U.F.O. – Quarant’anni di rock e non sentirli!

Pubblicato il 13/07/2009 da

Quarant’anni di grande rock, questa è la storia degli UFO. La band inglese ha appena pubblicato il nuovo “The Visitor”, un disco dal sound decisamente classico che farà gioire i fan dell’hard rock di vecchia data. Insieme ad Andy Parker percorriamo una storia lunga quattro decadi. La cordialità e la voglia di parlare del batterista fanno sì che un colloquio volto alla classica intervista si sia trasformato una chiacchierata molto aperta e cordiale. Dalla musica ci si sposta sui malanni del grande Pete Way, per arrivare ai ricordi di quando la band subiva i comportamenti di un instabile Michael Schenker. Il tutto con il classico humor di chi la vita l’ha vissuta nel nome del rock.

 

ANDY, PRIMA DI TUTTO CREDO CHE LA MAGGIOR PARTE DEI VOSTRI FAN VOGLIA SAPERE QUALCOSA IN MERITO ALLE CONDIZIONI DI SALUTE DI PETE WAY.
”Pete non sta per niente bene, questo è il motivo per cui non ha preso parte ai lavori sul nuovo disco. Soffre di gravi problemi al fegato, se ne è accorto per la prima volta all’inizio dell’anno scorso. Ad agosto dello scorso anno abbiamo terminato il nostro tour insieme e, giunto il momento di rientrare in studio per registrare il disco nuovo, Pete aveva un serio bisogno di cure, per cui oggettivamente non avrebbe potuto lavorare con noi. La terapia a cui deve sottoporsi non è una passeggiata, inoltre il nostro studio si trovava in Germania, mentre lui vive e si sta curando in Inghilterra. Logisticamente parlando è impossibile per lui spostarsi ed interrompere i trattamenti. Il tour di supporto a ‘The Visitor’ sarà molto estenuante, noi suoniamo sempre molte date in tutto il mondo, e Pete oggi non ce la farebbe a sopportare tutto questo stress. Ho parlato con lui a fine Marzo, quando abbiamo terminato le registrazioni del disco, l’ho trovato abbastanza in forma e mi ha detto di essere migliorato anche se c’è ancora molto da fare per rimettersi in sesto. Qualche settimana dopo invece abbiamo parlato con sua moglie. Ci ha detto che Pete ha avuto una ricaduta e non sta bene come dovrebbe. Spero di vederlo molto presto non appena avrò qualche momento libero da promozione e tour, nel frattempo non posso far altro che sperare che pian piano si rimetta in salute.”

DALLE TUE PAROLE PERO’, NON SEMBRA CHE IL RITORNO DI PETE NEGLI U.F.O. AVVERRA’ A BREVE…
”Ovviamente noi speriamo che Pete ritorni il prima possibile, anche domani se sapessimo che sta bene. Tutto dipende da come il suo fegato reagirà alle cure. Da quanto ho letto, questo tipo di problema in 70 casi su 100 può essere curato e la persona guarisce, ma non me la sento di sbilanciarmi, non sono un dottore. Noi aspettiamo e cerchiamo di rimanere vicini a Pete.”

LA VITA DA ROCK BAND CON TUTTO CIO’ CHE COMPORTA CREDI ABBIA INFLUITO MOLTO SULLA SALUTE DI PETE WAY?
”Assolutamente sì! Non è un mistero che a Pete è sempre piaciuto molto bere, e se bevi troppo per anni e anni, prima o poi questo vizio ti presenta il conto. Non è facile ripulirsi e mantenersi sobri da un giorno all’altro, ma di fronte a questo grave problema non c’è altro da fare. Oggi Pete è molto depresso per la sua situazione, deve essere forte! A me piange davvero il cuore, Pete è stato un membro degli UFO sin dal primo disco, rappresenta una parte molto importante della band, non vediamo l’ora che si rimetta in sesto! Non si può vivere per sempre la vita di una rockstar ai massimi livelli, a vent’anni certi eccessi si possono sopportare, ma arriva un punto in cui bisogna smettere se si vuole sopravvivere.”

