STILL REMAINS – Non indurci in tentazione

Pubblicato il 14/09/2007 da
 
Gli Still Remains tornano con un secondo capitolo che prende le distanze dall’acerbo debutto “Of Love And Lunacy”, tentando di ostentare una maturità artistica e una evoluzione sonora che li avvicina al metallo europeo, senza però dimenticare di strizzare l’occhio ai fan più giovani con un look da “Top 8” di MySpace e senza tradire la componente cristiana che li ha resi importanti nel circuito statunitense, dove coordinate simili, evidenti ma non esplicite, possono aiutare parecchio. Una formazione che ha fatto colpo soprattutto nei gusti dei più giovani e degli estimatori del suono mainstream: per questo ci siamo fatti quattro chiacchere con il bel T.J. Miller, frontman della formazione di Grand Rapids, Michigan. Ecco quanto ne è emerso…

 
COME VENDERESTI GLI STILL REMAINS A CHIUNQUE ASSISTA A UNVOSTRO SHOW SENZA AVER MAI SENTITO UNVOSTRO ALBUM?
“Siamo una band heavy, ma con una componente melodica moltoevidente. Non è facile sentire un suono simile agli Still Remains: non stodicendo che siamo un gruppo assolutamente atipico, ma il nostro stilerisulterebbe fresco a molte persone”.

IN COSA SI DIFFERENZIANO GLI STILL REMAINS DALLE ALTRE BANDDELLA SCENA METALCORE?
“In primis ce la mettiamo davvero tutta per saltar fuori daquello che è diventato oramai ordinario nella scena. Tutti possono sentirel’uso massiccio delle tastiere, gli assoli di chitarra, le parti vocalimelodiche: parti dominanti del nostro suono che nella maggior parte dei casivengono trascurate o eliminate”.

PERCHE’ AVETE SCELTO “THE SERPENT” COME TITOLO DELL’ALBUM?
“Molti dei testi dell’album girano attorno a depressione,fallimento, atmosfere oscure. Il serpente, sin dall’antichità, è il re di tuttequeste cose. E’ un simbolo rappresentativo per tutti”.

AVETE AVUTO UNA ESPERIENZA DIVERSA NEL REGISTRARE IL VOSTROSECONDO ALBUM RISPETTO AL PRIMO?
“Le registrazioni sono state molto diverse, soprattutto perla presenza del produttore Steve Evetts, che mi ha spronato come nessuno inprecedenza. Ha saputo darmi diversi consigli sia a livello tecnico, come vocal coach, sia nella stesura dellecomposizioni. Spero di lavorare ancora con lui in futuro”.

ASCOLTANDO IL PRODOTTO FINITO, PENSI CHE SIETE RIUSCITI ACONCRETIZZARE TUTTO QUELLO CHE LA BAND AVEVA IN MENTE ?
“Mi sento del tutto soddisfatto del disco, dunque tirispondo affermativamente. Non puoi allontanarti più di tanto da quello che ilpubblico si aspetta da te in ogni caso, ma pur rinnovandoci siamo riusciti amantenere una continuità nel nostro stile. Sono davvero felice di com’è uscitol’album alla fine”.

IL SUONO DEGLI STILL REMAINS INCORPORA MOLTI ELEMENTI DELMETAL EUROPEO: IN CHE MODO GUARDI ALLA SCENA METAL DEL VECCHIO CONTINENTE?
“Tutti nella band amano la scena europea, e, di fatto,ascoltiamo moltissimi gruppi metal e non che provengono dall’Europa. Le nostreinfluenze passano dagli Oasis ai Decapitated, passando per Dragonforce, InFlames, Soilwork e roba del genere…”.

LA MELODIA,SOPRATTUTTO A LIVELLO VOCALE, E’ MAGGIORE E PIU’ RIFINITA RISPETTO AL PASSATO:E’ STATA UNA SCELTA PIANIFICATA?
“La vena melodica è uscita naturalmente. Ci impegniamo dicontinuo per diventare dei musicisti migliori, e personalmente ho passato moltotempo a cercare di diventare un vero cantante. Forse in passato non ero prontodavvero, questa volta invece mi sono sentito preparato e ho deciso di fare sulserio”.

CHI HA SCELTO L’ARTWORK DI COPERTINA?
“Siamo stati noi a parlare con l’artista e a decidere qualielementi dovevano comparire nella cover. Ci sono stati sottoposti diversiartwork, e abbiamo scelto in base ai testi e all’atmosfera generale del disco.L’uovo rappresenta l’innocenza, e se guardi sul retro di copertina l’uovo èrotto. E’ un po’ la nostra situazione attuale: siamo in tour, in un momentofelice della nostra vita, ma c’è sempre da lavorare duro rimanendo concentratisull’obiettivo principale, senza lasciarsi spazzare via dalle innumerevoliinsidie che ci si presentano davanti tutti i giorni. Le parole scrittesull’uovo sono tratte da ‘Dropped from the Cherry Tree’”.

DOVE VEDI GLI STILL REMAINS TRA CINQUE ANNI?
“In cima al mondo! Lo spero almeno (ride, ndR). Non so dipreciso, di sicuro vorrei suonare dappertutto ed esibirmi di fronte a folleenormi. Non vedo l’ora di partire per il tour…”.
 
COSA PUOI CITARE TRA LE TUE INFLUENZE AL DI FUORIDELL’AMBITO MUSICALE?
“Adoro l’arte dark, e mi trovo ad essere ispirato da un’opera,anche di artisti sconosciuti, magari trovata per caso su internet, masoprattutto dai sentimenti che questa arte suscita in me. In generale qualsiasiesperienza nella vita reale può ispirare una canzone …”.

E IN CHE MISURA LA FEDE INFLUENZA LA TUA MUSICA?
“La Fedeè una parte importante della mia vita, e coscientemente ho deciso di scrivereanche canzoni dalle quali la mia fede può trasparire: non scelgo di certo diignorare questo lato per non fare un dispetto a qualcuno. Allo stesso momentonon è corretto considerarci una band di Christian Metal, perché la maggiorparte delle canzoni non trattano quel tema. Non ci presentiamo nemmeno come unaband cristiana perché la nostra prerogativa è differente, per essere ChristianMetal devi salire sul palco e agire in una determinata maniera. La nostra fedeè un argomento privato, che prendiamo molto seriamente e di cui discutiamoanche, ma sempre al di fuori del palco e dello studio di registrazione”.

PENSI CHE L’IMMAGINE SIA IMPORTANTE AL GIORNO D’OGGI PER UNGRUPPO?
“In una certa maniera l’aspetto rappresenta la musica che ilgruppo propone. A mio parere musica, artwork, testi ed estetica fanno partedell’unico pezzo d’arte che la band dona ai fan, per questo stiamo attentianche a come si appare in una photo session o in un video”.
 
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