UNREQVITED – I tasselli del mosaico

Pubblicato il 10/05/2020 da

Willow Vale, l’artista e polistrumentista che si cela dietro il monicker Unreqvited, è uno dei musicisti più attivi e prolifici che si sia visto scendere in campo, nel mercato musicale, in questi ultimi anni. Difficile tenere conto dei suoi progetti e delle sue pubblicazioni, di questi tempi, oltre che delle sue molteplici sfaccettature come promulgatore di suoni e varie sonorità. Solo con gli Unreqvited, giunti al quarto album in studio, cominciano ad essere tanti anche i vari EP e split che si susseguono uno dietro l’altro. Attraverso la pubblicazione dei full-length regolari, però, la one-man-band canadese mantiene una certa coerenza stilistica di base, che è passata dal debutto “Disquiet”, in puro stile DSBM, allo splendido e seguente “Stars Wept To The Sea”, fino ad approdare alle due parti di “Mosaic”, più sperimentali e post-, che sono qui protagoniste di questa nostra intervista con il mastermind ed unico compositore del gruppo. A voi, per scoprire un altro tassello di una formazione fra le più seguite in campo atmospheric depressive post-black metal…

CIAO, E BENTORNATO SU METALITALIA.COM DOPO LA PRECEDENTE INTERVISTA, PUBBLICATA IN SEGUITO ALLA RELEASE DI “STARS WEPT TO THE SEA”. LA NUOVA CHIACCHIERATA SARA’ INCENTRATA SUL DOPPIO CONCEPT-ALBUM “MOSAIC”, OVVIAMENTE. PUOI INTRODURCI BREVEMENTE LE DUE PARTI CHE COMPONGONO IL CONCEPT? E COME MAI HAI SENTITO IL BISOGNO DI METTERLE SUL MERCATO IN DUE TEMPI DIVERSI?
Willow Vale – Grazie per la vostra rinnovata ospitalità! “Mosaic I” e “Mosaic II” sono le due parti di un esperimento terapeutico che ho creato per me stesso durante il 2018. Lungo lo svolgersi dell’anno intero, ho incanalato tutta la gioia, l’amore e l’euforia che ho provato in quello che poi sarebbe diventato “Mosaic I”, mentre tutta la rabbia, la tristezza e l’odio provati sono andati a formare “Mosaic II”. Il mio stato d’animo del periodo ha essenzialmente diretto i lavori per questi due dischi. Come risultato di questo processo, ad esempio, “Mosaic II” è lo specchio di alcuni non-luoghi in cui sono stato emotivamente, luoghi davvero molto oscuri. Non ho sentito la particolare necessità di farli uscire in tempi differenti, ma sarebbe stata molta musica comunque, ad averli fuori assieme. Ho preferito distanziarli un po’.

STIAMO QUINDI PARLANDO DI UN CONCEPT CHIARAMENTE DICOTOMICO, SIA MUSICALMENTE, SIA A LIVELLO DI ARTWORK E DI ATMOSFERE. BASTA INFATTI NOTARE I TITOLI QUASI SPECULARI E OPPOSTI SCELTI PER LE COMPOSIZIONI DEI DUE ALBUM. IN PARTE HAI GIA’ RISPOSTO PRIMA, MA QUALI SONO I SENTIMENTI PREPONDERANTI CHE VOLEVI BUTTARE FUORI IN QUESTE DUE OCCASIONI?
Willow Vale – Penso che le sensazioni che ho succitato, gioia/amore/euforia e poi rabbia/tristezza/odio, siano quelle che vengono maggiormente espresse nelle canzoni. Tale intero periodo di scrittura è stato per me molto strano ed atipico, a causa della natura dell’esperimento. Le emozioni positive e negative che ho provato mi si sono presentate molto chiare e separate, a differenza di come accade di solito, quando allo stesso tempo riesco a provare entrambi i tipi di sensazioni in contemporanea. Forzare me stesso a scrivere musica quando mi sentivo depresso ha voluto dire comporre il materiale probabilmente più cupo e deprimente che io abbia mai scritto; viceversa, quando componevo in stato di grazia, ecco che è venuta fuori la mia musica più rasserenante e solare.

