THRONEHAMMER – Misteriosamente epici

Pubblicato il 15/05/2021 da

Misteriosamente epici, epicamente misteriosi. Con il loro secondo album, “Incantation Rites”, i Thronehammer hanno messo a punto un’interessantissima macchina doom-epic-sludge, dando a vita ad un lavoro tanto denso quanto accattivante, riuscendo a catturare l’attenzione dell’ascoltatore, coinvolgendolo in un autentico viaggio ricco di emozioni. Merito di una line-up ampliata in seguito all’album di debutto, capace di arricchire la parte strumentale; merito della prestazione della vocalist Kat Shevil Gillham, ancora più convincente in questa seconda prova dietro al microfono. Ed è proprio con la singer inglese che approfondiamo alcuni aspetti di “Incantation Rites”, oltre a scoprire cosa si nasconde dietro il monicker Thronehammer. Buona lettura!

CIAO KAT E BENVENUTA TRA LE PAGINE DI METALITALIA.COM. PRIMA DI PARLARE DEL NUOVO ALBUM, VORREI CHE CI PRESENTASSI LA BAND. SULLA CARTA D’IDENTITA’ DEI THRONEHAMMER VEDIAMO CHE C’E’ IL 2012 COME ANNO DI NASCITA, TUTTAVIA LA PRIMA RELEASE UFFICIALE E’ DEL 2019. CHI SONO DUNQUE I THRONEHAMMER?
– Ciao! I Thronehammer si sono formati nel 2012 e, in realtà, già in quell’anno venne registrato un demo intitolato “Black Mountain Dominion”. Di quella prima line-up il chitarrista Stuart West è l’unico membro rimasto nella band attuale. Ci sono stati infatti diversi cambiamenti di formazione e alla fine Stuart ha contattato Tim Hammersmith e me stessa per fare nuove registrazioni, pubblicando prima lo split con i Lord Of Solitude quindi l’album di debutto “Usurper Of The Oaken Throne”, uscito un paio di anni fa. Uwe Void, bassista, ed il batterista Markus Ströhlein si sono inizialmente uniti ai Thronehammer nel 2019 come membri dal vivo durante il nostro primo tour europeo in assoluto con Lord Vicar, diventando componenti a tutti gli effetti non molto tempo dopo.

TU SEI DI DURHAM, MENTRE IL RESTO DELLA BAND PROVIENE DALLA BAVIERA: COME AVETE FATTO AD INCONTRARVI?
– Beh, ho avuto contatti per la prima volta con Stuart nei bei vecchi tempi di MySpace in quanto era un fan dei Blessed Realm, la mia vecchia doom band. Non solo: stavamo per formare una band insieme nel lontano 2007, ma poi ci siamo concentrati molto sui nostri gruppi e quindi l’idea è scemata, ma siamo comunque rimasti in contatto tramite Facebook. E’ successo che all’inizio del 2018 Stuart mi ha inviato un messaggio dicendo che loro il cantante non poteva più impegnarsi con loro e che di conseguenza aveva lasciato la band; da qui mi ha chiesto se fossi interessato a essere il suo sostituto. Gli ho detto di mandarmi un po’ di musica giusto per capire se la cosa fosse fattibile o meno: l’ho ascoltata e l’ho subito adorata, tanto che nel giro di nemmeno un mese ero in studio per la mia prima sessione vocale con la band; prova che si sarebbe poi tramutata nello split che ti dicevo in precedenza. Il resto, come si suol dire, è storia. Fisicamente, in realtà, non ho incontrato i miei compagni di avventura fino a tre giorni prima di iniziare il nostro tour europeo con Lord Vicar nel maggio 2019. Sono volata a Norimberga e abbiamo fatto due giorni di prove pretour: si è creata immediatamente la sintonia giusta e quel primo tour è stato molto divertente e una grande esperienza per legare ancor di più. Abbiamo tenuto sette show in Germania, uno in Polonia e uno nei Paesi Bassi. Tra le altre cose, il primo spettacolo dal vivo di Thronehammer, tenutosi in quel di Würzburg, in Germania, è avvenuto proprio in occasione dell’uscita del nostro album di debutto; è stata quindi un’occasione molto speciale per l’intera band!

