Le band semplici e oneste, pur magari non essendo il top dell’heavy metal, mi sono state sempre molto simpatiche e molte volte sono riuscite ad accaparrarsi il mio personale, modestissimo supporto. Gli Steel Attack sono una di queste band, in quanto propongono un power-speed metal non originalissimo, ma godibile e quantomeno degno di essere ascoltato, e contemporaneamente si dimostrano persone affabili, terra a terra e lontane da certa gente che, magari dopo il primo disco, già si crede una rock star. Purtroppo da quando è stata realizzata questa intervista molti avvicendamenti sono accaduti nella band, dall’arrivo di un nuovo cantante, alla defezione dell’allora voce/bassista Steve. E’ invece John a parlarci di ‘Fall Into Madness’, nuovo disco degli Steel Attack che, anche in sede di intervista, consiglio spassionatamente di ascoltare.
“Così come per il nostro primo disco, ci siamo affidati agli Underground Vasteras Studios per quanto riguarda registrazione e missaggio finale, in quanto eravamo rimasti soddisfatti dalla nostra precedente esperienza. Lo stesso dicasi per l’ingegnere del suono: anche questa volta P.O. Saether ha lavorato con noi e credo che i risultati siano più che soddisfacenti. A essere sinceri non ci sono molte differenze tra questo disco e il vecchio ‘Where Mankind Falls’, l’unica cosa a cambiare è il sound. Abbiamo utilizzato strumentazioni più moderne e potenti, in particolar modo per le chitarre, e per quanto riguarda il missaggio sono stati fatti notevoli progressi perché i suoni stavolta non sembrano chiusi e cupi, rivelandosi invece cristallini, chiari e potenti. Per la masterizzazione finale questa volta abbiamo scelto i Cutting Room Studios di Stoccolma, perché il nostro vecchio lavoro non ci aveva soddisfatto pienamente. E’ incredibile come una buona masterizzazione possa migliorare un prodotto che a prima vista risulta già completo. Parlando invece degli argomenti trattati su ‘Fall Into Madness’, posso dirti che ci troviamo davanti ad un concept album, bensì a tante storie separate, che trattano però lo stesso tema portante. Il song-writing si è svolto nella più totale democrazia, magari durante l’esecuzione di un pezzo arrivava Dennis con una nuova idea, e sempre discutevasmo sulla scelta della direzione sonora da intraprendere. Le nostre liriche trattano tematiche fantasy, perché questi argomenti offrono una grandissima libertà di dare sfogo alla propria fantasia. Si potrebbero scrivere migliaia di canzoni differenti e i temi fantasy da trattare rimarrebbero ancora moltissimi. Le nostre canzoni sono tutte piccole storie fantasy, in modo che ogni membro della band potesse dare i propri spunti a seconda dei pezzi.”
AGLI INIZI DELLA VOSTRA CARRIERA STEVE ERA BATTERISTA: COME MAI HA SCELTO DI DEDICARSI AL BASSO E ALLA VOCE?
“Sai noi abitiamo in una piccola cittadina di circa 20 mila abitanti, nella quale ci sono diverse bands che hanno una certa attività. Steve suona ancora la batteria, che rimane il suo strumento principale, in altri gruppi. Con gli Steel Attack, Steve ha voluto provare a suonare qualcosa di diverso per non fossilizzarsi dietro le pelli. Tutto qui (per dovere di cronaca devo informare che poco tempo dopo questa intervista Steve ha lasciato gli Steel Attack, che hanno già reclutato il sostituto. NdJR)”
HAI UN PEZZO CHE PREFERISCI?
“Wow, è davvero difficile fare una scelta fra canzoni in cui, nel bene o nel male, ci ho messo delle mie idee. Ti svelo una cosa: le registrazioni dell’album sono finite a marzo dell’anno scorso, e abbiamo avuto quasi un altro anno per potercelo ascoltare. Le mi canzoni preferite sono quindi cambiate nel tempo, mentre ora non trovo una canzone che per me sia dominante rispetto alle altre. Posso dirti che mi piacciono molto ‘The Beast’ e ‘Holy Swordsmen’ per il loro stile. E’ solo un mio gusto personale, non voglio dire che quelle due songs sono le migliori del disco.”
