TO-MERA – Orizzonti in movimento

Pubblicato il 19/04/2008 da
 
Quando si intervista una band via email, capita che, per un motivo o per un altro, le risposte arrivino in ritardo. Non sappiamo di preciso che cosa sia accaduto alla nostra email con l’intervista per i progressive metallers inglesi To-Mera, ma resta il fatto che abbiamo ricevuto le risposte del gentilissimo Lee Barrett dopo che quest’ultimo ha annunciato la sua fuoriuscita dalla band a causa dei suoi troppi impegni! Una situazione abbastanza ridicola, ce ne rendiamo conto, ma essendo l’ex bassista ancora coinvolto nel progetto To-Mera (ne è il manager e discografico) ed essendo lo split molto recente, abbiamo deciso di pubblicare ugualmente la breve intervista. Buona lettura, quindi…
 

CIAO LEE E BENVENUTO SU METALITALIA.COM. QUESTA E’ LA PRIMA INTERVISTA CHE RILASCI AL NOSTRO PORTALE… VUOI SPENDERE QUALCHE PAROLA PER PRESENTARE I TO-MERA AI LETTORI?
“Ciao a tutti! Noi siamo i To-Mera, una progressive metal band inglese. Ci siamo formati nel 2005 e nello stesso anno abbiamo realizzato un demo, che ci ha dato modo di entrare a far parte del roster della Candlelight Records. Il nostro debut album, ‘Transcendental’, è arrivato nei negozi nella tarda estate del 2006”.
 
CHE COSA SIGNIFICA IL VOSTRO MONICKER?
“E’ stata un’idea di Julie, la nostra cantante. A quanto pare, To-Mera è il nome che i primissimi abitanti dell’Egitto davano a quella terra. Julie è molto appassionata di egittologia e per qualche ragione quella parola le è sempre rimasta in mente. Ha pensato che fosse un buon nome per una band e così abbiamo deciso di chiamarci in questo modo”.
 
ACCENNAVI A “TRANSCENDENTAL”, IL VOSTRO PRIMO ALBUM. SIETE SODDISFATTI DEI RISULTATI CHE HA RAGGIUNTO? MI SEMBRA SIA STATO MOLTO BEN ACCOLTO…
“Sì, effettivamente la cosa ci ha davvero sorpreso… il feedback è stato decisamente positivo. Siamo ancora affezionati al disco, ma devo ammettere che sin dall’inizio alcune cose non ci convincevano. Del resto, si tratta delle prime otto canzoni che abbiamo scritto assieme. Comunque, è stato un piccolo successo e ne siamo molto contenti!”.
 
IMMAGINO CHE PER “DELUSIONS”, IL VOSTRO NUOVO LAVORO, ABBIATE CURATO TUTTO DIVERSAMENTE…
“Senz’altro. Oggi siamo più sicuri dei nostri mezzi e questo si riflette nel songwriting. Ci piace lo stile del primo album e non abbiamo voluto cambiare troppo su ‘Delusions’, ma, allo stesso tempo, abbiamo cercato di rendere i pezzi più fluidi. Il nuovo disco è più heavy e più tecnico, ma le varie sezioni sono legate meglio fra di loro e tutto l’album mostra una maturità superiore. Credo che siamo riusciti a sviluppare il nostro sound nella maniera giusta”.
 
COME SIETE SOLITI COMPORRE UN BRANO?
“Per comporre gli scheletri dei brani, utilizziamo un software chiamato ‘Guitar Pro’. Andiamo avanti a scambiarci file preparati al computer per qualche giorno, poi ci ritroviamo in sala prove e vediamo di limare il tutto, anche se poche cose vengono solitamente scritte in questa sede. Siamo soliti comporre tutte le parti a casa. Rispetto a ‘Transcendental’ abbiamo suonato più spesso i brani in sala prove prima di entrare in studio. Credo che ‘Delusions’ sia meglio strutturato soprattutto grazie a questo”.
 
TECNICAMENTE SIETE PREPARATISSIMI: AVETE FREQUENTATO DELLE SCUOLE?
“Io, a dire il vero, non sono affatto preparato… faccio tutto a orecchio! Ma per gli altri ragazzi è diverso, sono quasi tutti andati a scuola. Paul, il nostro batterista, ha un diploma in una prestigiosa scuola di Londra e ha suonato persino nell’orchestra nazionale. Tom ha studiato chitarra jazz al Trinity College di Londra e anche Hugo ha fatto lo stesso. A essere onesti, per me a volte è difficile stargli dietro! Purtroppo da ragazzo sono stato troppo pigro (ride, ndR)!”.
 
