THUNDERSTORM – Killer doom

Pubblicato il 28/05/2010 da

Nuova chiacchierata con i nostrani Thunderstorm, formazione affermata a livello internazionale e che è da poco tornata sul mercato con il loro quinto album ufficiale. “Nero Enigma” continua il discorso intrapreso con il precedente “As We Die Alone”, album che senza creare una rottura netta con il passato ha inserito nuovi elementi nel suono della formazione bergamasca: questa volta abbiamo coinvolto tutti i membri della formazione in una conversazione che ripercorre la loro decennale carriera e che pone l’accento sul loro ultimo parto ufficiale. Il nostro consiglio è di leggere con attenzione ogni parte dell’intervista che snocciolerà particolari importanti sulla carriera dei doomster bergamaschi e sul nuovo progetto Temple of Pain: Let There Be Doom!

CIAO RAGAZZI, BENVENUTI SU METALITALIA.COM! SONO PASSATI TRE ANNI DAL PRECEDENTE “AS WE DIE ALONE”: VI VA DI TRACCIARE UN BILANCIO SULLA VOSTRA PENULTIMA FATICA? SIETE SODDISFATTI DI QUANTO FATTO O AVETE CERCATO DI MIGLIORARVI IN QUALCHE AMBITO IN QUESTO NUOVO “NERO ENIGMA”?
Fabio “Thunder”: Siamo estremamente soddisfatti del nostro penultimo album, ‘As We Die Alone’, certamente! Potessi tornare indietro cambierei qualcosina ma nulla che possa stravolgere quel lavoro. Ogni nostro ascoltatore ha un suo album preferito: questo è un buon segno, vuol dire che nessun album è inferiore all’altro, è solamente questione di gusti! In ogni lavoro cerchiamo sempre di evolvere il nostro sound e ‘Nero Enigma’ rispecchia fedelmente i Thunderstorm nel 2010″.

SPOSTIAMO L’ATTENZIONE VERSO LA VOSTRA ULTIMA FATICA: PARTIAMO DAL TITOLO… COSA VI HA FATTO PROPENDERE PER UN TITOLO IN ITALIANO COME “NERO ENIGMA”? FINO AD ORA AVETE SEMPRE UTILIZZATO TITOLI IN INGLESE…
Omar: “‘Nero enigma’ è un titolo in italiano, che suona bene anche in altre lingue. Già con ‘As We Die Alone’ avevamo inserito un piccolo cammeo in italiano alla fine di una canzone (… ‘Il corpo del mio nemico’), questa volta volevamo trovare un titolo che in qualche modo rendesse l’atmosfera del disco a partire dal ‘suono’ delle parole. Dove l’onomatopeicità si lega anche al significato della parola. A parte la parola enigma, che risulta di semplice intuizione anche per i ‘non italici’, ‘nero’ è un aggettivo molto drammatico, dove il suono crea proprio l’atmosfera da noi ricercata. Non c’è un vero  e proprio perché, della scelta italiana, forse il fatto che non abbiamo mai composto una canzone con testo nel nostro idioma ci porta a livello inconscio a ‘sfogarci’ in questo modo”.

SEMPRE RIGUARDO ALL’UTILIZZO DELL’ITALIANO: NON VI È MAI PASSATO PER LA TESTA DI COMPORRE QUALCOSA NELLA LINGUA NOSTRANA?
Fabio “Thunder”: “Mmmmm. No, sai? Non c’è mai stata questa esigenza di cantare qualcosa in italiano: non fa parte dei nostri progetti e sinceramente, quando provo qualcosa nella nostra lingua, la canticchio con un accento… maccheronico-inglese! Veramente! Oltretutto son pieno di difetti di pronuncia che in inglese riesco in qualche maniera a mascherare ma in italiano no (vedi erre moscia…)”.

