UNEARTHLY TRANCE – Into The Void

Pubblicato il 14/12/2010 da

I newyorchesi Unearthly Trance hanno coronato il decennale di carriera immettendo sul mercato un lavoro superbo quale l’ultimo “V”, dove il doom più pesante si unisce allo sludge più slabbrato ed alle atmosfere post core per un risultato finalerealmente apocalittico. Il leader della band Ryan Lipynsky, nostro interlocutore in questo frangente, analizza la carriera della propria creatura alla luce di una consapevolezza dei propri mezzi derivata probabilmente dalla cura quasi maniacale che mette in ogni cosa che fa. Negli Unearthly Trance nulla é lasciato al caso, tutto é studiato nei minimi dettagli per rapire l’ascoltatore e catapultarlo nel loro universo freddo ed alieno. Ryan é conscio di parlare ad una nicchia di pubblico dalla mente aperta e tutto sommato dall’ottima cultura musicale e questo probabilmente facilita l’assimilazione dei messaggi che lancia tramite le composizioni della band; rimane il fatto che “V”, come tutti gli album che lo hanno preceduto, é di un livello qualitativo pazzesco e gli Unearthly Trance ad oggi sono una tra la band più stimolanti dell’intero universo doom/sludge; provare per credere!

 

SONO PASSATI TRE ANNI DALL’USCITA DI “ELECTROCUTION” AD OGGI, E A QUANTO PARE SEMBRA CHE CI ABBIATE DATO DENTRO A PUBBLICARE EP…
“Sì, in realtà non ci siamo sbattuti molto e ci siamo presi sei mesi di break. Ogni tanto abbiamo pubblicato degli EP in vinile e abbiamo tenuto qualche concerto a livello locale. E’ stata la prima ‘vacanza’ da quando la band é attiva. Siamo rientrati rinvigoriti, come era logico che fosse. Gli EP sono stati semplici da registrare, in quanto avevamo i mezzi e l’equipaggiamento per scrivere poche canzoni in sessioni velocissime. Gli Unearthly Trance lavorano in modo efficiente e si fanno trovare sempre pronti quando la spia delle registrazioni si accende. Credo che suonare cover e partecipare agli split sia stato il nostro modo di divertirci tutti insieme”.

AVETE REGISTRATO CON ALDEBARAN, MINSK, RAMESESS E VOLITION, TRA GLI ALTRI: CONOSCETE PERSONALMENTE TUTTE QUESTE BAND? E CHE OPINIONE AVETE DELLA LORO MUSICA?
“Noi lavoriamo solo con gente con la quale siamo in contatto. Gli Aldebaran sono una delle migliori doom death band in circolazione e Tim Parasitic é un nostro grande amico. Lui ed io suoniamo insieme in una band chiamata The Howling Wind. Anche con i Minsk siamo tutti amici. Sanford Parker ha registrato con noi i precedenti quattro album degli Unearthly Trance. I Ramesess sono i nostri compagni di tour quando veniamo in Europa; abbiamo anche girato gli States con due terzi di loro, quando formavano la sezione ritmica degli Electric Wizard. Con i Volition abbiamo in comune la passione per la cult band newyorkese Winter. I The Endless Blockade utilizzano le stesse frequenze occulte degli Unearthly Trance, solo in un ambito completamente diverso. Ovviamente apprezzo la musica di tutti i gruppi citati, in quanto ognuno di essi ha qualcosa di unico da offrire. Il nostro nuovo split sarà un 12″ registrato con i Suma, una band svedese con i quali abbiamo appena terminato un tour americano”.

IL VOSTRO NUOVO ALBUM “V” E’ UN POSSENTE ED ATMOSFERICO CONCENTRATO DI SLUDGE DOOM CON INFLUENZE POST CORE: TI RITROVI SULLE COORDINATE STILISTICHE?
“Sì, suona bene. Siamo assolutamente sia doom che sludge, ci riconosciamo in entrambe le scene. Aggiungerei un pizzico di black ed hardcore. Se non altro ci sentiamo originali e facciamo musica che descrive il vuoto in maniera veramente emozionale”.

