STIGMA – Tales from The Crypt

Pubblicato il 16/05/2010 da

Passati dal ruolo di giovane promess a quello di consolidata certezza nel giro di un album – dal promettente debut “When Midnigt Strikes” all’ultimo, altrettanto valido, “Concerto For The Undead” – i piemontesi Stigma si confermano tra gli alfieri della scena core made in Italy, anche se la definizione di death-core nel loro caso va stretta. A parlarci dell’ultimo album e dei progetti futuri sono il cantante Vlad e il chirarrista Jack, nuovo entrato alla sei corde… 

CIAO RAGAZZI, INNANZITUTTO BENVENUTI SULLE PAGINE DI METALITALIA.COM E COMPLIMENTI PER IL VOSTRO “CONCERTO FOR THE UNDEAD”: NON ERA FACILE DARE SEGUITO A UN OTTIMO DEBUTTO COME “WHEN MIDNIGHT STRIKES” MA, ALMENO PER QUANTO MI RIGUARDA, DIREI CHE CI SIETE RIUSCITI ALLA GRANDE…
Vlad: “Ciao, grazie per le belle parole! Sì, siamo molto soddisfatti del nostro nuovo album, personalmente è la prima volta che mi ritengo davvero soddisfatto di una nostra uscita. Non per screditare i nostri vecchi lavori – tutti tasselli importanti della nostra crescita – ma solitamente non mi capitava di volerli riascoltare dopo averli registrati. ‘Concerto for the undead’ invece è ormai fisso nella mia playlist giornaliera da quando siamo usciti dallo studio!”
 
IN OCCASIONE DEL TRACK BY TRACK DI “CONCERTO FOR THE UNDEAD” ABBIAMO GIA’ AVUTO MODO DI SVELARE IL VOSTRO NUOVO ALBUM IN DETTAGLIO AI NOSTRI LETTORI: ORA TOCCA A VOI, SCEGLIETE LE TRE CANZONI PIU’ RAPPRESENTATIVE E DESCRIVETECELE SECONDO IL VOSTRO PUNTO DI VISTA!
Vlad: “E’ dura scegliere, forse perché come hai notato anche tu nel vostro track by track, abbiamo cercato di inserire elementi differenti in ogni brano, cercando così di conferire al disco una buona longevità e soprattutto qualcosa per ogni tipologia di ascoltatore. Uno dei brani migliori, secondo me, è ‘The undertaker’, l’ultima canzone che abbiamo scritto prima di entrare in studio. Amo particolarmente gli intrecci di chitarra, inoltre la struttura del brano e gli incastri con la sezione ritmica rendono questo brano uno dei più facili da ascoltare anche per chi è nuovo a questo tipo di sonorità. Il testo è ispirato da una storia intitolata ‘Fitting punishment’ e parla di un vecchio e avido becchino che si trova costretto a offrire ospitalità al figlio della sorella morta, obbligandolo però a lavorare sotto di lui. La situazione in realtà degenererà a breve, con il giovane che dopo essere stato ucciso dal vecchio, tornerà per vendicarsi! Un’altra canzone a cui sono particolarmente affezionato è ‘3000 years and still keeping it real!’, ovvero il brano più tirato del disco, forte della partecipazione di Jamie ex The Red Shore come guest. Suoniamo questo brano dal vivo sin dal tour europeo della scorsa estate ed è sempre uno degli apici di coinvolgimento del nostro set… Il finale è davvero una mazzata! Il testo è ispirato da una storia intitolata ‘This wraps it up’ e racconta la fine di tre archeologi che dopo aver scoperto e profanato la tomba di un faraone iniziano a farsi fuori l’uno con l’altro presi dal desiderio di non portare il tesoro in un museo. In questo, ovviamente, ci mette lo zampino anche la mummia del faraone stesso…! Terzo brano direi ‘Prove you are a man!’, canzone che è in streaming già da qualche settimana sul nostro MySpace. E’ sicuramente il pezzo più tecnico ed eterogeneo del disco: riffing serrato, alternato a un chorus aperto e molto orecchiabile, sezione ritmica indiavolata e un breakdown centrale di facile presa dal vivo. In più insieme a me canta Jon Hunt dei Dead To Fall, quindi è per forza uno dei pezzi che mi piacciono di più! Il testo in questo caso viene da una storia intitolata ‘House of horror’ e parla di un’iniziazione a una confraternita, un gruppo di ragazzi che si avvicina a una casa reputata maledetta, il compito assegnato ai nuovi adepti è quello di entrarci e accendere un lume ad ogni piano finchè non raggiungono la mansarda…Il problema è che lassù non ci arriverà mai nessuno!”.
 
