THE DOOMSAYER – Here Comes The Doom

Pubblicato il 24/04/2012 da

La notizia del pensionamento anticipato degli Stigma, proprio quando iniziavano a raccogliere i frutti di una decennale semina nel circuito underground, ha colto un po’ tutti di sorpresa, generando una serie di congetture degne di una puntata di “Voyager”. Abbiamo quindi colto l’occasione di fare due chiacchere con il singer Vlad circa passato, presente e futuro della band, in una sorta di ‘Death Match’ Stigma VS The Doomsayer…

COME MAI, DOPO TANTI ANNI DI SEMINA NEL SOTTOBOSCO UNDERGROUND, AVETE DECISO DI SCIGLIERE GLI STIGMA PROPRIO QUANDO ERAVATE NELLA FASE DI RACCOLTA, GRAZIE A DUE FULL-LENGTH E UN EP BEN ACCOLTI DA PUBBLICO E CRITICA?
“Le ragioni sono molteplici: dopo l’uscita del nostro ultimo EP e la conclusione del contratto che ci legava alla nostra etichetta Pivotal Rockordings abbiamo iniziato a parlare con altre case discografiche, e proprio da due label americane era emerso che il nome Stigma era stato registrato negli States, cosa che ci avrebbe, di fatto, negato la possibilità di esibirci in America con quel monicker, in più avevamo voglia di cambiare e per farlo sentivamo il bisogno di chiudere un capitolo e aprirne uno nuovo che potesse sin da subito partire con la determinazione e il bagaglio di esperienze maturate in dieci anni di Stigma”.

QUALI SONO, DAL PUNTO DI VISTA MUSICALE, LE PRINCIPALI DIFFERENZE TRA GLI STIGMA E I THE DOOMSAYER? E QUALI I GRUPPI CHE HANNO MAGGIORMENTE INFLUENZATO IL NUOVO CORSO DELLA BAND?
“Il sound della nuova band si allontana dalla matrice metal del nostro progetto precedente: c’è più melodia, i brani sono più diretti e snelli sia dal punto di vista strutturale che tecnico, le atmosfere hanno acquisito un ruolo importante all’interno delle nostre composizioni, anche se ora come non mai abbiamo composto pensando al suonare dal vivo e al condividere con il nostro pubblico qualcosa che ci rappresenti a pieno. A livello d’influenze, ce ne sono svariate, quasi esclusivamente provenienti dalla scena hardcore e post hardcore. Non voglio far nomi, non vedo l’ora che questa musica sia disponibile per tutti, e che ognuno possa farsi la propria idea”.

DA UN PUNTO DI VISTA DELLE LIRICHE LE TEMATICHE HORROR DEGLI STIGMA SOPRAVVIVERANNO ANCHE IN QUESTO NUOVO PROGETTO? E I NOMI DI BATTAGLIA, COME IL TUO “VLAD”, RESTERANNO ANCHE NELLA NUOVA INCARNAZIONE?
“No, The Doomsayer affronta tematiche differenti, a mio modo di vedere molto più vere e attuali: esperienze che ho attraversato nell’ultimo anno della mia vita, la mia visione in merito a temi attuali e alla voglia che noi, come tutti i nostri coetanei, abbiamo di voler dimostrare chi siamo e quanto valiamo. Il mio soprannome in realtà non è mai stato legato alla scelta delle tematiche del progetto Stigma, mi chiamano così da una vita e sinceramente stento a ricordarmi il motivo (risate, ndA)”.

QUANDO AVETE INIZIATO A COMPORRE IL NUOVO MATERIALE AVEVATE GIA’ PREVISTO IL CAMBIO DI ROTTA OPPURE AVETE INIZIATO A LAVORARE PER IL NUOVO ALBUM DEGLI STIGMA SALVO POI RENDERVI CONTO CHE LA DIREZIONE MUSICALE RICHIEDEVA UNA “RIFONDAZIONE” DELLA BAND?
“La voglia di cambiare ha iniziato a farsi evidente già dal periodo immediatamente successivo alle composizioni dell’EP ‘Undertaker’, le prime idee composte da Andrea suonavano diverse e tutti ci siamo subito voluti immergere nel nuovo sound, al punto che di fatto abbiamo limitato al massimo le uscite dal vivo con Stigma proprio perché stavamo già lavorando a pieni regimi su The Doomsayer. Non ti nascondo che l’attesa di poter finalmente annunciare la nuova band è stata davvero snervante, siamo sempre stati una band che lavora tanto e restare nell’ombra per quasi un anno è una cosa che spero di non dover più ripetere!”.

ANDARE AVANTI CON GLI STIGMA PUR OPERANDO UNA SVOLTA STILISTICA SAREBBE STATO DA UN LATO PIU’ FACILE IN VIRTU’ DELLA “NOTORIETA'” DI CUI PARLAVAMO PRIMA, MA ANCHE MENO ONESTO NEI CONFRONTI DEI VECCHI FAN DEGLI STIGMA…LA SCELTA DI CAMBIARE MONICKER E’ STATA CONDIVISA SUBITO DA TUTTI ALL’INTERNO DELLA BAND OPPURE VI SIETE TROVATI A DISCUTERE PRIMA DI ARRIVARE A QUESTA DECISIONE?
“Si, per tutti i motivi che ti ho elencato in precedenza abbiamo subito deciso per il cambio di nome. Volevamo chiudere un progetto che ci ha dato tante soddisfazioni e a cui resteremo comunque molto affezionati per iniziare un qualcosa di nuovo, volevamo trovare gli stimoli necessari a dare il massimo in ogni fase della creazione della band, dalla composizione alla cura di tutto il resto, e il doverlo fare partendo da zero ci ha dato la spinta in più che stavamo cercando. Infine, proprio come hai detto tu, ci sembrava la cosa più corretta anche nei confronti di chi ha sempre supportato Stigma e il sound estremo che ci ha contraddistinto in tanti anni. Ad oggi molti fans hanno dimostrato di voler dare una chance a The Doomsayer, e questa per noi è una grande gioia, sento che non tradiremo le aspettative!”.