SENZA PORTARE GROSSI STRAVOLGIMENTI ABBIAMO NOTATO CHE AVETE CONTINUATO SULLA STRADA INTRAPRESA CON IL PRECEDENTE “AS WE DIE ALONE”: TRACCE PIÙ DINAMICHE, CON SUONI PIÙ “MODERNI” SENZA METTERE IN DISPARTE IL DOOM CHE DA SEMPRE CONTRADDISTINGUE LA VOSTRA PROPOSTA. CI SONO ANCHE DELLE PARTI INEDITE DI DOPPIA CASSA IN ALCUNE TRACCE: COSA VI HA PORTATO IN QUESTA DIREZIONE? È STATA UNA SCELTA RAGIONATA E IN QUALCHE MODO FORZATA PER NON RIPETERVI ALL’INFINITO?
Attilio: “Come per ogni album abbiamo lasciato che la musica nascesse sull’onda dell’istintività e poi abbiamo lavorato di fino, una volta imbastiti i pezzi, cercando di mettere il vestito più appropriato ad ogni brano. Evidentemente sotto la pelle avevamo ben forti e vive le emozioni partendo dalle quali abbiamo partorito ‘As We Die Alone’. A differenza del suo predecessore, però, per ‘Nero Enigma’ si è reso necessario dare un taglio di maggiore spinta e violenza anche per creare una maggiore coesione con i testi e le immagini che questo concept descrive: si è rivelato quindi naturale arrangiare i brani con figurazioni di double bass ed in generale con soluzioni ritmiche che fino ad ora avevamo poco utilizzato poiché, secondo la nostra percezione, non ci tornavano utili ad esprimere quello che avevamo in testa”.

SAPPIAMO CHE “NERO ENIGMA” RUOTA INTORNO ALL’UNIVERSO DEI SERIAL KILLER: QUALI SONO I PERSONAGGI O LE STORIE CHE AVETE INCLUSO NEL CONCEPT?
Omar: “Otto donne vengono uccise dalla mano dello stesso omicida. Dietro ogni canzone c’è una vittima, fino ad arrivare all’ultima track che non è altro che un messaggio registrato su una segreteria telefonica dallo stesso serial killer. Il secondo protagonista del concept è l’ascoltatore che, leggendo tra le righe, deve trovare gli indizi giusti per risolvere l’arcano. In questi giorni indicheremo sul nostro sito una casella di posta, dove ognuno potrà cimentarsi a capire il ‘modus operandi’ dell’omicida; scoperto l’enigma, sarà comunque apprezzabile trovare le connessioni a ritroso. Possiamo dire che è un modo come un altro per coinvolgere i fan a trecentosessanta gradi: musica, artwork e testi, fanno parte di un unico mondo. Col passare del tempo inseriremo a scadenze fisse ulteriori indizi sul sito, gradualmente sempre più fondamentali”.

COME VI SIETE AVVICINATI ALLA COMPOSIZIONE DI QUESTO NUOVO EPISODIO? SIETE SOLITI COMPORRE NEL PERIODO CHE INTERCORRE TRA UN ALBUM E L’ALTRO, O NASCE TUTTO – O QUASI – QUANDO VI TROVATE IN STUDIO? AVETE CAMBIATO APPROCCIO PER QUESTO NUOVO EPISODIO?
Fabio “Thunder”: “Abbiamo lavorato come sempre, iniziando da un riff di chitarra o una melodia vocale, sviluppando poi con la parte ritmica di basso-batteria l’eventuale song. Quando la canzone oramai è quasi al termine Omar, il bassista, comincia a tirar giù i testi seguendo le mie linee melodiche vocali. Tentare un approccio diverso non so quanto funzionerebbe, è sempre andato tutto liscio e in maniera ottimale, sinceramente non vedo alcuna esigenza verso eventuali cambiamenti”.

RIGUARDO ALLA REGISTRAZIONE: A CHI VI SIETE AFFIDATI PER REGISTRARE QUESTO NUOVO CAPITOLO DI CASA THUNDERSTORM?
Fabio “Thunder”: “Ci siamo affidati sempre ai New Sin Studio a Loria, in provincia di Treviso. Oramai Luigi Stefanini,il fonico dello studio, ci conosce bene e sa cosa vogliamo ottenere sia a livello di suoni che di arrangiamenti. E non si corre il rischio di far suonare un album uguale all’altro poiché a ogni album abbiamo idee di suono e strumentazioni diverse. Aveva senso cambiar studio se ogni album fosse stata la fotocopia del precedente, ma con i Thunderstorm non si corre questo rischio…”.

