THE KONSORTIUM – Una forza della natura

Pubblicato il 07/09/2018 da

Stavanger, Rogaland, Norvegia. Tra i boschi intrisi di mistero che avvolgono questa parte di penisola scandinava, si muove, ormai da una quindicina d’anni, l’ombra fredda, magica e violenta dei The Konsortium. Rimasto praticamente indefinito e pressoché inoperoso sino al 2011, il combo norvegese esplodeva proprio in quell’anno con l’omonimo ed ufficiale debutto, mettendo in mostra tutta la propria particolarità stilistica oltre che d’immagine, con tanto di maschere neutre ad alimentare l’enigmicità della band. Con Teloch (già chitarrista dei Mayhem) alle sei corde, unico membro ad ‘uscire’ dai canoni di un sostanziale underground, i The Konsortium hanno atteso sette anni per dare alle stampe il secondo full-length. Semplicemente “Rogaland”: poco più di quarantacinque minuti in cui i mille volti della forza della natura vengono riassunti da un black-metal che si distacca dai tipici assalti sonori senza tregua, preferendo invece una forma più atmosferica e nel contempo intrinseca così da far meglio respirare l’aurea nordica dei paesaggi in cui il ‘consorzio’ musicale ha preso vita. Di questo ed altro ne parliamo con il vocalist del gruppo, il Member 001, alias Fredrik Guldberg Fugelli, il quale ci ha fatto strada tra i fatti rami delle lande norvegesi.

 

CIAO FREDRIK E BENVENUTO SULLE PAGINE DI METALITALIA.COM. CON “ROGALAND” SIETE GIUNTI AL VOSTRO SECONDO ALBUM TUTTAVIA, PERMANE UN ALONE DI MISTERO CIRCA LE RADICI DELLA VOSTRA BAND. PER CUI, CHI SONO I THE KONSORTIUM E COSA SI CELA DIETRO QUESTO MONICKER?
– Quello che oggi si riassume in una vera e propria band, nacque in realtà come un solo-project nel lontano 2003; un progetto che in breve tempo si trasformò in un qualcosa di molto più complesso. Con altri amici musicisti, infatti, ci siamo ritrovati a lavorare insieme creando da subito una sorta di consorzio di idee: ognuno, con le proprie esperienze strumentali, ha contribuito al continuo sviluppo del gruppo che, giusto per semplificare, abbiamo deciso di chiamare proprio The Konsortium. Una band che vede oggi Tommy Jacobsen e Benjamin Waldejer alle chitarre, Dirge Rep alla batteria, Harald Nilsen Lid al basso ed il sottoscritto nelle vesti di cantante, autore dei brani e, occasionalmente, chitarrista… cercando di fare del mio meglio. Per quanto riguarda Teloch, invece, già bassista nei due album pubblicati, al momento si è distaccato dalla band visti i numerosi impegni legati ai Mayhem e ad altri suoi progetti paralleli. Ma non è tutto: in alcune parti vocali di “Rogaland” sono stato affiancato dal singer dei Nidingr, Capt. Estrella Grasa.

PROVENENDO DALLA NORVEGIA, CI SI ASPETTEREBBE DI ASCOLTARE DA VOI UN BLACK METAL TIPICO DELLA ZONA: GREZZO, AGGRESSIVO, DIRETTO. AVETE INVECE DECISO DI PERCORRERE UNA STRADA LEGGERMENTE PIU’ ATMOSFERICA, CON UN APPROCCIO PIU’ INTROSPETTIVO: DA DOVE NASCE QUESTA SCELTA?
– E’ difficile rispondere a questa domanda, nel senso che non vi è nulla di deciso a tavolino; si tratta solo del mio modo di scrivere. E poi, sinceramente, non ha senso seguire un filone o suonare come tutti gli altri: anzi, è bello sfidarsi ogni volta cercando di evolversi costantemente.

MENTRE COMPONETE NUOVI BRANI, QUALI SONO I CRITERI NECESSARI PER POTER CREARE UNA BUONA CANZONE MADE IN THE KONSORTIUM? QUALI SONO I PASSI CHE SEGUITE PER ARRIVARE AD UN PRODOTTO (ALBUM O PEZZO CHE SIA) CHE POSSA RENDERVI SODDISFATTI DI QUANTO REALIZZATO?
– Non vi è un criterio specifico se non quello che se un pezzo, un brano, un riff non ‘suona’ correttamente, viene scartato. Ho parecchio materiale caricato sul mio pc che, proprio per il motivo appena spiegato, non verrà mai usato: manca di feeling, non trasmette la giusta sensazione. Anche il resto della band è molto critica su questo aspetto e se qualcuno rileva un passaggio che non funziona lo fa notare immediatamente. E non ho nemmeno una formula da seguire per scrivere un brano: spesso un riff posto all’inizio di una canzone finisce per essere piazzato proprio alla fine della stessa; non c’è quindi una regola fissa.