I DUE MAGNIFICI ARTWORK SPIEGANO MOLTO BENE LA DUALITA’ DEL PROGETTO, MA SONO CURIOSO DI SAPERE COME MAI HAI ASSOCIATO LA PARTE SOLARE/POSITIVA AD UNA FIGURA FEMMINILE IN COPERTINA, MENTRE LA PARTE NOTTURNA/NEGATIVA AD UNA SILHOUETTE MASCHILE…
Willow Vale – “Mosaic II” è un disco che emana per la maggior parte del tempo ansia e depressione: la figura maschile sulla cover rappresenta me stesso e la battaglia contro i miei demoni. “Mosaic I” tratta argomenti quali amore e calore: il personaggio femminile dell’artwork è dovuto alle persone che mi hanno reso felice e che mi hanno ispirato in un periodo così delicato per me.

“MOSAIC I: L’AMOUR ET L’ARDEUR” SI TUFFA AMABILMENTE IN ACQUE POST-ROCK E INDIE, CON SOUNDSCAPE DAVVERO MAGNIFICI E DIVERSE SEZIONI SHOEGAZE. COME MAI HAI SENTITO NECESSARIO INSERIRE IN QUESTO DISCO LE TUE ALTISSIME GRIDA IN SCREAMING? IN QUALCHE FRANGENTE APPAIONO VERAMENTE TERRIFICANTI E NON SEMBRANO ENTRARE MOLTO NEL MOOD DEL DISCO, SE INTENDI COSA VOGLIO DIRE…
Willow Vale – Mi piacciono molto i suoni e i concetti che si contrappongono fra loro: ad esempio tendo sempre ad affibbiare alla mia musica la dicitura ‘deprimente ed alleviante’. Penso che senza quegli urli “Mosaic I” sarebbe passato più anonimamente come un disco post-rock, così l’ho voluto rendere unico e personale aggiungendo lo stile vocale inconfondibile che contraddistingue i miei Unreqvited.

“MOSAIC II: LA DETESTE ET LA DETRESSE”, INVECE, RITORNA ABBASTANZA ALLO STANDARD MUSICALE UNREQVITED (SE POI ESSO ESISTE!). CI SONO RIMANDI AL DSBM, URLA, OSCURITA’, DISPERAZIONE E UMORI RABBIOSI. NONOSTANTE CIO’, HAI INSERITO COME ULTIMA TRACCIA LA LUNGA “TRANSIENCE”, CHE TERMINA IL CONCEPT CON UN VIAGGIO AMBIENT E RUMORISTICO DIVISO IN TRE PARTI. SIGNIFICA FORSE CHE IL PROSSIMO FULL-LENGTH ALBUM SARA’ UN LAVORO LONTANO DAL METAL CON CHITARRE?
Willow Vale – Sto attualmente lavorando ad un disco in effetti meno metal e di nuovo vicino al post-rock, ma il prossimo album degli Unreqvited che verrà pubblicato sarà molto simile a “Stars Wept To The Sea”, con anche alcuni richiami al debutto “Disquiet”. Ogni lavoro della band sarà sempre un pochino diverso dal precedente, penso che i fan se ne stiano accorgendo sempre di più ad ogni disco che pubblico. Non voglio assolutamente scrivere un disco uguale due volte di fila.

UNO DEI PUNTI FORTI DELLA TUA CARRIERA COME UNREQVITED E’ INDUBBIAMENTE L’ALTO NUMERO DI PUBBLICAZIONI, OLTRETUTTO IN UN MOMENTO STORICO IN CUI OGNI MUSICISTA, PER EVITARE DI VENIRE DIMENTICATO IN FRETTA, DEVE COGLIERE L’ATTIMO ED ESSERE IL PIU’ POSSIBILE SULLA CRESTA DELL’ONDA. COME RIESCI AD ESSERE COSI’ CREATIVO E ISPIRATO COSTANTEMENTE?
Willow Vale – Scrivere musica è tutto quello che ho e che so fare. E’ la mia unica valvola di sfogo e l’unico modo in cui riesco ad esprimere me stesso. Devo creare musica per non impazzire, per questo è la sola cosa che faccio con costanza, nei giorni buoni come in quelli cattivi. Credo che alcune menti creative non abbiano scelta se non quella di generare arte, altrimenti si lasciano morire. Io sono una di queste menti.

