THE ROTTED – Paura e disgusto a Londra

Pubblicato il 16/09/2008 da
 
Li conoscevamo e apprezzavamo come Gorerotted, ma c’è da dire che anche nella loro nuova incarnazione i cinque ragazzi inglesi ora noti come The Rotted ci sanno dannatamente fare! Del resto, che importanza ha un monicker o l’effettiva aderenza ai dettami di un determinato genere musicale quando si può godere di materiale tanto curato e contagioso come quello contenuto nel nuovo “Get Dead Or Die Trying”? I fan accaniti del death-grind degli esordi dei nostri probabilmente staranno continuando a storcere il naso, ma per chi è in cerca di musica variegata, coinvolgente e pur sempre estrema, il primo capitolo della nuova saga The Rotted è qualcosa di imperdibile! Ne abbiamo parlato con il frontman Ben McCrow!
 

 
“GET DEAD OR DIE TRYING”… QUALCHE CONNESSIONE CON IL FILM DI 50 CENT, “GET RICH OR DIE TRYING”?
“(risate, Ndr) No, non ha niente a che vedere con quello, non ho mai visto il film ma il solo concept di provare a diventare ricco o morire mi pare qualcosa di repellente! La frase è un modo di dire piuttosto comune da queste parti, basta sostituire la parola dopo ‘Get’ con quello che ti pare! Noi lo abbiamo reso in quel modo!”.
 
COMUNQUE, COME NOTO, QUESTO E’ IL VOSTRO PRIMO ALBUM COME THE ROTTED. PENSO CHE ALCUNE SOLUZIONI QUI SVILUPPATE FOSSERO GIA’ STATE ADOTTATE AI TEMPI DI “A NEW DAWN FOR THE DEAD”. PER QUALE MOTIVO AVETE DECISO DI CAMBIARE MONICKER PROPRIO ADESSO?
“‘A New Dawn…’ all’epoca ci era sembrato più come il naturale successore dei precedenti album… la differenza che c’è fra quello che suoniamo oggi e quello che suonavamo come Gorerotted è ora molto più evidente, a nostro avviso. Inoltre cambiare nome è sempre un’operazione rischiosa e complicata… non puoi farla da un giorno all’altro. Quest’anno abbiamo davvero sentito la necessità di voltare pagina, anche per un fattore di onestà nei confronti dei fan della prima ora e di tutti gli ex membri del gruppo”.
 
COME SI E’ SVOLTO IL SONGWRITING PER IL DISCO? E A COSA E’ DOVUTO L’ABBANDONO DELLE TRAME PRETTAMENTE DEATH-GRIND?
“Non te lo saprei dire con esattezza… siamo semplicemente cresciuti come persone. Senza contare che la lineup è cambiata in tutti questi anni. Non abbiamo forzato niente mentre componevamo ‘Get Dead…’: se lo avessimo fatto, il risultato finale sarebbe stato prevedibile e senz’anima. Abbiamo soltanto pensato a suonare e tirare fuori tutte le idee che avevamo. Ecco perchè l’album suona così aggressivo, energico e catchy!”.
 
… QUINDI NESSUNA REALE INFLUENZA ESTERNA?
“Esatto, non ci siamo messi ad ascoltare una determinata band per poi prendere spunto. La musica che suoniamo oggi è semplicemente il frutto dei nostri vari ascolti, che attingono da generi diversi… metal estremo, punk e rock”.
 
ACCENNAVAMO AL FATTO CHE LA LINEUP E’ CAMBIATA UN PO’ DI RECENTE. I NUOVI MEMBRI HANNO CONTRIBUITO AL SONGWRITING?
“Sì, quando i nuovi ragazzi sono arrivati abbiamo vissuto un periodo molto eccitante perchè siamo stati in grado di muoverci in direzioni del tutto inesplorate prima di allora. Oggi la nostra lineup ha molto più entusiasmo e anche un bagaglio tecnico superiore… per questo abbiamo impiegato soltanto un paio di mesi per scrivere il disco!”.
 
E CHE COSA PENSANO GLI EX MEMBRI DELLA BAND? APPREZZANO QUANTO REALIZZATO DAI THE ROTTED?
“Non lo so, siamo ancora in buoni rapporti, ma non ho ancora avuto modo di parlare con loro da quando l’album è uscito!”.
 