PARLIAMO QUINDI DEL NUOVO ALBUM: COS’E’ IL ROGALAND? QUAL E’ IL CONCETTO LEGATO A QUESTO NOME?
– Il concetto è molto semplice: si parla dell’eterna battaglia tra l’uomo e la natura, il continuo desiderio di riprendersi quel qualcosa che in questo mondo, privo di spirito e di magia, è andato miseramente perduto. Rogaland, in particolare, è la nostra contea: abbiamo voluto omaggiarla replicando in musica il modo in cui percepiamo la natura che ci circonda e come interagiamo con essa.

I BRANI SONO CANTATI IN NORVEGESE, LA VOSTRA LINGUA MADRE. UNA SCELTA CHE SI SPOSA PERFETTAMENTE CON LO SVILUPPO MUSICALE DELLE VARIE CANZONI. COSA NE PENSI?
– Ottimo, fa piacere sentire che la vedi in questo modo. Non tutti effettivamente badano all’aspetto vocale e ci aspetterebbe di ascoltare un qualcosa di simile a ciò che è avvenuto nel primo album. In “Rogaland” volevamo invece qualcosa di più grezzo e nel contempo naturale così da meglio descrivere l’atmosfera generale del disco. I vari brani rappresentano ambienti crudi e aspri: dovevamo pertanto trasmettere la medesima sensazione anche dal punto di vista lirico.

DA DOVE E’ NATA L’IDEA DI INTITOLARE I BRANI CON I DIVERSI ELEMENTI DELLA NATURA?
– Sono i vari tipi di natura e delle sue forze che puoi vedere e sentire qui nel Rogaland: le montagne, le foreste, il Mare del Nord, la tempesta, l’energia dell’autunno. Ogni canzone vuole descrivere il modo in cui questi elementi modellano l’essere umano.

IN CHE MODO IL LUOGO IN CUI VIVETE (O I LUOGHI IN CUI AVETE VISSUTO) INFLUISCE SULLA MUSICA CHE ANDATE A COMPORRE E, IN GENERALE, SUI VOSTRI GUSTI MUSICALI?
– Inutile negarlo, ci influenzano fortemente, soprattutto in quest’ultimo album. Ciò che puoi ascoltare in queste tracce è realmente ciò che puoi vedere qui da noi; non ci sono immagini astratte o altre cazzate simili. I testi sono veri, la musica è vera: e questo è ciò che siamo noi. Vivendo a Rogaland, o comunque visitando questi luoghi, è impossibile non essere investito dalla magnificenza, meravigliosa e violenta nello stesso tempo, di certi paesaggi. Ed è questo, credo, il motivo per cui abbiamo alcune delle mete turistiche naturali più visitate ogni anno, come ad esempio il Pulpit Rock.

TORNANDO A “ROGALAND”, PENSO CHE IL BRANO “HAVET” RIASSUMA PERFETTAMENTE L’ESSENZA DELLA VOSTRA BAND: IL SUO CONTINUO FLUTTUARE RISPECCHIA BENE I MILLE VOLTI DELLA VOSTRA MUSICA. SEI D’ACCORDO?
– Sì, forse hai ragione… Nel suo costante, stabile ondeggio, questa canzone è in grado di racchiudere diversi stili; che è un po’ quello che si può dire circa l’intero lavoro da noi svolto.

AVETE GIA’ PENSATO UN MODO PER TRASPORTARE ON STAGE LE NUMEROSE EMOZIONI TRASMESSE IN ALBUM? VI CONSIDERATE UNA LIVE BAND?
– Certamente, non vediamo l’ora di presentare la nostra musica dal vivo. Per cui fate attenzione alle prossime date, ai prossimi festival. Purtroppo con il primo album, per problemi di lavoro, familiari, eccetera, non siamo riusciti molto ad esibirci. Ma ora le cose sono cambiate: siamo pronti, tirati a lucido e disponibili a suonare per tutti coloro che ci inviteranno!

COSA NE PENSI DELL’ATTUALE SCENA DEL NERO METALLO? TI SENTI PARTE DI ESSO?
– Non sono coinvolto nella ‘scena’ da tanti anni, personalmente. Semplicemente, non la trovo interessante. Ovviamente ho molti amici che suonano in band che rientrano in questo genere, ma questo non significa che siamo attivamente parte di qualcosa. Il black metal non ha nulla a che fare con quello: se cerchi una comunità, del cameratismo, un senso di di appartenenza, trova qualcos’altro da fare.

0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.