THRONEHAMMER: DA DOVE NASCE L’IDEA DI QUESTO MONICKER?
– L’ha inventato Stuart: voleva un nome epico e dal suono potente; personalmente lo adoro! Direi che per quanto riguarda l’epicità ci ha preso in pieno. Inoltre i martelli sono un’arma potente: sicuramente non vorresti essere colpito in testa con il più piccolo di questi attrezzi, figuriamoci da un Thronehammer!

LA VOSTRA MATRICE MUSICALE AFFONDA LE PROPRIE RADICI PRINCIPALMENTE NEL DOOM TUTTAVIA VI SONO DIVERSI RIMANDI AD ALTRI GENERI. QUALI SONO LE VOSTRE INFLUENZE IN TAL SENSO?
– Hai perfettamente ragione! Giusto per fare qualche nome, alcune delle nostre influenze sono Bathory, Primordial, Candlemass, Solitude Aeturnus, Saint Vitus, Goatsnake, Winter, Paradise Lost, Katatonia, High On Fire, Warhorse, i primi Trouble e in generale tutto l’heavy metal ottantiano.

PARLIAMO ORA DEL VOSTRO NUOVO DISCO “INCANTATION RITES”: COME ACCENNAVI PRIMA, IN SEDE DI PRESENTAZIONE DELLA BAND, UNA DELLE NOVITA’ RISPETTO AL PRECEDENTE ALBUM E’ STATO L’AMPLIAMENTO DELLA LINE-UP. COME E’ NATA QUESTA DECISIONE?
– Guarda, il tutto è nato durante i tour a seguito della release di “Usurper Of The Oaken Throne”. Nel corso delle prime date, nel maggio del 2019, Markus aveva suonato il basso mentre Uwe si era messo alla chitarra ok? Per il secondo tour invece, nel novembre dello stesso anno, c’è stato uno stravolgimento: Markus è andato alla batteria, mentre Uwe ha imbracciato il basso in modo che Tim potesse passare alla chitarra: le cose sono andate così bene dal vivo che aveva senso riportare quella formazione anche in studio in occasione della registrazione di “Incantation Rites”. Una scelta direi perfetta!

UN CAMBIAMENTO CHE HA PORTATO INEVITABILMENTE AD UN ARRICCHIMENTO DEL VOSTRO SOUND: SI’ DOOM MA ANCHE EPIC E SLUDGE. CONFERMI?
– In realtà, il suono della band ha sempre avuto al suo interno un mix di epic doom e sludge impattante: il nuovo album ha sicuramente amplificato questa scelta, andando a rimarcare ulteriormente quegli elementi già presenti nell’album di debutto. Il nostro suono complessivo è stato senza dubbio perfezionato: siamo progrediti, apportando alcune influenze diverse ma rimanendo fedeli alle nostre radici musicali.

DI COSA PARLA “INCANTATION RITES”?
– Sia per i testi che per le immagini a corredo dell’album, si siamo ispirati alle guerre e battaglie che si sono svolte nel corso dei secoli, dei regni medievali, degli antichi castelli e fortezze, degli scontri tra clan e guerrieri e dei loro guerrieri senza paura. E con essi pure dei paesaggi montuosi e di luoghi desolati avvolti dalla nebbia dove quelle battaglie hanno avuto luogo. E, in ultimo, anche della pratica clandestina della magia occulta.

SETTE BRANI PER UN’ORA ABBONDANTE DI MUSICA: UNA DURATA IMPORTANTE CHE VIENE COMUNQUE SUPERATA DALLA FACILITA’ DI ASCOLTO DELL’INTERO ALBUM. QUAL E’ SECONDO TE LA FORZA DI “INCANTATION RITES”?
– È fantastico sentire quanto hai appena detto. Penso che uno dei principali punti di forza del nostro nuovo album sia nella varietà dei vari brani: pezzi in grado i portare l’ascoltatore a compiere un viaggio attraverso molti paesaggi sonori, grazie a molti colpi di scena e altrettanti cambiamenti di riff e ritmo. “Incantation Rites” è un album più vario del suo predecessore, senza dubbio.

