THE KOVENANT – Contro il nuovo ordine mondiale

Pubblicato il 09/11/2025 da

Che Nagash sia un personaggio senza compromessi è noto da decenni, fin da quando era l’anima ‘inquieta’ e ribelle dei Dimmu Borgir… oltre che, evidentemente, la più sperimentale, come testimoniato dal suo successivo percorso con i Covenant/Kovenant – una band che, nella sua pur breve carriera, non si è mai affossata nel riproporre lo stesso disco, fregandosene altamente delle critiche sulla ‘trveness’ della loro proposta, e parimenti dei riscontri di vendita.
Dopo diversi lustri di iato, gli ultimi due anni hanno visto la sua creatura tornare sulle scene, con una formazione che rivede in pista componenti più o meno storici (Hellhammer, Sarah Jezebel Devah, Sverd) e un paio di ospiti di pregio alle chitarre, ossia Ghul – compagno di avventure di Hellhammer nei Mayhem – e Knut Magne Valle, sodale invece di Sverd negli Arcturus. Una sorta di all star band, come in qualche modo era già alle origini, resa ancora più adamantina dagli anni apssati e dallo stato di culto crescente.
Una posizione che non sembra incidere molto nell’approccio di Nagash lontano dal palco, anzi: l’intervista ha avuto luogo quest’estate dietro le quinte del Brutal Assault in Repubblica Ceca, e un informalissimo Stian – questo il suo nome di battesimo – non ha avuto remore a parlarci del suo approccio alla musica, dei futuri passi della band, ma anche delle sue posizioni, non proprio accondiscenti, verso la società, la politica, il Covid.
Posizioni scomode, non sempre condivise, ma mai trasformate in polemica o provocazione: Nagash è un sincero antisociale, come sottolinea chiaramente nello scambio, e va preso esattamente così.

LA PRIMA DOMANDA È SCONTATA: COSA TI HA FATTO TORNARE SUI TUOI PASSI, SPINGENDOTI A RIPRENDERE A SUONARE CON THE KOVENANT DOPO TANTI ANNI?
– In realtà è stata mia moglie. È stata lei a spingermi a fare qualcosa, io fondamentalmente ero felice di suonare per me stesso, di sedermi e fare la mia musica senza pubblicarla o suonare in giro. Ma lei ha insistito: “No, dovresti riprendere. Questo è quello che sei, questo è quello che ami fare, quindi vai e fallo”. Dobbiamo ringraziare lei!
E poi ho ricevuto un messaggio da Svart, il nostro tastierista, che mi ha chiesto proprio se volessi suonare di nuovo; all’inizio ho detto di no, ma poi, “Ok, va bene, proviamo”. A quel punto sono tornati Hellhammer e Sarah Jezebel Deva: abbiamo fatto solo una prova, ed è stato come se non ci fossimo mai fermati. Anche se sono passati dieci, quindici anni, è stato “wow!”. Non avremmo mai dovuto fermarci, capisci? È meraviglioso.

MA ERAVATE ANCORA IN CONTATTO A LIVELLO PERSONALE?
– Non tanto, ci sentivamo ogni tanto. Sai, poi Hellhammer è il tipo di musicista sempre impegnato a gestire mille cose, progetti, band… Ma io non sono rimasto completamente in silenzio.
Ho fatto molte parti vocali come ospite, per esempio, e altre cose che ho fatto in forma anonima, senza usare il mio nome.

COME NOTO, HAI INIZIATO CON UN’ALTRA BAND, OVVIAMENTE, ALL’EPOCA, OSSIA I DIMMU BORGIR. CON LORO SEI ANCORA IN CONTATTO?
– Sì, ci siamo incontrati anche oggi in hotel.

