USNEA – Contro la futilità della vita

Pubblicato il 19/12/2017 da

Giunti al terzo e notevole album nel giro di soli quattro anni, gli Usnea si sono ormai ritagliati meritatamente il loro posto nell’underground metal, grazie a un’efficace sintesi di influenze doom, funeral e black con cui sanno offrire emozionanti viaggi ad alta intensità. E anche se la modestia resta assolutamente una loro prerogativa, nelle loro canzoni la nostra società viene analizzata con cura e intelligenza, attraverso un occhio che è votato allo stesso tempo all’approccio fantascientifico e a posizioni ecologiste. Ne abbiamo parlato col disponibilissimo Justin Cory, cantante, chitarrista e frontman della band di Portland.


Foto di Orion Landau

FIN DAGLI ESORDI DELLA BAND SIETE SEMPRE GLI STESSI MEMBRI: POSSIAMO IMMAGINARE CHE LA VOSTRA INTESA FUNZIONI ALLA GRANDE. TI ANDREBBE DI PARLARCI DEL VOSTRO PROCESSO DI SCRITTURA?
– Abbiamo una grande chimica, tra noi, e penso che insieme scriviamo davvero bene. Io tendo a comporre intere canzoni e proporle alla band, poi le analizziamo e alcune parti cambiano, man mano che gli altri membri apportano le loro idee e i loro gusti. Un altro modo in cui componiamo è che Johnny o io proponiamo un riff e costruiamo il brano a partire da lì, invece che avere già l’intero brano precostituito. A quel punto i testi vengono discussi tra Joel e me, e una volta che abbiamo un’idea e scelto le parti su cui cantare, scriviamo i testi e ci confrontiamo anche su di essi.

SE NON SBAGLIO, IL VOSTRO MONIKER DERIVA DA ALCUNI LICHENI DI MONTAGNA, CHE HANNO PROPRIETÀ CURATIVE MA POSSONO ANCHE ESSERE TOSSICI, E ALTAMENTE INFIAMMABILI. È CORRETTO VEDERE UNA CORRISPONDENZA CON IL VOSTRO APPROCCIO MUSICALE?
– Il nome deriva proprio da una varietà di licheni che ha molti utilizzi; dalle tinture medicinali al sostentamento in natura – può essere usato per il fuoco, e alcuni tipi possono essere mangiati. Abbiamo pensato che fosse una parola interessante, che lasciava abbastanza ambiguità da permettere alla band di non essere limitata dai limiti del genere, o da un nome non adatto a ciò in cui potremmo eventualmente evolvere.

PARLIAMO DEL NUOVO ALBUM. DOPO IL NOTEVOLE DEBUTTO E IL SECONDO ALBUM, IN POCHI ANNI SIETE GIÀ AL TERZO LAVORO, CHE SEMBRA UNA SINTESI PERFETTA DI CIÒ CHE SONO GLI USNEA: UN MIX DI DOOM, PSICHEDELIA OSCURA, ALCUNI ELEMENTI DI BLACK METAL, TUTTI MESCOLATI CON UNA GRANDE CAPACITÀ DI PROIETTARE GLI ASCOLTATORI IN UNO STATO DI PROFONDA RIFLESSIONE, ATMOSFERA E MALINCONIA. SEI D’ACCORDO?
– È sicuramente quello che spero i nostri ascoltatori sperimentino ascoltandoci. La mia musica preferita spesso mi porta in un altro luogo mentale, emotivo e ‘spirituale’… Se la musica può comunicare a un’altra parte di qualcuno, come un linguaggio rivolto esattamente a lui, ecco, è quello che vogliamo fare. Penso che avere un lato malinconico nella musica sia solo un onesto riflesso della nostra realtà. L’esistenza è dolore e decadenza e anche se ci sono molte cose belle nell’essere vivi, siamo tutti nati con la consapevolezza che noi stessi e il mondo intorno a noi moriremo. C’è solo questo momento, da vivere, e avere questo tipo di onestà e chiarezza è, a mio parere, ciò che dovrebbe rappresentare la musica. La musica viene ascoltata in un determinato momento dall’ascoltatore, i suoi effetti ne pervadono la mente in tempo reale, anche se quel brano è stato composto molto tempo fa.

