Ancora una volta, Metalitalia.com ci tiene a sottoporre alla vostra attenzione i Torture Killer, band che è assolutamente un sinonimo di qualità in campo groovy death metal. Mentre Obituary e Six Feet Under arrancano e rilasciano album pessimi o appena discreti, questi finlandesi devono ancora sbagliare un colpo. Vero, se non ci fossero stati i due suddetti colossi, sicuramente i Torture Killer oggi non esisterebbero, ma negare l’evidenza – ovvero che “For Maggots To Devour”, “Swarm!” (al quale partecipò lo stesso Chris Barnes) e il nuovo “Sewers” siano degli ottimi lavori nel loro genere – solo perchè il gruppo è poco personale, sarebbe altamente stupido e controproducente, a maggior ragione se siete fra coloro che nel death metal cercano soprattutto groove e materiale su cui fare headbanging. Spazio quindi alle parole del chitarrista Jari Laine, probabilmente uno dei musicisti più umili dell’universo…
SONO PASSATI TRE ANNI DA QUANDO CI ERAVAMO TROVATI PER PARLARE DI “SWARM!”. CHE COSA È SUCCESSO ALLA BAND IN TUTTO QUESTO TEMPO?
“C’è davvero tanto da raccontare! Allora, dopo la pubblicazione del disco, abbiamo fatto tantissima promozione sulla stampa, che ha visto anche voi ragazzi darci una mano… grazie ancora per quello! Poi abbiamo semplicemente aspettato che qualcosa si muovesse per la band. Intendiamoci, avendo Chris in formazione, sapevamo sin dall’inizio che sarebbe stato difficile riuscire a concretizzare qualcosa, visti i suoi impegni. Ci abbiamo provato e abbiamo aspettato, ma poi ci siamo stancati della situazione. Non ci sentivamo più come una vera band, non ci stavamo divertendo più e così abbiamo contattato sia Chris che la Metal Blade e abbiamo scelto di prendere strade separate, per il nostro bene di gruppo. Non abbiamo litigato, nè c’è stato alcun tipo di tensione… siamo profondamente grati a Chris, con noi è stato davvero bravissimo. Lo ripeto, ci abbiamo provato, ma la cosa non ha funzionato. Così abbiamo trascorso l’intero 2008 a riorganizzarci e a completare i testi dei nuovi brani, la cui musica era già stata registrata sul finire del 2007. Verso la fine del 2008 Sallinen ha finalmente registrato le parti vocali e ora eccoci qui…”.
“SWARM!” MI ERA PIACIUTO MOLTO. TU COME GUARDI A QUEL DISCO, ORA CHE SONO TRASCORSI ALCUNI ANNI?
“Penso che come album sia OK. Le canzoni sono buone e alcune rientrano senz’altro fra le nostre migliori di sempre, ma nessuno di noi è particolarmente contento della nostra performance in esse. Le tracce base erano orribili, ma Chris assieme a Erik Rutan è riuscito a fare un gran lavoro in studio, riuscendo a salvare il materiale. L’album suona in quel modo grazie ai loro sforzi in sede di regia. Personalmente, preferisco suoni più sporchi, ma, considerando quello che gli avevamo sottoposto, credo che il risultato finale sia comunque OK… come dicevo, amo molto alcuni di quei brani”.
CHE COSA HA FATTO “SWARM!” PER VOI DA UN PUNTO DI VISTA COMMERCIALE? SIETE RIUSCITI A INGRANDIRE IL VOSTRO SEGUITO AVENDO CHRIS BARNES IN FORMAZIONE E USCENDO PER METAL BLADE RECORDS?
“Sì, sicuramente quei due fattori hanno fatto sì che parecchia gente si interessasse a noi. Considerando inoltre il fatto che non siamo andati in tour, sono molto soddisfatto delle vendite. Però è stato un vero peccato non essere riusciti a tenere neanche uno show con quella lineup… sarebbe stato davvero qualcosa di speciale!”.
LA VOSTRA NUOVA LABEL, LA DYNAMIC ARTS, HA UNA SCUDERIA MOLTO VARIA. NON SIETE PREOCCUPATI DI RITROVARVI COME DEI PESCI FUOR D’ACQUA?
“Vero, il roster è assai eclettico, ma godiamo di tantissima attenzione da parte loro e ci stanno trattando bene. Per ora hanno pubblicato l’album e stanno facendo un buon lavoro… noi faremo del nostro meglio per rendere loro la vita ancora più facile”.
PARLIAMO ALLORA DI “SEWERS”: QUALI OBIETTIVI AVETE VOLUTO RAGGIUNGERE CON QUESTO ALBUM?
