THE DEFACED – Metal Karma!

Pubblicato il 16/04/2003 da

Se con il debut album “Domination Commence” il five-piece svedese si era rivelato come una promettente band thrash, con il nuovissimo “Karma In Black” i The Defaced, autori di una sferzata stilistica che credo sorprenderà chiunque positivamente, fanno capire di non volerne proprio sapere di risultare prevedibili preparandosi a diventare uno dei gruppi più interessanti dell’attuale scena svedese e non solo! Abbiamo sondato lo stato d’animo di un loquace Mattias Svensson alla vigilia della pubblicazione di uno dei probabili migliori album del 2003…

SIETE SODDISFATTI DEI RISULTATI OTTENUTI DAL VOSTRO DEBUT ALBUM?
“‘Domination Commence’ ha ricevuto un sacco di ottime recensioni nelle quali la critica ha esaltato il nostro sound definendolo un bell’incrocio tra Alice In Chains, Machine Head e Testament. D’altra parte però ci sono stati giornalisti che invece ci hanno criticato proprio per lo stesso motivo, ovvero che, a detta loro, non era possibile mischiare gli Alice In Chains coi Machine Head. Noi comunque non ci siamo mai preoccupati di come fosse il nostro sound e a chi somigliassimo, abbiamo semplicemente scritto brani che ci piacessero. Abbiamo sempre pensato: ‘Se la nostra musica piace tanto meglio, altrimenti chi se ne frega!’. In altre occasioni ci hanno poi definito una semplice thrash metal band quando invece non è esattamente così, e ‘Karma In Black’ è qui a dimostrarlo. Comunque le critiche sono state generalmente molto buone e la nostra reputazione è cresciuta molto tra i fan”.

QUALI PENSI CHE SIANO LE PRINCIPALI DIFFERENZE TRA IL DEBUT E IL NUOVO ALBUM? IO HO TROVATO “KARMA IN BLACK” UN LAVORO MOLTO PIU’ MATURO, ORIGINALE, DINAMICO E MELODICO DEL SUO PREDECESSORE…
“Prima di tutto, grazie per i complimenti, sono contento che i The Defaced ti piacciano! Io penso che abbiamo preso gli elementi che più ci piacevano del debut album e abbiamo poi costruito i nuovi brani concentrandoci su di essi. Non abbiamo programmato molto, abbiamo solo lasciato che ciò accadesse. Siamo sempre molto spontanei in fase di songwriting, se sentiamo che quello che stiamo suonando ci esalta allora puoi star certo che il materiale è buono. Le persone che sinora hanno ascoltato il disco sono rimaste piacevolmente sorprese dalla nostra evoluzione. Pensiamo di aver raggiunto un nostro stile con le nuove canzoni, uno stile in cui progredire e migliorare sempre di più”.   

DA DOVE AVETE TRATTO L’ISPIRAZIONE PER SCRIVERE “KARMA IN BLACK”?
“Dovunque, credo! Può arrivare da una melodia che stai canticchiando mentre torni a casa in una piovosa serata d’autunno, dai fan, da una bella sbronza e così via. Al momento la maggior parte della mia ispirazione non arriva dalla musica, la traggo da altre cose. Non so dirti invece per Klas (Ideberg, chitarrista, nda), ma credo che lui faccia più o meno come me”.

PUOI RACCONTARMI COME SI SONO SVOLTE LE REGISTRAZIONI?
“Questa volta volevamo ottenere ad ogni costo un suono che fosse massiccio, ruvido e vivo. Abbiamo registrato il disco in due studi differenti: la batteria nei Queenstreet Recording e il resto nei Darkane Studio. Volevamo ottenere un suono di batteria che fosse molto naturale e vivo così siamo andati nella sala della batteria dei Queenstreet, che è ottima, e non abbiamo usato trigger o cose del genere. Nei Queenstreet ci siamo occupati anche del mixaggio e il lavoro è andato avanti per otto giorni. L’intero processo è durato due mesi, mesi in cui abbiamo lavorato duramente  in cui siamo riusciti anche a divertirci grazie anche ad un buon numero di birre e di pizze. Ogni cosa è andata come previsto e siamo riusciti anche a rispettare la tabella di marcia e a non sforare! L’unica cosa che davvero ci ha fatto temere il peggio è successa quando un giorno ci siamo accorti che la stanza adiacente agli studi si era completamente allagata a causa di un temporale. Eravamo terrorizzati visto che l’acqua avrebbe potuto facilmente danneggiare l’equipaggiamento ma per fortuna ciò non è accaduto. L’album comunque è stato prodotto da me e Klas e siamo molto contenti di quello che siamo riusciti a fare, avevamo un sacco di idee sin dai tempi delle registrazioni del debut e per fortuna questa volta siamo riusciti a raggiungere quasi tutti i nostri obiettivi”.  