“NERO ENIGMA” E “SAD SYMPHONY” SONO I VOSTRI UNICI ALBUM CHE NON CONTENGONO UNA COVER: C’È UNA DECISIONE PARTICOLARE PER NON INCLUDERE UNA COVER IN QUESTO ALBUM O SEMPLICEMENTE NON AVETE TROVATO NULLA CHE VI ISPIRAVA?
Omar: “Negli altri album è stata inserita una cover perché suonava bene all’interno dell’album, qui sarebbe stata solo una ‘bonus track’, allora abbiamo voluto spendere ogni energia sui nostri pezzi. Poi sarebbe stato troppo ovvio un’altra cover, magari sul prossimo album, chi lo sa…”.

LE COVER DEI PRIMI ALBUM RITRAEVANO QUADRI DI MAGNASCO, SALVATOR ROSA, MENTRE GIÀ DAL PRECEDENTE “AS WE DIE ALONE” AVETE INTERROTTO QUESTO CONTINUO. LA COVER DI “NERO ENIGMA” È PIÙ SEMPLICE E MINIMALE E RICORDA UN PO’ LA FAMOSA SCENA DI PSYCHO: CHI SI È OCCUPATO DELL’ARTWORK?
Omar: “In questo caso abbiamo optato ancora per una fotografia, perché era impensabile trovare un quadro che fosse inserito pienamente nel nostro concept. Un piccolo appunto: la copertina, come tu hai già intuito, è volutamente scarna ma, attenzione, non povera, bensì minimalista: assassino e vittima; questo vuole essere il nostro tributo a registi quali Mario Bava, Dario argento, Pupi Avanti, Fulci… gli altri vengono da soli, sapendo di che genere sto parlando. Un ritorno ad una paura più a livello celebrale che visivo. Tornando alla tua domanda (scusa se sono uscito un po’ fuori tema), la fotografia è stata curata da Marco Riva, ‘nostro’ fotografo ormai da tre album, direttore della fotografia per il nostro video e soprattutto nostro amico. L’artwork del CD è stato approfondito e curato da Maurizio Fasolo, stimato grafico a cui ci siamo affidati per la prima volta”.

AVETE FINALMENTE UNA LINEUP STABILE DA “FAITHLESS SOUL”: COME SI DIVIDE LA PARTE COMPOSITIVA TRA TE, OMAR ED ATTILIO? SIETE TUTTI E TRE PROFONDI AMANTI DEL DOOM O ASCOLTATE ALTRI GENERI? QUALI BAND FUORI DALL’AMBIENTE DOOM VI HANNO COMUNQUE ISPIRATO?
Fabio “Thunder”: “A me spettano i riff, le melodie vocali e una struttura sommaria della canzone, Omar si occupa dei testi e Attilio ha il lavoro di dare l’impronta ritmica della song. La struttura finale della canzone la si fa tutti insieme, per dare il più possibile fluidità è compattezza al tutto. Ascoltiamo un po’ di tutto dell’ambiente hard’n’heavy ma anche qualcosa di esterno al genere, ovviamente. Abbiamo sì gusti musicali simili, ma ognuno con le sue preferenze”.

È IL TERZO ALBUM CHE RILASCIATE PER LA NOSTRANA DRAGONHEART RECORDS DOPO AVER LASCIATO LA NORTHWIND: OLTRE ALLA FACILITÀ DI COMUNICAZIONE QUALI PENSI SIANO I PREGI DI AVERE A CHE FARE CON UN’ETICHETTA NOSTRANA? AVETE INTENZIONE DI CONTINUARE SU QUESTA STRADA O SIETE APERTI AD ALTRE PROPOSTE?
Fabio “Thunder”: “La Dragonheart in fatto di promozione e pubblicità non ha nulla a che invidiare a tante etichette straniere e, come hai già detto tu, il fattore comunicazione è molto importante: si ha sempre un contatto diretto e il rischio di fraintendersi è ridotto al minimo. Quest’etichetta poi lavora molto bene fuori Italia appoggiandosi a ottimi promoter esteri. Sinceramente è troppo presto per parlare di un poi, è appena uscito ‘Nero Enigma’ e per il momento bisogna concentrarsi su di esso!”.