SPIEGACI IL TITOLO, “DELUSIONS”…
“Questa volta l’argomento dei testi sono le emozioni umane e molti di essi sono ispirati a esperienze vissute da noi o da amici stretti. Parliamo della natura della relazioni in ‘The Lie’, di depressione e suicidia in ‘A Sorrow to Kill’ o di amore in ‘Temptation’. Julie ultimamente ha letto parecchi trattati di filosofia e alcune di queste storie sono mischiate a sue considerazioni personali sul perchè delle cose e così via. Il titolo ‘Delusions’ è sembrato essere quello più adatto a rappresentare tutti gli spunti trattati nei testi”.
 
QUALI SONO LE BAND CHE VI ISPIRANO MAGGIORMENTE? A CHI VI FA PIACERE ESSERE PARAGONATI?
“Ci sono tante band che apprezziamo e che ci ispirano… troppe per menzionarle tutte. In generale, direi Dream Theater, Meshuggah, Extol, Sadist, Textures, Symphony X, Sikth, Biomechanical, Opeth… ma il bello della nostra musica è che non assomiglia a quella di nessuna di queste in particolare!”.
 
AVETE MAI PENSATO DI UTILIZZARE ANCHE DELLE VOCI MASCHILI IN CERTI PASSAGGI DEI VOSTRI PEZZI?
“No, pensiamo che uno dei nostri elementi caratteristici sia proprio la voce di Julie, che ben si sposa anche con le parti più heavy. Abbiamo usato giusto un po’ di cori in alcuni frangenti, ma per il resto ci piace affidare tutto a lei”.
 
CIRCA UN ANNO E MEZZO FA AVETE SUPPORTATO GLI EMPEROR A LONDRA. DA ALLORA AVETE TENUTO QUALCHE ALTRO CONCERTO. VI CONSIDERATE UNA LIVE BAND ORA?
“Stiamo migliorando su questo fronte… i nostri primi show non sono stati un granchè. Ma nell’ultimo anno e mezzo abbiamo senz’altro fatto dei progressi e ora stiamo cercando di suonare live il più possibile per migliorare ancora. Ci piace suonare con band di qualsiasi estrazione… puoi metterci dove vuoi e puoi stare certo che faremo sempre del nostro meglio. La data con gli Emperor fu particolare proprio perchè noi suoniamo tutt’altra musica, ma direi che è andata bene”.
 
LEE, TU SEI COINVOLTO NELLA CANDLELIGHT RECORDS, CHE E’ APPUNTO LA LABEL PER CUI INCIDONO I TO-MERA. E’ DIFFICILE SEPARARE LE DUE COSE?
“La storia è un po’ strana, a dire il vero. Io ho fondato la Candlelight Records, ma l’ho venduta nel 1998 e per alcuni anni non ho avuto alcun rapporto con i nuovi proprietari. Avevo dato vita a una piccola label che operava sotto la Earache Records, ma poi ho avuto problemi con i dirigenti di quest’ultima. In pratica, due delle band che avevo messo sotto contratto, i Wolverine e i Daylight Dies, non erano state pagate e così, dopo mesi di attesa, mi sono messo a cercare una nuova sistemazione per loro. Ho contattato Edward alla Candlelight e gli ho chiesto se era interessato a lavorare con queste band. Gli ho spedito i CD e ho allegato anche una copia del demo dei To-Mera e, pochi giorni dopo, non solo mi ha detto che avrebbe pubblicato lui i dischi dei Wolverine e dei Daylight Dies, ma che gli sarebbe anche piaciuto ingaggiare i To-Mera stessi. Così da allora sono entrato a far parte del roster della Candlelight con la mia band e sono anche diventato il nuovo A&R dell’etichetta, iniziando a scegliere altri gruppi da mettere sotto contratto”.
 
CHE STORIA INTERESSANTE! BENE, GRAZIE, LEE… DIREI CHE E’ TUTTO.
“Grazie a voi! Invito i lettori ad andare ad ascoltare la nostra musica su www.myspace.com/tomeraband. Vi potrebbe piacere!”.
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