THY PRIMORDIAL – Il Sesto Flagello dell’umanità!

Pubblicato il 23/05/2004 da


“Pestilence Upon Mankind” sembra essere finalmente l’album adatto per rendere la giusta evidenza ad una band ormai giunta al sesto album e che in passato ha sempre saputo sfornare ottimi lavori. Abbandonata da qualche tempo la strada solcata in passato dai Dissection, lasciate da parte le tipiche melodie dello ‘swedish style’, ora i Thy Primordial con la loro ottima miscela di death e black metal sono diventati uno dei gruppi più potenti della scena scandinava. La parola finalmente a Micke, chitarrista di questa grandissima band, per svelarci i retroscena di un una release pestilenziale!


CONGRATULAZIONI PER IL VOSTRO NUOVO ALBUM! “PESTILENCE UPON MANKIND” POSSIEDE LA MIGLIOR PRODUZIONE CHE ABBIATE MAI AVUTO, SEI D’ACCORDO, MICKE? CREDI SIA IL RISULTATO DELL’ESPERIENZA FATTA IN PASSATO OPPURE TUTTO DIPENDE DALLA QUALITA’ DELLO STUDIO DI REGISTRAZIONE?
“Credo che ciò sia il risultato delle esperienze fatte con le programmazioni e le registrazioni dei vecchi album, e questo dipende anche dal fatto che stavolta abbiamo avuto il doppio del tempo a disposizione per registrare. La pausa che ci siamo presi tra la prima sessione di registrazioni e la seconda è stata una cosa necessaria e positiva, perché così abbiamo avuto molto tempo per pensare a molte cose a pianificarle, così eravamo molto preparati quando entrammo una seconda volta in studio. Bisogna anche ricordare che Tommy Tägtgren ha fatto indubbiamente un gran lavoro, migliore di quanto fatto in ‘The Crowning Carnage'”.

IN PASSATO AVETE AVUTO QUALCHE CAMBIO ALL’INTERNO DELLA LINE-UP. PERCHE’ AVETE DECISO DI NON CONTINUARE CON UN SECONDO CHITARRISTA?
“Abbiamo e abbiamo sempre avuto l’intenzione di prendere un secondo chitarrista in gruppo, ma al momento non abbiamo trovato la persona giusta che potesse sostituire il posto lasciato da Nilsson. Desideriamo trovare non soltanto un grande chitarrista, ma anche una persona che sia coinvolta al 100% dalla musica; una persona con cui sia facile lavorare e che sia piena di idee. Gente simile però non è facile da trovare, specialmente in una cittadina piccola come la nostra. Finché non si suonava dal vivo non era un problema avere solo una chitarra. In studio di registrazione tutto si risolve registrando una seconda linea di chitarra, ma io sarei il primo ad essere contento se trovassimo un secondo chitarrista, anche perché il mio lavoro sulle parti di chitarra in studio di registrazione è piuttosto duro”.

ISIDOR HA LASCIATO LA BAND. COME AVETE FATTO A TROVARE IL SUO SOSTITUTO?
“Abbiamo conosciuto N. Holstensson ancora nel 1997, all’epoca egli suonava in un gruppo svedese che si chiamava Nominon. A loro serviva uno studio di registrazione poco costoso per registrare il demo, in quel periodo Morth entrò a lavorare in uno studio di registrazione così i Nominon passarono un week end qui da noi e da quella volta siamo sempre rimasti in contatto con loro e con Holstenson. Quando era ormai chiaro che dovevamo separarci da Isidor chiamammo Holstenson, che qualche mese prima aveva lasciato i Nominon. Venne da noi un week end e provò i nuovi brani e fummo subito felici di averlo in gruppo, tanto che non provammo altri cantanti”.

PERSONALMENTE CONSIDERO “AT THE WORLD OF UNTRODEN WONDER” IL VOSTRO MIGLIOR ALBUM. ALL’EPOCA IL VOSTRO SOUND SOMIGLIAVA A QUELLO DEI DISSECTION, MA AVEVA ANCHE UN BEL TOCCO EPICO. POI IL VOSTRO STILE DIVENNE PIU’ AGGRESSIVO, COME IN “THE HERESY OF AN AGE OF REASON”. QUESTO CAMBIAMENTO STILISTICO E’ STATO DETTATO DA UNA SCELTA BEN PRECISA OPPURE E’ NATO IN MANIERA SPONTANEA?
“Nel periodo trascorso tra i due album che hai ricordato sono successe un bel po’ di cose. Morth ha lasciato la nostra città e per lavoro si è trasferito a Stoccolma, così siamo rimasti senza un batterista, contemporaneamente l’interesse di Nilsson e di Isidor per la band era venuto decisamente meno, così restammo io e Albrektsson (basso), a prenderci cura di tutto: la differenza tra i due album è quindi che ‘At The World…’ è il risultato del lavoro – riff, idee, etc –  di tutti i membri della band, mentre ‘Heresy…’ è il frutto del lavoro unicamente mio e di Albrektsson. Comprammo una semplice drum machine e programmammo le parti che poi Morth avrebbe dovuto suonare in studio, poi mandammo il nastro a Morth che studiò le parti. Questo lavoro ci portò via due anni per completare l’album. Ad ogni modo, il cambio di stile credo sia avvenuto in maniera del tutto spontanea. Tra un album e l’altro non ci siamo mai seduti per decidere come avrebbe dovuto suonare la nostra musica sul prossimo lavoro, ci siamo semplicemente messi a suonare ascoltando i nuovi riff che nascevano. Abbiamo composto materiale nuovo e questo ci è sembrato subito ottimo”.