PER CORTESIA, ILLUSTRACI QUI I CINQUE DISCHI (DI ALTRI ARTISTI) CHE PIU’ TI HANNO INFLUENZATO IN TERMINI DI VISIONE ARTISTICA E SONORA NEL FAR NASCERE GLI UNREQVITED.
Willow Vale – E’ una domanda molto difficile, ma alcuni fra quelli che mi hanno ispirato maggiormente sono:
Maybeshewill – “Fair Youth”;
Violet Cold – “Magic Night”;
Ghost Bath – “Moonlover”;
Alcest – “Écailles De Lune”;
Woods Of Desolation – “As The Stars”.

DIAMO UN’OCCHIATA ALL’IMMINENTE FUTURO: SICURAMENTE AVRAI IN CANTIERE UN BEL PO’ DI ATTIVITA’ MUSICALI! CE LE ILLUSTRI BREVEMENTE?
Willow Vale – In effetti sì, sto lavorando a moltissima musica ora. Il prossimo album degli Unreqvited è pressoché finito, così come il nuovo album del mio side-project The Ember, The Ash. Entrambi usciranno durante il 2020. E sto anche preparando i due dischi successivi a questi due! Inoltre, farò uscire anche i lavori già editi in diversi nuovi formati, per accontentare le molte richieste. Il 2020 sarà un anno davvero pieno per me!
(l’intervista è tornata con le risposte prima dell’inizio della pandemia di Covid-19, ndR)

GLI UNREQVITED SONO UNA CREATURA MUSICALE MOLTO MODERNA E SOCIAL-ORIENTED, CHE SI ADEGUA AL MERCATO IN MODO MOLTO DUTTILE, PUR RESTANDO ULTRA-UNDERGROUND. QUALI SONO LE DIFFERENZE FRA IL MUOVERSI COMPLETAMENTE DA SOLO E, QUANDO TOCCA DISTRIBUIRE IN GIRO IL DISCO FISICO, AFFIDARTI A DELLE ETICHETTE DI SUPPORTO, SOLITAMENTE SEMPRE DIVERSE?
Willow Vale – Mah, di base funziona che io scrivo un disco e poi lo mando alle etichette per avere i fondi per stampare tutte le copie fisiche. Non ho abbastanza soldi da poter stampare tutto io, vinile, CD, cassetta o altro. Quindi per me è molto importante appoggiarmi comunque alle label. A parte questo aspetto, mi occupo da solo di tutta la distribuzione digitale dei miei dischi (escluso l’ultimo lavoro): preferisco gestire le cose in questo modo per essere sicuro di mantenere il controllo creativo sulla mia musica, oltre che i diritti d’autore. “Mosaic II” è infatti una mosca bianca nel mio modo di lavorare, voglio vedere e capire se i pro dell’affidarsi ad un’etichetta un po’ più grande e lasciare andare la proprietà intellettuale del tuo lavoro superano i contro.

OK, TI RINGRAZIO MOLTO. PER CHIUDERE L’INTERVISTA, TI CHIEDO SE, CON TUTTO IL MATERIALE A DISPOSIZIONE ORA PER IL PROGETTO UNREQVITED, C’E’ L’INTENZIONE DI DIVENTARE IN QUALCHE MODO UNA BAND LIVE OPPURE ANCORA NON TI SENTI PRONTO PER QUALCHE MOTIVO?
Willow Vale – E’ qualcosa a cui ho pensato sin dall’inizio del progetto, è vero, ma è anche vero che non ho speso moltissimo tempo per rendere la cosa realtà. Fare tour è molto difficile, per quanto mi dice l’esperienza personale. Ho bisogno di essere un pochetto più stabile ancora, finanziariamente parlando, per pensare di andare in giro con una liveband. Ma è una domanda più che lecita, penso che prima o poi accadrà di sicuro.
(di nuovo, intervista svolta prima dell’esplosione della pandemia in corso, ndR)

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