STIGMHATE – La Morte Del Sole

Pubblicato il 07/07/2012 da

Fa sempre piacere notare dei progressi in una band. Molti gruppi si ‘bruciano’ subito con un grande esordio e poi sono incapaci di ripetersi, altri invece lavorano sodo e con costanza ed impegno riescono, album dopo album, a migliorarsi. E’ questo il caso dei nostrani Stigmhate, gruppo black metal che con il passare degli anni è riuscito ad estremizzare e a rendere più omogeneo e convincente il proprio sound. Ora si tratta soltanto di personalizzare la proposta ed avere l’ispirazione giusta per un grandissimo album. Da qualche tempo li avevamo persi un po’ di vista, ma ora con il nuovo “The Sun Collapse”, da noi eletto di recente ‘Hot Album’, è tempo di (ri)scoprire questa interessante realtà nazionale! A Voi gli Stigmhate….

BENTORNATI SULLE NOSTRE PAGINE, STIGMHATE! C’ERAVAMO SENTITI IN OCCASIONE DEL VOSTRO DEBUT, MA DA ALLORA SONO CAMBIATE PARECCHIE COSE…
“Ebbene sì, nel frattempo è uscito il secondo disco ‘Human Incapacity’, abbiamo avuto vari cambi di line up e siamo arrivati infine all’ultimo lavoro in studio ‘The Sun Collapse’, uscito da poco.  Sono cambiate molte cose: io come membro fondatore ho lavorato duro per trovare musicisti che mi potessero seguire al 100% nel progetto Stigmhate e questo ha portato via diverso tempo. Nel complesso, la lavorazione dell’ultimo album è durata quasi due anni, ma siamo soddisfatti di aver aspettato, volendo produrre un disco di livello superiore rispetto ai precedenti”.

METALITALIA.COM HA PREMIATO IL VOSTRO “THE SUN COLLAPSE” COME HOT ALBUM. QUALI SONO STATI I RESPONSI RICEVUTI IN ITALIA E ALL’ESTERO? SIETE SODDISFATTI?
“I responsi fin qui avuti in Italia e all’estero sono stati ottimi, forse anche al di sopra delle nostre aspettative. Siamo molto soddisfatti sia delle critiche ricevute per il disco, sia per il lavoro della nostra label in fase di promozione”.

LA VOSTRA NUOVA ETICHETTA, LA BAKERTEAM, SEMBRA SUPPORTARVI AL MEGLIO… CHE NE PENSATE?
“La Bakerteam, come dicevo prima, ha fatto un lavoro in fase di promozione davvero professionale, ad ogni nostra richiesta otteniamo risposte rapide e chiare, per i tempi che corrono questa è una cosa da non sottovalutare. Il rapporto che si è instaurato tra noi e la label è ottimo. Siamo molto soddisfatti della scelta fatta tra tante offerte che ci sono pervenute”.

IN QUESTI ANNI IL CAMBIAMENTO PIU’ EVIDENTE E’ L’ESTREMIZZAZIONE DEL VOSTRO SOUND, SIETE D’ACCORDO?
“Direi che siamo d’accordo con quanto dici. Guardando un po’ nel passato, il nostro debut a livello di sound era molto variegato, volendo forse concentrare tutte le influenze per cercare di trovare una direzione stilistica, anche se a distanza di anni lo reputo comunque un buon disco. In ‘Human Incapacity’ ci siamo concentrati più sull’impatto dei pezzi e quindi abbiamo composto seguendo alcune direzioni stilistiche più rigide, abbandonando le parti più morbide. ‘The Sun Collapse’ è il risultato di una nuova e coesa line up; durante il songwriting abbiamo cercato di trovare soluzioni a livello di arrangiamento differenti dai lavori precedenti, abbiamo voluto dare al disco un’impronta più estrema e negativa, che abbracciasse il concept con un sound oscuro, ma allo stesso tempo moderno e cristallino”.