CREDI SIA GIUSTO CONSIDERARE IL VOSTRO NUOVO ALBUM COME LA LOGICA CONSEQUENZA DI “THE CROWNING CARNAGE”? PROBABILMENTE “PESTILENCE UPON MANKIND” E’ L’ALBUM CON PIU’ INFLUENZE DEATH METAL CHE ABBIATE MAI AVUTO…
“Considero ‘Pestilence Upon Mankind’ molto più di una logica conseguenza dell’album ‘Heresy…’. Per me ‘The Crowning Carnage’ è assai più primitivo e diretto rispetto sia a ‘Pestilence…’ che a ‘Heresy…’. Sì, può darsi che ci siano un po’ di parti tecniche e altre death metal oriented in quest’album, ma la struttura delle canzoni resta sempre molto semplice e più prevedibile”.

I THY PRIMORDIAL DIVENTERANNO UNA DEATH METAL BAND IN FUTURO?
“Chi ha sentito i nostri lavori sin dal primo demo sa che un po’ di influenze death metal ci sono sempre state, nel nostro songwriting. Ogni membro dei Thy Primordial ha un passato in qualche death metal band, per questo è piuttosto naturale che continuino ad esserci delle influenze da parte di questo genere. Su ‘Pestilence Upon Mankind’ abbiamo preso parecchie di queste influenze, ma noi resteremo sempre un gruppo black metal, con influenze death”.

AVETE FATTO BEN SEI ALBUM, MA FORSE NON AVETE LA POPOLARITA’ CHE MERITATE. CREDI CHE DIPENDA DA QUALCHE ERRORE FATTO IN PASSATO? PER ESEMPIO, FIRMARE PER UN’ETICHETTA ORIENTALE CHE NON POTEVA DISTRIBUIRVI IN EUROPA…
“Se non abbiamo avuto il giusto successo forse si deve alle label. Le case discografiche che abbiamo avuto sono state una peggiore dell’altra. Guardando al passato non posso far altro che ridere a questa farsa. Ad esempio, il primo album uscì con un ritardo tale che il secondo album si trovò ad uscire un anno prima del debut, e la decisione di ritardare l’uscita di questo debut causò un ritardo di ben due anni sull’uscita del terzo album. Il quarto album poi fu registrato appena qualche settimana prima dell’uscita del terzo, di conseguenza perdemmo promozioni, ci fu una confusione tale che la gente non sapeva quale fosse l’album nuovo e quale il vecchio… ad ogni modo siamo sopravvissuti a tutta questa merda e credo siamo diventati sempre più forti, credo che una situazione peggiore di così non ci capiterà più in futuro. Ma il fatto che non abbiamo mai suonato dal vivo ha contribuito parecchio e farci restare nell’anonimato e farci restare una band sconosciuta”.

IN EFFETTI AVETE CAMBIATO UN BEL PO’ DI CASE DISCOGRAFICHE: COME VANNO LE COSE ORA CON LA BLACKEND RECORDS?
“Abbiamo realizzato i nostri sei album per sei case discografiche differenti, ma in realtà abbiamo firmato un contratto solo per la Gothic, Pulverised e la Blackend, le altre erano soltanto licenze di stampa. La Blackend è assai migliore delle label che abbiamo avuto in passato che erano più o meno a livello amatoriale e facevano quell’attività più per hobby che per lavoro. La Blackend invece è una vera casa discografica anche se è distante dall’essere una grande label. La promozione è piuttosto povera, non sono molto informati: ad esempio ho scoperto che abbiamo avuto una licenza per la distribuzione in Russia per il nuovo album attraverso un sito di news, prima che ce lo riferisse la nostra casa discografica. Il nostro contratto con loro è terminato, non sappiamo se in futuro ci sarà un rinnovo o firmeremo per l’ennesima nuova etichetta”.

COSA MI DICI INVECE DELLA SCENA SVEDESE? CON QUALI BAND SIETE IN BUONI RAPPORTI?
“Alcuni anni fa ero in contatto con membri di Abyssos, Thornaeon, Lord Belial etc, ma ora non ho veramente più tanto tempo libero e le uniche band in cui sono in contatto sono i Nominon, Legion e gli ex membri dei Mithotyn (ora nei Falconer). Per quanto riguarda la scena svedese sono davvero poco informato, come ti ho detto prima ho davvero poco tempo libero per dedicarmi ad essa…”.

VEDREMO MAI I THY PRIMORDIAL DAL VIVO NEL SUD DELL’EUROPA?
“Be’, suonare dal vivo è una cosa che ci piacerebbe molto fare, purtroppo però al momento non abbiamo ricevuto alcuna offerta seria a tal proposito. Spero che riusciremo ad andare in tour qualche volta in futuro, ma al momento niente è stato pianificato”.

GRAZIE PER L’INTERVISTA MICKE. I TUOI SALUTI AI FAN DEI THY PRIMORDIAL…
“Grazie per il supporto. Ascoltate ‘Pestilence Upon Mankind’ e anche i nostri vecchi album! Le magliette possono essere acquistate direttamente dal nostro sito web: www.thyprimordial.com. To run and decay!”.

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