UNO DEGLI ELEMENTI PIU’ INTERESSANTI E’ SICURAMENTE LA TUA VOCE, ABILE AD INTERPETARE TUTTI QUEI PASSAGGI DA TE APPENA DESCRITTI.
– Penso di avere un buon equilibrio di variazione con la mia voce e utilizzare diversi stili vocali nel nuovo album, così da meglio adattarsi alle varie parti. Il clean è ancora quello dominante, mentre penso, e spero, di aver inserito l’harsh/growl nei punti giusti. Sono felice dell’equilibrio tra la voce pulita e quella più dura: è un album molto sfaccettato!

PARERE PERSONALE: CREDO CHE “A FADING KING” SIA IL PEZZO CLOU DELL’INTERO ALBUM; DIECI MINUTI CHE RIASSUMONO TUTTO IL POTENZIALE DEI THRONEHAMMER?
– Sono assolutamente d’accordo! È come un crogiolo di ogni parte del suono di Thronehammer. Uno dei miei preferiti del nuovo album.

QUAL E’ IL MESSAGGIO GLOBALE DI “INCANTATION RITES”? LA COPERTINA E ALCUNI VIDEO A SUPPORTO RAPPRESENTANO UN IMMAGINARIO NEGATIVO MENTRE CI SONO ALCUNE SINFONIE CHE PORTANO CON SE’ UNA MALINCONIA DI FONDO TUTTO SOMMATO POSITIVA. COSA CI PUOI DIRE A TAL PROPOSITO?
– Sarò sincera: non esiste alcun messaggio in quanto tale. Solo sangue, fuoco e morte!

KAT, SAPPIAMO CHE, OLTRA AD ESSERE LA VOCALIST DEI THRONEHAMMER E DEI WINDS OF GENOCIDE, RICOPRI IL RUOLO DI BATTERISTA NEI LUCIFER’S CHALICE E NEGLI UNCOFFINED. E QUINDI: PREFERISCI CANTARE O SUONARE LA BATTERIA?
– Non trovo in realtà preferenze: amo essere sia una cantante che una batterista, nonché una batterista/cantante, come avviene negli Uncoffined, Enshroudment e Nine Altars, il mio ultimo progetto epic-doom che sto portando avanti con alcuni amici qui a Durham.

ANNI FA HO AVUTO L’OPPORTUNITA’ DI VISITARE DURHAM IN OCCASIONE DI UN FESTIVAL MUSICALE. UNA DOMANDA: COM’E’ LA SCENA METAL IN QUEL DI DURHAM?
– La scena metal qui non è certamente eccezionale: ci sono per esempio i Goblinsmoker, una nuova fantastica band doom/sludge proprio di Durham ma, in definitiva, le cose potrebbe andare molto meglio. Purtroppo la mancanza di locali dedicati alla musica, e in particolare a quella metal, pesa molto sulla situazione odierna. Fortunatamente, da alcuni anni Jeff Waters degli Annihilator si è trasferito qui e ha costruito il suo nuovo studio Watersound UK proprio in città; in questo modo anche Durham, finalmente, ha trovato una sua posizione sulla mappa musicale. E’ magnifico avere un tale musicista metal che vive qui e aiuta a diffondere metal nella città. Abbiamo già un ottimo studio qui chiamato Rocking Horse, in cui ho anche registrato le parti vocali per i Thronehammer fino ad ora, ma avere un altro studio disponibile per band e musicisti locali da usare può essere solo una buona cosa per la scena musicale locale.

SULLA TUA PAGINA DI FACEBOOK TI DEFINISCI COME UNA “CONTROVERSIAL TRANSEXUAL FRONTWOMAN”: COSA SIGNIFICA QUESTA DEFINIZIONE?
– (Ride, ndr) Qualcuno mi ha chiamato così all’interno di una recensione dell’album “Usurping The Throne Of Disease” rilasciato con i Winds of Genocide nel 2015. Ho pensato che fosse divertente e quindi l’ho adottato come ‘definizione’ ufficiale di me stessa! Non vedo perché non possa essere schietta e controversa a volte. Mi piace confrontarmi apertamente e provocare i bigotti della scena.

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