IN ALCUNE CANZONI, COME “EIDOLONS AND THE INCREATE” O “DEMON HAUNTED WORLD”, C’È UNA FORTE EREDITÀ DEL SUONO DEATH-DOOM INGLESE ORIGINALE, PENSO SPECIALMENTE AI MY DYING BRIDE. POSSONO ESSERE CONSIDERATI UNA DELLE PRINCIPALI INFLUENZE DEGLI USNEA?
– Posso parlare solo per me stesso, ma i My Dying Bride mi piacciono davvero molto, anche se non direi che sono necessariamente una delle nostre principali influenze. Semmai, hanno influenzato band contemporanee da cui poi noi abbiamo tratto influenza. La mia prima introduzione al funeral doom/death è stata con la seconda ondata di inizio Duemila, con band come Asunder, Laudanum, Anhedonist e Ahab, che poi mi hanno avvicinato a gruppi incredibili come Thergothon, Evoken, Mournful Congregation e My Dying Bride.

ALTRE BAND A CUI VENITE TALVOLTA ASSOCIATI SONO YOB O NEUROSIS; BAND MOLTO DIVERSE CHE CONDIVIDONO IL GUSTO PER PAESAGGI SONORI LUNGHI, ELABORATI ED EMOZIONANTI, PROPRIO COME GLI USNEA. VI RITENETE PARTE DI UNA VERA E PROPRIA ‘SCENA AMERICANA’?
– È quasi imbarazzante essere associato a Yob e Neurosis, sono entrambe band che hanno una discografia enorme rispetto a noi, e hanno cambiato il volto di questo genere. Entrambi sono immensamente influenti per noi, sia da un punto di vista sonoro che come persone dall’integrità a cui guardare con rispetto. Che gli Usnea vengano considerati parte del loro mondo musicale è un complimento fantastico, ma non oserei mettermi al loro livello. Sicuramente facciamo parte di una generazione di band metal underground che si sono fatte le ossa agli stessi concerti e con lo stesso percorso, penso ai nostri amici Bell Witch, Forn, Lycus, Loss… band che traggono ispirazione da fonti simili alle nostre, e hanno il nostro stesso background.

PARLANDO DEI TESTI, NELLE NOTE DELL’ALBUM CI SONO RIFERIMENTI A SCRITTORI COME GENE WOLFE O FRANK HERBERT. TI PIACEREBBE RACCONTARCI UN PO’ PIÙ NEL DETTAGLIO I CONTENUTI LIRICI?
– Il concept di questo album è basato sul nostro amore per la fantascienza distopica. Joel, Zeke e io siamo tutti gli appassionati di fantascienza e uno degli aspetti che preferisco della fantascienza è che attraverso la finzione offre una visione sulla nostra società. Orwell stava parlando ai suoi contemporanei, quando scrisse “1984” o “La Fattoria Degli Animali” anche se, per come si sono svolti gli eventi, parla anche a noi. Per questo album, Joel e io abbiamo cercato di assemblare una narrazione basata su alcuni romanzi che abbiamo trovato particolarmente coinvolgenti e interessanti, quindi ognuna delle cinque canzoni si basa su un romanzo – o diversi romanzi, a volte. Il mondo oscuro e minaccioso de “L’Ombra Del Torturatore” di Gene Wolfe è il punto di ingresso e “Dune” di Frank Herbert è quello d’uscita. Il viaggio passa attraverso “La Falce Dei Cieli” di Ursula Le Guin, “Il Racconto Dell’Ancella” di Margaret Atwood e “Il Mondo Infestato Dai Demoni” di Carl Sagan (sottotitolo italiano: “La scienza e il nuovo oscurantismo”, importante opera di divulgazione scientifica, ndR) prima di presentarci il folle mondo psichedelico che è “Valis” di Philip K. Dick. In sostanza, ognuna di queste storie esamina gli aspetti più oscuri della psiche umana: il nostro ego, i nostri impulsi, i nostri istinti egoistici e i risultati verso cui ci sforziamo, ma che spesso non riusciamo a raggiungere.

