THE DILLINGER ESCAPE PLAN – Provate a prenderci!

Pubblicato il 28/08/2004 da

Amati da sempre più ampie fette di pubblico e indicati da più parti come un esempio di continua evoluzione, i The Dillinger Escape Plan confermano anche con il nuovo “Miss Machine” di essere una delle migliori formazioni uscite dagli Stati Uniti nell’ultimo decennio (e probabilmente anche oltre). Per saperne di più sul loro mondo, Metalitalia.com si è messa in contatto telefonicamente con il frontman Greg Puciato nel corso del tour americano della band, dando vita alla chiacchierata che potete leggere qui di seguito…


CIAO GREG, TRA LA PUBBLICAZIONE DI “IRONY IS A DEAD SCENE” E DEL NUOVO FULL LENGTH SONO PASSATI DUE ANNI. PERCHE’ CI AVETE MESSO COSI’ TANTO PER DARE ALLA LUCE “MISS MACHINE”?
“Be’, per prima cosa perché volevamo realizzare un album veramente competitivo. Poi non bisogna dimenticarsi che nel 2002 il cantante Dimitri Minakakis ha lasciato la band e ci è voluto un po’ di tempo per trovare il sostituto… ovvero il sottoscritto!”.

PERCHE’ DIMITRI HA LASCIATO LA BAND?
“Dimitri non era più interessato a far parte dei The Dillinger Escape Plan… gli pesava andare in tour e non aveva più voglia di trascorrere delle ore in sala prove. Ha una famiglia e voleva trascorrere una vita più canonica, con un lavoro fisso e cose del genere”.

SIETE ANCORA IN CONTATTO CON LUI?
“Certamente! Potrà sembrarti strano ma io e lui siamo anche diventati buoni amici! E’ davvero un caro ragazzo… viene spesso ai nostri show e si interessa sempre alle attività della band. Pensa che mi ha pure invitato al suo matrimonio!”.

COME TI TROVI AD INTERPRETARE I SUOI PEZZI E QUELLI CANTATI DA MIKE PATTON?
“Direi che non ho alcun tipo di problema, mi trovo perfettamente a mio agio nell’interpretare quelle song. Infatti anche gli altri ragazzi se ne sono accorti e abbiamo deciso di non cambiare una virgola: dal vivo puoi sentirle così come sono su cd!”.

OK, VENIAMO ORA AL NUOVO ALBUM. TROVO CHE CI SIANO DELLE DIFFERENZE PIUTTOSTO IMPORTANTI TRA “CALCULATING INFINITY” E “MISS MACHINE”…
“Proprio così. ‘Miss Machine’ è assai diverso da ‘Calculating Infinity’ ma non si deve pensare che questo sia per forza dovuto all’ingresso in line up del sottoscritto o di Liam, il nostro nuovo bassista. I principali compositori sono rimasti Ben e Chris! In questi anni il loro approccio alla musica credo sia cambiato notevolmente… ora compongono in modo più istintivo, inglobando nelle song tutto ciò che gli viene in mente. Non a caso i pezzi di ‘Miss Machine’ sono molto variegati: c’è tecnica e violenza ma anche tanta melodia, arrangiamenti strani, elettronica…”.

ECCO, PARLIAMO DELL’ELETTRONICA! PER VOI E’ UNA COSA ABBASTANZA NUOVA, CHI VI HA INFLUENZATO?
“Credo che gli inserti elettronici che puoi udire nel disco siano frutto del ripetuto ascolto degli album di Aphex Twin e Nine Inch Nails… apprezziamo moltissimo quel materiale. Devo dirti che tutto questo ha sorpreso anche noi: non pensavamo di riuscire ad inserire così bene quelle sonorità nella nostra musica. Poi pare che l’esperimento stia piacendo e la cosa ci rende doppiamente felici”.

L’ESSERE CONSIDERATI LA BIG THING DELLA SCENA POST-CORE, CON TUTTO CIO’ CHE QUESTO IMPLICA, VI HA CREATO DELLE PRESSIONI IN SEDE DI SONGWRITING?
“Be’, eravamo consci che i media e i fan, tra l’altro sempre più numerosi, ci avrebbero aspettato al varco dopo il successo di ‘Calculating Infinity’ e di ‘Irony…’. Io in primis ero molto teso perché avrei dovuto far dimenticare due ottimi cantanti. Sai, mi ritengo una persona molto creativa, che ha sempre tante idee in testa, ma quando ho iniziato a lavorare sui nuovi pezzi mi chiedevo sempre se quello che stavo preparando sarebbe stato all’altezza. Non ero molto rilassato ma per fortuna gli altri ragazzi del gruppo non avevano alcun tipo di problema ed erano molto fiduciosi. Alla fine ho seguito il mio istinto e con il supporto della band tutto è filato liscio!”.

