TRIVIUM – Dritti per la propria strada

Pubblicato il 22/10/2013 da

E’ sul rooftop del palazzo che ospita gli uffici Warner, con una vista mozzafiato su una Milano soleggiata, che incontriamo Matt Heafy e Corey Beaulieu, impegnati in un tour europeo dedicato interamente ad interviste e promozione di “Vengeance Falls”. La metà dei Trivium con cui abbiamo dialogato è stanca dal tour de force promozionale, ma carica di energia positiva: dalle loro parole e soprattutto dal linguaggio paraverbale è evidente sia la soddisfazione verso l’ultima creatura in studio sia l’eccitazione nei confronti della pubblicazione dell’album e del successivo ciclo di tour. Niente colazione a Coca Cola e Marlboro per i ragazzotti di Orlando, che nel colloquio diretto si confermano genuini e spontanei, al contrario di come venivano dipinti agli esordi. Una band che è cresciuta professionalmente, ha lavorato su se stessa e non si accosta, realmente o recitando, ai cliché della rockstar che qualcuno ritiene obbligatori. In egual modo non si lascia influenzare dalle critiche, proseguendo nel soddisfare i propri fan, consapevoli di ciò che essi vogliono da loro. Di seguito il resoconto della nostra chiacchierata…

 

Trivium- band - 2013

 

COME VI SENTITE IN QUELLO STRANO MOMENTO IN CUI L’ALBUM E’ PRONTO E STATE ASPETTANDO L’USCITA?
CB: “E’ tutto molto eccitante, siamo in quel momento in cui abbiamo finito il mixing e sappiamo come suona tutto in via definitiva, conoscendo la forma finale del disco, e nel frattempo attendiamo di mostrare il nostro lavoro a tutti e ricevere i primi feedback. E’ un’attesa snervante da alcuni punti di vista, ma anche un momento di eccitazione notevole”.
MKH: “Aver sentito il disco finito e avere l’opportunità di fare un press tour per l’Europa, per la prima volta, mi rende felicissimo. In questo modo abbiamo la possibilità di parlare con molti addetti ai lavori e creare il giusto interesse verso ‘Vengeance Falls'”.

AVETE DICHIARATO CHE LA COLLABORAZIONE CON DAVID DRAIMAN ERA NEL CASSETTO DA PARECCHIO TEMPO, COM’E’ NATA?
MKH: “Nel lontano 2005 David si dichiarò fan della band, confidandoci che voleva lavorare con noi, ma non sapevamo ancora in che modo. Col passare nel tempo i Trivium crebbero, e la nostra conoscenza divenne più intima. Scoprimmo quanto era significativo il suo lavoro in studio coi Disturbed come produttore. E’ stato col progetto Device che David ha mostrato tutti le sue capacità di producer, e nello stesso momento abbiamo deciso di voler collaborare con lui”.

LA SUA MANO E’ INDUBBIAMENTE PRESENTE IN TUTTO IL DISCO. DRAIMAN E’ STATO ANCHE UN VOCAL COACH? COME AVETE LAVORATO?
MKH: “Penso che il miglior produttore sia colui che riesce a pensare fuori dagli schemi, uscendo dalla sfera in cui lavora normalmente, applicandosi in maniera costruttiva alla registrazione di ogni singolo strumento. David ha supervisionato con attenzione la registrazione di chitarre, basso, batteria, parti vocali sino alla musicalità dei testi. E’ stato capace di guidarci all’esprimerci al meglio. Il fatto che lui stesso sia il cantante di una metal band mi ha avvantaggiato nelle registrazioni come mai successo prima. Mi ha mostrato tecniche di respirazione e di canto, assieme a trucchetti da vero e proprio ‘insegnante’. Non è la prima volta che prendo lezioni di canto, ma avere accanto una figura che è canta in un gruppo metal e nello stesso tempo sa registrare nella maniera migliore una canzone è stato senza precedenti”.

COM’E’ ANDATA AL RESTO DELLA BAND?
CB: “Abbiamo lavorato molto in fase di pre-produzione, per sistemare al meglio possibile arrangiamenti, assoli e partiture ritmiche. Mi sono concentrato sul lavorare sui riff più deboli, a cercare la giusta atmosfera su alcuni punti o a lavorare sull’impatto in altri, e lo stesso hanno fatto Paolo e Nick. Al momento di registrare le canzoni erano quindi molto definite, e ogni giorno facevamo gli ‘straordinari’, la sera, per migliorare qualche assolo o elevare qualche cambio di ritmo. David ci ha dato tutto lo spazio di cui avevamo bisogno, limitandosi a far suonare in maniera egregia le canzoni sulle quali abbiamo lavorato duramente ancora prima di metterci a registrare”.

NEL MOMENTO DI CREARE LE NUOVE CANZONI AVETE DISCUSSO SULLA DIREZIONE DA INTRAPRENDERE, AVETE SPINTO VERSO UN CERTO TIPO DI SUONO?
MKH: “Volevamo comporre canzoni che piacessero al pubblico, e che di conseguenza ci rendessero fieri di noi stessi. Al primo disco, quando non avevamo ancora dei sostenitori, non sapevamo nemmeno cosa la gente si aspettasse da noi. In ‘The Crusade’ volevamo essere diversi al 100% dai Trivium dei primi album. In ‘Shogun’ volevamo fare qualcosa di tecnico. ‘In Waves’, come in questo ‘Vengeance Falls’, è stato fatto dedicandoci esclusivamente allo scrivere le migliori canzoni di cui siamo capaci. Ascoltandolo ora, un minimo distaccati, penso che riesca a racchiudere in maniera soddisfacente tutte le nostre esperienze passate, con elementi da ogni disco”.