CREDO CHE SUL NUOVO DISCO, LA VOSTRA SCELTA DI NON RIPORTARE UN NUOVO BASSISTA IN LINE-UP SIA UNA GRANDE PROVA DI AMICIZIA NEI CONFRONTI  DI PETE.
”Il punto è che noi non vogliamo sostituire Pete, lui è l’unico bassista ufficiale degli UFO. Il posto sarà sempre suo finchè vorrà suonare con noi. Lui ora si sta curando, ma rimane sempre il nostro bassista. Il session man che suonerà con noi è un caro amico, ma abbiamo messo sin da subito le cose in chiaro! Aspetteremo tutto il tempo che sarà necessario per la guarigione, nessuno può prendere il posto di Pete.”

PARLIAMO ORA DI “THE VISITOR”, LE NUOVE CANZONI HANNO UN SOUND CHE RIPORTANO GLI UFO ALLE LORO TIPICHE SONORITA’ SETTANTIANE. QUASI COME DIRE CHE RITROVIAMO I NUOVI UFO NEL LORO MOMENTO PIU’ “CLASSICO”.
“Sono d’accordo con te e sono molto felice di come suona ‘The Visitor’. Negli ultimi dischi senza di me, la band in studio ha puntato molto sul digitale nelle registrazioni della batteria. Io devo essere sincero, non sono molto amante dell’utilizzo eccessivo dei computer, preferisco registrare alla vecchia maniera, in modo che il sound risulti più autentico e ‘live’ a chi ci ascolta. Con ‘The Visitor’ abbiamo dato particolare attenzione ai suoni di batteria, volevo a tutti i costi che su disco fosse catturata l’emozione del vecchio rock suonato in presa diretta! Sono molto contento del risultato ottenuto, a livello di batteria sono più soddisfatto rispetto a quanto fatto su ‘The Monkey Puzzle’!”

OGGI PIU’ CHE MAI VINNIE MOORE PARE TROVARSI A PROPRIO AGIO NEL RUOLO DI CHITARRISTA DEGLI UFO. SENZA STRAFARE, VINNIE SI E’ RESO AUTORE DI UN’OTTIMA PERFORMANCE SUL DISCO.
”Credo che su ‘The Visitor’, Vinnie abbia veramente superato se stesso. Posso dire di essere felicissimo di averlo nella band, è un eccellente chitarrista ed una bravissima persona. E’ entrato nella band quando io ancora non c’ero, ma in pochi anni ci siamo affiatati. Mi è piaciuto sin da subito il suo modo di suonare i pezzi degli UFO, ho molto apprezzato le sue idee su ‘The Monkey Puzzle’ ed oggi è stato capace di superarsi.”

COME TI SEI SENTITO TUTTI QUESTI ANNI FUORI DALLA BAND? TI HA SECCATO VEDERE ALTRI BATTERISTI, ULTIMO DEI QUALI JASON BOHNAM, PRENDERE IL TUO POSTO?
”Onestamente non ho dato molto peso alla cosa, perché ero io a non sentirmi pronto per affrontare la vita on the road con la band. La prima volta che ho lasciato gli UFO è stata nel 1983, poi sono rientrato nel 1995 per incidere il disco ‘Walk On Water’ che segnava anche il ritorno di Michael Schenker. A quei tempi Michael creava grossi problemi nel suonare dal vivo e nel tour di supporto a quel disco ne sono successe di tutti i colori. Non ero pronto a sopportare tutti quei casini, io volevo soltanto suonare e divertirmi, ma allora non era possibile. Sono stati necessari un po’ di anni, ma quando nel 2005 i ragazzi mi hanno chiesto di suonare ed abbiamo fatto qualche prova insieme, mi sono convinto a tornare. Suonare con Vinnie è stato fantastico, quando si è di fronte a bravi ragazzi e contemporaneamente professionisti seri, tutto fila liscio come l’olio! Per cui, chiudendo il discorso, non mi preoccupo dei dischi in cui io non suono, cerco invece di dare il mio meglio in quelli dove sono seduto dietro alla batteria!”

