THE NOSEBLEED CONNECTION – L’ Amara Realtà

Pubblicato il 21/04/2010 da

The Nosebleed Connection from Palestrina, Roma: sebbene il loro ultimo “God, The Loser. The World Is Yours.” sia stato concepito e realizzato ormai diverso tempo fa, non è mai troppo tardi per portare alla ribalta una realtà nostrana che certamente meriterebbe più considerazione, anche in campo internazionale, dove magari bastano quattro note in croce per esaltare entità che dovrebbero passare del tutto inosservate. Il vocalist Sparta è il nostro interlocutore e dalle sue frasi traspare tutta la passione e l’amarezza di chi vive il metal in Italia e nell’underground. A lui la parola…


CIAO SPARTA! E’ D’OBBLIGO, QUALE PRIMA DOMANDA, CHIEDERTI DI PRESENTARE AI NOSTRI LETTORI I THE NOSEBLEED CONNECTION. CHI SIETE, DA DOVE VENITE, COS’AVETE FATTO E COSA FATE…

“Il progetto chiamato The Nosebleed Connection nasce nei primi mesi del 2002. Eravamo in sei, pieni di entusiasmo e facevamo musica che nei dintorni di Roma (veniamo da Palestrina, a circa 40 km dalla capitale) andava parecchio e che poche band proponevano. Ma presto le cose sono cambiate: abbiamo prima proseguito in cinque, con Glc come unico chitarrista, e poi sono rimasto solo io, Sparta, alla voce. Oggi, dopo otto anni di vita, posso dire che abbiamo trovato una vera identità e una maturità tangibile. Credo di poter affermare anche per gli altri che ci piace ciò che facciamo e ancora è forte la sensazione che ci trasmette quello che facciamo. E non penso sia poco!”.

IL VOSTRO “GOD, THE LOSER. THE WORLD IS YOURS.” MI HA COLPITO MOLTO FAVOREVOLMENTE, HA UN TIRO DAVVERO MICIDIALE. CI RACCONTI COME E’ NATO E COME SI SONO SVOLTE LE (ORMAI VECCHIE) RECORDING SESSIONS?
“E’ stata un’impresa. Potrei definire l’album un miracolo. O potrei cambiare il titolo in ‘Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio’. E’ andato tutto storto: ci siamo affidati ad incapaci nelle registrazioni. Abbiamo portato tutto ad un altro studio per il mixaggio, a Ciampino: lì hanno fatto l’impagabile lavoro di salvare quello che di buono si poteva recuperare e risistemare (e l’hanno risistemato bene!, ndR)”.

L’ALBUM, IN EFFETTI, E’ STATO REGISTRATO NEL 2007 E COMPLETATO NEL 2008. ALL’INIZIO DOVEVA ESSERE UN’AUTOPRODUZIONE O COS’ALTRO? COME MAI A NOI E’ GIUNTO COSI’ IN RITARDO RISPETTO ALLA SUA REALIZZAZIONE?
“Pagavamo una nota agenzia per trovare un’etichetta che lo pubblicasse, ma non l’ha mai fatto. Ritardi per telefonate, chiarimenti, minacce, insulti. Quindi siamo riusciti a farci stampare lo stesso il disco, che sul retro riporta loghi di distributori e di altri ‘non so cosa’ con cui non abbiamo mai avuto rapporti, ma ormai il lavoro era andato in stampa e ce lo siamo tenuto così. Può sembrare una cosa pazzesca ma è la verità. Siamo tutti circondati da falsi promoter e discografici che hanno fatto i soldi veri con gruppi come il nostro. Noi ci siamo fidati, sbagliando. Può sembrare un luogo comune, ma è vero: mai fidarsi degli sconosciuti. Abbiamo conosciuto persone in questi anni che ti danno la mano, ti baciano e abbracciano, ma poi appena ti giri ti fottono alla grandissima e soprattutto si prendono tutti i tuoi soldi, pochi o tanti che tu ne abbia. Si prendono tutto quello che hai”.

LA VOSTRA MUSICA SPAZIA ATTRAVERSO ALMENO UNA QUINDICINA D’ANNI DI METAL PIU’ O MENO ESTREMO, DALL’HARDCORE AL DEATH. COME SIETE CRESCIUTI METALLICAMENTE PARLANDO? A QUALE SCENA VI SENTITE PIU’ LEGATI SOTTO IL PROFILO AFFETTIVO?
“E’ difficile definire l’appartenenza, anche solo affettiva, ad una scena piuttosto che ad un’altra. Veniamo tutti da percorsi passati diversi, la passione comune per band come Slayer e compagnia bella esiste, ma abbiamo gusti e preferenze differenti. Comunque, credo che abbiamo più un suono d’Oltreoceano, ne sento più l’influenza in quello che facciamo”.