E’ PIU’ FACILE RELAZIONARVI TRA VOI COL VOSTRO ULTIMO ARRIVATO NICK AUGUSTO?
CB: “Per la prima volta il batterista è stato presente durante l’intero processo compositivo. Niente drum machine, abbiamo sudato e passato tempo nella stessa stanza, con un musicista attento, disponibile e propositivo. E’ andata alla grandissima, è bello avere Nick nella band quanto è bello averlo sul tour bus. Non abbiamo mai registrato così velocemente, questa è la miglior prova di come stanno andando le cose”.

L’ARTWORK DI COPERTINA E’ DI NUOVO QUALCOSA DI MOLTO DIVERSO, MAI VISTO IN PRECEDENZA NE’ SIMILE A QUELLO DI ALTRE BAND. PUOI RACCONTARCI QUALCOSA SULL’ARTISTA CHE SE NE E’ OCCUPATO?
MKH: “L’artista è Brent Elliot White, che dopo essersi occupato del design di parecchie t-shirt dei Trivium è passato alla nostra prima copertina. In sintesi gli abbiamo spedito tutti i testi e tutte le demo in nostro possesso, assieme a qualche idea generale e un bozzetto. Quello che abbiamo avuto indietro è stata, quasi alla prima bozza, l’attuale copertina del disco. Non fraintendetemi, non ci ha mandato il disegno il giorno successivo: la sua opera è stata molto lunga e laboriosa, e siamo molto soddisfatti del risultato finale, che è una metafora e una realizzazione artistica del significato dei testi”.

QUINDI NON AVETE DISCUSSO IN ALCUN MODO QUELLA CHE DOVEVA ESSERE LA RAPPRESENTAZIONE?
MKH: “Non abbiamo dato alcuna indicazione specifica, abbiamo lasciato che interpretasse lui stesso i nostri testi e la nostra musica, elaborandola secondo il suo estro personale”.

MATT, LA TUA VERSIONE ACUSTICA DI “HARVEST” DEGLI OPETH HA AVUTO UN SUCCESSO ENORME IN RETE. AVETE PENSATO DI INSERIRLA NEL DISCO?
MKH: “Non è legata del tutto ai Trivium, è una cosa più mia, personale. A volte, nei ritagli di tempo, mi piace dedicarmi a cose leggermente diverse. Ho fatto anche una cover degli In Flames, e mi piacerebbe suonare qualcosa di molto più estremo in acustico. Forse un giorno ne uscirà un vero e proprio progetto parallelo, chi lo sa. Non è una cosa che accadrà a breve comunque, questo ve l’assicuro”.

QUALCHE ANNO FA TRIVIUM, ASSIEME A BULLET FOR MY VALENTINE E AVENGED SEVENFOLD, SONO STATE SALUTATE COME IL FUTURO DELLA MUSICA METAL. COSA PENSATE OGGI, DOPO QUASI 10 ANNI, DEL VOSTRO PERCORSO E DI QUELLO DEI VOSTRI COLLEGHI?
MHK: “E’ bello avere dei colleghi della nostra stessa età. Agli inizi avevamo diciotto-diciannove anni e giravamo con gruppi di almeno cinque anni in più. Noi, Avenged e Bullet abbiamo ovviamente le stesse influenze, ovvero Metallica, Iron Maiden, Pantera, Slayer, Sabbath, Priest… quelle influenze che, unite alla nostra passione, ci hanno modellato fino a quello che siamo oggi. Allo stesso modo gli Avenged Sevenfold, partendo dalle stesse basi, si sono evoluti verso un sound più rock, mentre i BFMV hanno preso la loro differente direzione. Oggi è bello ascoltare ‘Vengeance Falls’ e riconoscere elementi da ogni singolo disco precedente, come una miscela di tutto quello che abbiamo fatto nella nostra carriera”.

CHE CONSIGLIO DARESTI AL TE STESSO DI DIECI ANNI FA?
CB: “Non saprei. Tutto quello che abbiamo fatto negli ultimi 10 anni ci ha portato qui, e ti assicuro sono stati anni fantastici. Se mi chiedi quindi di tornare indietro nel tempo e cambiare qualcosa per modificare il futuro… non lo farei di certo!”.
MHK: “… meglio non rischiare di incasinare tutto e rimanere fottuti! Io in ogni caso metterei dei pantaloni più comodi e mi darei una regolata ai capelli!”.

C’E’ GIA’ UN ALBUM CON CUI VORRESTE ESSERE RICORDATI?
MKH: “Stiamo promuovendo ‘Vengeance Falls’, direi proprio quest’album no? Visto che ci sono tutti i nostri lati migliori è il disco più adatto a introdurre qualcuno ai Trivium. ‘Shogun’ sarebbe troppo tecnico, ‘Crusade’ non ci rappresenta appieno, gli altri non sono semplicemente maturi come ‘Vengeance Falls'”.
CB: “Speriamo la gente ci ricordi per più di un album!”.

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