“Il disco è piuttosto vecchio. Devi considerare che trascorse circa un anno tra il completamento di ‘Swarm!’ e la sua pubblicazione, quindi quando quest’ultimo arrivò nei negozi noi eravamo già da tempo al lavoro su nuovo materiale. Siamo incappati in un paio di momenti di crisi, con scarsa ispirazione… in ogni caso, il materiale di ‘Sewers’ era già quasi pronto a fine 2007. Poi nel 2008 abbiamo rifinito tutto. I nostri obiettivi? Scrivere canzoni che ci soddisfassero e ci divertissero”.
OGNI BAND È SOLITA AFFERMARE CHE IL SUO NUOVO LAVORO È IL MIGLIORE DELLA DISCOGRAFIA. IN CHE COSA DUNQUE “SEWERS” È MIGLIORE DEI VOSTRI PRIMI DUE ALBUM SECONDO TE?
“A dire il vero, mi sa che io sono l’eccezione che conferma la regola! Non so davvero se questo è il nostro miglior album. Per quanto riguarda la nostra performance strumentale, lo è senza dubbio, e penso anche che contenga un paio di ottimi brani, ma questo è davvero il nostro album migliore? Non lo so… credo che abbiamo fatto un buon lavoro, ma penso anche che sotto certi aspetti dobbiamo assolutamente migliorare in futuro. Il sound nel complesso è più vicino ai miei gusti, tuttavia non abbiamo ancora raggiunto lo standard che ho in mente. Non posso neppure dire se Sallinen è meglio di Barnes… sono due cantanti diversi ed entrambi sono protagonisti di ottimi momenti nei rispettivi album”.

“”Grazie per i complimenti… anche a me piace quella canzone. Penso che sia stata una buona decisione quella di provare simili esperimenti già su ‘Swarm!’, non sei il primo che mi dice che li ha apprezzati. Penso però che per ottenere il meglio da questi ultimi, dovremmo utilizzarli con parsimonia. Siamo ancora una death metal band e, prima di ogni altra cosa, siamo qui per i riff heavy. Tuttavia, quei passaggi melodici rendono alcuni pezzi e l’intero album maggiormente dinamici. Al momento, sono felice di avere i Torture Killer e non ho il desiderio di avviare altri gruppi: ho qualche riff e qualche melodia sul mio hard-drive che mi piacerebbe usare altrove, ma non è ancora giunto il momento”.
CHE COSA VI ASPETTATE DA “SEWERS”? QUANDO POTRETE DEFINIRE IL DISCO UN SUCCESSO?
“Credo che nessuno di noi abbia delle vere e proprie aspettative nei riguardi del disco. Onestamente, penso che il nostro picco commerciale sia già stato raggiunto e che d’ora in avanti non potremo che peggiorare da quel punto di vista. In generale, penso che le recensioni che riceviamo siano quelle che meritiamo… alcune sono molto positive, altre no, ma questo è ciò che facciamo… se poi la gente ci apprezza, allora tanto meglio. Qualsiasi altra cosa che arriva aldilà di questo, è un bonus. La band è solo un hobby per noi. Un hobby piuttosto serio, ma sempre un hobby. È qualcosa che facciamo per divertirci… se inizi a preoccuparti troppo di questo o quello, finisci per alienarti e perderti tutti gli aspetti positivi”.
ORA CHE “SEWERS” È STATO PUBBLICATO, CHE COSA AVETE INTENZIONE DI FARE?
“Saremo a breve in tour in Europa per poco più di due settimane assieme a Demonical e Facebreaker. Poi terremo qualche concerto in patria e prenderemo parte a dei festival”.
E PER QUANTO RIGUARDA I PROGETTI A LUNGO TERMINE?
“Sono abbastanza soddisfatto di dove siamo ora. Spero che avremo modo di pubblicare altri albuum e di tenere qualche altro bel concerto. Personalmente, spero di riuscire a migliorare il songwriting e di dare alle stampe un disco davvero valido un giorno…”.
LASCIAMI DIRE PERÒ CHE I VOSTRI ALBUM LETTERALMENTE DISTRUGGONO QUALSIASI COSA PRODOTTA DAI SIX FEET UNDER NEGLI ULTIMI 7/8 ANNI. AL VOSTRO POSTO, IO SAREI STANCO DI CERTI PARAGONI…
“Grazie, sono molto onorato! Personalmente ritengo che i primi tre album dei Six Feet Under siano dei classici nel nostro tipo di death metal e che tutt’ora abbiano qualcosa da dire. Magari gli ultimi dischi non sono tanto validi, ma in ognuno di essi posso trovarci dei pezzi molto groovy ed heavy che mi piacciono. In generale, la band mi piace ancora tantissimo. Per quanto riguarda i paragoni, la cosa non mi disturba… siamo nati come tributo a loro e agli Obituary e, in parte, lo siamo ancora. Sarei stupido a negare l’evidenza”.
OK, TI RINGRAZIO PER L’INTERVISTA, JARI…
“Grazie infinite a te per l’intervista e per il supporto… apprezzo molto il fatto che ci stiate aiutando ancora! Cheers brothers!”.

