STRAPPING YOUNG LAD – The antiproduct

Pubblicato il 26/07/2006 da


L’esempio matematico di ‘proporzione inversa’: al crescere della qualità di un prodotto corrisponde il calo di interesse e di entusiasmo da parte del creatore di tale manufatto. Esempio è “The New Black” il nuovo validissimo lavoro ad opera dei grandi Strapping Young Lad, da sempre rappresentati dal frontman Devin Townsend, personaggio enigmatico che anche in questa occasione non ha mancato di stupirci, con il suo fare arrogante e scazzato, che ha inficiato la buona riuscita dell’intervista. La ‘parola’ a Devin…



CIAO DEVIN. PARTIAMO SUBITO ANALIZZANDO LA PARTE ‘ESTERIORE’ DELL’ALBUM: IL TITOLO E L’ARTWORK. COSA RAPPRESENTANO?
“Rappresentano quello che vuoi. Non c’è alcun significato nella copertina, ognuno ci può vedere quello che crede. Il titolo è stato proposto da Gene Hoglan, e probabilmente lui ti saprà dire qualcosa di più. E’ solo un nuovo album…”.

DA UN PUNTO DI VISTA MUSICALE, “THE NEW BLACK” RAPPRESENTA L’UNIONE DEL TIPICO SOUND SYL CON LE SONORITA’ DEI TUOI LAVORI SOLISTI…
“E’ sicuramente più melodico e meno caotico degli album precedenti, ma alla fine credo proprio che si tratti di un album in perfetto stile Strapping Young Lad”.

IN PARTICOLARE “ANTIPRODUCT” SEMBRA UNA COSA DEL TIPO ‘STRAPING PLAYS INFINITY’ (INFINITY: UNO DEGLI ALBUM SOLISTI DI DEVIN, ndr). COME HAI RACCOLTO LE IDEE PER QUEL PEZZO?
“Non so come ho avuto l’ispirazione, semplicemente mi sono messo lì e le idee sono arrivate. Non so perchè è successo, ma so che è successo”.

AVEVI ANCHE PREVISTO FIN DALL’INIZIO L’USO DEI FIATI?
“Sì, fin dall’inizio avevo in mente di inserire dei fiati in ‘Antiproduct’. Si è trattato solo di capire come e quando inserirli”.

QUANTO LAVORO METTI NELLA COMPOSIZIONE DELLE MUSICHE E DEI TESTI? E QUALE DI QUESTI DUE ASPETTI TI STRESSA DI PIU’?
“Per quanto mi riguarda lo sforzo impiegato per queste due mansioni è praticamente identico, e posso dirti che è notevole. Arrivo sempre stremato alla fine del lavoro su un qualsiasi album”.

SEI SEMPRE STATO CONSIDERATO UN GENIO, SIA DALLA STAMPA CHE DAL PUBBLICO. COME TI SENTI OGGI AD ESSERE CONSIDERATO TALE?
“Non amo assolutamente essere visto come un genio. Non mi considero nè un genio nè un pazzo. Mi considero un musicista; e credo che la gente pensi un po’ troppo alla mia musica. Non sono un genio, sono solo un idiota!”.

GUARDANDO INDIETRO ALLA TUA VASTA DISCOGRAFIA, SIA SOLISTA CHE CON GLI STRAPPING YOUNG LAD, C’E’ UN ALBUM CHE CONSIDERI POCO VALIDO?
“Sicuramente ‘SYL’ e ‘Physicist’”.

E COME TI SENTIVI ALLORA, QUANDO DOVEVI INCENSARE UN LAVORO DEL QUALE NEANCHE TU ERI CONVINTO?
“Mi sentivo imbarazzato, perchè non avevo lavorato come si deve”.

QUALE CREDI CHE FOSSE LA CAUSA DI UNA TALE MANCANZA DI ISPIRAZIONE?
“Credo che la causa principale fosse l’aver voluto (e dovuto) comporre musica quando in realtà avevo bisogno di una pausa”.

E COSA MI DICI DEL TUO LAVORO COME PRODUTTORE? HO SENTITO CHE COLLABORERAI PER LA SECONDA VOLTA CON I SOILWORK…
“Mi piace molto produrre album, e sono felice di farlo. Al momento amo più produrre gli altri gruppi che registrare la mia musica”.