ANCHE STAVOLTA, COME GIA’ IN OCCASIONE DEL VOSTRO DEBUT ALBUM, IL CONCEPT DI FONDO E’ DI STAMPO ORRORIFICO: SIETE TUTTI APPASSIONATI DI QUESTO GENERE? E, COME POTREBBERO LASCIARE INTENDERE I VOSTRI RIFERIMENTI CINEMATOGRAFICI AI DRACULA E FRANKESTEIN DI BELA LUGOSI E BORIS KARLOFF O AI “RACCONTI DALLA CRIPTA” DELLA EC COMICS, SIETE PIU’ LEGATI ALLE SUE FORME ‘VINTAGE’ OPPURE SEGUITE CON INTERESSE ANCHE LE PRODUZIONI PIU’ RECENTI?
 Vlad: “Sì la passione per l’horror accomuna un po’ tutti i membri della band, anche se l’idea di legare questa tematica alla nostra musica è un’idea che è venuta a me durante la fase di composizione del nostro debut ‘When midnight strikes!’, proprio perché non volevo ripercorrere la strada dei testi legati alle mie esperienze personali come nei nostri primi EP. Seguiamo anche le produzioni recenti, ma a parer nostro, ultimamente si punta solo a reinterpretare vecchie trame con l’aggiunta di effetti speciali da blockbuster americano, quindi perché non guardarsi direttamente l’originale, in cui le emozioni sono quelle vere e gli attori sono quasi sempre delle vere e proprie leggende?”.
 
PER IL VOSTRO DEBUTTO AVETE GIRATO UN VIDEO IN UNA CHIESA SCONSACRATA DEL VOSTRO PAESE NATALE (MONDOVI’): SE PER IL PROSSIMO VIDEO LA VOSTRA ETICHETTA VI DESSE UN BUDGET ILLIMITATO E CARTA BIANCA SULLA SCELTA DI TUTTO, DAL REGISTA E ALLA LOCATION, SU QUALE CANZONE RICADREBBE LA SCELTA, QUALE SAREBBE LO STORY BOARD DEL VIDEO E CHI CHIAMERESTE A DIRIGERLO?
Vlad: “Stiamo parlando di fare un nuovo video proprio in questi giorni con lo staff delle nostre etichette e con i ragazzi di Monster Energy, abbiamo messo giù le prime idee, speriamo di riuscire a mettere tutto in pratica entro la fine dell’estate! Se mi dessero la possibilità di scegliere, penso chiederei a Rob Zombie, lasciandogli carta bianca su tutto, giusto magari chiederei di coinvolgere un regista che ha lavorato alla serie TV di ‘Tales from the crypt’, tipo Freddie Francis, in modo da riuscire a reinterpretare ambientazioni e mood della vecchia serie in versione ‘La casa dei 1000 corpi’! Sul pezzo, si potrebbe usare ‘Chop his head off!’ con tanto di schiera di zombie che urlano il chorus nelle parti con la ripresa della band! La storia di quella canzone parla di un marchese tradito e decapitato durante la Rivoluzione Francese, quindi cercherei di mantenere un legame con la storia originaria!”.
 