QUINDI L’USCITA DALLA BAND È STATA SOLO UNA DECISIONE IN OTTICA DI FARE MUSICA CON UN APPROCCIO DIVERSO?
– In realtà è una lunga storia, come può essere complesso il mondo della musica.
I Kovenant e i Dimmu Borgir stavano diventando sempre più grandi, e i manager da entrambe le parti erano in lotta tra loro, perché volevano organizzare un tour con i Dimmu, mentre noi ne avevamo già fissato uno come Kovenant, quindi avrebbero dovuto aspettare, ma questo li fece incazzare.Alla fine hanno cercato di costringerci a scegliere in che gruppo suonare, e dato che ho fondato i Kovenant, ovviamente erano la mia band, quindi… ho deciso di vivere la mia vita, fondamentalmente.

E ORA STAI PENSANDO ANCHE A NUOVA MUSICA?
– Sì, abbiamo già registrato un paio di canzoni e spero che riusciremo a finire il disco prima della fine di quest’anno, o all’inizio dell’anno prossimo.

E POSSO CHIEDERTI CHE TIPO DI MUSICA ASPETTARCI?
– È qualcosa di diverso dagli altri dischi. Odio pubblicare sempre lo stesso album; non potrei mai registrare lo stesso disco per quarant’anni come gli AC/DC, non ci riesco. Il nuovo album è un mix di tutti gli album dei Kovenant, quindi un po’ di black metal norvegese dal primo album, qualcosa in stile “Nexus Polaris”, altra roba che può ricordare “Animatronic” o “S.E.T.I.”, e ovviamente materiale decisamente nuovo.
L’abbiamo già fatto ascoltare ad alcune persone, e gli è piaciuto!

TI FACCIO UNA DOMANDA PROVOCATORIA. HAI SCRITTO, ALMENO PER I MIEI GUSTI, UNO DEI MIGLIORI ALBUM DI SYMPHONIC BLACK METAL DELL’EPOCA, MA PER ALCUNI LA REAZIONE È STATA, “MA CI SONO GIÀ I DIMMU BORGIR”. POI HAI REALIZZATO UNO DEI PRIMI ALBUM A MISCHIARE INDUSTRIAL, BLACK E AGGROTECH, E NUOVAMENTE,  “ BEH, NELL’UNDERGROUND CÈ GIÀ QUELLA ROBA LÌ”; CON “S.E.T.I.” HAI FATTO UN NUOVO PASSO AVANTI, E IL DISCO È ANDATO COSÌ COSÌ. COSA TI ASPETTI DAL NUOVO ALBUM? O NON TE NE FREGA NIENTE?
– Non mi è mai importato nulla di quello che pensano o dicono gli altri. Faccio sempre quello che voglio fare. Il nuovo album non è come nessuno dei precedenti, ma è un po’ come tutti loro. Forse, avendo riunito la formazione di “Nexus Polaris”, credo che sarà un po’ più vicino a quel sound.

PERÒ, OLTRE A GRAN PARTE DELLA FORMAZIONE DI ALLORA, HAI PENSATO DI COLLABORARE CON ALTRE PERSONE.
– Sì, ora abbiamo un nuovo chitarrista, ossia Ghul dei Mayhem, e contribuisce anche lui alla stesura dei pezzi. Oltre ai Mayhem, suona anche in stile synth anni ’80, musica electropop e synthwave. Quindi è interessante, credo, si adatta molto bene a quello che stiamo facendo.
Lui era già un amico, suona con Hellhammer nei Mayhem, inoltre è un fan dei Kovenant fin dall’inizio, quindi anche questo aiuta; conosceva già le canzoni, ha fatto solo una prova prima di iniziare e ha funzionato alla perfezione. È un chitarrista fantastico!

SONO DECISAMENTE CURIOSO DI RIVEDERVI DAL VIVO. ERO A MILANO  AL GODS OF METAL, NEL 2000…
Eri lì? Sei vecchio! Me lo ricordo, con Slayer, Slipknot… è passato davvero tanto tempo, era il tour di “Animatronic”, o forse sarebbe uscito di lì a poco.

