THE GREAT DECEIVER – Gioventù Bruciata

Pubblicato il 30/10/2007 da
 
Dopo alcuni tentativi andati a vuoto negli anni scorsi, finalmente Tomas Lindberg e i suoi The Great Deceiver approdano sulle pagine di Metalitalia.com. Al centro dell’intervista, ovviamente il nuovo, ottimo album della hardcore band svedese: “Life Is wasted On The Living”, da noi recensito poche settimane fa. Peccato che la news sulla reunion dei mitici At The Gates sia arrivata in redazione a intervista conclusa ormai da tempo, altrimenti un paio di domande su ques’ultimo argomento non avrebbero certo fatto fatica a comparire nella chiacchierata. Ma poco male, per quanto ci riguarda… siamo ben felici di dare tutto lo spazio ai The Great Deceiver, una band preparata e originale, che da tempo ci entusiasma con le sue pubblicazioni!
 

PER INIZIARE, TI ANDREBBE DI FARE UNA PANORAMICA SULLA CARRIERA DEI THE GREAT DECEIVER? QUALI SONO I MOMENTI CHIAVE DELLA VOSTRA STORIA, SECONDO TE?
“Fondare la band dopo lo split degli At The Gates fu veramente entusiasmante per me: ero libero di fare ciò che volevo e mi sono buttato a capofitto in questo progetto, nel quale credevo e credo ciecamente. Pubblicare il mini di debutto negli USA su una label come la Trustkill è stata anch’essa una gran bella soddisfazione, così come andare in tour in Europa con band fenomenali come Converge e Napalm Death. Il nuovo contratto con la Deathwish dopo due album pubblicati su una etichetta metal rappresenta infine un altro grosso passo in avanti per noi. Questi sono gli avvenimenti che ricordo con maggior piacere”.
 
QUANDO AVETE FONDATO I THE GREAT DECEIVER, QUALI ERANO GLI OBIETTIVI DELLA BAND?
“Come dicevo, dopo lo split degli At The Gates mi sentivo libero e sereno, quindi ho cercato di dar vita a una band che potesse dar sfogo a tutte le mie influenze nella maniera più naturale possibile, partendo dall’hardcore. Volevo che questa band fosse onesta e vera, non un contenitore di cazzate”.
 
DI RECENTE AVETE PUBBLICATO “LIFE IS WASTED ON THE LIVING”, UN ALBUM MOLTO PIU’ VELOCE E AGGRESSIVO DEL PRECEDENTE “TERRA INCOGNITO”…
“Eravamo dell’idea che all’ultimo album mancasse un po’ di potenza, quindi questa volta abbiamo cercato di evolverci senza perdere di vista le nostre radici hardcore e metal. Per quanto mi riguarda, il nuovo disco è alfiere del giusto compromesso tra sperimentazioni e aggressione”.
 
CHI O CHE COSA VI INFLUENZA OGGI? E CHE COSA VI SPINGE A EVOLVERVI CONTINUAMENTE?
“Vogliamo sempre dimostrare di essere una band che suona musica di qualità e che merita attenzione. Ma non stiamo a pensare troppo al nostro songwriting, suoniamo quello che ci sorge spontaneo sul momento, evitando di fare calcoli. Le influenze sono quelle di sempre, oggi per lo più veniamo ispirati dall’entusiasmo che in questo periodo anima questo genere musicale. Fa piacere vedere spuntare così tante nuove formazioni interessanti”.
 
COSA STAI ASCOLTANDO IN QUESTO MOMENTO?
“Baroness, Modern Life Is War e Articles Of Faith, una band punk hardcore americana veramente sottovalutata”.
 
COME SIETE SOLITI COMPORRE UN BRANO?
“Johan e Kristian sono solitamente coloro che portano le prime idee, poi jammiamo sino a quando un brano ha una struttura decente e soddisfa tutti. Io scrivo quindi il testo basandomi sulle emozioni che mi dà la song… è magia (ride, ndR)…”.
 