ANCHE IN QUEST’OCCASIONE NON SONO MANCATI GLI OSPITI, STAVOLTA IN ARRIVO DALLE FILA DEI DEAD TO FALL E DEI THE RED SHORE: COME GLI AVETE CONVINTI A PARTECIPARE E, PER IL PROSSIMO ALBUM, CHI VORRESTE AVERE COME VERY SPECIAL GUEST?
Vlad: “Come per il nostro primo full-length abbiamo scelto i guest tra gli artisti con cui abbiamo un rapporto speciale, o nel caso di Jon, una persona che abbiamo sempre stimato per il suo ruolo all’interno della scena alternative. Jamie è un ragazzo fantastico, ci siamo conosciuti di persona durante un mini tour in Gran Bretagna e da allora siamo sempre rimasti in contatto. Quando abbiamo finito di scrivere ‘3000 years…’ abbiamo subito pensato al suo growl lacerante come valore aggiunto per il pezzo! Per quanto riguarda Jon, come ti ho detto è uno dei nostri artisti preferiti, i Dead To Fall sono stati un’influenza su di noi, quindi averlo su uno dei nostri brani è stata indubbiamente una grande soddisfazione! Per il prossimo album mi piacerebbe moltissimo Brandan dei Bleeding Through, un’altra persona speciale nonché cantante incredibile e poi Trevor dei Black Dahlia Murder, che sarebbe proprio la ciliegina sulla torta!”.
 
PER LA PRODUZIONE DEL NUOVO ALBUM VI SIETE RIVOLTI AL CHITARRISTA DEI BRING ME THE HORIZON JONA WEINHOFEN, MUSICISTA SICURAMENTE NAVIGATO (AVENDO MILITATO IN PASSATO ANCHE NEI KILLED THE PROM QUEEN E NEI BLEEDING THROUGH) MA, SE NON ERRO, ALLA PRIMA ESPERIENZA DIETRO ALLA CONSOLE: COME MAI AVETE SCELTO PROPRIO LUI?
Vlad: “La scelta è ricaduta su Jona perché, oltre a essere un amico, è una persona fidata che è riuscito ad aiutarci ad affinare la composizione e migliorare i punti deboli del nostro debut. Sì è vero, oltre ai lavori per i suoi I Killed The Prom Queen e a un vecchio EP dei Carpathian questa è stata la sua prima grossa esperienza in questo ambito, ma siamo entrambi più che soddisfatti del risultato raggiunto. Personalmente poi apprezzo molto che un musicista dall’esperienza di Jona abbia deciso di mettersi alla prova su un qualcosa di nuovo, quindi credo proprio che questa non sarà l’unica nostra collaborazione!”.
 
CHI INVECE NON HA CERTO PROBLEMI DI ESPERIENZA E’ SCOTT ATKINS, UNO CHE PUO’ VANTARE NEL SUO CURRICULUM GENTE COME I BEHEMOT E I CRADLE OF FILTH: VI SIETE RIVOLTI A LUI PER DARE UN TOCCO PIU’ DARK ALLA VOSTRA PROPOSTA O E’ STATA UN’IDEA DELLA VOSTRA ETICHETTA?
Vlad: “Conosco Scott dai tempi in cui militava negli Stampin’ Ground, una delle nostre band preferite di sempre, ci siamo incontrati di persona a Milano parecchi anni fa e da allora ci siamo tenuti in contatto via e-mail ma non abbiamo mai avuto la possibilità di collaborare su qualcosa. Quando abbiamo iniziato a parlare di mix ci siamo trovati tutti concordi nel dire che lui sarebbe stata la nostra prima scelta, visto il risultato pazzesco che ha raggiunto sui dischi di Cradle Of Filth e Sylosis. A mio modo di vedere, il suono di chitarra e il taglio delle produzioni di Scott Atkins sono davvero incredibili: pulite, killer, ma non ‘di plastica’ come la stragrande maggioranza dei lavori usciti negli ultimi anni”.
 
