THE FORSAKEN – Intervista a Patrick Persson

Pubblicato il 18/07/2002 da

Gli svedesi The Forsaken sono ultimamente balzati agli onori della cronaca grazie al loro secondo album “Arts Of Desolation”, death metal platter che fonde sapientemente melodia e brutalità cara ai seminali Morbid Angel, band che sembra essere il vero nume ispiratore dei nostri. Poco dopo aver pubblicato la succitata ‘mazzata’, questi quattro ragazzi sono partiti in tour in compagnia dei leggendari Grave e ora sono già al lavoro sul successore del loro fortunato ultimo album. Ce la faranno i nostri a compiere il definitivo salto di qualità? Io mi auguro vivamente di si! Intanto sentiamo cosa ha da dire il buon Patrick, chitarrista e bassista “improvvisato” della band!
SIETE SODDISFATTI DI COME E’ RIUSCITO IL VOSTRO NUOVO ALBUM “ARTS OF DESOLATION”?
“Sì, assolutamente! Per quanto mi riguarda si tratta di un grosso passo in avanti rispetto al nostro debutto ‘Manifest Of Hate’. Il songwriting è maturato ulteriormente e anche la produzione si è assestata su livelli eccellenti. Inoltre questa volta abbiamo bevuto molto di più in studio, e questa è sempre una buona cosa!”.

QUAL’E’ STATA LA REAZIONE DELLA STAMPA E DEI FANS AL VOSTRO DEBUT ALBUM? SIETE ANCORA SODDISFATTI DI ESSO?
“Le reazioni sono state quasi tutte positive. Credo che circa il 95% delle recensioni che ho letto fosse lusinghiero nei nostri confronti. Siamo riusciti a crearci una certa fama e ne sono molto contento. Credo che ‘Manifest Of Hate’ sia un gran disco, sono tutt’ora fiero di averlo composto, tanto quanto la prima volta che ascoltai il master definitivo. Ovviamente ci sono alcune piccole cose che vorrei cambiare ma credo che sia una cosa comune a tutti i musicisti”.

TUTTORA NON AVETE UN BASSISTA FISSO, VUOI SPIEGARCI LE RAGIONI DELLA DIPARTITA DI MICHAEL HAKANSSON?
“Michael ha lasciato la band a causa dei suoi impegni con gli Evergrey. Lui si è unito a loro poco prima di unirsi ai The Forsaken, ancora quando noi eravamo privi di un contratto. All’inizio le cose andavano benissimo ma, una volta entrati in contatto con la Century Media, le cose si sono fatte molto più impegnative e lui ha iniziato a mostrare i primi segni di cedimento. Per prima cosa non partecipò al nostro primo tour europeo perché impegnato negli USA con gli Evergrey, poi, mentre ci accingevamo ad entrare in studio per incidere il nuovo album ci comunicò che non avrebbe potuto partecipare alle registrazioni perché doveva di nuovo partire con loro. A questo punto gli chiedemmo di fare una scelta: o noi o loro; e lui, purtroppo per noi, ha scelto gli Evergrey. Ci siamo comunque lasciati in modo amichevole, rispettiamo la sua scelta e siamo tuttora amici. Al momento stiamo collaborando con un ragazzo chiamato Stefan Berg, ci ha accompagnato nel tour con i Grave e le cose sono andate abbastanza bene. Forse alcune volte esagera un po’ con l’alcool, ma tutto sommato credo sia una cosa che possiamo tollerare”.

COME SONO ANDATE LE REGISTRAZIONI DI “ARTS OF DESOLATION”?
“Questa volta, prima di entrare in studio, eravamo molto più preparati e rilassati rispetto alla prima volta. L’esperienza acquisita durante le session di ‘Manifest Of Hate’ si è rivelata determinante, abbiamo imparato molto dagli errori commessi in passato. E’ stato quasi come una vacanza, ci siamo divertiti molto sia con Tommy (Tagtgren, fratello di Peter e produttore della band, nda) che con i ragazzi dei Susperia, band che in quei giorni stava registrando il proprio secondo album con Peter. La batteria è stata registrata in un paio di giorni, e lo stesso è stato per le chitarre. Abbiamo avuto un po’ di problemi con le parti di basso: non avendo un bassista me ne sono dovuto occupare io e non avevo proprio idea da dove cominciare! Anche le linee vocali hanno richiesto più tempo del previsto, soprattutto perchè parte dei testi non era stata ancora scritta al nostro arrivo agli Abyss Studios”.

QUALI PENSI CHE SIANO LE PRINCIPALI DIFFERENZE TRA LE COMPOSIZIONI DEL DEBUT ALBUM E QUELLE NUOVE?
“Senza dubbio i nuovi brani sono molto più vari rispetto a quelli di ‘Manifest Of Hate’. Il feeling varia molto di brano in brano: alcuni sono puramente death metal, altri più thrash. Questo perché non abbiamo avuto il tempo di arrangiare i brani allo stesso modo, abbiamo avuto solo un anno per assemblare le nostre idee. Tieni conto che per il debut ci avevamo messo due anni e mezzo!”.

