THE LUNAR EFFECT – La fortuna devi andartela a cercare

Pubblicato il 20/01/2026 da

Non sappiamo affermare adesso se i The Lunar Effect resteranno in una apprezzabile dimensione underground, oppure saliranno a grandi passi i gradini del successo su larga scala. Più probabile la prima ipotesi, ma non è che la questione sia poi così fondamentale. Per loro sì, ovviamente, mentre per chi li ascolta sarebbe forse auspicabile un buon successo, sì, ma che non vada snaturarne la genuina essenza percepita nei tre album pubblicati finora.
Partiti nel 2017 in quel di Londra per volontà dei due fratelli Jon e Dan Jefford, già a partire dal primo album “Calm Before The Calm” sono riusciti a ritagliarsi un piccolo spazio nella scena hard rock europea, giungendo in fretta a una discreta visibilità tra chi afferma con orgoglio il verbo del classic rock. Tant’è che già il secondo disco li ha visti fiancheggiati dalla finlandese Svart Records, che li segue adesso anche per il terzo full-length “Fortune’s Always Hiding” – pubblicazione, a parere di chi scrive, tra le migliori uscite tra heavy e hard rock nel corso del 2025, in campo hard rock seconda soltanto a “Portals” dei The Vintage Caravan.
Abbiamo quindi voluto capire meglio cosa passa nella testa di questa compagine inglese, autrice di un confortevole mix di sonorità dure e intensi intimismi, in un mix di hard rock, stoner, psichedelia e crooning che scalda il cuore e l’anima. Nostro interlocutore, il chitarrista e uno dei principali compositori, Jon Jefford.

PERCHÈ AVETE DECISO DI FORMARE IL GRUPPO E AVETE SCELTO DI SUONARE UN HARD ROCK MOLTO VINTAGE, CONTAMINATO DI PSICHEDELIA, STONER E UN TOCCO DI BLUES?
– Tutti noi nella band siamo coinvolti emotivamente da diversi tipologie di generi e stili musicali, ma il classic rock venato di stoner e blues è ciò per cui tutti e cinque abbiamo forte affinità. È realmente l’unica tipologia di musica che ognuno di noi vorrebbe suonare regolarmente.

IL PRIMO ALBUM “CALM BEFORE THE CALM” È USCITO NEL 2019, VI HA FATTO GUADAGNARE BUONI RESPONSI DALLA CRITICA E HA INIZIATO A DARE UNA SOLIDA FANBASE AL GRUPPO. COME LO GIUDICHI ADESSO E QUANTO PENSI SIATE CAMBIATI DA QUEL DISCO AD OGGI?
– Ameremo sempre “Calm Before The Calm”. Siamo incredibilmente orgogliosi di quel disco ed è andato molto bene nonostante l’assenza di una vera promozione, o di un budget considerevole per realizzarlo. È stato un debutto sotto tutti i punti di vista.
Il fatto che lo abbiamo scritto, registrato, mixato e masterizzato tutto da soli lo rende ancora più dolce.

CON IL SECONDO ALBUM “SOUNDS OF GREEN & BLUE” AVETE INIZIATO UNA COLLABORAZIONE CON LA FINLANDESE SVART RECORDS E IL VOSTRO SUONO È DIVENUTO PIÙ ATMOSFERICO E CON ACCENTI DA CROONER, DOVE I TONI DA BALLATA, I MOMENTI PIÙ SOFT SONO QUELLI CHE OFFRONO LE EMOZIONI PIÙ FORTI. COME SIETE ARRIVATI A COMPORRE E SUONARE BRANI COME “COLOUR MY WORLD” E “MIDDLE OF THE END”?
– Penso che abbiamo sempre scritto canzoni in quello stile, ho scritto “Colour My World” a casa, da solo con la mia chitarra. Credo che talvolta sia più facile elaborare idee originali su canzoni lente e tranquille, invece che su quelle più irruente e veloci.
Per “Middle Of The End” avevo una struttura base di canzone già scritta, ma quando Josh ha inserito al suo interno una melodia differente e le liriche il brano è migliorato tantissimo, gli ha dato tutt’altra marcia. Nella sua versione definitiva, mi dà l’idea che abbia un feeling tipo quello di certe colonne sonore dei film di James Bond.

ARRIVIAMO ORA A “FORTUNE’S ALWAYS HIDING”. QUAL È IL SIGNIFICATO DEL TITOLO E COSA VOLETE COMUNICARE CON QUESTO VOSTRO TERZO DISCO?
– L’album ha un tema predominante legato ai tarocchi e ai loro significati, abbiamo il titolo preso da una canzone cantata dai supporter del West Hame United, “I’m Forever Blowing Bubbles”: è una canzone che parla di qualcuno che non ha avuto nulla in dono dalla sorte e nonostante ciò non si dà mai per vinto, continua a lottare, una condizione che sintetizza bene la nostra condizione come band.
Non abbiamo uno specifico obiettivo in mente quando realizziamo un album. Speriamo sempre che faccia risuonare qualcosa nel cuore di chi ci ascolta, che li emozioni, ma non siamo ossessionati da questa cosa. Incoraggiamo i nostri fan a dare la loro personale interpretazione di quello che suoniamo, senza voler loro veicolare uno specifico messaggio.