COSA PUOI DIRCI DEL SONGWRITING INERENTE AL NUOVO ALBUM?
“Generalmente scrivo io una gran parte delle canzoni a casa sul mio quattro tracce. Poi invio degli mp3 ai ragazzi o mostro loro le mie idee. A questo punto lavoriamo insieme su strutture, tempi e ripetizioni. ‘V’ é stato un lavoro studiato e ben pianificato”.

DOPO OGNI ALBUM TROVI CHE IL PROCESSO COMPOSITIVO SIA SEMPRE UNA COSA NATURALE O MAGARI AVETE MAGGIORI DIFFICOLTA’ DOVUTE AL FATTO CHE NON VOLETE RICICLARE IDEE GIA’ UTILIZZATE IN PASSATO?
“Scrivere musica mi riesce sempre molto naturale. Non ho mai avuto difficoltà nel trovare nuove idee. A volte può essere difficile trovare il tempo per provare e registrare insieme alla band, ma sulla scrittura non ho mai avuto problemi. Stavolta ho provato a scrivere il tutto come se fosse un unico brano, piuttosto; la conseguenza di tutto ciò é che ogni brano dell’album si trova esattamente nel giusto ordine sequenziale. E’ stato un esercizio mirato: in questo modo si riesce ad avere ordine e precisione e si possono inserire ulteriori nuove idee e nuove tecniche esecutive. Credo che la band sia sempre molto creativa ed energica in tutto questo processo. E’ stato molto eccitante anche esserci occupati di quasi tutta la produzione, dalla batteria alle chitarre. L’idea della sfida é sempre una cosa che mi stuzzica; in ogni album che faccio credo sia importante mettere qualcosa di nuovo, altrimenti perché farlo? Il mio obiettivo é non far mai suonare allo stesso modo due album degli Unearthly Trance. Ci piace creare roba nuova ed interessante per motivi che sono specifici in quel momento. Spero così di intrigare l’ascoltatore, senza per questo fargli perdere il senso di continuità”.

COMUNQUE DI FONDO NELLA VOSTRA MUSICA SI SENTONO GLI ECHI DI NEUROSIS E MINSK. SONO QUESTE LE VOSTRE INFLUENZE PRIMARIE?
“Non credo che noi possiamo ricordare i Minsk, mentre qualcosa dei Neurosis in effetti c’é. Oltre a loro ascoltiamo anche Melvins, Eyehategod, Grief, Black Sabbath, Sleep, Darkthrone, Slayer, Celtic Frost, Danzig, His Hero Is Gone, Deep Purple, Kiss, Led Zeppelin, Autopsy, Morbid Angel, Bathory, Mind Over Matter, The Obsessed, Swans, Soundgarden ed altro ancora”.

DI COSA TRATTANO I TESTI DI “V”?
“Volevo parlare delle forze invisibili di controllo e di resistenza nel mondo. La tecnologia é una nuova religione ed é una sorta di blob esoterico. Gli esseri umani subiscono un controllo mentale mentre i burattinai ridono mentre con le loro corde controllano la popolazione tramite i politici ed il sistema. Probabilmente penserai che gli Unearthly Trance hanno un punto di vista tipicamente americano sulla nostra società. L’album inizia raccontando le cose che devono essere svelate (‘Unveiled’) e progressivamente lo stato di queste cose sprofonda sempre di più in un abisso (‘Into A Chasm’). ‘V’ si conclude con il livellamento (‘The Levelling’), che é  rappresentabile come una lavagna che viene pulita. La corrente di negatività nel mondo é dilagata e la nostra musica è una pura ed onesta riflessione su questo fatto. Abbiamo evocato la nostra tempesta tramite la catarsi. Questo é il nostro gnostico regno delle ombre che vede la ribellione come arte”.