PRIMA PARLAVI DI MICHAEL SCHENKER, UN PERSONAGGIO CHE HA CONTRIBUITO MOLTO ALLA CRESCITA DEGLI UFO, MA CHE HA ANCHE CAUSATO UN SACCO DI PROBLEMI…
”Indubbiamente Michael è stato un musicista molto importante per gli UFO, ha fatto un ottimo lavoro e nei dischi in cui ha suonato il suo stile è subito riconoscibile! Ricordo i primi anni insieme, dal 1974 al 1978, abbiamo composto grandi dischi insieme. Purtroppo non furono tutte rose e fiori, Michael aveva ed ha causato diversi problemi nel momento di suonare in sede live. A volte ci faceva cancellare diverse date, altre volte dopo tre canzoni mollava la chitarra e se ne andava dal palco. Michael Schenker è un grande chitarrista, ma un comportamento del genere io non riuscivo a tollerarlo, mi mandava in bestia. Sono molto felice che cose del genere non capitano più da diversi anni a questa parte.”

NEGLI ANNI SETTANTA AVETE VISSUTO IL PICCO DELLA VOSTRA CARRIERA, PROBABILMENTE CERTE TENSIONI ERANO DOVUTE ANCHE ALLO STRESS.
”E’ vero, a quei tempi c’era molta pressione su di noi. Eravamo stressati perché intraprendevamo tour lunghi molti mesi e, appena tornavamo a casa, ci rinchiudevamo subito in studio a registrare un nuovo disco. Fare il musicista non è come avere un lavoro normale in cui alle 17 di sera stacchi e vai a casa. Certo, è una passione che da grandi soddisfazioni, ma per band di un certo livello, diventa davvero stressante, non ci sono orari, si è sempre lontano da casa e ogni sera bisogna essere in gran forma per dare il meglio. Ripeto, Michael è un bravo ragazzo e un grande chitarrista, ma forse il suo carattere non tollera un certo tipo di pressioni.”

SEI ANCORA IN CONTATTO CON MICHAEL O CON GLI ALTRI VECCHI MEMBRI DEGLI UFO?
”Con alcuni sì, ad esempio mi sento abbastanza regolarmente con Mick Bolton, il nostro primo chitarrista. Schenker invece non lo sento da diverso tempo, anche se di recente ho visto sua sorella e abbiamo parlato un po’. Fra noi non c’è cattivo sangue, davvero, ma era giusto che ognuno andasse per la propria strada. Un giorno sono sicuro che ci incontreremo tutti insieme e chiacchiereremo un bel po’, nel frattempo auguro a Michael tutta la fortuna che merita!”

STATE PER FESTEGGIARE I QUARANT’ANNI DI ATTIVITA’, UN TRAGUARDO NOTEVOLE CHE POCHISSIME BAND HANNO RAGGIUNTO.
”In effetti è un bel po’ di tempo…se ci penso, mi sento vecchio eh eh! Credo che il nostro segreto sia sempre stato quello di divertirci nel fare la nostra musica. Ancora oggi quando suoniamo su un palco, lo facciamo per divertirci, e di conseguenza anche il pubblico si diverte. Non cambierei nulla degli anni vissuti con gli UFO, ogni cosa che ci è accaduta l’abbiamo presa per come arrivata, senza ragionarci troppo. Abbiamo vissuto una stupenda carriera, ma con diversi problemi. Se ci pensi anche la vita è così, piena di piccoli e grandi avvenimenti, alcuni buoni, altri no.  Come dicevi, non sono molte le band che possono vantare quarant’anni di carriera, noi siamo orgogliosi di poter continuare a suonare la nostra musica. Fino a quando continueremo a divertirci, continueremo anche a suonare ed a pubblicare nuovi dischi firmati UFO.” 

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