STARGAZER – Complessità al potere

Pubblicato il 22/09/2005 da


The Serpent Inquisitor, chitarrista, batterista e cantante degliStargazer, è un personaggio alquanto complicato, al pari della propostamusicale della propria band. Sentiamo come descrive il loro albumd’esordio, “The Scream That Tore The Sky” sia a livello musicale che,soprattutto, a livello concettual. A lui la parola.


PRIMA DI TUTTO, FATECI UNA BREVE STORIA DELLA BAND…

“La nostra storia parte più di dieci anni fa, quando il progetto fuideato a fine 1994, ma gli Stargazer hanno iniziato a prendere forma adinizio 1995, quando il death metal era morente e la stampa sisollazzava con il black. Un primo demo tape, intitolato ‘Gloat’, fuimmesso nel circuito underground con eccellenti responsi. Presto, unalabel che ebbe vita breve trasformò il nostro lavoro in un 7’’ chiamato‘Borne’ ed uscito nel 1997. Il nostro drummer originale a questo puntolasciò la band. Trovammo un rimpiazzo piuttosto rapidamente, giusto intempo per registrare il malvagio ed oscuro mini cd ‘Harbringer’, unosplit con gli Invocation, signori del dark death, uscito per i tipidella Dies Irae Productions. Purtroppo anche questo batterista decisedi abbandonarci, a causa di divergenze musicali. A questo punto abbiamomesso in cantiere l’idea di registrare il debut album da soli, anche sela cosa ci avrebbe portato via un sacco di tempo; il prodotto finito èuscito nel 2005 e si tratta di ‘The Scream That Tore The Sky’ che ècomposto da materiale piuttosto datato ma che, a nostro parere,meritava di essere pubblicato”.

“THE SCREAM THAT TORE THE SKY” COLPISCE NEL SEGNO GRAZIE SOPRATTUTTOALLA SUA COMPLESSITÀ RITMICA: COME DEFINIRESTE IL VOSTRO SOUND?
“Questa è una domanda molto valida ed interessante. Essendo io unbatterista, ho sempre avuto un debole per le complessità ritmiche, oper le partiture originali e ciò si percepisce ascoltando sia le mieparti di batteria che quelle di chitarra. Quello che troviamodivertente è che il materiale è davvero vecchio e, se confrontato conle nuove cose che abbiamo preparato, impallidisce sotto il profilodella complessità. Le canzoni sono sempre al primo posto, e a volte lacomplessità non è sempre in evidenza, a volte è solamente lasovrapposizione di strati di piccole dinamiche che creano questa magia.Non riesco a definire correttamente il nostro sound, in quanto nelcorso degli anni ho sentito tracciare tantissimi parallelismi ed ognunodi essi corrisponde ad una diversa scuola di pensiero. Tempo fadefinimmo il nostro suono ‘extreme and bizzarre metal’: questo è verotutt’oggi, forse più che in passato. Il metal è estremo, anche seovviamente la componente è alterata a seconda del tipo di metalproposto, mentre con l’aggettivo bizzarro io intendo descrivere larappresentazione del nostro stile di scrittura che è unico nella scena.Noi scorriamo in mezzo a due correnti di metal distanti maassolutamente collegate tra loro”.

IL BASSO È SEMPRE POSTO IN PRIMO PIANO: COME MAI QUESTA SCELTA CONTROCORRENTE RISPETTO ALL’ATTUALE SCENA METAL?
“Il basso nel metal una volta era un grande strumento, ma al giornod’oggi sento solo dei chitarristi a quattro corde, che modellano i lorosuoni sui riff di chitarra e raramente fanno sentire il rimbombo chenasce dalle loro frequenze. Gli Stargazer danno spazio eguale a tuttigli strumenti per far comprendere meglio una canzone. Penso che ognistrumento sia suonato in maniera ritmica e solista in tutti i nostribrani. La massima interazione con la musica può essere captata soloquando un album non è dominato da distorsioni di chitarra e trigger.Perfino la batteria può essere suonata in maniera melodica, a secondadi come viene ‘accordata’. Il basso nell’album è eccezionale, questo ègarantito, e questo viene amplificato dal fatto che lo stesso strumentoal giorno d’oggi nel metal viene piuttosto emarginato”.

DICCI QUALCOSA DI PIÙ SUL PROCESSO DI SCRITTURA DELL’ALBUM…
“E’ un processo individuale attualmente. Io di solito scrivo le canzonisolo con la chitarra, scelgo i testi appropriati e passo tutto a GreatRighteous Destroyer che, in base al suo tempo e alla sua ispirazione,scrive le proprie linee e il più delle volte non gli occorre che io glispieghi i riff, tranne nelle rare occasioni nelle quali lui devesuonare le mie stesse identiche partiture, o sbaglia a comprendere leforme delle composizioni. Di solito avviene questo, ma in realtà nonc’è una regola d’oro valida per tutte le canzoni”.

LA BAND È COMPOSTA DA DUE SOLI ELEMENTI: COME VI REGOLERETE PER I TOUR? RECLUTERETE DEI SESSION MUSICIAN?
“Vorremmo reclutare solo session musician quando ne avremo lanecessità. Abbiamo preso in prestito un chitarrista durante un touraustraliano con i Nunslaughter nel 2003, mentre io mi occupavo di vocee batteria. Era uno sforzo un po’ troppo impegnativo per me, e perquesto daremo il benvenuto ad un batterista talentuoso quando lotroveremo, meglio presto! Da quel tour non abbiamo più suonato dalvivo, ma, proprio in questo periodo, stiamo testando un paio dipersone. Abbiamo notato che molti ragazzi sono infervorati dalla smaniadi suonare, ma non abbastanza abili. Lo standard qualitativo richiestoè molto alto e al giorno d’oggi sono pochi i batteristi che potrebberorispettarlo. Abbiamo scovato un ragazzo che sembra promettere bene nonsolo sotto il profilo musicale, ma anche sotto quello dellapersonalità”.

