mi ricordano a tratti qualcosa dei King’s X o dei Porcupine Tree, ma hanno un proprio sound personale. Si chiamano Advent Horizon, verificate voi stessi”.

I VOSTRI PROGETTI PER IL FUTURO?
“Imparare tutte le nuove canzoni che dobbiamo suonare molto presto in tour, uno show a Los Angeles il 29 agosto e poi lo stesso tour. Suoneremo anche al Cruise To The Edge a novembre, è molto eccitante”.

 

 

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