SECONDO ME “ARTS OF DESOLATION” E’ PIU’ HEAVY E, ALLO STESSO TEMPO, PIU’ MELODICO DEL DEBUT, SEI D’ACCORDO?
“No, non molto, ad esser sincero. Forse ti riferisci agli assoli i quali, effettivamente, sono più melodici che in passato, ma credo che ‘Arts Of Desolation’ sia un album estremamente oscuro e più focalizzato sull’aggressività e sull’impatto rispetto al debut. Questo è forse dovuto al fatto che in molte recensioni siamo stati avvicinati agli At The Gates: la cosa ci ha aveva un po’ stancato e così abbiamo deciso di puntare tutto sulla pesantezza trascurando un po’ la componenente melodica del sound”.

SONO INCURIOSITO DA ALCUNI DEI VOSTRI TITOLI, POSSO SAPERE DI COSA PARLANO I TESTI QUESTA VOLTA?
“Come ti ho detto prima la maggior parte dei testi non era stata ancora scritta quando siamo entrati in studio. I testi sono stati scritti da Anders (cantante, nda) e dal nostro batterista Nicke, e devo confessarti che la cosa li ha stressati parecchio questa volta. I testi di Anders sono soliti parlare della religione e dei suoi aspetti negativi, mentre quelli di Nicke trattano argomenti di fantascienza o cose tipo la genetica e la manipolazione del DNA. Purtroppo, non essendone l’autore, non posso dilungarmi più di tanto”.

COME STANNO ANDANDO LE COSE CON LA CENTURY MEDIA?
“Siamo molto felici di come ci stanno trattando, ci stanno promuovendo molto bene e non possiamo proprio lamentarci. Inizialmente eravamo preoccupati di venir trascurati in favore di qualche band più famosa, ma i ragazzi dello staff hanno dimostrato di tenerci in gran considerazione”.

SO CHE RECENTEMENTE AVETE SUPPORTATO I GRAVE NEL LORO TOUR EUROPEO CHE, PURTROPPO, NON HA TOCCATO L’ITALIA. COSA PUOI RACCONTARMI DI QUESTA ESPERIENZA?
“Il tour è andato discretamente, ma abbiamo avuto molti problemi. Con i ragazzi dei Grave e dei Disinter abbiamo legato molto ma, come ti ho detto, ci sono stati dei grossi inconvenienti che hanno minato la buona riuscita del tour. Purtroppo tutta l’operazione è stata poco pubblicizzata e in certi posti c’era davvero poca gente a vederci. Inoltre abbiamo avuto dei problemi col tour bus: ad un certo punto siamo stati costretti a cambiarlo a causa di alcuni problemi al motore e ciò ci ha costretti a cancellare una data in Belgio. Inoltre l’aria condizionata all’interno del bus non voleva saperne di funzionare e, come se tutto questo non bastasse, dopo pochi giorni anche la toilet ha smesso di fare il suo dovere! Comunque abbiamo passato anche dei gran bei momenti che, penso,ricorderemo per tutta la vita”.

VISTO CHE IL TOUR CON I GRAVE E’ IN PARTE AVVENUTO QUANDO L’ALBUM NON ERA ANCORA NEI NEGOZI MI VIENE DA CHIEDERTI SE NE AVETE IN PROGRAMMA UN ALTRO…
“Non c’è ancora nulla di confermato ma ci sono buone chance di vederci impegnati in un altro tour prima della fine dell’anno. Quest’anno abbiamo suonato al ‘Fuck The Commerce’ festival, ed è stata una bella esperienza. Peccato che durante il nostro show il tempo sia stato davvero impietoso: pioveva a dirotto! Poi purtroppo siamo stati costretti a cancellare la nostra esibizione allo ‘Smash Fest’ in Polonia a causa di alcuni intoppi burocratici, e la cosa ci ha fatto arrabbiare parecchio”.

COSA PENSI DI INTERNET E DELLA DIFFUSIONE DEGLI MP3?
“Penso che sia una grande cosa! Posso leggere una recensione di un album su qualche webzine e un minuto dopo scaricare un paio di brani di quel disco per farmi un’idea! Se poi i brani mi piaceranno comprerò il disco, altrimenti mi sarò fatto comunque un’idea della band. Purtroppo certe persone invece di far questo scaricano interi album e si accontentano di quelle copie; disapprovo totalmente tale comportamento, lo considero alla stregua del furto. Sono però convinto che i VERI metalfan non si accontentino di una copia e vogliano avere una bella copertina e i testi. Tornando al discorso iniziale, penso che internet e gli mp3 siano una gran cosa per tutte le giovani band senza contratto: possono far conoscere la loro musica a molte persone senza doversi affidare alle poste e spendere un patrimonio in francobolli”.

COSA ASCOLTI ULTIMAMENTE?
“Dipende dai giorni, ultimamente sto ascoltando molto Paradise Lost e Theatre Of Tragedy… sarà che sono ancora depresso per la mancata partecipazione allo ‘Smash Fest’!”.

PROGETTI PER IL FUTURO?
“Probabilmente un nuovo tour. Poi ci concentreremo sul songwriting per il nostro terzo album che verrà registrato nel marzo del 2003. Non so dirti altro, per il momento. Grazie mille per l’intervista!”.

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