L’ARTWORK È MOLTO ORIGINALE. COSA RAPPRESENTA?
“Non starò ad elencare ogni singola immagine, ti basti sapere che sonostate tutte scelte accuratamente da varie fonti pertinenti e cheesemplificano alla perfezione l’anima dell’album. I testi sono disposticome a raffigurare una ruota delle preghiere, circondati dallerappresentazioni dei ‘paradisi’, dimore delle ‘divinità’ o dei primiuomini che aiutarono a selezionare, ispirarono ed erudirono la nascenterazza umana”.

SCUSATE LA MIA IGNORANZA, MA SIETE BUDDHISTI O APPARTENENTI A QUALCHE CREDO RELIGIOSO ORIENTALE?
“No, la teosofia che esponiamo è irreligiosa. Le fonti di ciò sonooccidentali, orientali, interne ed esterne. Queste verità sono vecchiedi eoni, quando ancora non avevano denominazione”.

QUAL È LA FILOSOFIA CHE STA DIETRO ALLA BAND?
“Di abbracciare l’antinomia; ricorda che tutta l’umanità è cinta daquesto grande gioco che è la finzione, che inconsapevolmente è ilnostro disegno di vita. Quindi non abbiamo molte nozioni filosofichespecifiche, ma solo storie, ricordi, investigazioni del passato volte apromuovere il pensiero come opposizione alla preghiera”.

E’ POSSIBILE ABBINARE QUESTA VOSTRA TEOSOFIA CON IL METAL ESTREMO? A PRIMA VISTA SEMBREREBBERO DUE ASPETTI OPPOSTI TRA LORO.
“Come già detto prima, sebbene il pilastro culturale in qualche caso(soprattutto a livello visivo) sia orientale, il pensiero primarioresta oltre queste banalità. Cosa sono la cultura, le religioni e ilcolore della pelle rispetto alla conoscenza delle vere origini dellarazza umana? Queste antiche verità non sono state contaminate daltempo, dai fraintendimenti e dall’avidità dell’uomo e sgorganodirettamente dalla saggezza delle origini. In tutto ciò non vedocontrasti con la musica: quest’ultima è arte, espressività, è senzaconfini. E’ proprio la nostra noncuranza verso pensiero corrente, leopinioni e le mode del momento che ha creato le nostre personalità equindi il nostro sound unico”.

COME SIETE ENTRATI IN CONTATTO CON L’AGONIA RECORDS?
“Abbiamo partecipato ad una pubblicazione edita da Agonia Warzine eabbiamo conosciuto la casa discografica a causa delle migliaia di flyerpromozionali che ci sono passati tra le mani. E’ stato facile, forsetroppo facile (ride, ndR). Sono onorato di far parte del rosterdell’Agonia, anche perché loro mettono sotto contratto band differentitra loro e quindi, anche al loro interno, noi siamo unici”.

NEL VOSTRO BACKGROUND SI SENTONO TRACCE DI DOOM, DEATH E PERFINO JAZZ: CONFERMI QUESTE IMPRESSIONI?
“C’è un gemellaggio di lungo corso con i doomster MournfulCongregation. Ho studiato chitarra jazz per un certo periodo, ma non sose può essere considerata un’influenza. Ora suono la batteria per unanuova band, gli Tzun Tzu. Il nucleo degli Stargazer ha formato ancheuna band chiamata The Exoteric Connection che propone n tipo di musicadefinibile come ‘soundtrack/fusion’ nella quale esploriamo dei meandrioscuri al di fuori del metal. I nostri ascolti poi sono ampi evariegati e cerchiamo di riportare nel songwriting tutte le nostreinfluenze. Abbiamo dato vita anche ad altre entità musicali i cui nomiperò non possono essere svelati”.

COM’È LA SCENA METAL IN AUSTRALIA?
“E’ sempre la stessa, non cambia quasi mai niente. Il supportocommerciale decresce con il crescere della brutalità e dell’estremismo?Forse. Comunque è la solita vecchia storia: c’è una piccola percentualedi band originali e il resto sono replicanti. Ti suona familiare?”.

SIETE GIÀ AL LAVORO SU DEL NUOVO MATERIALE? SE SÌ, CI POTRESTI DARE QUALCHE ANTICIPAZIONE?
“Amico, ho già pronto l’ottanta per cento del terzo album. Ilsecondo, ‘Great Work Of Ages’ conterrà molte dinamiche e variazioni,senza abbandonare il genere. Le tracce contenute sono vecchie, cosìcome è successo per il debut album, ma sono assolutamente originali.Alcuni titoli di canzoni presenti sul lavoro saranno: ‘RefractiveConvex Continuum’, ‘Formless Face Of The Timeless Faceless’,‘Hue-Man-King’, ‘Pypes Of Psychosomatis’, ‘Red Antlered Radiant’,‘Astrolabes’, ‘Chase For The Serpentsong’”.

OK, LASCIO A TE LO SPAZIO PER CONCLUDERE…
“Potete trovare il nostro merchandising e altre facezie sul sitoufficiale www.stargazer.hm. Nel frattempo ringraziamo Metalitalia.comper il supporto”.

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