SBAGLIO SE DICO CHE SUL NUOVO ALBUM SI PUO’ RITROVARE L’ATMOSFERA TIPICA DEGLI ALBUM BLACK METAL DELLA SCENA SVEDESE DI BAND QUALI DARK FUNERAL E LORD BELIAL?
“Come non potrei essere d’accordo?! Le nostre influenze sono molto varie ed ognuno di noi ha gusti differenti e proviene da scene musicali diverse, tuttavia nei nostri ascolti sicuramente troverai queste band. Quella di suonare ‘swedish’ non è stata però una scelta cercata volutamente, è il risultato di una composizione spontanea e libera da vincoli precostruiti, volta a creare all’interno del disco un’atmosfera incentrata, come si diceva prima, sul concept che abbiamo scelto”.

UNO DEI PUNTI DI FORZA DELLA NUOVA RELEASE E’ LA PRODUZIONE. SE NON ERRO C’E’ LO ZAMPINO DI GIUSEPPE ORLANDO DEI NOVEMBRE. RACCONTATECI QUESTA COLLABORAZIONE.
“Per questo disco volevamo una produzione estrema che bilanciasse tutti gli strumenti, un sound che durante l’ascolto mettesse in evidenza l’interezza della canzone. Dopo varie riflessioni abbiamo deciso di avvalerci della collaborazione di Giuseppe Orlando, che ci ha aiutati ad ottenere quel sound di batteria che cercavamo e successivamente a lavorare sui brani in fase di mixaggio. Lavorare con lui è stata un’esperienza che ci ha fatto crescere a livello musicale ed estremamente positiva anche in termini di rapporto umano”.

I TESTI SONO IN INGLESE AD ECCEZIONE DI “LUCE”, SCRITTO IN MADRELINGUA. A COSA E’ DOVUTA QUESTA SCELTA?
“E’ stata una scelta molto naturale, ‘Luce’ è una canzone che ha un incedere lento e melodico, per poi aprirsi nel finale. Abbiamo pensato che il cantato esteso su tutto il pezzo avrebbe compromesso il groove che di per sé creava. Da qui l’idea di un testo conciso ed evocativo nella nostra lingua madre che sancisse la chiusura del disco”.

NON SIETE IL GRUPPO PIU’ ORIGINALE IN CIRCOLAZIONE, MA E’ ANCHE DIFFICILE SUONARE COSI’ BENE ED ESSERE ISPIRATI COME VOI SEPPUR IN UN GENERE MUSICALE GIA’ BEN DEFINITO DA UNA QUINDICINA D’ANNI. A MIO AVVISO, IN QUESTI CASI, LA MANCANZA DI ORIGINALITA’ NULLA TOGLIE ALL’EFFETTIVA QUALITA’ DI UN GRUPPO…
“Come tu hai detto, saper essere originali suonando black metal al giorno d’oggi è molto difficile. Per noi questo disco è un punto di ripartenza con una line up rivoluzionata e che si sta consolidando. L’intenzione nel prossimo futuro è di marcare un passo ulteriore nella personalizzazione del nostro sound, trovando una nostra precisa dimensione. Curiamo in modo particolare gli arrangiamenti, per ottenere quel dettaglio diverso, quel particolare, che faccia suonare la canzone esattamente come la sentiamo dentro”.

I TESTI DI “THE SUN COLLAPSE” SEMBRANO TOCCARE SVARIATI ARGOMENTI. CE NE VOLETE PARLARE?
“I testi, anche se vari, possono essere comunque ricondotti ad un unico filo conduttore. Le lyrics sono state curate dal nostro batterista, che ha incanalato in questi nove pezzi la visione negativa e oscura del rapporto che l’essere umano ha nei confronti della terra che abita, dei propri simili, e di se stesso”.

SIETE VENETI E NELLA VOSTRA REGIONE SI TROVA FORSE LA MIGLIOR SCENA EXTREME METAL DEL PAESE. CE NE VOLETE PARLARE?
“Negli ultimi anni in Veneto, così come nel resto d’Italia, il livello medio delle band si è elevato notevolmente, credo che ci siano realtà interessanti qui in zona come in tante altre regioni, semplicemente spesso non hanno il risalto che meriterebbero. Per quanto mi riguarda porto rispetto per chi si impegna costantemente nella crescita come band e contribuisce alla scena underground, del resto non mi curo”.

GRAZIE PER LA VOSTRA DISPONIBILITA’. A VOI L’ULTIMO MESSAGGIO AI NOSTRI LETTORI…
“Vi ringrazio per lo spazio che ci avete dedicato, se avete la possibilità ascoltate il nostro disco non ve ne pentirete!”.

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