TRUE LIE – Non lasciamo niente al caso

Pubblicato il 24/03/2015 da

Era lo scorso autunno, e noi ci imbattevamo in una pregevolissimo lavoro di modern metal ad opera di un gruppo di ragazzi tutti italiani, quel “At The First Glare Of A Colder Sky” con il quale i True Lie ci hanno convinto e divertito, e che gli ha consentito di guadagnarsi un posto tra i nomi più “hot” del panorama metal italiano, dimostrando quanto non sia assolutamente necessario affacciarsi oltreoceano per trovare delle proposte moderne e di qualità . Da quel momento, la compagine umbra non si è fermata un momento, tra promozione e attività live, cercando di massimizzare al meglio tutto l’hype creato. Noi, a distanza di qualche mesi, siamo riusciti a raggiungerli e a farci raccontare un po’ di più. La band ci da una mano a farsi conoscere meglio, parlandoci della scena della loro terra, della loro storia e dei progetti futuri, non lesinando alcune critiche nei confronti dell’Industria e delle band che la popolano. In attesa di saggiare le loro capacità live, date uno sguardo alla nostra chiacchierata.

CIAO RAGAZZI. BENVENUTI SULLE PAGINE DI METALITALIA.COM E COMPLIMENTI PER IL VOSTRO DEBUT “AT THE FIRST GLARE OF A COLDER SKY”, LAVORO CHE È STATO MOLTO APPREZZATO QUI IN REDAZIONE. PERCHÉ NON VI PRESENTATE AI NOSTRI LETTORI E NON CI RACCONTATE UN PO’ CHI SIETE?
“Ciao e grazie a voi! Siamo molto felici che il nostro album vi sia piaciuto, è un onore per noi. I True Lie sono un gruppo metal nato a Foligno (PG) nel 2010, composto innanzitutto da quattro amici. Dopo qualche anno di gavetta live in giro per l’Italia e un paio di ep, abbiamo messo a frutto l’esperienza guadagnata e dato alla luce in nostro debut album ‘At The First Glare Of A Colder Sky’ uscito nel 2014 per To React Records”.

QUAL È STATO IL FATTORE SCATENANTE CHE VI HA PORTATO AD ENTRARE NEL MONDO DELLA MUSICA SUONATA? CHI SONO I VOSTRI RISPETTIVI IDOLI ALL’INTERNO DELLA SCENA?
“È stato tutto molto casuale e naturale, ci siamo trovati a suonare insieme quando eravamo dei ragazzini alle prime esperienze e siamo maturati col tempo, la determinazione e grazie al lavoro individuale di ognuno di noi. Gruppi come Lamb Of God, Killswitch Engage, Machine Head sono stati un punto in comune soprattutto all’inizio, in realtà le nostre influenze includono death metal, prog, post-metal, hard-rock, elettronica, punk e così tanti gruppi che non riusciremmo a racchiudere tutto in poche righe”.

RITORNANDO AL DISCORSO “AT THE FIRST GLARE OF A COLDER SKY”, VORREMMO SAPERE UN PO’ DI PIÙ DI QUESTO VOSTRO LAVORO. COME SI È SVOLTO IL PROCESSO COMPOSITIVO? DI COSA PARLANO PRINCIPALMENTE I VOSTRI TESTI? ABBIAMO NOTATE CON PIACERE QUANTO ESSI SIANO IN UN INGLESE BEN PIÙ RICERCATO RISPETTO ALLA MEDIA DELLA SCENA TRICOLORE.
“Verso la fine del 2012 ci siamo resi conto di essere abbastanza maturi da poter comporre un vero album. Siamo partiti dalle idee di Federico (chitarrista) per poi svilupparle tutti insieme, per circa un anno abbiamo lavorato come pazzi in sala prove sezionando, modificando e perfezionando ogni piccola sfumatura delle nostre canzoni. Non volevamo lasciare nulla al caso perché il nostro obiettivo era comporre un disco che racchiudesse tutto ciò che ci piace del metal ma con sonorità moderne, in modo che potesse essere apprezzato da tutti. I testi li ha scritti tutti Dalila (bassista) e come la musica ha subito un lavoro di elaborazione anche i testi sono un po’ intricati, alcuni di essi sembrano quasi senza senso ad una prima lettura. Questi testi parlano di emozioni scaturite dalle esperienze personali e le sensazioni che rimangono, siano esse di rancore, disperazione, risoluzione e soprattutto presa di coscienza; viste le tematiche non proprio semplici anche il lessico deve tenere il passo, mettere un ‘fuck’ ogni due parole, per quanto possa essere efficace, non esprimerebbe a pieno la carica emotiva dei testi”.

QUAL È LA VOSTRA OPINIONE IN QUALITÀ DI BAND EMERGENTE RIGUARDO ALLA SCENA ATTUALE, SIA NELLA VOSTRA REGIONE NATALE, L’UMBRIA, SIA IN ITALIA IN GENERALE?
“La scena in Italia, e per certi versi anche in Umbria, è una sorta di ‘Giano bifronte’: da una parte c’è un proliferare di band di dubbio gusto che sembrano fatte con lo stampo, grazie a tutta la tecnologia a disposizione hanno la possibilità di pompare al massimo la produzione dei loro brani, ma se ne analizziamo i contenuti ci troviamo di fronte alle solite cose trite e ritrite. La qualità generale ha subito un calo disastroso e paradossalmente la competizione è tanta. Dall’altra parte invece ci sono dei gruppi dalle proposte intriganti e originali che meritano sinceramente tutto il supporto e il rispetto possibili, perché stanno dimostrando che nonostante tutto l’underground è ancora vivo, vegeto e valido”.