POSSIAMO DIRE CON SICUREZZA CHE SIETE TRA LE “NUOVE” FORMAZIONI DOOM PIÙ SEGUITE E AMATE DELLA SCENA INTERNAZIONALE: AVETE DATO ALLE STAMPE CINQUE ALBUM E PARTECIPATO AD AUTOREVOLI FESTIVAL STRANIERI… AVETE ANCORA QUALCHE SFIZIO CHE VOLETE ASSOLUTAMENTE TOGLIERVI?
Fabio “Thunder”: “Be’, di sfizi ce ne siamo già tolti, è vero, ma personalmente parlando mi piacerebbe fare da supporto ‘diretto’, intendo per singoli concerti, a band che ho sempre amato e stimato: abbiamo già fatto da opener a Candlemass e Solitude Aeturnus, ma sarebbe bello aprire a qualche altro ‘mostro sacro’ del genere… ho una vocina nella testa che mi dice ‘Heaven and Hell’ (ride, ndR). Anche partecipare ad altri festival importanti è un obiettivo da perseguire. Dopo Summer Breeze, Rock Hard festival e main stage del Metalcamp, sarebbe bello suonare ad altri eventi di indubbia importanza internazionale, ma entrando sempre dalla… ‘porta principale’!”.

FACCIAMO UN SALTO INDIETRO NEL TEMPO: IL MONIKER INIZIALE DELLA BAND È SEMPRE STATO THUNDERSTORM, MA PER UN CERTO PERIODO AVETE DECISO DI MODIFICARE IL VOSTRO NOME IN SAD SYMPHONY… COSA VI HA FATTO RITORNARE SUI VOSTRI PASSI?
Fabio “Thunder”: “Gli attuali Thunderstorm non sono la stessa band degli anni novanta: inizialmente la band attuale doveva chiamarsi Sad Symphony ma la nostra prima etichetta, la Northwind Records, ci suggerì di usare il moniker della mia precedente band, Thunderstorm appunto. Visto che era il primo contratto discografico accettammo di cambiar nome alla band ma il vecchio nome venne usato come titolo del nostro primo album, Sad Symphony”.

TRANNE CHE PER UN BREVE PERIODO SIETE SEMPRE STATI UN TERZETTO: NON AVETE MAI PENSATO AD ASSUMERE UN SESSION ANCHE SOLO PER LE DATE LIVE? E’ ANCHE PER UN FATTO “ECONOMICO” CHE PREFERITE RIMANERE IN TRE?
Fabio “Thunder”:  “Lo stare in tre è sopratutto una questione ‘logistica’: andando a suonare sopratutto all’estero si hanno meno problemi di spostamento, si può fare un soundcheck più veloce, ecc. ecc. Sì, è vero, abbiamo avuto un periodo in cui si era aggiunto un secondo chitarrista, prima di ‘Witchunter Tales’ il secondo album, ma poco dopo l’uscita di quest’ ultimo scegliemmo di rimanere ancora in trio. A dir la verità una seconda chitarra farebbe comodo sopratutto al sottoscritto: non è facile essere l’unica chitarra, cantare e suonare sia ritmiche che assoli. Chissà, magari in futuro si potrà aggiungere un secondo chitarrista, magari solo per i concerti live…vedremo!”.

FACCIAMO UN BREVE SALTO FUORI DAI THUNDERSTORM: TI VA DI RACCONTARCI DEL TUO NUOVO PROGETTO “TEMPLE OF PAIN”? DI COSA SI TRATTA? ANTICIPAZIONI E DETTAGLI SONO BEN ACCETTI
Fabio “Thunder”: “I Temple of Pain sono nati dal mio incondizionato amore per il doom più viscerale e integralista: non ci sono vie di uscita, non c’è speranza in questa band! Fra circa un mese uscirà il primo lavoro, sia su CD che vinile dal titolo ‘Lord of the Undead Knights’, opera registrata con ospiti piu’ o meno noti della scena italiana. Avremo modo di parlarne con calma dopo l’uscita…”.

COME VI STATE MUOVENDO SUL FRONTE LIVE? E’ VERAMENTE COSÌ DIFFICILE SUONARE NEL NOSTRO BEL PAESE? QUALI SOSTANZIALI DIFFERENZE AVETE NOTATO TRA IL SUONARE A CASA NOSTRA E ALL’ESTERO?
Fabio “Thunder”: “Suonare in Italia è sempre stato difficoltoso: i locali non sono molti e tutti prediligono far suonare cover band piuttosto che gruppi con materiale proprio. Ma qui arriva la tirata d’orecchie, non ai gestori ma al nostro pubblico nostrano! In passato ho visto cover band veramente mediocri riempire locali e la sera prima, nonostante avessero suonato gruppi piuttosto affermati ma canzoni proprie, trovarli semivuoti… questo è triste. All’estero, come ad esempio in Germania le cose van già meglio: lì l’audience predilige le band con materiale proprio, e anche i locali sono un po’ meglio organizzati, lo fanno sopratutto per passione e molte volte passa in secondo piano anche il lato finanziario”.

