THRESHOLD – L’ultimo viaggio

Pubblicato il 10/11/2014 da

Ventuno anni di carriera e dieci dischi in studio, questi sono i numeri dei Threshold. La formazione inglese da sempre si è imposta tra le migliori in ambito di progressive metal e, seppur non sia riuscita a ottenere il successo globale meritato, negli anni è stata in grado di costruirsi una solida reputazione e una vasta schiera di fedelissimi fan. Con l’uscita del nuovo disco, “For The Journey”, ci siamo messi in contatto con il tastierista della band, Richard West, per fare il punto della situazione in casa Threshold.

threshold -  band - 2014

RICHARD, DOPO UN GRANDE DISCO COME “MARCH OF PROGRESS”, CHE OBIETTIVO VI ERAVATE POSTI UNA VOLTA RIENTRATI IN STUDIO?
“Non ci siamo prefissati obiettivi particolari, ma posso dirti che siamo entrati in studio in modo molto positivo e ottimista. Sapevamo di avere in mano alcune delle migliori canzoni mai composte in tutta la nostra carriera ed eravamo certi di possedere tutte le carte in regola per realizzare un disco ancora migliore del precedente”.

QUINDI NON E’ STATO DIFFICILE PER VOI REALIZZARE IL NUOVO “FOR THE JOURNEY”.
“Difficile no, anche perché ci siamo presi tutto il tempo necessario, non abbiamo lavorato in fretta. La maggior parte del songwriting e delle registrazioni si è svolta in nove mesi, tra l’autunno del 2013 e l’estate del 2014. Nel 2013 ci siamo dedicati soltanto al tour di supporto a ‘March Of Progress’, ma una volta finito abbiamo deciso di concentrare tutte le nostre energie sul nuovo disco. Come sempre, io e il nostro chitarrista Karl Groom ci siamo occupati sia di gran parte del songwriting sia della produzione del disco. Il chitarrista Pete Morten invece ha scritto un nuovo brano finito sul disco.”

“FOR THE JOURNEY” E’ IL SECONDO DISCO REALIZZATO DOPO IL RITORNO AL MICROFONO DI DAMIAN WILSON. OGGI I RAPPORTI INTERNI FRA DI VOI SONO PIU’ SOLIDI RISPETTO AL PASSATO?
“Direi proprio di sì, questo è anche il motivo per cui la scrittura dei brani è stata molto più facile rispetto al passato. Abbiamo mantenuto la stessa line-up per sette anni, tenuto un sacco di concerti insieme, ora finalmente ci conosciamo tutti molto bene e conviviamo senza nessun problema”.

ASCOLTANDO “FOR THE JOURNEY”, HO TROVATO DIVERSI PUNTI DI CONTATTO CON IL VOSTRO DISCO “CRITICAL MASS”. CONCORDI?
“Capisco ciò che vuoi dire e sono d’accordo. ‘For The Journey’ può assomigliare a ‘Critical Mass’ perché è suonato con tonalità molto simili. Però penso che il nuovo disco suoni in modo molto più moderno. Tutti noi siamo cresciuti come compositori, come produttori e come performer. Posso dirti che a mio avviso ‘For The Journey’ è il nostro miglior disco di sempre”.

PRIMA DICEVI CHE PER SCRIVERE LE NUOVE CANZONI, VI SIETE PRESI MOLTO TEMPO. SIETE COMPOSITORI “LENTI” QUINDI…
“Io direi piuttosto che siamo molto meticolosi. E’ vero, per scrivere una canzone impieghiamo molto tempo, ma vogliamo essere sicuri di realizzare il miglior pezzo possibile. Si tratta di una sinergia totale tra me e Karl. Lui scrive per conto suo tutte le parti musicali di un brano, lo produce e realizza una demo molto professionale che poi passa a me. A questo punto io mi occupo di scrivere tutte le parti vocali. In alcuni casi però capita che le canzoni vengano scritte individualmente. Nel mio caso, quando scrivo un brano, di solito parto nel cercare una buona melodia, poi realizzo almeno due tipi di linee vocali. Da qui inizio a sviluppare riff, accordi e tutto il resto fino al completamento della canzone. Si tratta di un processo molto lento che può durare anche alcune settimane.”

TU E KARL GROOM, COME RICORDAVI, VI OCCUPATE ANCHE DELLA PRODUZIONE DEI VOSTRI DISCHI. NON CREDETE PERO’ SIA UTILI POTER USUFRUIRE DI UN PRODUTTORE ESTERNO CON UN PUNTO DI VISTA SUPER PARTES?
“Noi iniziamo a produrre un disco già dal momento in cui buttiamo giù le prime idee di songwriting. Lavoriamo insieme da moltissimo tempo, ormai ci conosciamo a menadito e sappiamo esattamente cosa vogliamo, come un nostro disco debba suonare. Credo invece che portare nella band un produttore esterno non sarebbe la stessa cosa, non riuscirebbe a captare le emozioni che noi vogliamo imprimere nella nostra musica”.

OGGI HA ANCORA SENSO PARLARE DI PROGRESSIVE METAL O E’ GIA’ STATO DETTO TUTTO?
“La parola progressive vuol dire proprio progredire, andare oltre e creare qualcosa di nuovo. Questo è lo spirito con cui abbiamo dato vita ai Threshold: realizzare musica sempre differente ed in costante evoluzione. Non ci accontentiamo di sfornare canzoni uguali a quelle dei nostri vecchi lavori. Progressive significa anche tradizione però, ci sono alcune forme, alcuni elementi o concetti che vengono sempre proposti per rimanere dentro a un determinato genere musicale. Ad esempio per i Threshold i riff pesanti, gli assoli, i grandi cori sono parte dello stile musica e non spariranno mai.”

IL 16 NOVEMBRE SUONERETE IN ITALIA. COSA DOBBIAMO ASPETTARCI?
“La setlist è composta da molti pezzi del nuovo ‘From The Jurney’, insieme ad una serie di nostri classici. Sappiamo bene quali sono le canzoni preferite dei nostri fan e non è nostra intenzione deluderli. Da molto tempo non veniamo in Italia, se non ricordo male l’ultima volta è stata nel 2008 al Rockin’ Field Festival a Milano, siamo felicissimi di tornare nel vostro paese!”

COME VANNO LE COSE IN INGHILTERRA?
“Il progressive metal non è stato sempre molto popolare in Inghilterra, ma negli ultimi tempi l’interesse per la nostra musica sta crescendo. Abbiamo una solida base di fan e per noi questo è un periodo di ottimi riscontri. Adoriamo suonare a Londra, è come tornare a casa per noi, in più un sacco di gente viene a vederci. Per fortuna l’Europa ha sempre dato attenzione all’heavy metal, festival come il Wacken Open Air o lo Sweden Rock sono esempi lampanti di come il metal riesca ancora ad attirare migliaia di persone”.

DOPO 21 ANNI DI CARRIERA TI RITIENI SODDISFATTO O CAMBIERESTI QUALCOSA?
“Sono molto soddisfatto, abbiamo percorso un lungo viaggio pieno di soddisfazioni. So che tutto potrebbe essere stato più grande o fatto in modo migliore, ma abbiamo messo nel cassetto diversi sogni…siamo contenti così”.

ONESTAMENTE, QUAL E’ IL DISCO DEI THRESHOLD CHE PREFERISCI?
“La risposta è molto facile, ‘For The Journey’. Questo è il mio disco preferito. Adoro le canzoni, il modo in cui sono state suonate, la produzione…per me questo è il nostro disco definitivo!”

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