UNREQVITED – Come lacrime nel mare

Pubblicato il 16/07/2018 da

La one-man-band canadese Unreqvited ha sfornato quest’anno uno fra gli album più intensi, evocativi e profondi ascoltati da chi scrive finora, il secondo lavoro sulla lunga distanza intitolato “Stars Wept To The Sea”. Una musica moderna, associabile alla sempre più vigorosa corrente dell’atmospheric black metal, ma che si bagna abbondantemente di echi Nineties, richiamati dalle atmosfere sempre avvolgenti, melanconiche ed epiche, dal solenne decadere oppure dalla lacerante disperazione. Un mood più ‘cinematografico’, una cura minuziosa per gli arrangiamenti ed un gusto capace per quanto riguarda le soluzioni più ambient-oriented hanno permesso al songwriter ed unico compositore della band – riconoscibile attraverso il nickname Willow Vale oppure tramite l’ideogramma giapponese dell’oni, della paura, dei demoni – di farsi un nome all’interno della scena ultra-underground del sottobosco estremo nordamericano. E’ proprio con lui che andiamo a sviscerare per bene la sua ultima opera e a conoscere meglio questa interessantissima compagine d’Oltreoceano…

 

CIAO, E BENVENUTO SU METALITALIA.COM! POSSIAMO INIZIARE LA NOSTRA INTERVISTA CHIEDENDOTI LUMI RIGUARDO LA NASCITA DEL PROGETTO UNREQVITED, L’ORIGINE DEL NOME E GLI OBIETTIVI CHE TI SEI PREFISSATO IN TERMINI DI ESPRESSIONE MUSICALE…
– Grazie per questa opportunità, prima di tutto. Bene, il progetto Unreqvited è iniziato come un mero meccanismo di sfogo: un rilascio catartico di emozioni che non avevo altro modo di esprimere, se non attraverso la musica. La mia indole mi portava a pensare che gli Unreqvited sarebbero stati una band stilisticamente imprevedibile, ma già con questi primi due dischi, “Disquiet” e “Stars Wept To The Sea”, credo di aver sviluppato un suono con un nucleo centrale ben riconoscibile, sul quale continuerò a costruire materiale diverso.

USI, PER IDENTIFICARE TE STESSO, IL NOME DI BATTAGLIA WILLOW VALE, OPPURE UN DETERMINATO IDEOGRAMMA GIAPPONESE. QUALI SONO LE RAGIONI E I SIGNIFICATI DIETRO QUESTE SCELTE? E INOLTRE, IMMAGINIAMO TU SIA APPASSIONATO DI CULTURA E TRADIZIONE GIAPPONESE, NON E’ VERO?
– Certo, sono un enorme appassionato di cultura giapponese! Sono sempre stato affascinato dalla loro arte, dall’estetica e da tutto ciò che di strano ci arriva da quella terra. Sono passato attraverso diverse entità virtuali, sui vari social network, nel tentativo di attrarre più persone possibili ad interessarsi della mia musica. Una di queste risponde al monicker Willow Vale.

FACCIAMO UN PASSO INDIETRO PER PARLARE DEL TUO SPLENDIDO DEBUT-ALBUM, “DISQUIET”, E DEL PERIODO TRASCORSO TRA QUESTO ED IL NUOVO “STARS WEPT TO THE SEA”: COSA E’ CAMBIATO NEL TUO SONGWRITING? I DISCHI SONO 100% UNREQVITED MA ANCHE MOLTO DIFFERENTI: IL PRIMO E’ MOLTO DISPERATO, MINIMALE E DEPRESSIVO, IL SECONDO SUONA PIU’ NOSTALGICO, MATURO E RICCO DI ARRANGIAMENTI E ORCHESTRAZIONI…
– Con il secondo album volevo comporre qualcosa di più imponente, con molti arrangiamenti orchestrali. E’ qualcosa di cui sono sempre stato grande fan, in musica, e che ho desiderato implementare negli Unreqvited fin dall’inizio. Ogni disco che farò uscire sarà sempre diverso, pur mantenendo come filo conduttore il mood malinconico che hanno questi primi due lavori. Mi piacerebbe che la mia musica venisse considerata nella scena come sempre nuova e imprevedibile.

RESTANDO NELL’AMBITO DI “STARS WEPT TO THE SEA”: COME SCRITTO, AL SUO INTERNO TROVIAMO ORCHESTRAZIONI, VOCI FEMMINILI, UN AUMENTO DELLE PARTI DI PIANOFORTE E TASTIERA, OLTRE CHE UN FEELING COMPLESSIVO CHE RAMMENTA I MAESTRI DEGLI ANNI ’90 DELLA SCENA DOOM-GOTHIC. SEI DUNQUE SODDISFATTO DEL LAVORO COMPIUTO O AD OGGI CAMBIERESTI QUALCOSA?
– Non sono mai veramente soddisfatto di quello che scrivo, ma altresì sono assolutamente orgoglioso di questo album. E’ stato eccitante includere tutte queste nuove cose ed influenze nella mia musica, espandere la tavolozza sonica degli Unreqvited. Come del resto è stato stimolante e divertente anche ospitare, per la prima volta, un altro artista (la cantante Arctica in un paio di pezzi, ndR) su un mio disco.

