TZOMPANTLI – L’urlo del giaguaro

Pubblicato il 13/07/2022 da

Dopo avere molto gradito “Tlazcaltiliztli” – il debut album del suo nuovo progetto Tzompantli, ora disponibile per 20 Buck Spin Records – ci siamo messi in contatto con Brian Ortiz per sapere qualcosa in più sul background di questa nuova avventura, nata essenzialmente per dare sfogo alla sua passione per il death-doom più pesante e per fare da base alla sue ricerche sulle culture e le antiche civiltà mesoamericane, come quelle azteca e maya. “Tlazcaltiliztli” – come recita la presentazione allegata all’album – è difatti dedicato alle popolazioni, nazioni e tribù indigene del nord, sud, est e ovest dei continenti americani.
Parliamo quindi di questo interessante concept con il cantante/chitarrista californiano, noto a molti per essere la mente dei temibili Xibalba, realtà imprescindibile dell’underground metal/hardcore statunitense contemporaneo.

COME SI È FORMATO IL PROGETTO? C’ERA UN PIANO SPECIFICO PER QUANTO RIGUARDA IL SUONO CHE VOLEVI PRODURRE?
– Il motivo principale per cui ho avviato questo progetto era condividere la mia cultura indigena e cercare di fare qualcosa di leggermente diverso all’interno del death metal/death-doom. Volevo che suonasse molto pesante e minaccioso, ma con un’atmosfera spirituale che si sovrapponesse alla pesantezza.

LA MUSICA DEGLI XIBALBA È GIÀ FORTEMENTE INFLUENZATA DAL DEATH E DAL DOOM METAL. DURANTE IL PROCESSO DI SCRITTURA DELLE CANZONI COME FAI A DECIDERE SE UN RIFF È PIÙ ADATTO A QUELLA BAND O A TZOMPANTLI?
– Quando ho iniziato a scrivere per Tzompantli, mi sono messo nell’ordine delle idee di attingere da una diversa gamma di influenze, cercando però di mantenere saldo lo stile che ho descritto sopra. Per quanto riguarda i riff, è vero che alcuni non sono molto diversi da ciò che potresti sentire dagli Xibalba, tuttavia, ho provato ad aggiungere qualche elemento in più per rendere il sound più variegato.

MENTRE COMPONI NUOVI BRANI, COME VALUTI LA QUALITÀ DELLA TUA MUSICA? QUALI SONO I TUOI CRITERI PER COMPLETARE UNA CANZONE DEGLI TZOMPANTLI? QUALI PASSAGGI SEGUI PER CREARE UNA TRACCIA CHE SIA PERFETTA PER L’ALBUM?
– Tutto inizia sempre con un buon riff. Da qui cerco poi di costruire qualcosa, canticchiando o suonando il riff per conto mio, cercando di immaginare cosa possa seguire dopo. Ogni volta che trovo qualcosa di azzeccato, lo registro e inizio ad assemblare il brano, finendo poi per programmare la batteria per accompagnarlo. In questa fase tutto è allo stato di demo: una volta che sono soddisfatto con la struttura base, inizio a pensare agli arrangiamenti. Di solito cambio varie parti e riorganizzo la struttura alcune volte prima di essere completamente soddisfatto di una mia canzone.

QUALI SONO STATI I PRINCIPALI OSTACOLI ALL’INIZIO DEL PROGETTO? PARLO SIA A LIVELLO COMPETITIVO CHE DI CONCRETIZZAZIONE DELLA BAND.
– L’unica vera sfida sul fronte compositivo è stata la strutturazione delle canzoni e decidere quando finirle e come. Con il tempo è aumentata anche la mia autostima e sono riuscito a capire di avere fra le mani qualcosa di valido. Poi si è trattato di darsi una scadenza per completare il tutto entro tempi decenti. A ben vedere, l’unico ostacolo che ha davvero senso menzionare è la perenne mancanza di fondi (ride, ndR).

IN QUESTO PROGETTO UTILIZZI STRUMENTI E PERCUSSIONI TRADIZIONALI. PUOI FARCI UNA PANORAMICA SU CIÒ CHE HAI USATO PER ORNARE QUESTI BRANI? HAI SUONATO TUTTO DA SOLO?
– Ho suonato tutti gli strumenti da solo con l’aiuto del mio bassista G-bone e di mio cugino Mateolt. Abbiamo usato huehuetl e teponatzli (delle percussioni di origine azteca), conchiglie, flauti ricavati da ossa e altri strumenti a fiato. Ho trovato la maggior parte di questi strumenti partecipando ai pow wow – i raduni dei nativi – nella zona dove abito.