PER QUANTO MI RIGUARDA IL VOSTRO PUNTO DI FORZA E’ LA VELOCITA’ DEI PEZZI, CONCORDI?
“Yeah man! Non posso che essere d’accordo, infatti non trovi delle ballads firmate Steel Attack. I pezzi, come ti dicevo prima, sono un cocktail delle idee che ogni membro porta all’interno della band e tutti noi non amiamo le ballads, ma preferiamo pestare l’acceleratore e suonare del buon metal.”
HO SENTITO! COMPLIMENTI AD ANDREAS, IL VOSTRO BATTERISTA, CHE DAL VIVO DOVRA’ SUDARE NON POCO A MANTENERE I TEMPI VELOCI DELLE CANZONI!
“Ma scherzi? Andreas non ha ancora avuto modo di provare i pezzi dal vivo, ma solo nelle prove, comunque ti garantisco che non ci sono problemi nell’esecuzione! Andreas aveva inizialmente lasciato la band due settimane prima della release del primo disco a causa dei suoi impegni con la scuola (si stava laureando per diventare insegnante), così reclutai Roger Raw, che è mio vicino di casa. Purtroppo, col pasare del tempo, gli impegni della band sono diventati troppo pesanti per Roger, che fu così costretto ad abbandonare. Poi reincontrai Andreas che si dimostrò interessato ad un come back. Ci chiese tre mesi di tempo, periodo che gli serviva per portare a termine i propri studi, poi rientrò fisso nella band.”
C’E’ LA POSSIBILITA’ DI VEDERVI IN GIRO DALLE NOSTRE PARTI?
“Attualmente la nostra etichetta sta facendo un grande lavoro di promozione, ma per quanto riguarda concerti e tour, ancora non sappiamo niente, ma stiamo cercando un nome importante a cui fare da supporto. La nostra intenzione è quella di partecipare a più eventi e festival possibili, ma ora non posso proprio dirti niente di più.”
L’ANNO SCORSO, SE NON SBAGLI, AVETE PARTECIPATO AL WACKEN FESTIVAL!
“Esatto, ma purtroppo non è andata molto bene. Vedevo il pubblico scuotere la testa, nonostante stesse lì ad incitarci. Fortunatamente il nostro show fu registrato e quando vidi la videocassetta capii il perché di quel comportamento: la mia chitarra non si sentiva e la resa sonora ingenerale era pessima. Ora che ci ripenso ci rido s, ma ai tempi ero abbastanza incazzato ehehe!”
AVETE POSSIBILITA’ DI SUONARE DAL VIVO IN SVEZIA?
“Sì, fortunatamente qui il metal va abbastanza bene, in particolare il death, però i posti in cui suonare non sono molti. A livello underground ci sono un sacco di bands valide che si impegnano per poter sfondare. Non mi lamento per la condizione del metal dalle mie parti, credimi, ma si potrebbe fare ancora molto, ma molto meglio.”
QUALI SONO LE TUE PRINCIPALI INFLUENZE?
“Tutti noi della band adoriamo le vecchie glorie del metal come gli Iron Maiden e i primi Helloween, e da loro traiamo molta ispirazione per scrivere la nostra musica. La band fortunatamente ha gli stessi gusti musicali e, partendo dalle nostr influenze, possiamo tutti andare d’accordo quando c’è da mettersi insieme a comporre nuovo materiale.
ULTIMAMENTE NEL POWER METAL VA DI MODA L’ESSERE ACCOMPAGNATI DA ORCHESTRE DI 10-15 PERSONE. TU COME LA PENSI?
“Io credo che certi dischi in cui la musica è accompagnata dall’orchestra sono sicuramente interessanti. Per il voler far predominare a tutti i costi la parte orchestrale credo sia troppo, perché dal vivo, a causa dei costi, in genere si è costretti a suonare su basi orchestrali registrate, e credo che questo sia un grosso limite per una band.”
SUONI IN QUALCHE ALTRO GRUPPO?
“Attualmente gli Steel Attack rappresentano la mia priorità, però per divertirmi suono cose strane insieme ad un altro chitarrista.”
PURTROPPO IL MIO TEMPO A DISPOSIZIONE E’ FINITO: HAI ALTRO DA DIRE?
“Ringrazio tutti i fans che ci supportano, via mail o tramite icq! Spero che il nostro nuovo lavoro vi soddisfi.”
