THE UNITY – Non solo Gamma Ray

Pubblicato il 29/05/2017 da

I The Unity nascono da una costola dei Gamma Ray: Michael Ehre ed Henjo Richter, rispettivamente batteria e chitarra solista del Raggio Gamma, approfittando del periodo di pausa del loro leader Kai Hansen, hanno messo in piedi un progetto interessante che racchiude tutto l’amore di questi due musicisti nei confronti del metal e dell’hard rock degli anni settanta ed ottanta, trasposto però in coordinate moderne e più ‘tedesche’. Proprio in questi giorni il loro disco di debutto è in uscita e non ci siamo persi l’occasione di metterci in contatto con Michael Ehre, che con grande pazienza e cortesia ci ha raccontato la genesi di questa nuova formazione.

MICHEAL, TU ED HENJO RICHTER AVETE FONDATO QUESTA NUOVA BAND CHIAMATA THE UNITY. QUANDO AVETE SENTITO LA NECESSITA’ DI METTERE IN PIEDI UN NUOVO PROGETTO MUSICALE?
“Nel 2012, quando sono entrato in pianta stabile nei Gamma Ray, ho subito instaurato una forte sintonia con Henjo. Io e lui abbiamo le stesse radici musicali, siamo entrambi fan di band come Black Sabbath, Deep Purple, Whitesnake e Rainbow. Ad un certo punto ci siamo messi a parlare sulla possibilità di suonare qualcosa insieme di diverso dai Gamma Ray. Anche se i Gamma Ray sono una band di successo e con una notevole mole di impegni, abbiamo abbastanza tempo durante l’anno per poterci dedicare ad altro. In questo periodo Kai Hansen è impegnato con la reunion degli Helloween, per cui abbiamo potuto concentrarci sull’uscita del disco dei The Unity”.

INSIEME A TE ED HENJO, FANNO PARTE DEL GRUPPO I TUOI EX COMPAGNI DEI LOVE.MIGHT.KILL.
“Vedi, il chitarrista dei Love.Night.Kill se ne andò dalla band a causa dei troppi impegni con il suo lavoro di tutti i giorni, essendo il preside di una scuola non poteva più assentarsi per lunghi periodi. Nel 2012 inoltre, con la mia entrata nei Gamma Ray, nemmeno io ho potuto dedicarmi ai Love.Might.Kill, così abbiamo deciso di fermarci. Con i The Unity si è presentata un’ottima opportunità per suonare di nuovo tutti insieme. Quando metti in piedi una nuova band, chiamare musicisti che non conosci diventa un terno al lotto, bisogna conoscersi, instaurare una sorta di alchimia musicale, capire se i gusti artistici sono gli stessi e cose del genere. Diciamo che la scelta di coinvolgere Gianba, Stef E, Jogi e Sasha è stata naturale e spontanea, sono persone che conosco da tanti anni, musicisti con cui abbiamo un sacco di affinità e per questo i rischi si sono azzerati. Ho semplicemente proposto loro di partecipare e, come vedi, hanno subito accettato”.

COME NASCE IL NUOVO “THE UNITY”?
“Abbiamo iniziato circa due anni fa ad ascoltare demo e idee scritte da ogni membro della band. Questo è stato il punto di partenza dal quale abbiamo iniziato i lavori. Successivamente abbiamo iniziato a scrivere seriamente le nuove canzoni. In un periodo come questo, dove ogni mese escono decine di dischi, non potevamo sbagliare e ci siamo presi tutto il tempo necessario per scrivere le migliori canzoni possibili. Le registrazioni sono state abbastanza veloci, gran parte del tempo è stato speso nel song writing e nel mixaggio”.

TUTTI I MEMBRI DEI THE UNITY SONO ANCHE COMPOSITORI, E’ STATO DIFFICILE COLLABORARE E METTERE INSIEME LE IDEE DI TUTTI?
“Questa è una domanda interessante perché di solito in una band ci sono uno o due compositori che si occupano principalmente di scrivere i brani, mentre gli altri membri lavorano poi sugli arrangiamenti e sulle loro parti. In questo caso, come ricordavi, tutti noi sappiamo scrivere musica, devo dire che non è stato difficile metterci d’accordo o superare problemi di egocentrismo. Ci siamo però trovati con tanto materiale ed il difficile è stato proprio estrapolare le parti migliori perché tutti avevano demo, riff, testi. Per fortuna mentre lavoravamo alla musica, tutto si è svolto in modo molto naturale. Siamo amici da tanto tempo e inoltre tutti suoniamo da tanti anni, non siamo interessati a far emergere il nostro ego, ma a lavorare per offrire ai fan la musica migliore”.

AVETE LAVORATO AL DISCO INSIEME ALLA VECCHIA MANIERA OPPURE VI SIETE SCAMBIATI IL MATERIALE VIA INTERNET?
“Ognuno di noi aveva delle demo pronte, poi però i lavori si sono svolti tutti insieme nella nostra sala prove. Per quanto riguarda le registrazioni iniziali invece, ognuno di noi ha lavorato nel proprio studio”.