SAREI CURIOSO DI SAPERE DI COSA TRATTA OGNI CANZONE DELL’ALBUM. VORRESTI DARI QUALCHE INFORMAZIONI SUL TEMA PRINCIPALE DIETRO OGNI TRACCIA?
– Yaohuehuetl: Tamburi di guerra. È un’introduzione per dare un’idea dell’atmosfera del disco.
Tlatzintilli: Riguarda la storia della creazione del ​​Sole, della Terra e della Luna. Parla della nascita di Huitzilopochtli – il dio della guerra e del sole – e dell’uccisione dei suoi fratelli, responsabili della morte della loro madre.
Tlazcaltiliztli: Questo si traduce in “Nutrire il fuoco e il sole con il sangue”. Parla del sacrificio rituale.
Eltequi: Questo si traduce in “aprire il petto ed estrarre il cuore come simbolo di offerta”. I canti che uso durante il passaggio acustico sono un verso del “Cantico di Huitzilopochtli” del cosiddetto Codice Fiorentino, l’ultima redazione della “Historia universal de las cosas de Nueva España”, scritta da frate Bernardino de Sahagún nel 1500.
Ohtlatocopailcahualuztli: “Marcia verso il vuoto”. Questa canzone contiene un riferimento alla ‘Notte dei dolori’, una battaglia vinta dagli aztechi, nella quale costrinsero gli spagnoli e i loro alleati indigeni a lasciare Tenochtitlan.
Tlamanalli: Questo si traduce in “l’offerta” e riprende la storia dopo la ‘Notte dei dolori’, con il sacrificio dei prigionieri catturati in battaglia.
Yaotiacahuanetzli: Questo si traduce in “Sangue del Guerriero”. È una canzone che documenta e fa riferimento alla vita, morte e rinascita di un guerriero.

HAI UNA FEDE O SEGUI QUALCHE DOTTRINA IN PARTICOLARE? SI TRATTA DI QUALCOSA CHE FA ANCHE DA BASE PER I CONTENUTI DELLA TUA MUSICA?
– Ho le mie ideologie che ho sviluppato nel tempo, ma faccio del mio meglio per non incorporarle in questo progetto. Voglio che questa band sia legata soltanto alla storia, alla tradizione e alla mitologia.

PARLACI DEL TUO AMORE PER LA CULTURA E LE CIVILTÀ MESOAMERICANE: PERCHÉ HAI SENTITO QUESTO BISOGNO DI CELEBRARE QUESTI TEMI ATTRAVERSO LA MUSICA? LO STUDIO DI QUESTE CULTURE È SOLO UN HOBBY PER TE – COME PUÒ ESSERLO PER KARL SANDERS DEI NILE NEI CONFRONTI DELL’EGITTO – O, OLTRE ALLE TUE ORIGINI, C’È QUALCOSA DI PIÙ PROFONDO, COME UNA CONNESSIONE SPIRITUALE?
– Affronto queste tematiche perché fanno parte della MIA cultura. Sento che si tratta di un concept molto interessante e adatto alla musica brutale, malinconica o cupa che sto suonando. Non è solo un hobby per me. Sto facendo del mio meglio per onorare i miei antenati e la nostra ricca storia.

CONOSCI ALTRE BAND CHE PROMUOVONO TEMI LEGATI AI NATIVI AMERICANI NELLA LORO MUSICA? VUOI DARE ALCUNI CONSIGLI AI NOSTRI LETTORI?
– Ce ne sono un bel po’ al momento! Ixachitlan, Pan-Amerikan Native Front, Black Braid, Volahn, Blue Hummingbird On The Left, solo per citarne alcuni.

HO VISTO CHE NEGLI ULTIMI MESI TI SEI PRESO UNA PAUSA DALL’ESIBIRTI DAL VIVO CON GLI XIBALBA. HAI INTENZIONE DI TORNARE PRESTO IN TOUR CON LORO? CHE NE DICI DI PORTARE TZOMPANTLI SUL PALCO?
– No, con gli Xibalba non potrò tornare a breve, ma spero di farlo prima o poi. Tzompantli è stato invitato a suonare allo showcase della 20 Buck Spin qui a Los Angeles il 29 luglio. Vedremo cosa succederà dopo questa esperienza.

HAI COMPOSTO NUOVA MUSICA PER XIBALBA, TZOMPANTLI O ALTRI PROGETTI ULTIMAMENTE? COSA POSSIAMO ASPETTARCI DA QUESTE BAND NEL PROSSIMO FUTURO?
– Oh, certo, mi sono di recente rimesso in moto su ogni fronte. Non ho ancora niente di concreto in mano, ma mi aspetto che tutto venga fuori maledettamente pesante, come al solito.

CHE COSA STAI ASCOLTANDO IN QUESTO PERIODO?
– Ho gusti molto ampi. Sono cresciuto ascoltando praticamente tutto ciò che passava in casa mia, nel mio quartiere e alle riunioni di famiglia. Tutto da soul, hip hop, alternative rock, metal, classic rock e molti altri generi. Al liceo ho iniziato ad avvicinarmi di più al punk e all’hardcore. Dopo la scuola ho invece cercato tipi di musica più estremi, come death metal, doom e black metal. Attualmente ascolto tutto, dipende solo dall’umore in cui mi trovo.

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