ECCO, GIÀ ALLORA ERI UNA DELLE FIGURE PRINCIPALI DEL BLACK METAL, IN PARTICOLARE SUL FRONTE AVANGUARDISTA. QUAL È LA TUA PROSPETTIVA DOPO TRENTACINQUE ANNI DI BLACK METAL? LO AMI ANCORA, COME GENERE? SEGUI NUOVE BAND?
– Sì, sì. Continuo tuttora a portare avanti il mio vecchio progetto Troll, di cui sto realizzando un nuovo album che torna alle radici di quello che facevo agli inizi, tipo ’91-’92, quel genere di cose. Con i Kovenant sto facendo tutto quello che voglio, mentre per il resto vedo molti cambiamenti nel genere, ma anche così tante band che non sono cambiate affatto.

I COMPAGNI DI BAND CHE HAI CITATO PRIMA HANNO SEMPRE SUONATO IN BAND CHE CERCAVANO DI SUPERARE I PROPRI LIMITI, ANCHE I MAYHEM LO HANNO FATTO E NON CAPISCO PERCHÉ FOSSERO COSÌ CRITICATI ALL’EPOCA. SENZA VOLER SMINUIRE ALTRE BAND, HANNO SCRITTO FORSE L’ALBUM BLACK METAL DEFINITIVO, QUINDI PERCHÉ AVREBBERO DOVUTO REPLICARLO?
– Sì, assolutamente, ma penso che sia una questione di nostalgia. I fan erano molto giovani quando è uscito “ De Mysteriis…” e si aspettavano che i Mayhem facessero semplicemente “De Mysteriis…” parte due, tre, quattro e cinque. Ma Hellhammer, come me, ama sperimentare. E non è solo un batterista metal, sa suonare qualsiasi cosa: jazz, pop, qualsiasi genere.

SONO UN ASSOLUTO SOSTENITORE DELL’IDEA CHE IL BLACK METAL SIA DECISAMENTE PIÙ VICINO AL PUNK CHE AL METAL IN SENSO STRETTO: DEVI ESSERE DIVERSO, DEVI INFRANGERE TUTTE LE REGOLE.
Esatto, ma penso che ci sia molta codardia. Le persone in generale sono codarde, ed è per questo che si vedono dittatori in tutto il mondo… quando qualcuno può semplicemente prendere una pistola, sparargli e il problema è risolto. La gente continua ad andare avanti e poi ci sono genocidi, ci sono guerre. Le persone in generale sono codarde, ci sono pochissimi eroi in giro.

PERCHÉ PENSI CHE IL BLACK METAL SIA STATO COSÌ RIVOLUZIONARIO IN TUTTO, IN PARTICOLARE NEL RAPPORTO CON LA SOCIETÀ, O CON ALTRI GENERI MUSICALI, E SI SIA AVVICINATO SEMPRE PIÙ AI MOVIMENTI DI ESTREMA DESTRA, CHE È L’ESATTO CONTRARIO DELLA LIBERTÀ?
– Io penso che entrambi gli estremi politici abbiano un problema con la libertà. La gente mi chiama in tutti i modi perché sono a favore della libertà di parola, sono a favore della libertà di espressione, in particolare nell’arte. Non mi interessa se sei una band neonazista o se sei una band punk comunista, non me ne frega un cazzo. Ma la gente odia questo approccio e cerca di ucciderti per le tue opinioni, e personalmente, mi piace. Più controversia c’è, meglio è.
Quindi se qualcuno viene da me e mi dice: “Ehi, perché lo fai?”, e cerca di mettermi alla gogna, chiedendomi: “Oh, ma sei nazista?”, mi viene quasi da dire di sì e chiedergli cosa pensa di farmi. Ma sicuramente qualcun altro mi direbbe: “Oh, ma tu sei un fottuto comunista?”, e io risponderei allo stesso modo di sì. Chi se ne frega, mi piace provocare, sfidare tutti, perché è tutta ideologia.
Quello che vedo oggi sono due ideologie che combattono l’una contro l’altra; e in questo momento, personalmente, penso che non l’estrema destra, ma chiunque si schieri a destra di Stalin, sia più interessato alla libertà rispetto all’altra parte. E l’ho visto perfettamente durante la pandemia del Covid, che secondo me è una stronzata. Non sono vaccinato. Non me ne fregava niente. Andate affanculo, statemi alla larga!
Sono sempre stato molto antisociale, che è ciò che il punk era in origine, ma ora sembra che il punk sia diventato più simile a questa ideologia mainstream. Tutta questa roba tipo Antifa, LGBTQ, Black Lives Matter, ma se dici qualcosa tipo “White Lives Matter”, oh, vaffanculo. È come dire, ma ehi, io sono bianco. Che problema c’è? Giusto? Ma alla fine dei conti, non me ne frega un cazzo.
Non mi interessa chi sei, in cosa credi, cosa pensi o qualsiasi altra cosa. Questa è la mia opinione al riguardo.

