THEATRE OF TRAGEDY – Intervista a Lorentz Aspen

Pubblicato il 11/02/2002 da

I Norvegesi Theatre of Tragedy sono uno dei gruppi piu’ discussi degli ultimi anni. Massimi esponenti di un certo tipo di Gothic Metal che loro stessi avevano contribuito a far nascere e a lanciare, hanno completamente stravolto il loro sound un paio di anni fa con il coraggioso “Musique”, album che vedeva la band cimentarsi in una sorta di elettro rock anni luce distante dal Gothic Metal degli inizi. La maggior parte dei fans della band ha contentestato questa decisione ma i nostri non sono certo tornati sui loro passi, anzi, sono andati avanti per la loro strada sfornando un altro album che non concede assolutamente nulla al passato e che proietta la band in nuovi (per loro) territori musicali. Ho parlato di questo e altro con Lorentz, il tastierista della band, persona dimostratasi totalmente entusiasta del nuovo “Assembly”, assai disponibile e simpaticissima.
CIAO LORENTZ, DOPO LA PUBBLICAZIONE DI “MUSIQUE” E IL RELATIVO TOUR SI ERANO UN PO’ PERSE LE VOSTRE TRACCE, VUOI DIRCI COSA E’ SUCCESSO IN TUTTO QUESTO ARCO DI TEMPO?
“Subito dopo aver completato il tour di supporto a ‘Musique’, tour che per la prima volta ci ha portato in paesi dove non eravamo mai stati prima, ci siamo presi una piccola pausa per riorganizzare le idee. Avevamo comunque delle idee e del materiale gia’ pronto per il prossimo album e cosi’ quando ci siamo ritrovati dopo questa breve vacanza non abbiamo impiegato moltissimo per comporre i nuovi brani.”

COSA PUOI DIRMI ALLORA DEL MAKING DI “ASSEMBLY”?
“Come ti ho detto la composizione dei nuovi brani non ha comportato grosse difficolta’, il materiale e’ venuto fuori in modo molto spontaneo e posso dirti che mai come in questa occasione tutti nella band hanno contribuito alla sua stesura. Ognuno ha portato le sue idee, si e’ trattato di un vero lavoro di squadra e cio’ non ha potuto altro che giovare ai brani i quali credo che siano tra i migliori che abbiamo mai composto.”

QUALI PENSI CHE SIANO DUNQUE LE PRINCIPALI DIFFERENZE TRA “MUSIQUE” E “ASSEMBLY”?
“’Musique’era un disco di rottura, composto di getto e con la voglia di far vedere a tutti che eravamo cambiati. Venivamo dalla separazione con la nostra vecchia label e eravamo parecchio frustrati in quel periodo, inoltre i nostri gusti erano piuttosto cambiati rispetto agli inizi, non ce la sentivamo piu’ di proporre quel sound che noi stessi avevamo contribuito a creare, anche per il fatto che ormai ci sono decine di bands che ci imitano in tutto e per tutto. Volevamo prendere le distanze da tutto questo e cosi’ e’ nato ‘Musique’. ‘Assembly’ invece e’ un disco piu’ maturo, piu’ complicato magari ma ne siamo entusiasti. Abbiamo introdotto dei nuovi elementi come le chitarre acustiche, ci sono dei riff heavy, passaggi molto melodici e catchy e altri piu’ aggressivi. Penso che sia un disco molto completo, non volevamo ripeterci e crediamo di esserci riusciti.”

SONO D’ACCORDO CON TE, CREDO CHE “ASSEMBLY” SIA MENO ACCESSIBILE E MENO CATCHY RISPETTO A “MUSIQUE”…
“Si, come ti ho detto e’ un disco piu’ complesso. Sull’album precedente c’erano brani piu’ semplici e piu’ melodici, con ritornelli che ti entravano subito in testa, pensa ad esempio a brani come ‘Image’ o ‘Machine’, sul nuovo album troverai si brani simili ma questo discorso non l’abbiamo esteso a tutto il disco. Le strutture di certi brani sono leggermente piu’ complesse e ci sono molti riff ed effetti diversi in ogni brano, tutto questo e’ avvenuto proprio perche’ a questi brani ci hanno lavorato tutti, portando le loro diverse influenze e idee.”