A DIRLA TUTTA C’È UN ALTRO SCRITTORE CHE CI VIENE IN MENTE ASCOLTANDO LE VOSTRE CANZONI, OSSIA HOWARD PHILLIPS LOVECRAFT: I PAESAGGI CANGIANTI E IPNOTICI CHE CREATE SI ABBINANO PERFETTAMENTE AD ALCUNE DELLE SUE STORIE.
– Oh sì, adoriamo i mondi creati da Lovecraft. Era un visionario e la sua influenza è lì, solo non volevamo essere un’altra band che evocava i Grandi Antichi. Alcune grandi band sono venute prima di noi e l’hanno fatto (mi vengono in mente Moss e Aldebaran), noi volevamo esplorare un nuovo territorio. L’oscurità di Lovecraft è piuttosto evidente nella serie “Il Libro Del Nuovo Sole” di Gene Wolfe, che è parte delle nostre fonti di ispirazione (“L’Ombra Del Torturatore ” è il primo libro della serie).

STANDO AI TUOI PROFILI SOCIAL, È EVIDENTE L’ATTENZIONE CHE HAI VERSO I DIRITTI DEGLI ANIMALI E LA MATERIA ECOLOGICA IN GENERE. LO VEDI COME UN TEMA RILEVANTE ANCHE NEGLI USNEA? SIETE IN QUALCHE MODO LEGATI AL COSIDDETTO CASCADIAN BLACK METAL, RIGUARDO A QUESTI TEMI?
– La mia politica personale non è la politica della band. Non parlo per tutto il gruppo quando parlo delle mie idee, però sì, sono vegano e mi occupo molto dei diritti degli animali e della consapevolezza ecologica. Alcuni di questi punti di vista non possono fare a meno di trovare un loro posto nei nostri testi, ma non sono al centro dell’attenzione e non cerchiamo di essere una band che usa i propri testi per convincere gli altri di qualsiasi tipo di posizione politica. Al contrario, i nostri testi tendono a riflettere sugli effetti del modo in cui la società umana si è comportata e continua a comportarsi; piuttosto che offrire soluzioni, ci lamentiamo per il continuo lascito di brutalità cui tutti contribuiamo. Non ci consideriamo parte della scena Cascadian, anche se ci piacciono e siamo amici di alcune band che rientrano n tale etichetta.

NEL RECENTE TOUR EUROPEO SIETE STATI DI NUOVO AL FIANCO DEGLI UFOMAMMUT. IMMAGINO SIATE BUONI AMICI ORMAI! QUALI ALTRE BAND CONSIDERI A VOI VICINE O VORRESTI SUGGERIRE AI NOSTRI LETTORI?
– Gli Ufomammut sono diventati grandi amici quando siamo stati in giro assieme negli Stati Uniti per quattro settimane nel 2015. Sono ricomparsi al nostro show di Bologna dell’anno scorso con gli Inverloch e volevamo decisamente stare di nuovo in giro con loro, quindi sono molto contento che sia successo! Ci sono molte band a cui siamo legati, alcune che ho già menzionato come Bell Witch, Forn e Lycus. Altre grandi band a cui i vostri lettori potrebbero dare un ascolto sono gli Hell (quelli di Salem, Oregon), i Drouth (nostri amici di Portland), Pendulous, Hands of Thieves, Will (anche loro di Portland), i nostri precedenti compagni di tour in Europa Inverloch, Necrot, Acephalix, Blood Incantation, Atriarch, Dispirit… la lista potrebbe davvero andare avanti a lungo, eheheh. Tutte queste band sono grandiose.

SEMPRE PARLANDO DEL TOUR, HO NOTATO CHE AVETE SALTATO L’ITALIA COMPLETAMENTE. POSSO CHIEDERTI SE CI SONO STATI PROBLEMI CON I PROMOTER O CI È SOLO ANDATA MALE?
– Mi piacerebbe suonare di nuovo in Italia e, in effetti tre di noi sono stati una settimana in vacanza dalle vostre parti a fine tour… che sfortunatamente è stato programmato senza poter includere date qui!

 

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