OVVIAMENTE, SE L’IDEA DI SINISTRA E DI LIBERTÀ È QUELLA DI UN OTTUSO DEM CALIFORNIANO CHE DICE CHE TUTTO È PROIBITO, SARÒ IL PRIMO A DIRE ANCH’IO DI ANDARE A CAGARE, PERÒ…
– Sì, vai a farti fottere. Esatto. Io sono sempre stato quello che potresti definire un super-anarchico da un lato, perché non voglio che ci siano governi,  leader del cazzo, né re, né politici, o divieti. Vogliono solo dire alla gente cosa fare.

HO LETTO UN ARTICOLO CHE DICEVA CHE NELLE PRIGIONI AMERICANE, LE PERSONE CHE NON HANNO UN IDEALE POLITICO O CHE NON HANNO ALCUN CREDO RELIGIOSO SONO SOLO UNA PICCOLA PERCENTUALE. PARREBBE, INSOMMA, CHE SE SEI COINVOLTO IN UNA QUALCHE IDEOLOGIA O SEI RELIGIOSO, SEI PIÙ INCLINE A FARE QUALCOSA CHE VA CONTRO LE ALTRE PERSONE.
Sì, esattamente, siamo totalmente d’accordo. Penso che la maggior parte delle persone nel mondo metal, punk o nel rock siano tutte d’accordo, ma alcune persone non sono intelligenti come altre. Leggono i giornali, ascoltano la TV o credono a tutte queste cose. Perché è vero che se ripeti una bugia abbastanza volte, la gente inizierà a crederci.
Quindi non credo a nulla di ciò che dicono gli altri.

TI SERVONO PROVE, INTENDI?
– Non mi servono nemmeno le prove, semplicemente non mi interessa cosa pensano gli altri, e non mi interessa cosa fanno, basta che non mi pestino i piedi, cazzo. Farò quello che voglio quando voglio. Se mi ostacoli, sei un mio nemico. Non importa se sei di sinistra, di centro, di destra, se sei apolitico, se sei cristiano, musulmano, ebreo, o qualsiasi altra cosa tu sia. Fai quello che vuoi, ma stai lontano da me.

È QUESTO IL TUO CONCETTO DI FILOSOFIA SUPER-ANARCHICA, QUiNDI?
– Sì, questa è la mia filosofia. E sono molto ben addestrato con le armi, ho ogni genere di roba a casa, quindi non mettetemi alla prova.

È UNA PASSIONE CHE RISALE A MOLTO TEMPO FA? ERI IL PERFETTO BLACKSTER DA SUBITO, INSOMMA.
Sì, più o meno, sì. E poi ho visto accadere determinate cose nel black metal: tutti hanno iniziato ad andare in una certa direzione, è diventato una sorta di ideologia, le persone devono apparire in un certo modo, devi dire determinate cose, altrimenti non va bene… Non è sincero, sono tutte stronzate. E infatti tutte le band suonavano allo stesso modo; ecco, io ho risposto “no, non lo farò”.