COSA PUOI DIRMI DEI TESTI?
“I testi questa volta sono stati scritti anche da Liv, era una novita’ per lei, non aveva mai scritto i testi per i Theatre of Tragedy ma se l’e’ cavata egregiamente. Ovviamente anche Raymond ha fatto la sua parte, scrivendo circa la meta’ dei testi dell’album. I testi parlano della vita di tutti i giorni, di cio’ che ci circonda. Per la prima volta abbiamo dei testi che vertono su un punto di vista femminile avendoli scritti Liv, cio’ e’ decisamente interessante, lei puo’ scrivere immedesimandosi in diverse personalita’: un angelo, una puttana o cos’altro, dando al tutto una prospettiva diversa.”

SO CHE AVETE UN NUOVO CHITARRISTA NELLA BAND, TI VA DI PRESENTARLO?
“Certamente, si chiama Vegard ed e’ un nostro vecchio amico. Quando siamo rimasti senza chitarrista ci siamo rivolti subito a lui e ha accettato senza battere ciglio. Prima suonava in una band sullo stile dei Fields of the Nephilim, ha i nostri stessi interessi e si e’ integrato al meglio nella band.

COME VI TROVATE CON LA NUCLEAR BLAST?
“Direi bene, ultimamente stiamo avendo dei piccoli problemi con loro ma credo che si possano tranquillamente risolvere. Ci ha fatto molto arrabbiare il fatto che ci abbiamo catalogato come una “Gothic Pop” band, che cazzo vuol dire “Gothic Pop”? Tutto cio’ l’abbiamo trovato ridicolo, avrebbero dovuto interpellarci prima di mettere pubblicita’ ovunque e di spedire bio a mezzo mondo con scritto che ora siamo una Gothic Pop band. Come ti ho detto comunque non si tratta di cose gravissime, noi veniamo dalla Massacre Records e la’ le cose erano decisamente meno professionali, pensa che in tutti gli anni che abbiamo collaborato con loro non siamo mai riusciti ad effettuare un tour fuori dalla Germania e la promozione era scarsissima. Per fortuna per ora alla Nuclear Blast stanno facendo il contrario.”

VOI SIETE UNA SPECIE DI MOSCA BIANCA ALL’INTERNO DEL ROSTER DELLA NUCLEAR BLAST, VI SENTITE A VOSTRO AGIO IN QUESTA SITUAZIONE?
“Hai detto bene, noi non c’entriamo assolutamente nulla con la maggior parte delle bands che la Nuclear Blast ha sotto contratto (ride,nda)! Questo pero’ non ci crea nessun problema, e’ vero che non possiamo essere piu’ considerati un gruppo Heavy Metal pero’ siamo seguiti ancora da molti metalheads e la nostra label sta facendo una buona promozione in questo senso, mettendo pubblicita’ sia su magazines come Rockhard che su altri che trattano musica nella sua accezione piu’ ampia. Inoltre siamo ancora convinti che uno dei migliori mezzi per promuovere la tua musica sia quello di suonare dal vivo, non siamo una di quelle band che si preoccupa solo di girare videoclip e curare la sua immagine.”

A PROPOSITO DI VIDEOCLIP, NE GIRERETE UNO?
“Si, a dire il vero lo abbiamo appena finito. Si tratta della sesta canzone dell’album: ‘Let You Down’. Credo sia venuto bene, prossimamente la Nuclear Blast lo inviera’ a tutti i principali canali che trasmettono videoclips.”