 
ORA JONA DEI BMTH, PRIMA ETTORE  DEI DISARMONIA MUNDI…SIETE DELL’IDEA CHE IL PRODUTTORE DEBBA COMUNQUE AVERE UN ORECCHIO DA MUSICISTA O E’ SOLO UN CASO?
Vlad: “Per noi la figura del produttore deve essere necessariamente quella di una persona di esperienza che sa come metterti in condizione di raggiungere il risultato che ti sei prefissato, quindi sì, chi meglio di un musicista di fama può convertire in idee e suggerimenti quello che ronza per la tua testa?”.
 
DUE PAROLE ANCHE SUL COVER ARTWORK, DAVVERO BEN REALIZZATO E IL CUI CONCEPT “FUMETTESCO” PROSEGUE ANCHE ALL’INTERNO DEL BOOKLET ILLUSTRANDO LA TRACKLIST CON IMMAGINI A TEMA…
Vlad: “L’artwork è stato realizzato da Andrea Berton aka Corefolio Design, un artista italiano incredibile che sono riuscito a scovare dopo quasi due anni di ricerche! A differenza dell’artwork di ‘When midnight strikes!’ per cui avevamo chiesto parecchie bozze in giro prima di prendere la decisione definitiva, per ‘Concerto for the undead’ sapevamo di aver trovato la persona giusta ancor prima di cominciare! Andrea è un fan di ‘Tales from the crypt’ e un grande esperto di horror, quindi sapevamo cosa aspettarci e lui sapeva perfettamente cosa serviva per stupirci! L’idea di non includere i testi nel booklet, ma di dedicare una vignetta per ogni canzone del disco è dovuta al fatto che questo album racconta delle storie che sono godibili a pieno solo se lette dal fumetto originale! Metteremo a breve in download gratuito i testi e il riferimento al fumetto e alla storia da cui li ho ricavati!”.
 
LA VITA DEL MUSICISTA, SPECIE SE EMERGENTE, NON E’ SEMPRE FACILE: QUALE DEGLI ASPETTI DELLA VITA ON THE ROAD APPREZATE DI MENO E QUALI, VICEVERSA, VI RIPAGANO DI TANTI SACRIFICI E VAGABONDAGGI?
Vlad: “Suonare musica estrema non è semplice, come non lo è far parte di una band che ha come massima aspirazione quella di vivere con la propria arte. Noi siamo innamorati della nostra musica e abbiamo la fortuna di avere delle famiglie e degli amici che ci supportano in questo, però spesso non è facile far quadrare tutti gli impegni, stare lontano da casa o magari macinare migliaia di km in furgone per poi ritrovarsi in un contesto diverso da quello che ci si aspettava! Noi siamo convinti che solo ed esclusivamente il duro lavoro e la passione per quello che si fa possono farti crescere, per questo andiamo avanti sempre più carichi e determinati!”.
 