QUALI SENTIMENTI VOLETE PROVOCARE NELL’ASCOLTATORE ATTRAVERSO LA VOSTRA MUSICA?
“Voglio che siano sopraffatti e perfino disgustati ed intrigati dal metallo oscuro. Voglio che i riff riverberino con intelligenza in modo che lascino un senso di grande pesantezza. Duro o morbido che sia il suono, ad essere importanti sono le dinamiche, il metodo e l’interpretazione. Voglio che sentano una band che suona come sa fare, che la riconoscano e che ripetano l’esperienza di ascolto più e più volte. Voglio che l’ascoltatore non ci identifichi come il tipico prodotto usa-e-getta del metal estremo. Questo é spirito e materia, non sottocultura”.

CHE OBIETTIVI VI SIETE POSTI CON L’USCITA DI “V”?
“Con tutto il rispetto, i nostri obiettivi sono stati raggiunti. Registrare da soli i nostri album, nella nostra città, New York City, ha avuto un effetto positivo sulla nostra musica e su noi stessi come persone. Possiamo andare a casa e pensare; prenderci il nostro tempo e finire l’album quando ci sentiamo veramente pronti. I nostri obiettivi erano la pazienza e la perfezione. Stavolta volevamo fare in modo che anche il layout e l’artwork fossero impeccabili. Così abbiamo contattato il nostro vecchio amico Glyn Scrawled per tempo, dandogli modo di eseguire qualche illustrazione occulta. In precedenza eravamo rimasti scontenti di certi aspetti dell’artwork di ‘The Trident’ e dell’edizione in vinile di ‘Electrocution’; stavolta invece siamo orgogliosi del doppio vinile di ‘V’, é bellissimo. L’altro obiettivo é stato quello di ripartire da zero e creare un album che fosse il più realistico possibile e che ritrovasse le origini della sepolcralità sonica degli Unearthly Trance. Crediamo di esserci riusciti e le reazioni positive sono la ciliegina sulla torta. Siamo orgogliosi di quanto fatto, sentivamo che era arrivato il momento di far uscire un album del genere”.

AVETE PIANIFICATO DELLE DATE PER SUPPORTARE “V”? E’ DIFFICILE REPLICARE I VOSTRI BRANI DAL VIVO?
“No, siamo facilmente in grado di replicare dal vivo ogni singola nota di ‘V’. Qualche tempo fa abbiamo proposto sette nuovi brani in sede live e speriamo di ripetere presto l’esperienza. Siamo appena rientrati da un breve tour statunitense con gli svedesi Suma. La folla é stata molto ricettiva riguardo al nuovo materiale, che personalmente credo si adatti bene per essere proposto on stage. Contiamo anche di venire da voi oltreoceano, ma per ora non abbiamo nulla di pronto”.

CHI SONO I MEMBRI DEGLI UNEARTHLY TRANCE NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI? SUPPONIAMO CHE NON RIUSCIATE AD ESSERE MUSICISTI FULL TIME…
“No, e lo dico tristemente. Purtroppo nessuno di noi é musicista a tempo pieno. Io sono quello che più si avvicina a questo traguardo, in quanto sono coinvolto in numerosi progetti, ma Jay e Darren lavorano già da molti anni full time in alcuni studios qui a New York. Se vuoi sapere qualcosa in più su di me, ti posso dire che sono un convinto vegetariano e sostenitore del cibo biologico; per questo amo molto cucinare e consumo litri di caffé. Ah sì, dimenticavo di dirti che non jammiamo mai se non abbiamo una certa robetta verde. Mai”.

SOLO UNA CURIOSITA’: COSA STAI ASCOLTANDO AL MOMENTO?
“Un mare di roba: Samhain, Black Sabbath, Jex Thoth, Black Flag/First Rollins Band Record, Shellac, Dax Riggs, Blue Cheer, Cro Mags, Slang, Captain Beefheart, New Arson Anthem, Von Goat, GG Allin, Ol Dirty Bastard, Grids, Kiss, Drudkh, Fleshpress, Witchmaster, White Lung, Nirvana e chissà cos’altro”.

GRAZIE RYAN, ABBIAMO FINITO. VUOI LASCIARE UN ULTIMO MESSAGGIO?
“Ogni conflitto deriva dalla lotta per i mercati e dalle sfere di influenza ed ogni guerra é venduta alla popolazione da mentitori professionisti e da sinceri maniaci religiosi come una crociata per salvare Dio da Satana e dal male”.

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