AVETE PROGRAMMATO UN TOUR?
“Si, partiremo per un tour europeo subito dopo la pubblicazione dell’album. Purtroppo non verremo in Italia e non so proprio il motivo per cui non ci abbiano organizzato un concerto dalle tue parti. L’anno scorso abbiamo suonato a Milano per la prima volta con i nostri amici Lacuna Coil, e’ stato un concerto davvero speciale, ci avevano detto che il pubblico italiano e’ molto caldo e quella sera ne abbiamo avuto la conferma. Comunque non disperare, al momento mi pare che si stia parlando di una nostra apparizione a un festival che si terra’ da voi la prossima estate (il Gods of Metal? nda), magari ci vedremo la’!”

SEGUI ANCORA LA SCENA METAL?
“Si certo, seguo la scena Metal come seguo tanti altre bands che con l’Heavy Metal non hanno nulla a che vedere. Nella band tutti ascoltiamo cose differenti: Liv ultimamente ascolta molto pop e R’n’B, Raymond e’ sempre fissato con i Kraftwerk e cose del genere, c’e’ chi ascolta ambient e gruppi moderni come Linkin Park e Korn. Per quanto mi riguarda ultimamente sto ascoltando molto il nuovo album dei Kreator, ‘Violent Revolution’ e’ davvero un ottimo album.”

QUALE CREDI CHE SIA L’ASCOLTATORE MEDIO DEI THEATRE OF TRAGEDY?
“Senza dubbio una persona senza paraocchi e dalla mentalita’ aperta. Abbiamo perso molti fans con il precedente album, questo non e’ una novita’, ma chi ci ha abbandonato non ha mai capito il vero spirito dei Theatre of Tragedy. Anni fa abbiamo creato uno stile nostro, in seguito imitato da decine di bands, ci eravamo stancati di tutto questo e cosi’ abbiamo deciso di effettuare questa svolta, alcuni vecchi fans ci hanno seguito, altri no, ma non ci importa di tutto questo. Ne abbiamo guadagnati di nuovi, ora ai nostri concerti puoi vedere dei metallari, dei dark e persino della gente comune e tutto questo penso che sia fantastico.”

AVETE MAI PENSATO DI CAMBIARE MONICKER?
“Si, ci avevamo pensato poco prima della pubblicazione di ‘Musique’, inizialmente eravamo orientati verso ‘T.O.T.’ ma poi ci siamo accorti che suonava molto simile a “tod” che in tedesco significa morte e non ci sembrava proprio il caso (ride,nda)! Comunque poi ci abbiamo ripensato, noi siamo i Theatre of Tragedy, il nucleo della band e’ rimasto sempre lo stesso e ed e’ una cosa del tutto normale che le persone cambino e di conseguenza anche i propri gusti. Noi ormai ci identifichiamo con questo monicker e non ci importa se ora facciamo musica differente da quanto facevamo in passato.”

HO VISTO CHE IL VOSTRO SITO WEB E’ MOLTO CURATO, QUANTO E’ IMPORTANTE PER VOI INTERNET E COSA PENSI DELLA QUESTIONE DEGLI MP3?
“Io adoro internet e tutti all’interno della band ne facciamo un grande uso. Il nostro sito web e’ stato aggiornato di recente, abbiamo optato per una grafica che richiama l’artwork di “Assembly” e su di esso puoi trovare tutto quello che ruota attorno alla band: news, date dei concerti e estratti dalle nostre canzoni. D’ora in poi, fino alla pubblicazione dell’album, potrai trovare ogni settimana un estratto da ogni canzone che comprarira’ sul disco. Credo che gli mp3 siano un ottimo mezzo di promozione, siamo convinti che se a un ragazzo le canzoni piaceranno correra’ subito a comprarsi il disco appena avra’ i soldi anche perche’ la qualita’ audio di un mp3, pur essendo buona, non e’ minimamente paragonabile a quella di un cd.”

OK LORENTZ, SIAMO GIUNTI ALLA FINE DELL’INTERVISTA, VUOI DIRE QUALCOSA AI FANS ITALIANI?
“Ascoltate “Assembly” senza pregiudizi, e’ un buon album e spero che vi piacera’, visitate il nostro sito internet per farvi un’idea! Noi speriamo di vedervi la prossima estate, ciao!”

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