NEI GAMMA RAY SICURAMENTE LA FIGURA PREDOMINANTE E’ QUELLA DI KAI HANSEN, COME TI SEI TROVATO INVECE A LAVORARE CON UN GRUPPO DI COMPOSITORI, TUTTI INSIEME ALLO STESSO LIVELLO?
“Vorrei precisare una cosa, per sfatare certe leggende metropolitane. Nei Gamma Ray, se Kai Hansen dice una parola, quella per forza non deve essere legge, tutte le nostre idee sono molto apprezzate e lavoriamo in modo molto democratico. Ricordo che nel 2013, quando abbiamo iniziato a lavorare su ‘Empire Of the Undead’, tutti hanno voluto sentire le mie idee e sin dal primo giorno sono stato coinvolto in modo attivo al processo di songwriting. Molti possono pensare che Kai Hansen arrivi con le canzoni già pronte e che noi dobbiamo solo suonarle, ma credimi non è così. Anzi, io penso che non ci siano tante differenze tra Gamma Ray e i The Unity, in entrambe le band ho lavorato nello stesso modo, collezioniamo idee per poi trovarci tutti insieme a discutere e svilupparle”.

PRIMA PARLAVI DELLE RADICI MUSICALI COMUNI TUE E DI HENJO RICHTER, IN PARTICOLARE NEI CONFRONTI DEI BLACK SABBATH. CREDO CHE UNA CANZONE COME “GOD OF TEMPTATION” SIA IL MANIFESTO DEL VOSTRO AMORE NEI CONFRONTI DELLA BAND DI TONY IOMMI.
“Sono assolutamente d’accordo con te. Sarei un bugiardo se ti dicessi che questa canzone non è ispirata al sound dei Black Sabbath. Siamo partiti dalle nostre radici per scrivere musica e se tu mi dici che questo brano si rifà ai Black Sabbath, per me è un grande complimento. Non abbiamo nulla da nascondere!”.

DI COSA PARLI NEI TUOI BRANI?
“Le canzoni sono tutte slegate fra loro, non abbiamo scritto un concept album. Gli argomenti sono i più diversi, ad esempio ‘Close To Crazy’ parla di persone fuori di testa, su ‘Never Forget’ invece il tema portante è quello di mantenere le proprie radici e non dimenticare mai da dove si viene. Diciamo che i testi parlano di storie vere, comuni, non ci sono argomenti soprannaturali, vichinghi, fantascienza e cose simili”.

COME SIETE ARRIVATI A SCEGLIERE THE UNITY COME NOME DELLA BAND?
“La cosa divertente è che quando abbiamo iniziato a cercare un nome adatto per la band, ci siamo resi conto di quanto fosse difficile! Molti nomi erano già stati presi da altri, non sapevamo più cosa cercare…sembrava una cosa impossibile! Un giorno Stef, mentre eravamo insieme, ha proposto la parola Unity anche per enfatizzare il nostro forte legame. Ovviamente, come puoi ben immaginare, questa parola è piaciuta subito a tutti e l’abbiamo usata come nome della band. In effetti Unity rappresenta la nostra filosofia, componiamo insieme, decidiamo insieme, ci confrontiamo insieme, siamo una band molto coesa. Ci abbiamo messo tre mesi, ma alla fine è saltato fuori un bel nome”.

PRESTO SARETE IN TOUR INSIEME A SINNER. DAL VIVO SUONERETE ANCHE BRANI DEI GAMMA RAY O DEI LOVE.MIGHT.KILL OPPURE VI CONCENTRERETE SUL MATERIALE NUOVO?
“Senza voler svelare troppi dettagli, posso dirti che ci concentreremo sicuramente sulle canzoni di ‘The Unity’, ma abbiamo in mente anche di suonare qualcosa dei Gamma Ray. Probabilmente si tratterà di una sola canzone, ma non voglio dirti quale sarà, si rovinerebbe l’effetto sorpresa (ride, ndR)”.

RIUSCIRETE AD INCASTRARE GLI IMPEGNI DEI GAMMA RAY CON L’ATTIVITA’ DEI THE UNITY SENZA SACRIFICARLI?
“Assolutamente sì, si tratta solo di saper organizzare bene tutte le cose. I Gamma Ray non sono in tour tutto l’anno, Kai Hansen stesso è impegnato anche con gli Unisonic, per cui cercheremo di incastrare i The Unity con i momenti di tempo libero in cui i Gamma Ray saranno fermi, non sarà difficile”.

KAI HANSEN E’ IMPEGNATO ANCHE NELLA REUNION DEGLI HELLOWEEN…
“Sì ed io sono molto felice perché sono sempre stato un grande fan degli Helloween. Da tanti anni i fan chiedevano una reunion con Kai e Michael Kiske, si tratta di un sogno divenuto realtà, io personalmente sono molto contento sia per i ragazzi della band sia per tutti quei fan che non hanno mai potuto vedere dal vivo la line-up classica degli Helloween”.

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