A PROPOSITO DI VITA ON THE ROAD, COME PROCEDE LA RICERCA DEL SECONDO CHITARRISTA? IL VOSTRO ANNUNCIO RECITAVA “NO PRIME DONNE/FIDANZATE PETULANTI/GENTE CONVINTA DI COMPRARSI LA VILLA A MALIBU’ CON I SOLDI DEL GRUPPO”: UNA PRECISAZIONE CHE NASCE DA EPISODI DI VITA VISSUTA O SEMPLICE PREVENZIONE?
Vlad: “In realtà volevamo mettere le cose in chiaro da subito, visto che un paio di anni fa, quando cercavamo un chitarrista solista, ci erano arrivate proposte di gente che chiedeva ‘vitto e alloggio pagati’ o che non sapeva se poteva assicurare la presenza in tutti i tour ‘perché fidanzato da più di due anni’! E’ giusto che si sappia che essere in una band non è facile, ci sono grandi soddisfazioni e spesso capitano esperienze indimenticabili, ma ci sono anche doveri e non mancano le delusioni e batoste di ogni sorta, quindi era giusto dire fin dall’inizio che cosa volevamo. Ad ogni modo, la ricerca, fortunatamente per noi, si è conclusa dopo tre mesi di provini e audizioni, lasciate che vi presenti Jack, il nostro nuovo acquisto…”
Jack: “Ciao a tutti mi chiamo Jack e sono molto felice di poter prendere parte al progetto Stigma! Conosco i ragazzi da qualche anno perché era capitato di suonare assieme, così quando hanno messo fuori l’annuncio mi sono messo in contatto con loro e dopo un po’ di tempo hanno deciso di fissarmi un provino, da lì poi abbiamo provato ancora per un paio di mesi, fino all’ufficialità! Personalmente sono molto soddisfatto in quanto i ragazzi sono persone molto semplici e umili, inoltre sono degli ottimi musicisti, professionali, precisi e con la voglia di fare e la mentalità di una band professionista a tutti gli effetti! E’ un’occasione veramente grossa e importante per la band e per me come singolo e ne sono davvero felice! Io personalmente suono da quando ho 6 anni, sono già diplomato presso un’accademia di musica moderna a Lodi e mi sto prendendo una laurea in musica jazz (oltre a quella in giurisprudenza!) e passo le giornate a suonare assieme al mio carissimo amico Chris Storey (ex All Shall Perish e attuale membro degli Smashface, una nuova band con  Lorenzo Antonucci degli Sworn Enemy). Vorrei cogliere l’occasione per presentarvi due altri miei progetti, che condivido con il mio amico James Payne, ovvero Hiss From The Moat e The End Of Six Thousand Years. Venite a vederci, supportate gli Stigma e tutte quelle band che si sbattono, che ci credono, che fanno le cose da anni non per la moda o per i soldi, quelle sono le piaghe che rovinano tutto!”.
 
 
DI RECENTE VI SIETE ESIBITI DI SPALLA A BRING ME THE HORIZON, A DAY TO REMEMBER E AUGUST BURNS RED: COME VI SIETE TROVATI CON LORO? E COM’E’ STATO SUONARE DI FRONTE AD UN PUBBLICO CHE, ESSENDO COMPOSTO PREVALENTEMENTE DA RAGAZZI/E ANCORA LONTANI DALLA MAGGIORE ETA’, IMMAGINO SIA MEDIAMENTE DISTANTE A QUELLO CUI SIETE ABITUATI?
Vlad: “Quelle due date sono state per noi un’esperienza davvero indimenticabile, non ti nascondo che anch’io all’inizio ero dubbioso sul fatto che la nostra musica potesse far presa su un pubblico molto giovane come quello dei Bring Me The Horizon, ma mi è bastato salire sul palco dei Magazzini Generali di Milano per rimanere completamente spiazzato. A Roma poi, complice anche il fatto che la distanza tra il pubblico e il palco era minima, è stato davvero un carnaio, abbiamo anche caricato un video del wall of death sul nostro YouTube, epico davvero! Le band sono state tutte molto cordiali e disponibili, eravamo l’unico gruppo in tutta Europa ad aver avuto la possibilità di aprire quel tour quindi sapevano che ci saremmo stati e, anche se per soli due giorni, ci hanno fatto sentire parte integrante del tour!”.
 
SEMPRE DAL PUNTO DI VISTA LIVE, COSA AVETE IN PROGRAMMA PER LA PROMOZIONE DI “CONCERTO FOR THE UNDEAD”?
Vlad: “Il nostro obiettivo è quello di dare a ‘Concerto for the undead’ un tour esteso, quindi siamo già al lavoro per alcuni festival estivi, un tour in Gran Bretagna e poi un tour in Europa quest’autunno. Di recente abbiamo firmato per STOMP in Australia, l’etichetta che ha lanciato band come I Killed The Prom Queen, Deez Nuts e The Red Shore, quindi spero riusciremo ad andare in tour anche lì molto presto!”.
 
BENE RAGAZZI, SIAMO ARRIVATI AI TITOLI DI CODA…A VOI LE ULTIME RIGHE PER I SALUTI DI RITO!
Vlad: “Grazie a Metalitalia e a tutti i suoi lettori per il supporto, siamo tutti fan del portale, ormai è un rito alzarsi la mattina e guardare le ultime news! Date una chance a ‘Concerto for the undead’ e veniteci a vedere dal vivo! Yo!”. 

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