QUALE PIEGA PENSI CHE PRENDERA’ LO STILE DEI THE GREAT DECEIVER? VI SIETE POSTI DEI LIMITI NELLA SPERIMENTAZIONE?
“Sono molto soddisfatto del nostro ultimo materiale, è personale, genuino e può risultare interessante sia a un crusty punk che a un hardcore kid o a un metalhead. Di certo non ci siamo mai posti alcun tipo di limite, basta ascoltare tutti i nostri lavori… tutto può accadere! Probabilmente i prossimi brani saranno ancora più pesanti di quelli scritti ultimamente, ma non si sa mai, questa è solo la mia sensazione”.
 
SECONDO TE CHI E’ OGGI IL FAN MEDIO DEI THE GREAT DECEIVER?
“E’ un ragazzo dalla mentalità aperta, che conosce bene sia la scena hardcore punk, sia quella metal. E’ qualcuno che sa apprezzare gli Entombed, così come i Jerrys Kids…”.
 
TI VA DI SPIEGARE IL TITOLO DELL’ALBUM? CHE COSA INTENDI CON LA FRASE “LIFE IS WASTED ON THE LIVING”?
“Quella frase, per quanto mi riguarda, è la naturale evoluzione del modo di dire inglese ‘youth is wasted on the young’. Prende spunto dal mio modo di vivere e dalle esperienze che ho dovuto affrontare nella mia vita. E’ un concetto molto oscuro e misantropico, proprio come la musica del disco, a mio avviso. L’album parla dei mali dell’uomo e del male che quest’ultimo può generare… qualcosa di cui io credo di essere una sorta di esperto. Mi considero a tutti gli effetti un misantropo, dopo tutto…”.
COME DICEVAMO, IL NUOVO ALBUM VIENE PUBBLICATO DALLA DEATHWISH, MENTRE I PRIMI DUE FULL-LENGTH ERANO USCITI SU PEACEVILLE. PER QUALE MOTIVO AVETE CAMBIATO LABEL?
“A mio avviso, la Deathwish è la label perfetta per noi. Conosciamo i ragazzi che la gestiscono da tanti anni, sono un’etichetta hardcore, che lavora onestamente, che crede nei suoi gruppi al 100% e che non cerca di raggirarti come tante label metal. Non che quest’ultima cosa sia accaduta con la Paeceville – siamo ancora amici con loro – ma il loro modo di lavorare non si addiceva ad una band come la nostra”.
 
QUALI SONO ORA I VOSTRI PROGRAMMI PER PROMUOVERE “LIFE IS WASTED ON THE LIVING”? UN VIDEOCLIP? DEI TOUR?
“Non credo realizzeremo un videoclip… se ci verrà chiesto dalla label, allora ne parleremo, ma per me non avrebbe molto senso, preferirei non farlo. Per quanto riguarda i tour, ne abbiamo in programma almeno un paio solo in Europa: uno di supporto a una band più grossa di noi e un altro da headliner, in piccoli club, per suonare davanti al nostro pubblico. Saremo dalle vostre parti molto presto”.
 
IN PASSATO ERI COINVOLTO IN MOLTE BAND E PROGETTI… E’ ANCORA COSI’? QUALI SONO LE TUE PRIORITA’ IN QUESTO MOMENTO?
“Ora mi sto concentrando esclusivamente sui Disfear e sui The Great Deceiver, non ho tempo per altre cose. Queste sono le band alle quali sono più legato e che voglio portare il più in alto possibile”.
 
LA TUA VITA E’ OCCUPATA SOLO DALLA MUSICA O TROVI IL TEMPO ANCHE PER DEDICARTI AD ALTRO?
“E’ difficile fare il musicista professionista quando si suona musica di questo tipo. L’underground è la mia casa e faccio tutto quasi soltanto per passione e divertimento. Ora sto studiando per diventare professore di liceo, in modo da guadagnare qualcosa in più per poter vivere in maniera decente”.
 
OK, GRAZIE MILLE PER L’INTERVISTA, TOMAS. VUOI AGGIUNGERE QUALCOSA?
“Grazie mille a Metalitalia.com per il supporto… ci vediamo presto in tour!”.
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