UNGFELL – Medioevo elvetico

Pubblicato il 23/09/2018 da

Abbiamo provato ad approfondire la conoscenza degli Ungfell, interessante progetto svizzero che unisce black metal vecchia scuola, semplice e grezzo, con melodie acustiche arcane. “Mythen, Mären, Pestilenz” è un disco che ha catturato la nostra attenzione (tanto che è stato tra gli Hot Album lo scorso marzo), rivelandosi una gradita boccata d’aria di montagna in una moltitudine spesso asfittica di nuove uscite molto simili tra loro. Portabandiera di uno stile scarno ma efficace, pesantemente intriso di storia e miti locali, il mastermind Menetekel ci racconta del suo solo project e non solo, pur mantenendo uno stile in linea con quello degli Ungfell, quindi privo di voli pindarici e volto a mantenere un alone di mistero.

LA DEFINIZIONE DELLA MUSICA DEGLI UNGFELL QUALE ‘WALPURGIS BLACK METAL’ CI SEMBRA MOLTO AZZECCATA, INFATTI SI AVVERTE UN TOCCO ANTICO E MALIGNO CHE NE RAPPRESENTA UNO DEGLI ASPETTI PIU’ INTERESSANTI. LA MAGGIOR PARTE DELLE BAND BLACK METAL NATE RECENTEMENTE APPARE ‘SENZ’ANIMA’, HANNO UN’ATTITUDINE CHIARAMENTE FAKE O NE SONO COMPLETAMENTE PRIVE. CONCORDI CON QUESTA ANALISI? QUALI BAND CONTEMPORANEE SEI SOLITO ASCOLTARE?
– Concordo sul fatto che sembrano esserci molte band che non hanno realmente un concept e immagino che si possa percepire ciò come ‘senz’anima’. Comunque ci sono molte band valide in giro, ad esempio i Knokkelklang, che ho scoperto di recente e mi piacciono molto. Mi piacciono anche alcune di quelle band islandesi e anche la scena neozelandese, con Ill Omen, Diocletian e cose così.

PUOI DIRCI QUALCOSA IN PIU’ RIGUARDO L’HELVETIC UNDERGROUND COMMITTEE?
– Non c’è niente di sensazionale a proposito dell’Helvetic Underground Committee. Kerberos e io abbiamo deciso di formare un qualche genere di alleanza, dato che ci siamo sempre supportati a vicenda, e alcune persone si sono unite a noi, fine della storia. Non abbiamo obiettivi in comune diversi dal creare musica interessante.

LE LIRICHE DEGLI UNGFELL INCLUDONO TEMI QUALI IL FOLKLORE E LA STREGONERIA MEDIEVALE: CI POTRESTI FARE UN BREVE RIASSUNTO DI CIASCUNA CANZONE DI “MYTHEN, MAEREN, PESTILENZ”?
– L’intro è ispirata ad un’antica rovina che si trova in cima alla collina su cui vivo: secondo quanto si racconta in epoca medievale alcuni cavalieri senza legge assalirono e razziarono queste zone.
“De Türst Und S Wüetisheer” parla del noto mito europeo secondo il quale c’è un’armata di soldati morti che vola attraverso la notte in certe date (questa almeno è la versione svizzera). “Oberlandmystik” cattura semplicemente un umore generale che si respira in una specifica regione della Svizzera. “Bluetmatt” racconta la storia di un assedio presso un castello in questa regione: dopo la vittoria, gli aggressori uccisero il nemico (circa sessanta uomini) in un campo che oggi è appunto chiamato ‘Bluetmatt’. “Die Heidenburg” racconta il mito di un castello pagano e un tesoro nascosto. “De Fluech vom Toggeli” è la mia interpretazione della favola del ‘Toggeli’, una piccola creatura che si siede sopra le perone mentre dormono, in modo che non riescano più a respirare. La traccia “Die Hexenbrut Zu Nirgendheim” è un rituale con sacrificio portato a termine da sette streghe. “Guggisberglied” è una interpretazione della melodia svizzera più antica arrivata ai giorni nostri, che ha come tema una storia d’amore drammatica. “Der Ritter von Lasarraz” narra la storia di un cavaliere che mette al bando i suoi stessi genitori ricevendo una punizione divina sotto la forma di due rospi che da lì in poi resteranno sempre avvinghiati al suo viso. Infine, la traccia “Raserei des Unholds” tratta di un cavaliere decapitato che imperversa attraverso le antiche foreste.

LA VERSIONE IN VINILE DELL’ALBUM ERA GIA’ SOLD OUT PRIMA DELLA DATA DI USCITA E STIAMO ATTENDENDO LA SECONDA STAMPA. VE LO SARESTE ASPETTATO?
-No, non me lo aspettavo per nulla. Credo che sia bello che sembri esserci interesse attorno all’album. Attendo con impazienza la seconda stampa.

IL VOSTRO PRIMO DISCO E’ ANCH’ESSO AL MOMENTO SOLD OUT. VERRA’ RISTAMPATO?
– Sì.

“GUGGISBERGLIED” E’ UN INCANTEVOLE ESEMPIO DI MUSICA MEDIEVALE/RINASCIMENTALE. TI INTERESSA IL MITTELALTER ROCK E/O LA ROBA NEOCLASSICA (COME ELEND E DARGAARD)?
– Non conosco i progetti che hai menzionato. Non sono un grande fan del Mittelalter rock, onestamente. Ci sono alcuni progetti neofolk che mi piacciono, ma non sono un esperto nemmeno in questo campo.

IL VOSTRO STILE UNISCE FOLK ACUSTICO E BLACK METAL GREZZO , CON UNO SPICATO GUSTO PER IL RITMO E LE MELODIE SEMPLICI. CONTINUERETE SU QUESTA STRADA O CI DOBBIAMO ASPETTARE DELLE SORPRESE IN FUTURO?
– Mi piace questo cammino. Il nostro suono naturalmente cambierà nel corso del tempo ma non voglio compiere mutamenti estremi. Vedremo dove ci porterà questa strada.

AVETE IN PROGRAMMA DI ESIBIRVI DAL VIVO NEI PROSSIMI MESI?
– No.

LA NOSTRA ULTIMA DOMANA E’ LEGGERMENTE ‘SCOMODA’: COSA NE PENSI DEL RAPPORTO TRA POLITICA E MUSICA E DI TUTTI I PROBLEMI CHE BAND COME I TAAKE HANNO AVUTO ABBASTANZA RECENTEMENTE, SOPRATTUTTO NEGLI STATI UNITI?
– Mi piace che la politica resti fuori dalla musica (e non venitemi a raccontare la stronzata che ‘tutta la musica è politica’). Credo che sia triste che alcune band debbano difendersi costantemente: il tizio dei Taake (Hoest, ndR) ha fatto un milione di dichiarazioni spiegando di non essere un razzista o cose simili e io gli credo. Credo che tutto ciò avrebbe dovuto fermarsi là. D’altro canto, sei un po’ naif se pensi di poter salire sul palco con una svastica sul petto senza che ciò susciti alcun contraccolpo. Ad ogni modo, fanculo la politica nella musica.

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