COSA VI SENTITE DI RISPONDERE A CHI VI ACCUSA DI CAMBIARE NOME (E GENERE) SOLO PER SEGUIRE LE “MODE” DEL MOMENTO?
“Ho notato che il solito calderone di accuse e commenti al vetriolo che ha sempre seguito il nostro vecchio progetto è stato rapidamente spostato su The Doomsayer! Anche se ovviamente tutto questo è sempre e solo accaduto esclusivamente nel nostro paese, mi sento di tranquillizzare tutti dicendo che il sound di The Doomsayer non è né sludge, né una copia dei The Secret, band che stimiamo e supportiamo dai tempi del primo disco su Goodfellow, né un qualcosa d’imposto da labels o da managements conquistati grazie alla nostra leggendaria quanto ridicola quantità smisurata di averi. Siamo quattro musicisti che avevamo voglia di suonare la musica che ci piace rimettendoci alla prova, non penso ci sia niente di criticabile in questo”.

DA DOVE NASCE IL MONICKER “THE DOOMSAYER”? HA QUALCOSA A CHE FARE CON L’OMONIMA CANZONE DEGLI HATEBREED?
“La scelta è stata decisamente impegnativa, volevamo un nome che suonasse in un certo modo, che avesse un significato importante e che fosse subito memorizzabile. No, nessun richiamo agli Hatebreed o al brano dei Darkest Hour, però c’è un significato nascosto, infatti è un tributo ad una persona che ha aiutato tanto Stigma negli ultimi anni del progetto”.

COSA CI POTETE ANTICIPARE SUL NUOVO DISCO? TITOLO, COPERTINA, DATA DI USCITA, VIDEO…
“Entreremo in studio il 2 Aprile presso i Ridgeway Studios di Wantage, nell’Oxfordshire, e registreremo 7 brani insieme ad Antony Smith, già produttore di Bury Tomorrow e The Haarp Machine. Siamo già al lavoro sull’artwork insieme a By Dean, un grafico inglese che ha lavorato per Heights, Frank Carter, Josh Beech e altri. Gireremo un video entro l’estate, nel frattempo capiremo per chi e quando uscirà questo EP”.

E COSA BOLLE INVECE IN PENTOLA SUL FRONTE LIVE? AVETE GIA’ DELLE DATE IN CALENDARIO?
“Stiamo iniziando a discuterne in questi giorni, faremo sicuramente alcune date in Italia per poi tornare quanto prima ad esibirci al di fuori dei nostri confini”.

QUAL E’ IL PUNTO PIU’ ALTO CHE AVETE RAGGIUNTO NELLA VOSTRA CARRIERA CON GLI STIGMA…
“Personalmente l’aver suonato con quasi tutte le bands che per me sono state determinanti nell’avvicinarmi alla musica alternativa. Anche il fatto di aver suonato in quasi tutta Europa, inclusi festivals leggendari come Wacken e Ieperfest è stato sicuramente un highlight, ma se dovessi scegliere una singola esperienza, allora ti direi l’aver cantato con Brandan Schieppati su di un mio brano, nel nostro ultimo EP”.

…E QUALE INVECE LO SFIZIO CHE NON VI SIETE ANCORA TOLTI MA CHE PUNTATE A RAGGIUNGERE CON I THE DOOMSAYER?
“Ci piacerebbe tantissimo andare a suonare negli USA e in un tour intero in Europa in compagnia di una band di prima fascia. Questi mesi lontani dai palchi ci hanno fatto capire che noi abbiamo bisogno di fare musica, di suonare dal vivo, di conoscere nuova gente ogni giorno in un posto diverso, e il fatto di poterlo continuare a fare è per tutti già una grande soddisfazione”.

CON GLI STIGMA AVETE GIA’ APERTO PER NOMI IMPORTANTI DELLA SCENA METALCORE E NON SOLO…POTENDO SCEGLIERE, CHI SAREBBE IL PADRINO IDEALE PER IL BATTESIMO DEI THE DOOMSAYER?
“Fossero ancora attivi ti direi gli Alexisonfire, se no anche Architects, Boysetsfire o i riuniti Refused calzerebbero a pennello”.

BENE RAGAZZI, PER OGGI E’ TUTTO: A VOI LE ULTIME BATTUTE PER I SALUTI…
“Grazie a voi per la possibilità che ci avete dato di poter presentare The Doomsayer ai vostri lettori, e grazie anche per il supporto dato in passato al nostro vecchio progetto! Non vediamo l’ora di tornare on the road a promuovere la nostra nuova musica, tenete d’occhio www.wearethedoomsayer.com per tutti gli aggiornamenti”.

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