QUANTO INTERNET VI HA AIUTATI PER LA PROMOZIONE E DIFFUSIONE DEL MATERIALE? ARRIVATI AL TRAGUARDO DEL QUINTO ALBUM, COME GIUDICATE LA DIFFUSIONE ILLEGALE DEI VOSTRI ALBUM? E’ SEMPRE LESIVA SECONDO VOI?
Attilio: “Internet è sicuramente una parte fondante del mondo di oggi, va rispettato e come tecnologia sfruttato appieno… La capacità di veicolare gusti, informazioni e tendenze è altissima e lungi da noi non volerla sfruttare. Qualche tempo fa avevo letto che il rapporto tra dischi comprati e scaricati era molto alto: approssimativamente uno a quattro… (sempre ammesso che fossero dati validi)… Siamo orgogliosi che tante persone ci conoscano tramite il download. Dall’altra parte però ammiriamo e nutriamo tanto rispetto verso quelle persone che, anche se hanno scaricato un nostro disco, abbiamo poi la volontà di sostenere la nostra musica e noi stessi, acquistando il CD originale… Senza parlare del fascino di scartare un CD, godendosi tutta la veste grafica che nel nostro particolar caso è sempre stata attinente alla musica e quindi parte integrante di essa…”.

AVETE CONDIVISO IL PALCO CON MOLTE BAND INTERNAZIONALI FAMOSE: DI QUALE BAND AVETE I RICORDI MIGLIORI? E I PEGGIORI?
Attilio: “In generale tutte le band di tale calibro con cui abbiamo diviso il palco sono composte da professionisti altamente qualificati o, come noi, da gente che ci crede fino all’ultima goccia di sangue e quindi la comunanza di questi fattori, oltre all’interesse comune della riuscita di uno show, rappresentano l’elemento determinante affinché si verifichi nel back stage un clima di rispetto, sana curiosità e amicizia. Ti cito come esempio i Gamma Ray che, vicini di camerino al Rock Hard Festival, ci hanno trattato al loro pari con molta cordialità …e detto tra noi, avrebbero benissimo potuto ignorarci… Di contro, ma in una sola occasione, durante un grosso Festival abbiamo avuto a che fare con alcuni personaggi di una una band che invece si sono rivelati ‘spocchiosi’… ma è meglio tacere certe cose, perché amiamo pensare che si trattasse solo di stanchezza dovuta al tour… allora, da gente con i piedi per terra, quali siamo, ci siamo limitati a goderci il loro concerto ad altissimo livello e ce lo siamo gustato!”.

THUNDERSTORM E LA TECNOLOGIA: DI QUALI GADGET E DIAVOLERIE DI INTERNET (WEBSITE, PROGRAMMI) NON RIUSCITE A FARE A MENO?
Fabio “Thunder”: “Ah, qui parli con ‘l’uomo tecnologico’ in persona! Se mi togli i miei PC, il mio IPhone e tante altre diavolerie muoio (ride, ndR). Scherzi a parte, la band è supportata da un suo sito, da un gruppo su Facebook, dal canonico Myspace: a mio avviso sono canali molto utili per diffondere la propria musica. Ovviamente c’è il rovescio della medaglia in tutto questo: prova a mettere su Google ‘Thunderstorm Nero Enigma’ e ti salteranno fuori decine e decine di torrent o link a Megaupload in cui scaricare ‘allegramente’ il nostro album…”.

VI RINGRAZIAMO PER LA DISPONIBILITÀ: POTETE CONCLUDERE COME MEGLIO CREDETE.
Fabio “Thunder”: “Date un ascolto a ‘Nero Enigma’, anche chi non è avvezzo alle sonorità prettamente doom: non se ne pentirà! Per chi volesse ascoltare una song dal nuovo album può visitare il nostro myspace all’indirizzo http://www.myspace.com/thunderstormlair“.

 

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