QUALI PENSI CHE SIANO I BRANI MEGLIO RIUSCITI DI “MISS MACHINE”?
“Be’, è sempre difficile rispondere a domande come questa, io ti direi che impazzisco per tutto il disco e che non trovo proprio nulla fuori posto! Mi piace ‘Highway Robbery’ per il suo ritornello ma anche ‘Panasonic Youth’ per la sua aggressività… c’è qualcosa che trovo fantastico in ogni pezzo”.

CHE COSA VI HA LASCIATO LA COLLABORAZIONE CON MIKE PATTON?
“Mike è un vero professionista, un uomo di grande esperienza. Credo che abbia aiutato molto la band a crescere, fornendo sempre consigli e suggerimenti azzeccatissimi. Lui sa come muoversi in questo ambiente meglio di chiunque altro, sa come gestire i rapporti con le label, come promuovere al meglio il suo gruppo, etc. E’ stata una gran fortuna avere a che fare con lui”.

MI SPIEGHI LA COPERTINA DI “MISS MACHINE”?
“Questa volta volevamo avere una copertina particolare, con colori diversi da quelli che solitamente si trovano sulle cover dei dischi metal o hardcore. Tutto l’artwork è stato realizzato da un nostro amico, comprese le pagine interne del booklet. E’ qualcosa di veramente malato… sembra un testo di biologia curato da un pervertito!”.

SIETE SEMPRE STATI UNA BAND PERSONALE, CON UN SOUND RICONOSCIBILISSIMO. QUAL E’ LA TUA OPINIONE RIGUARDO L’ATTUALE SCENA METALCORE? SEMBRA CHE TUTTE LE BAND AMERICANE SI SIANO MESSE A SUONARE COME QUELLE SVEDESI!
“Hai detto tutto tu, amico. Io odio quella roba, sembra che qui negli USA si siano tutti rimbecilliti! Ci sono ormai centinaia di band che copiamo il sound svedese, tutti suonano la stessa identica cosa senza un minimo di personalità… tutti con lo schema ‘strofa – chorus – strofa – chrus – stacco cadenzato’! E’ davvero triste, la scena metalcore odierna sembra quella nu metal di tre anni fa: vuota e solo interessata ai soldi”.

I KID AMERICANI PERO’ SEMBRANO DAVVERO MOLTO INTERESSATI AD ESSA!
“Sì, ma l’America è piena di bambini deficienti! Prima c’erano i Linkin Park, ora ci sono gli Atreyu… e domani chissà! Non sanno neanche che cos’è ciò che stanno ascoltando, vedono il video su MTV che magari a livello di immagini è una figata e corrono a comprare il disco. Fra un paio d’anni gireremo anche noi un video con un budget milionario e questi ragazzi venderanno il disco degli Atreyu per comprare il nostro cd (ride, nda)!”.

MA VOI VI SENTITE PIU’ VICINI ALLA SCENA METAL O A QUELLA HARDCORE? CHI E’ IL FAN MEDIO DEI THE DILLINGER ESCAPE PLAN?
“Noi ci troviamo a nostro agio in entrambe le scene e i fan dell’hardcore e del metal ci rispettano allo stesso modo. Devo dire però che negli USA i ragazzi che vengono a vederci sono più di stampo hardcore di quelli europei… oserei dire che la maggior parte dei nostri fan sono hardcore kids. Noi comunque non abbiamo alcun tipo di problema col metal, anzi! Proprio in questi giorni stiamo ascoltando spesso il nuovo Necrophagist e i classici degli Slayer”.

QUALI SONO I VOSTRI PIANI PER IL FUTURO?
“Un tour estesissimo negli Stati Uniti, un altro in Europa, la quale si sta rivelando un ottimo mercato per noi, e probabilmente un dvd. Poi ci metteremo al lavoro su un nuovo album, non vogliamo far passare troppo tempo”.

OK, TI RINGRAZIO GREG, VUOI AGGIUNGERE QUALCOSA?
“Grazie per l’intervista. E grazie ai fan italiani per il calore dimostrato nei nostri recenti show. Aspettatevi un dvd su Relapse in tempi brevi. Ciao!”.

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