TORNANDO UN PO’ INDIETRO CON GLI ANNI, VORREI CHIEDERTI COSA RICORDI DEL PERIODO TRASCORSO ALLA CORTE DI STEVE VAI…
“Un sacco di caos, momenti poco piacevoli. Ma in generale ho imparato molto da lui, ed è stato una grande ispirazione su di me creativamente parlando. E’ stato un periodo difficile, ed ero troppo giovane. Così ho fatto cose stupide da ragazzino”.

A MIO AVVISO UNA DELE TUE PERFORMANCE MIGLIORI (AL DI FUORI DEI TUOI PROGETTI) E’ STATA LA PARTECIPAZIONE COME OSPITE SULL’ULTIMO ALBUM DEGLI AYREON “THE HUMAN EQUATION”. MI HA COLPITO IL FATTO CHE TU ABBIA FIN DALL’INIZIO ACCETTATO DI LAVORARE A PATTO CHE ARJEN TI LASCIASSE COMPLETA LIBERTA’ SULLE MELODIE ED ADDIRITTURA SUI TESTI…
“Arjen mi ha mandato il materiale, e per un sacco di tempo non l’avevo neanche considerato. Un giorno ho trovato per caso i nastri ed ho deciso di lavorarci, in modo naturale ed immediato. Ci ho messo poco, ma sono abbastanza soddisfatto del risultato”.

SONO RIMASTO PIACEVOLMENTE COLPITO DAL PROGETTO ‘EKO’, PRESENTE COME BONUS DISC SUL TUO ALBUM SOLISTA ‘ACCELERATED EVOLUTION’. HAI INTENZIONE DI CONTINUARE ANCHE SU QUELLA STRADA?
“Sì, in futuro sicuramente farò ancora qualcosa. Dopo il tour che durerà un paio di mesi mi prenderò una pausa, perchè sono veramente stufo della musica. Sono arrabbiato e stanco al momento, e voglio staccare per capire cosa voglio veramente fare in futuro”.

E’ MOLTO STRANO SENTIRE QUESTE PAROLE, SPECIALMENTE SE PENSIAMO AD UN LAVORO COME ‘SYNCHESTRA’ (L’ULTIMO SOLISTA DI DEVIN, ndr), DOVE SEMBRI DAVVERO INNAMORATO DELLA MUSICA COME UN RAGAZZINO AL PRIMO AMORE…
“Ho appena tenuto un’intervista dove il giornalista davvero non riusciva a capire come mai fossi così incazzato e stanco. Non sono un supereroe, ho fatto venticinque album negli ultimi venti anni. E la gente sembra non essere mai contenta. Una volta che un album è uscito, ne vogliono un altro al più preso. Io a quel punto dico: ‘Ma perchè non ascoltate qualcos’altro?’. E loro rispondono che non vogliono ascoltare altro. Ma io ho bisogno di una pausa, perchè sono un essere umano, sono un idiota. Sono diventato un musicista perchè amo l’arte, e una volta che il tutto è diventato un lavoro, gli obiettivi sono cambiati e a me non sta più bene. Ho 34 anni, ed ora voglio concentrarmi sulla mia famiglia, e fare qualcosa che non ha nulla a che vedere con la chitarra, perchè non voglio diventare uno schiavo”.

TEMPO FA AVEVI DICHIARATO CHE PREFERIVI PUBBLICARE TUTTO CIO’ CHE TI PASSAVA PER LA MENTE APPROFITTANDO DEL MOMENTO PROPIZIO, INVECE CHE ATTENDERE COL RISCHIO DI ESSERE DIMENTICATO. IMMAGINO CHE ORA TU SIA DELL’IDEA CONTRARIA…
“Ora preferirei che la gente mi dimenticasse. So che non succederà, ma per me sarebbe l’ideale. Ho prodotto così tanta arte in così poco tempo che mi ritengo soddisfatto. Ora non ho più nulla da dire, ho bisogno di una pausa. Ci sono venti album miei, godeteveli”.

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