IL TITOLO DEL DISCO E’ PIUTTOSTO SIGNIFICATIVO. C’E’ UN FILO CONDUTTORE CHE LEGA I BRANI A LIVELLO LIRICO? E SE NON C’E’, QUALI ARGOMENTI VI PIACE TRATTARE IN PREVALENZA?
“Le liriche del disco spaziano dal personale al socio-politico-religioso. Non è un concept-album e il titolo racchiude tutto quello che è nei testi. Fatevi un’idea da soli (ride, ndR)!”.

COME NASCE, SOLITAMENTE, UNA CANZONE DEI THE NOSEBLEED CONNECTION? COMPONETE IN GRUPPO O C’E’ UN SONGWRITER PRINCIPALE?
“Si compone in gruppo, prove su prove. Prima di tutto viene la musica, poi i testi. Abbiamo sempre lavorato così”.

QUALI SONO I BRANI DELL’ALBUM CHE GIUDICHI I PIU’ RAPPRESENTATIVI? ALCUNI SONO PARECCHIO DIRETTI, ALTRI PIU’ COMPLESSI E STRUTTURATI…
“’God: The Loser’ e ‘Fist’ ancora le suoniamo regolarmente dal vivo. Penso siano quelle che più delle altre dipingano i The Nosebleed Connection del 2010 e del prossimo futuro”.

VEDENDOLA DALL’ESTERNO, LA SCENA ROMANA O COMUNQUE QUELLA LAZIALE, IN PIU’ AMBITI METALLICI, PARE FRA LE PIU’ ATTIVE D’ITALIA. TU CHE CI SEI DENTRO, CONFERMI QUESTA IMPRESSIONE?
“Mah…forse sarà banale quello che ti dico, ma non penso ci sia una scena di questo o quel genere qui o altrove. Se becchi la serata giusta, coi gruppi giusti e nel locale giusto, è ok, ma è raro perché la gente non viene ai concerti, tranne gli amici e tranne chi ancora oggi ha la vera passione per la musica dal vivo. Vedo con tristezza che non esiste più la voglia di muoversi per qualcosa che vale, come può essere un buon gruppo, metal o rock che sia. E’ un discorso molto lungo e molto complesso. Vedi noi: questa sul vostro portale è l’ennesima recensione positiva del disco, del secondo disco, che sta a significare che suoniamo da molto tempo e la gente ci conosce. Ma ti assicuro che abbiamo suonato anche davanti a due persone soltanto. E organizzare una data fuori dal Lazio è un’impresa. Come mai? Tu puoi darmi una spiegazione?”.

CONSIDERATO CHE DALLA COMPOSIZIONE DELL’ULTIMO LAVORO E’ PASSATO PARECCHIO TEMPO, AVETE PRONTO QUALCOSA PER IL FUTURO? QUALI SONO I VOSTRI PIANI?
“Per ora posso dirti che entro maggio entreremo in studio per il terzo disco. Roba forte!!! Vediamo cosa esce fuori, ma sono molto fiducioso. Poi speriamo di continuare a suonare costantemente, abbiamo molta voglia e motivazione”.

PER QUANTO CONCERNE L’ATTIVITA’ LIVE, INVECE, COS’AVETE IN PROGRAMMA?
“Per il momento ti dico che stiamo contattando i locali, festival e simili da soli, perche non abbiamo più intenzione di farci rubare altri soldi. Vediamo cosa esce fuori!”.

BENE, E’ TUTTO! SPARTA, GRAZIE PER LA DISPONIBILITA’ E LASCIO A TE IL COMPITO DI CHIUDERE L’INTERVISTA COME PREFERISCI…
“Ti ringrazio a nome di tutti i The Nosebleed Connection e spero che ci sia in futuro il modo di conoscersi meglio, magari ad un concerto. Ai lettori che suonano auguro buona fortuna e gli chiedo di aprire gli occhi, perche è un mondo, quello dell’underground, inflazionato da palloni gonfiati dalle palle secche che cercano gloria rubando a più non posso. Abbiate cura dei vostri soldi, è una cosa importante! Affidatevi a voi stessi e fate quella che credete sia la cosa giusta, senza esitare. Queste finte ‘divinità’ dello starsystem pseudo-musicale hanno i giorni contati se ci riprendiamo quello che è nostro…il mondo è nostro! Ciao a tutti!”.

 

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