QUALI SONO GLI OSTACOLI PRINCIPALI CHE AVETE DOVUTO AFFRONTARE PER EMERGERE ED AVERE L’OPPORTUNITÀ DI ENTRARE SOTTO L’EGIDA DI UN’ETICHETTA?
“A nostro avviso è fondamentale presentare un progetto valido e originale, dai suoni curati e moderni, per questo ci siamo impegnati al massimo soprattutto in fase di pre-produzione e registrazione; abbiamo scelto di investire in questo primo album e di affidarci a dei professionisti affinché il prodotto finale fosse all’altezza delle produzioni internazionali, visti i risultati ottenuti siamo convinti di aver fatto la scelta giusta. Ovviamente abbiamo presentato il disco a molte etichette e ricevuto un certo numero di proposte di contratto sia italiane che estere, alla fine quella della To React Records ha prevalso sulle altre”.

ADESSO UNA DOMANDA PER LA VOSTRA BASSISTA DALILA. COME TI TROVI IN UN MONDO AD ANCORA ALTISSIMA PREDOMINANZA MASCHILE COME QUELLO DEL METAL ESTREMO? E’ PIÙ DIFFICILE PER UNA RAGAZZA OTTENERE LA STESSA CONSIDERAZIONE E RISPETTO DEI PROPRI OMOLOGHI MASCHILI?
“Ci sono cresciuta nell’ambiente metal ed è il mio habitat naturale da qualche anno ormai. Non mi sono mai considerata speciale o diversa, in generale vengo trattata come una pari grado, purtroppo ci sono delle eccezioni: a volte sia musicisti uomini che una parte del pubblico mi sottovalutano e non si aspettano nulla di buono da me, oppure mi vedono come una sorta di fenomeno neanche stessi facendo qualcosa di straordinario. Penso sia normale trovare ancora questo tipo di pregiudizi all’interno di una subcultura a prevalenza maschile come il metal, quindi la prendo molto con filosofia. In ogni caso una ragazza che vuole farsi strada in questo mondo parte sempre con un leggero svantaggio a livello di credibilità e per ottenere il dovuto rispetto devi tirare fuori le palle e dimostrare di saper tener testa a chiunque, soprattutto sul palco, senza sconti o privilegi”.

QUALI SONO I VOSTRI PIANI PER LA PROMOZIONE DI “AT THE FIRST GLARE OF A COLDER SKY”?
“Stiamo facendo girare questo album il più possibile tra recensioni, webzine, riviste e radio, anche i social network giocano un ruolo importante e punteremo anche su un altro paio di videoclip, di sicuro il modo più efficace per promuovere il disco è suonare live il più possibile”.

QUAL È IL POSTO DOVE SOGNATE DI ESIBIRVI? E A FIANCO DI CHI?
“I festival internazionali a fianco di artisti come Lamb Of God, Gojira o August Burns Red, ma anche un bel tour con Destrage, Nero di Marte, Shores of Null e altre magnifiche band dell’underground sarebbe fantastico!”

UN ANEDDOTO CHE DIFFICILMENTE DIMENTICHERETE RIGUARDANTE UNO DEI VOSTRI SHOW?
“I fuochi d’artificio durante un live all’aperto! Ancora non sappiamo chi e perché li abbia fatti esplodere proprio dietro al palco mentre stavamo chiudendo il concerto. Roba da Metallica!”

QUALI SONO I VOSTRI PIANI PER IL FUTURO?
“Nel futuro più immediato continueremo la promozione del nostro cd e l’attività live per tutta Italia, magari un tour all’estero e ultimo, ma non per importanza, lavoreremo sodo per il secondo album”.

AVETE GIÀ DEL MATERIALE PRONTO PER IL SECONDO DISCO? SE SÌ, COSA DOVREMO ASPETTARCI?
“Stiamo già lavorando sul nuovo materiale in maniera ancora più meticolosa e maniacale rispetto al nostro primo album, vogliamo spingerci ancora oltre e creare qualcosa di più complesso, veloce e tecnico. I primi risultati ci stanno entusiasmando, ma se volete ascoltare i nuovi lavori dovrete pazientare ancora un po’”.

GRAZIE DI TUTTO, L’INTERVISTA È FINITA. AVETE QUALCOSA DA DIRE IN CHIUSURA AI NOSTRI LETTORI?
“Grazie ancora a voi per l’intervista e grazie ai lettori per averci dedicato il loro tempo. Date un ascolto al nostro album, vi invitiamo anche a seguirci sui nostri canali ufficiali, potete trovare i link nella nostra pagina Facebook, e venite a vedere un nostro concerto se passiamo dalle vostre parti. Un saluto a tutti”.

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