“KARMA IN BLACK” E’ UN CONCEPT ALBUM? DI COSA PARLANO I TESTI QUESTA VOLTA?
“Io ed Henry (Ranta, batterista, nda) abbiamo discusso di questo non molto tempo fa. Abbiamo pensato che il titolo del disco riassumesse abbastanza bene gli argomenti trattati nei testi. Non è stata una scelta premeditata, quella di scrivere un concept, ma ci siamo resi conto che tutti i testi avevano un tema comune. Sia io che Henry scriviamo testi diretti ed onesti, che parlano di brutte esperienze che abbiamo vissuto, magari la gente leggendole si può anche identificare in esse. Sarebbe una bella cosa per noi, anche se le interpretazioni fossero poi lontane dal significato originale”.

MI E’ PIACIUTA MOLTO LA COPERTINA DEL CD…
“L’ha disegnata Travis Smith, un grandissimo artista. Abbiamo lavorato insieme per concepire l’idea di base e lui poi ha sviluppato il tutto. L’immagine è strettamente legata al titolo in quanto rappresenta la ruota della vita buddista. Otto sentieri per raggiungere Nirvana… ‘Karma In Black’ perché i raggi sono rappresentati come dei coltelli”. 

VENIAMO ALL’ARGOMENTO TOUR…
“Ovviamente stiamo morendo dalla voglia di suonare e speriamo di riuscire a prendere parte ad un bel tour. E’ tutto nelle mani dei promoter ma spero che il disco apra per noi tutte queste porte. Ultimamente si è discusso molto di un tour che dovrebbe partire ad agosto. Ci sono ancora un po’ di cose da sistemare, quindi non posso sbilanciarmi. Posso però dirti che se tutto andrà per il meglio un ottimo bill girerà per l’Europa”.

DIMMI PERCHE’ UN RAGAZZO DOVREBBE COMPRARE IL VOSTRO ALBUM!
“Il nostro disco spicca tra la massa degli album metal. Se vi piace il metal melodico, groovy e pesante, suonato con un approccio moderno, non vi deluderà!”.

AVETE GIA’ QUALCOSA DI PRONTO PER IL PROSSIMO DISCO? COME PENSI CHE VI EVOLVERETE?
“Penso che continueremo a percorrere il sentiero tracciato con ‘Karma In Black’, e che questa sia per noi la cosa più naturale da fare. Cercheremo di progredire ulteriormente però, non realizzeremo di certo un album uguale a questo. Abbiamo già molte nuove idee e dei nuovi obiettivi da raggiungere!”.

COSA DOBBIAMO QUINDI ASPETTARCI DAI THE DEFACED NEL PROSSIMO FUTURO?
“Di tutto!!! Al momento l’impegno più immediato è la nostra partecipazione all”A Day At The Border Festival’ in Italia, all’inizio di giugno. Credo che tu sappia già tutto a riguardo, quindi non mi dilungo. Inoltre stiamo lavorando a quel tour che ti dicevo… tutto promette bene, senza dubbio!”.

PER CONCLUDERE…
“Se non conoscete i The Defaced e la nostra musica ascoltate ‘Karma In Black’, si tratta di di un disco di diretto, massiccio, incazzato metal svedese, un ottimo mix di vecchia e nuova roba, non rimarrete delusi! Ci vediamo all”A Day At The Border”, radiamo al suolo quel posto… grazie moltissimo per l’intervista!”.

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