COME IN “SOUNDS OF GREEN & BLUE” LE CANZONI PIÙ DISTINTIVE SONO ANCHE QUELLE PIÙ SOFT. LE MIE PREFERITE SONO “STAY WITH ME” E “I DISAPPEAR”. COME FUNZIONA PER VOI LA COMPOSIZIONE DI QUESTO TIPO DI BRANI, BASATE SUL PIANOFORTE E INTRECCHI ELETTROACUSTICI DI CHITARRA?
– Avere questo tipo di canzoni in tracklist consente all’album di respirare e di non avere un solo tipo di atmosfera dall’inizio alla fine.
Penso che si faccia fatica ad ascoltare album di quel tipo interamente tutti d’un fiato, perché non concedono variazioni, mentre canzoni più distese e introspettive spezzano il ritmo e danno maggiore varietà al tutto.

IN “FORTUNE’S ALWAYS HIDING” CI SONO, APPUNTO, VARIE TIPOLOGIE DI TRACCE, DA QUELLE PIÙ ENERGICHE E HARD ROCK, AD ALTRE MOLTO INTIME. QUALI SONO LE CONNESSIONI CHE SI CREANO TRA DI ESSE E COME AVETE COSTRUITO LA TRACKLIST PER CONCEDERE AD OGNI EPISODIO DI ESSERE BEN VALORIZZATO E INTERAGIRE AL MEGLIO CON GLI ALTRI?
– Abbiamo giocato un po’ con l’ordine delle tracce, alla fine siamo giunti all’ordine che puoi sentire nel disco, ci sembrava quello con il miglior bilanciamento e che desse la miglior esperienza d’ascolto. Ci piacciono i contrasti, come passare da “Stay With Me” direttamente a “Settle Down”, per esempio. Non sai cosa aspettarti.

PER QUANTO RIGUARDA I TESTI, C’È UN PEZZO CHE PER VOI HA PIÙ IMPORTANZA DI ALTRI, PER I TEMI TRATTATI E L’INTENSITÀ DELLE PAROLE UTILIZZATE?
– Ognuno di noi credo abbia una risposta diversa in materia, per me personalmente la canzone alla quale sono maggiormente affezionato è “I Disappear”. Lo è sia per i testi che per il suono nel suo complesso. Ritengo evidenzi quanto siamo riusciti ad andare lontano finora come gruppo.

NELLA VOSTRA MUSICA L’INFLUENZA DEL FOLK/CROONING È PIUTTOSTO MARCATA: DA COSA DERIVA E COME LA FATE DIALOGARE CON LE VIBRAZIONI DATE DAL CLASSIC ROCK, DALLO STONER E DALLA PSICHEDELIA?
– Il nostro suono è una combinazione di band e artisti da cui siamo stati influenzati nel corso degli anni. A questo aggiungiamo ovviamente il nostro gusto e il nostro stile, ma le influenze derivate dai nostri ascolti si insinuano sempre in qualche modo in quello che suoniamo, in modo consapevole o inconscio. Quando cresci ascoltando la musica carica di sentimento di Paul Rodgers, Chris Cornell o Layne Staley, è difficile non esserne ispirati.

IL CLASSIC ROCK È UNA SOSTANZA MUSICALE CHE NEGLI ANNI 2000, SPECIALMENTE A PARTIRE DAL 2010, È DIVENUTA QUALCOSA DI MOLTO VITALE, FRESCO, CHE HA UNA SUA AUTOREVOLEZZA E VALORE SENZA STARE TROPPO A GUARDARE I MODELLI DEL PASSATO.
QUAL È SECONDO TE LA RAGIONE PER CUI QUESTO GENERE HA TUTT’ORA UN AMPIO SUCCESSO, GRAZIA A BAND COME RIVAL SONS, GRAVEYARD, THE VINTAGE CARAVAN?

– Le band citate sono tutte di grande valore, chiaramente influenzate dalle stesse realtà che hanno plasmato il suono dei The Lunar Effect. L’importante è portare con sé i propri ascolti più importanti e aggiungere qualcosa di unico e personale a quello che suoni.

IN QUESTO MONDO DOVE L’IMMAGINE, IL COME TI PRESENTI VISIVAMENTE, SEMBRA TROPPO SPESSO PIÙ IMPORTANTE DEI CONTENUTI MUSICALI, QUANTO È DIFFICILE SECONDO TE RIMANERE GENUINI, MOSTRARSI PER QUELLO CHE SI È, SENZA ARTIFIZI, RIMANENDO FOCALIZZATI SOLTANTO SULLA QUALITÀ DELLA PROPRIA MUSICA?
– Per noi non è affatto difficile. Quello che facciamo lo facciamo esclusivamente per amore della musica, scrivendo canzoni e suonando. Non ci importa nulla di avere un’immagine di un certo tipo: basta guardarci per capirlo.

LEGGO DAL VOSTRO SITO UFFICIALE CHE AVETE PER IL 2026 VI PROPONETE DI SUONARE PARECCHIO IN GIRO, CON L’OBIETTIVO DI UN LUNGO TOUR. PUOI DARCI QUALCHE ULTERIORE DETTAGLIO?
– Siamo già confermati per un paio di festival nel Regno Unito, per i quali al momento non siamo autorizzati a dire nulla. Inoltre dovremmo confermare diverse date in giro per l’Europa, l’idea sarebbe quella di poter tenere concerti in Germania, Francia, Belgio e Paesi Bassi, ma al momento non abbiamo ancora certezze in merito.

IN CHIUSURA E RICOLLEGANDOMI ALLA DOMANDA PRECEDENTE, VOLEVO SAPERE, POTENDO SCEGLIERE, CON CHI VORRESTE ANDARE IN TOUR.
– Tra quelle ancora oggi in attività, nominerei Graveyard oppure Uncle Acid & The Deadbeats. Allargando il campo anche alle band del passato, sarebbero probabilmente Free o Lynyrd Skynyrd.

0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.