QUINDI È STATA UNA COSA CHE TI HA SPINTO A PROSEGUIRE LA TUA STRADA E AD ALLONTANARTI UN PO’ DAL MONDO DELLA MUSICA?
– Sì, ne avevo abbastanza di tutto quello che stava succedendo. Era diventato tutto un po’ più falso. Ma penso che oggi il metal sia più sano di quanto non fosse prima.

È INTERESSANTE, PERCHÉ PENSO LO STESSO, MA PENSO CHE ANCHE NEL 1994 FOSSE TUTTO MERAVIGLIOSO. SI POTEVA ASCOLTARE INDUSTRIAL, ELETTRONICA, BLACK METAL, ANCHE POWER, E NON C’ERANO CONFINI. FORSE ORA, DOPO ALCUNI ANNI IN CUI UN’IDEA SERPEGGIANTE DI ‘MAINSTREAM’ NEL METAL È STATA PREPONDERANTE, L’UNDERGROUND È TORNATO CON ENERGIE DIVERSE E NUOVE COSE DA DIRE. QUINDI FORSE È IL MOMENTO PERFETTO PER I KOVENANT.
– Sì, penso che sia perfetto tornare in questo momento. Mia moglie aveva ragione, del resto è molto intelligente! Ed è anche russa, anche se i suoi nonni sono ucraini ed è in parte di discendenza indiana. È un mix e a volte le sue origini  causano problemi, ma penso che molte donne in Occidente siano state manipolate dal sistema e dai media per diventare superficiali, deboli, egocentriche e molto egoiste.
E va bene così, ma quando questo inizia a influenzare me e le cose che faccio, allora non va più bene. Penso che l’Asia, l’Africa, il Sud America siano luoghi meno influenzati dalla cosiddetta macchina propagandistica occidentale: fanculo la democrazia, non sono affatto a suo favore. Certa gente è stupida, preferirei avere a che fare solo con l’intelligenza artificiale, una fottuta Skynet. Ci dovrebbe essere solo un grande supercomputer al di sopra di ogni cosa.

PER CERTI VERSI SEI STATO GIÀ MOLTO CHIARO A RIGUARDO ANCHE NEI TESTI DEI KOVENANT, PERCHÉ L’APPROCCIO, SPECIALMENTE IN “ANIMATRONIC”, ERA PROPRIO DI QUEL TIPO.
– Esatto. Canzoni come “Jihad”, per esempio, profetica rispetto a quello che sta succedendo negli ultimi anni. O “New World Order”, che riguarda le élite che governano il mondo: l’1% delle persone ricche, che stanno cercando di comprare tutta l’acqua del pianeta e dicono che non è un diritto dell’umanità accedervi. Penso che la gente dovrebbe… (segue l’unica frase che ci chiede di non riportare, ndr) beh, sono persone che non vogliono il bene del resto del mondo. Vogliono solo controllare e possedere tutto.

PENSANDO ALLA TUA CANZONE “NEW WORLD ORDER”, IERI QUI AL FESTIVAL HANNO SUONATO  I MINISTRY CHE HANNO FATTO UNA CANZONE CON LO STESSO TITOLO. DUE CANZONI OMONIME, CON TESTI DECISAMENTE PROFONDI. E DI FONDO, CON UN APPROCCIO DIVERSO, DITE LE STESSE COSE: NON CREDERE ALLA SOCIETÀ, NON CREDERE ALLA POLITICA, SEGUI LA TUA TESTA.
– Esatto. Sii critico, non fare quello che ti dicono gli altri. È per questo che abbiamo il libero arbitrio. E preferisco correre il rischio in un mondo selvaggio dove ci sono regole non dette.

SÌ, MA TU SEI PRONTO CON LE TUE ARMI. IO NO! (RIDE DI GUSTO, NDR). QUINDI, PER CHIUDERE TORNADNO ALLA MUSICA, QUANDO PENSI CHE USCIRÀ IL NUOVO DISCO?
– L’anno prossimo. Credo in estate, dopo ben ventidue anni… ne è passato di tempo!

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