THRESHOLD – British Metal Is Alive!

Pubblicato il 30/03/2007 da
 
Ritorno col botto quello degli inglesi Threshold, che grazie ai mezzi della loro nuova etichetta (la Nuclear Blast) e ad uno strabiliante disco come “Dead Reckoning” possono finalmente sperare di compiere l’agognato salto di qualità ed essere consacrati nel firmamento metallico. Un nuovo chitarrista, la voglia di novità e rinnovamento con un sound fresco e distante da quanto sentito nei precedenti lavori: queste sono le principali motivazioni che hanno spinto i Threshold a osare e a comporre il loro disco più heavy che mai. La “vittima” della nostra intervista è niente meno che uno dei membri fondatori, il talentuoso tastierista Richard West.
 

 
RICHARD, CON “DEAD RECKONING” I THRESHOLD PUBBLICANO IL LORO PRIMO DISCO SOTTO LA TEDESCA NUCLEAR BLAST. COME MAI AVETE DECISO DI SEPARARVI DALLA INSIDE OUT?
“Semplice, un giorno ci hanno chiamato i ragazzi della Nuclear Blast dicendoci: ’Hey volete cambiare etichetta? (risate generali, ndR)’. A parte gli scherzi, raggiunti i termini contrattuali che ci legavano alla Inside Out, abbiamo vagliato l’offerta che ci ha fatto la Nuclear Blast e ci è subito piaciuta, così si è deciso di cambiare. Non ci siamo trovati male con la precedente etichetta, ma credo che dopo un lungo rapporto il cambiare possa dare nuovi stimoli e punti di interesse per ravvivare un po’ lo spirito attorno alla band. Nonostante collaboriamo da poco tempo, siamo più che soddisfatti del lavoro di Nuclear Blast, gli sforzi per fare una promozione capillare sono enormi e a testimonianza ti porto la mole di interviste che stiamo tenendo. Abbiamo a che fare prima di tutto con fan della musica più che operatori del settore”.
 
COME E’ NATO “DEAD RECKONING”?
“E’ stato un lavoro molto lungo questa volta, pensa che abbiamo iniziato a marzo dello scorso anno e terminato a dicembre. Per le registrazioni ci siamo affidati contemporaneamente a due diversi studi, uno per le parti vocali, di tastiera e di basso e l’altro in cui abbiamo inciso le chitarre e la batteria. I mezzi ed il supporto offertoci da Nuclear Blast ci hanno permesso di rimanere in studio molto più a lungo rispetto al passato, così da avere più tempo per perfezionare le registrazioni ed il mixaggio. Io e Karl Groom siamo i due compositori principali: normalmente Karl scrive la musica e la struttura delle canzoni, mentre io mi curo delle linee melodiche e dei testi. Devo dire che siamo molto soddisfatti di ‘Dead Reckoning’, è sicuramente uno dei nostri migliori dischi. I testi raccontano la vita quotidiana, o meglio l’affrontarla con tutti i problemi annessi. Non è esattamente un concept album, ogni canzona è una sorta di racconto a se stante, ed ognuno parla della vita”.
 
COME MAI NICK MIDSON HA DECISO DI LASCIARE LA BAND CHE HA CONTRIBUITO A FONDARE?
“La sua non è stata una scelta improvvisa, ci parlò della sua intenzione di lasciare già dallo scorso anno quando suonammo in Inghilterra al Progpower Festival. Già allora ci disse che quello sarebbe stato il suo ultimo concerto con la band perché non si divertiva più a suonare. Anche dal punto di vista del songwriting aveva smesso di contribuire, io penso che volesse proprio staccare la spina. Noi comunque abbiamo deciso di aspettarlo, oggi al suo posto suona Pete Morten dei Soliloquy, ma non è entrato in pianta stabile nella band. Abbiamo optato per questa scelta proprio perché se Nick decidesse di tornare, ci sarebbe ancora posto per lui. In caso contrario probabilmente Pete diverrà un membro effettivo dei Threshold”.
 
IL SOUND DI “DEAD RECKONING” E’ DECISAMENTE PIU’ HEAVY RISPETTO AI VOSTRI VECCHI LAVORI. E’ STATA UNA SCELTA VOLUTA?
“Vedi, riascoltando i nostri ultimi tre dischi ci siamo resi conto che il loro sound era molto simile, forse troppo. ‘Dead Reckoning’ rappresenta la nostra intenzione di tagliare i ponti col passato e dare un nuovo sound alla nostra musica. In quest’ottica l’apporto delle tastiere è stato ridotto, così come le pompose parti vocali, mentre le chitarre suonano molto più grintose e potenti. Direi che siamo di fronte ad un disco più duro, dalle tinte più oscure e vicino ad un sound più tipicamente metal”.
 
CHI NELLA BAND E’ TANTO FAN DEI MUSE DA DECIDERE DI FARE UNA LORO COVER?
“L’idea di suonare una cover ci è venuta semplicemente perché non l’avevamo mai fatto prima. All’inizio abbiamo pensato a qualche brano degli anni Ottanta e a band come gli Ultravox o i Depeche Mode. I pezzi di queste formazioni erano però carenti di riff di chitarra, uno dei nostri marchi di fabbrica, per cui abbiamo considerato altre canzoni e periodi. ‘Supermassive Black Hole’ aveva tutte le caratteristiche che stavamo cercando, così l’abbiamo risuonata in chiave più heavy. Mi piace molto la nostra versione!”.
 
C’E’ UN BRANO DI “DEAD RECKONING” CHE PREDILIGI?
“Sì, è ‘Disappear’, una canzone diversa dal classico stile dei Threshold; la sua connotazione più funky la rende originale e fuori dalle righe”.
 
SUL VERSANTE LIVE COME VI ORGANIZZERETE?
“Abbiamo già confermato la nostra presenza a diversi festival estivi. Stiamo in questi giorni trattando con gli organizzatori dell’Evolution Festival da voi in Italia, noi speriamo davvero di poter riuscire a venire perché il vostro pubblico è unico! In settembre inizieremo il tour vero e proprio. Per essere sempre aggiornati invito tutti a consultare la sezione concerti del nostro sito www.thresh.net”.
 
COME E’ NATA LA COLLABORAZIONE CON DAN SWANO?
“E’ una strana storia questa. Sin dall’inizio volevamo inserire delle growl vocals su ‘Slipstream’ ed ‘Elusive’. Essendo approdati alla Nuclear Blast, visti tutti i gruppi estremi che ha sotto contratto, credevamo di trovare facilmente un cantante che collaborasse con noi. Invece non è stato così, all’inizio abbiamo contattato uno dei gruppi più noti, di cui non faccio il nome, dell’etichetta. Il loro management ci ha subito risposto che non erano interessati. Poi ci siamo rivolti a Bjorn Strid dei Soilwork, cantante che avevamo in mente sin da subito per collaborare: gentilmente, Bjorn ci ha risposto di no in quanto ultimamente stava prendendo parte a troppi progetti mentre i fan chiedevano di concentrarsi sulla band madre. Fatto sta che mentre eravamo in studio abbiamo incontrato Clive Nolan degli Arena che ci ha detto di conoscere molto bene Dan. Tramite Clive ci siamo messi in contatto, Dan ha accettato subito di collaborare e nello stesso giorno ha registrato le sue parti vocali per poi inviarcele via e-mail”.
 
 
 
 
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.