I TUOI SOUNDSCAPE VARIANO DAL NOSTALGICO AL PORTANTE AL SUICIDIO, DALL’OSCURO AL TERRIFICANTE. QUALI SONO I SENTIMENTI CHE TI GUIDANO DURANTE LA COMPOSIZIONE DELLA TUA ARTE? E COSA MI PUOI DIRE SULLE LYRICS? CI SONO TESTI O LE TUE SONO SOLO GRIDA ACUTISSIME?
– Il mio obiettivo è approfondire una tematica e creare un’estetica per ogni disco, in modo che sia unico, ma senza l’uso obbligatorio di nessun testo. Ogni lavoro avrà l’atmosfera malinconica che puoi sentire in queste prime due opere. “Stars Wept To The Sea” credo sia più drammatico, intenso e teso, ma anche più rilassante e meditativo allo stesso tempo. E’ difficile descrivere a parole quale è il tema portante che circonda l’album. Solitamente scrivo durante periodi di prolungata solitudine e non ci sono sensazioni specifiche che mi guidano nella composizione. In questi periodi di isolamento semplicemente scrivo ogni giorno, senza lasciarmi trasportare dai sentimenti che provo; la mia musica però non riesce ad essere allegra.

MESSA A PARAGONE CON “DISQUIET”, L’USO DELLA TUA VOCE LACERANTE IN “STARS WEPT TO THE SEA” SEMBRA DIMINUITO, SEI D’ACCORDO? COME PREFERISCI UTILIZZARLA, LA CONSIDERI UNA SORTA DI STRUMENTO AGGIUNTO?
– Sì, la vedo come un altro strumento, esatto. Penso che l’uso della voce in una musica come la mia sia più adatto se utilizzato in maniera certosina e gridando solo quando serve e quando ce n’è bisogno, senza saturare tutto. La voce in ogni canzone diventerebbe troppo ingombrante, troppo ossessiva e snaturerebbe tutta l’atmosfera. Ecco perchè cerco di centellinare questa risorsa. In “Disquiet” cinque canzoni su sette presentavano voci, mentre sull’ultimo ci sono in quattro pezzi su otto, quindi hai ragione. Forse nel prossimo lavoro ce ne saranno ancora di meno, chi lo sa?

QUALI SONO I TUOI EROI METAL CHE TI ISPIRANO MAGGIORMENTE? E QUALI LE TUE PIU’ ATTUALI INFLUENZE?
– Mi spiace, ma non ho riferimenti precisi tra le metalband con cui sono cresciuto da più giovane. Apprezzo ancora molto la loro musica, ma non è qualcosa che mi ispira costantemente. Le mie influenze sono ovunque, in ogni dove. Ti potrei dire che ora come ora ciò che mi contamina di più è l’ascolto massivo di colonne sonore orchestrali abbinato a musica ambient-drone (o semplicemente a quella usata per meditare). Sto cercando di combinare queste due risorse al post-black metal, vedendo poi cosa riesco a far venire fuori. Aggiungo che adoro anche post-rock e progressive-rock, così hai un quadro più completo.

ESSERE UNA ONE-MAN-BAND HA CERTAMENTE I SUOI PRO E I SUOI CONTRO. QUALI SONO ENTRAMBI, NEL TUO CASO? QUALI I VANTAGGI E QUALI GLI SVANTAGGI NEL CREARE MUSICA DA SOLO?
– L’unico svantaggio che riesco a vedere è l’impossibilità ad esibirsi dal vivo. Riesco a comporre la musica che voglio scrivere, pubblicarla quando voglio, mantenere tutti i profitti derivanti in modo, si spera, di poterli reinvestire per produrre altra musica, merchandise, stampa di copie… Ecco, un’altra cosa che è più facile da fare quando si è in una band è trovare aiuti, ad esempio conoscenze per gli studi di registrazione. Non posso affittare o pagare uno studio di registrazione da solo, quindi ho dovuto imparare a produrmi tutto in modo autonomo, una cosa di cui non riesco purtroppo ad appassionarmi.

PARLANDO APPUNTO DI PERFORMANCE DAL VIVO, ATTUALMENTE E’ IMPOSSIBILE VEDERE GLI UNREQVITED ON STAGE. HAI MAI PENSATO (O STAI PENSANDO) DI CAMBIARE QUESTA SITUAZIONE?
– Ci ho pensato, sì, ma non ci sono ancora piani seri nell’immediato futuro. Ma non si sa mai.

ULTIMA DOMANDA SUL FUTURO DEL GRUPPO: COME CI HAI GIA’ DETTO, IL TUO STILE SI EVOLVERA’ ANCORA, ESSENDO TU UN MUSICISTA DAL PIGLIO FORTEMENTE SPERIMENTALE. QUALI PENSI SARANNO I TUOI CAMPI ESPLORATIVI DEI PROSSIMI ANNI/MESI?
– Mi piacerebbe immergermi a fondo nel reame del post-rock. Ma anche fare un disco di black metal primordiale e diretto. O un album completamente orchestrale. E perchè no, anche un EP di musica ambient. Ci sono molte cose che voglio fare, quindi non ci saranno molti momenti vuoti nel mondo Unreqvited.

 

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