TORNANDO ALL’ALBUM SI NOTA COME ANCHE LE TEMATICHE AFFRONTATE NEI TESTI ABBIANO SUBITO DELLE SOSTANZIALI MODIFICHE…
“Sì, per il semplice fatto che se voglio davvero rendermi protagonista della miglior performance vocale possibile, devo trattare argomenti a me realmente cari, in modo da dare tutto me stesso nell’interpretazione. Perciò ho iniziato a parlare della mia vita e di cosa mi circonda. Ci sono band che non hanno testi e che si limitano a gorgogliare sulla musica, ma per me è un approccio del tutto privo di senso. Oggi abbiamo dei veri e propri versi e dei ritornelli, non potevo certo ridurmi a urlare e basta”.
 
HO APPREZZATO TANTISSIMO LA VOSTRA COVER DEL TEMA PORTANTE DELLA COLONNA SONORA DI “28 DAYS LATER”. COME VI E’ VENUTA L’IDEA DI INCIDERLA?
“Siamo tutti grandissimi fan di quel film e del seguito. E’ un’idea che abbiamo sviluppato da un demo al quale stava lavorando Wilson. Voleva scrivere della musica per un film horror/porno della mia ragazza e quando lo abbiamo ascoltato abbiamo subito pensato che sarebbe stato fantastico averlo sul disco… una chiusura epica in grande stile!”.
 
COME SONO I RAPPORTI FRA I MEMBRI DELLA BAND? VI VEDETE ANCHE AL DI FUORI DELLA SALA PROVE?
“Certamente, siamo come una gang… siamo come fratelli! Usciamo sempre insieme e non potrei davvero suonare con altre persone! Abbiamo fondato la band per divertirci e se non si è amici all’interno di essa è impossibile andare lontano!”.
 
QUINDI CHE COSA STATE PROGRAMMANDO PER IL PROSSIMO FUTURO?
“Stiamo continuando a pianificare concerti! Vogliamo andare ovunque e suonare davanti a più persone possibile questa volta”.
 
PENSI CHE DAL VIVO SUONERETE ANCORA BRANI DEL REPERTORIO DEI GOREROTTED?
“Credo che continueremo a suonare un paio di pezzi dei Gorerotted, ma si tratterà sostanzialmente di cover. Siamo una nuova band ora e quei brani non hanno la stessa importanza del nuovo materiale ai nostri occhi”.
 
LA SCENA BRITANNICA ULTIMAMENTE E’ IN FERMENTO… CI SONO BAND CHE TI SENTI DI CONSIGLIARE AI NOSTRI LETTORI?
“Al momento dalle nostre parti ci sono parecchie death-core band di nuova generazione, che non sono propriamente viste di buon occhio dai fan più tradizionali. Personalmente non trovo nulla di male in questa esplosione, c’è del buono anche in questa scena ed è importante che tanti ragazzi giovani si stiano avvicinando alla musica estrema. Comunque, anche se non fanno parte di questa suddetta scena, due formazioni davvero interessanti sono Trigger The Bloodshed e Ted Maul… forse il meglio che l’Inghilterra abbia offerto negli ultimi anni”.
 
PER CONCLUDERE, QUALI SONO LE VOSTRE ASPETTATIVE NEI RIGUARDI DI “GET DEAD…”?
“Difficile da dire… questo disco è un’opera molto onesta e sentita, che rappresenta esattamente il nostro attuale stato. Se la gente riuscirà a entrarci in sintonia, ottimo, altrimenti andrà bene ugualmente. Spero solo che chi lo ascolterà lo farà con una mente il più aperta possibile, senza aspettarsi la copia di un disco che abbiamo pubblicato sette anni fa!”.
 
GRAZIE PER IL TUO TEMPO, BEN… A TE LA CONCLUSIONE!
“Spero che chi apprezzerà il disco verrà a vederci suonare quando passeremo dalle vostre parti. Siamo sempre ben disposti a bere qualcosa con i fan o a fare una chiacchierata, quindi non abbiate timore ad avvicinarvi se volete divertirvi con noi dopo lo show!”.
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